https://www.pupia.tv - Roma - Presentazione dell'Associazione Nazionale Cavalieri di Vittorio Veneto - Conferenza stampa di Piero Fassino (03.04.25)
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00:00Allora, grazie di aver raccolto questo invito. Come sapete è dedicata a
00:08presentare l'attività dell'Associazione Nazionale Cavalieri di Vittorio Veneto.
00:15Quanto sia importante questa associazione, tutti lo sappiamo, perché
00:20rappresenta l'elemento più importante di memoria della Prima Guerra Mondiale, di
00:27quello che ha rappresentato nella storia del Paese la Prima Guerra Mondiale
00:32come il momento del compimento dell'unificazione nazionale del Paese e
00:39quindi l'associazione che in una fase di rivitalizzazione ha chiesto giustamente
00:46di poter aver l'occasione di presentare la propria attività e quindi qui con me
00:52sono il Presidente Nazionale dell'Associazione, il Presidente Nazionale
00:59di ASSOARMA, che tutti conoscete perché è l'associazione appunto che tiene conto
01:05che rappresenta tutte le associazioni d'arma e Barbara Denardi, che oltre che
01:11Vice Presidente Nazionale dell'Associazione è anche Assessore al
01:16Comune di Vittorio Veneto, che è appunto il comune, diciamo, che è direttamente
01:21investito e coinvolto dall'attività dell'Associazione.
01:27Quindi credo che possiamo cominciare dando la parola in primo luogo al
01:33Presidente Prodromo, che invito a parlare.
01:40Pronto? Io ringrazio tutti, non pensavo di oggi di sedermi qua a questo tavolo
01:54dove, grazie devo dire alla mia Vice Presidente, ha dato una grossa spinta per
02:04questa cosa. Devo dire sinceramente, tre mesi fa è
02:11stato rinnovato il Consiglio Nazionale, dove veramente ha preso avvio a dare
02:17sostanza a questa cosa. È partito un po', diciamo, nel 2018, quando in quelle
02:25manifestazioni si celebrava il centenario e sono venuti a mancare, come
02:31ben saprete, le persone, i cavalieri erano morti tutti quanti, quindi qualcuno, più
02:39di qualcuno, pensava che questa cosa fosse chiusa.
02:45Ripeto, in collaborazione fortissima del Comune, che ha preso, diciamo, coscienza
02:50di questa cosa un po' dormiente, abbiamo ricostituito il nuovo Consiglio, cioè
02:57attraverso di un comitato promotore si è proposto questa cosa al Comune, che ne ha
03:02fatto sua, a pieno titolo, in quanto era l'unico socio che ancora è rimasto in
03:08vita. Meno male, perché da qualche altra parte era
03:12nata qualche associazione con il nostro cognome, il titolo. Abbiamo venuto a posto le
03:19cose e da tre anni noi sfiliamo a Roma con il nostro gonfalone nazionale, della
03:24Presidenza nazionale. Ecco, io vi ringrazio tutti quanti, non so se mi
03:30giamberò perché, ripeto, sono molto emozionato, è la prima volta che mi trovo, io
03:35sono più una persona da fare che una persona dove parla tanto, insomma.
03:42Vorrei rileggere un po' la storia dei cavalieri di Vittorio Veneto e
03:47quella che, in qualche modo, noi intendiamo fortissimamente portare
03:52avanti questa cosa, perché da tutte le parti d'Italia ci arrivano segnalazioni,
03:57il Comune già rilasciava attestati di cittadinanza onoraria e volevano delle
04:03coppie, perché succedeva che solo il primo della famiglia aveva questo
04:09attestato di, diciamo, di titolo. Adesso che io sono anche Presidente della
04:17Consulta dell'Associazione d'Armi a Vittorio Veneto, queste due cose assieme
04:22fanno in modo che tutte le richieste che ci arrivano tutti i giorni vengano
04:27evase e fino adesso ne abbiamo esploitato oltre 5.000-7.000 di queste
04:34domande, però al momento, diciamo la cosa ancora nel limbo, oggi questa cosa darÃ
04:41sicuramente ufficialità a questa associazione, rinata associazione, quindi
04:48siamo i giovani, siamo gli eredi e mia moglie, che mi segue, è un'erede dei
04:52cavalieri di Vittorio Veneto. Detto questo leggo, ripeto scusatemi se
04:58finciamo, perché sono molto emozionato e con profondo affetto e sincera emozione
05:05che oggi prendo la parola davanti a questa illustre assemblea per ricordare
05:11e riaffermare il valore dell'istituzione che incarna la memoria, il sacrificio e il
05:17dovere verso la Patria, l'Ordine dei Cavalieri di Vittorio Veneto.
05:21L'Ordine dei Cavalieri di Vittorio Veneto è un ordine cavaleresco istituito nel
05:271968 in occasione del 50esimo anniversario della conclusione del primo
05:32conflitto mondiale. L'ordine fu istituito su proposta del
05:36senatore Aldo Rossini, parlamentare nuovarese, e venne approvato e convertito
05:41nella legge 263 1968. L'ordine cavaleresco trovava la sua ragione
05:47d'essere nella gratitudine che lo Stato intendeva dimostrare nei confronti dei
05:53combattenti di quel conflitto. Il titolo onorifico era destinata a quei
05:57retici della Prima Guerra Mondiale, senza distinzione di grado arma, che alla
06:02data del primo gennaio 1968 fossero ancora in vita, potessero dei benefici
06:07civili, potessero dimostrare attraverso il foglio matricolare di aver trascorso
06:12almeno sei mesi continuativi sulla prima linea in zona operazione. Il
06:18riconoscimento del possesso dei requisiti richiesti dava diritto al
06:21conferimento del titolo di Cavaliere. Unico per tutti e veniva formalizzato
06:26con il rilascio di un diploma cartaceo che, in nome del Capo dello Stato,
06:30congedeva il riconoscimento. Sul diploma erano raffigurati i simboli delle
06:36città di Trento e Trieste. A testimonianza dell'importanza di questo
06:40riconoscimento, adesso si accompagnano simboli concrete, una croce da
06:45indossare con orgoglio, una medaglia d'oro e un assegno vitalizio, piccolo
06:50nel valore economico ma immenso nel significato morale. La proposta di legge
06:59del senatore Aldo Rossini, che era anche Presidente dell'Associazione Nazionale
07:02del Quante, prevedeva che il titolo fosse accessibile anche ai combattenti
07:07dell'esercito austro-ungarico che fossero diventati cittadini italiani per
07:12effetto dell'annessione dei territori già soggetti all'esodo. Il conferimento
07:18non era automatico ma era concesso su richiesta dell'interessato che poteva
07:22dimostrare, per il tramite del comune di residenza, di averne i requisiti. Con il
07:28Tempolo nell'efficienza venne stessa al personale delle organizzazioni
07:31umanitarie e civili, come la Croce Rosso Italiana e il Sovrano Militare Ordine di
07:36Malta, che però avessero prestato servizio nelle organizzazioni sanitarie
07:40di prima linea, come ad esempio gli ospedali a campo. Fu persino e
07:46giustamente riconosciuto il servizio prestato dalle cosiddette portatrici
07:50carniche, di cui la medaglia d'oro al valore militare Maria Posner,
07:55illustrissimo esempio. La legge mise a capo dell'Ordine Cavalereschi e
08:00Presidente della Repubblica e quindi primo capo dell'Ordine fu l'Onorevole
08:04Giuseppe Saragat. Il capo dell'Ordine delegò un generale a presiedere il
08:09Consiglio dell'Ordine per l'esame delle richieste. Il Consiglio era presieduto
08:14da un generale di grado non inferiore al generale di Corpo d'Armata e anche gli
08:19altri quattro membri del Consiglio dovevano rivestire il grado di generale
08:23o ammiraglio. Quasi aveva a tre e si parte del Consiglio il Presidente
08:28Nazionale dell'Associazione Nazionale Combattente Eredici.
08:32Compressivamente l'Ordine riconobbe il titolo a 1.152.402
08:38avendo il diritto di soddisfazione. I limiti imposti dalla legge.
08:44Questo numero potrebbe apparire limitato rispetto agli oltre 5 milioni di
08:49combattenti che furono richiamati durante il conflitto ma se si considera
08:54che nei 50 anni tra la conclusione del conflitto e l'istituzione del
08:58cavalierato molti combattenti non sopravvissero a
09:02causa degli esiti delle ferite riportate e dalla patologia acquisita nel corso
09:08della guerra. Comunque con il trascorrere del tempo
09:12dunque il numero degli insigniti andò via astottigliandosi fino ad
09:17aggerarsi con la morte a Milano del bersagliere Delfino Borroni avvenuto il
09:2226 ottobre 2008. Per effetto dell'articolo 2268,1 del
09:29decreto legislativo 66-2010 dell'ordine dell'ordinemento militare
09:36l'ordine di cavaliere di Vittorio Veneto venne abrogato. Una successiva modifica
09:41contenuta nel decreto legislativo 2012 getta modifiche e integrazioni al
09:47decreto legislativo 15 marzo 2010 numero 66 articolo 20,2 e articolo 10,8
09:55lo ripristinò mantenendo quindi formalmente in vita l'ordine
09:59cavaleresco. Dunque questa è l'origine legislativa dell'onoreficenza.
10:06In base a quanto finora detto gli insigniti si riunirono in una
10:12specifica associazione cui il primo presidente fu il
10:18professore Enrico Talin di Vittorio Veneto, decorato a valore militare e
10:23presso del locale liceo Marco Flaminio. La sede nazionale del
10:29sodalizio fu fissata 9-9 a Vittorio Veneto. Da più parti d'Italia è stato
10:36chiesto di non far morire questo sodalizio che riguarda una parte
10:39significativa della storia d'Italia, cui il popolo è attaccato e anche perché il
10:45simbolo di quel conflitto è rappresentato dal milito ignoto che
10:49rappresenta il sacrificio massimo di chi è stato un soldato per obbedire
10:54alle sagre leggi della patria. Il consiglio direttivo del rinato sodalizio
10:59ha esperso tutte le formalità previste dalla
11:04legislazione in vigore per modificare parte dello statuto originario
11:09sostituendo le figure dei combattenti con quelle dei discendenti dei cavalieri
11:13ed estendendolo a quanti hanno a cuore questa esistenza dell'ordine.
11:20E' per questo che siamo qui oggi a rappresentare alle associazioni
11:24combattenti sia d'arma e alle istituzioni che da quest'oggi formalmente prenda avvio
11:31questa avventura che siamo certi di portare a termine. Per concludere vorrei
11:35dire anche che è stato ripristinato l'originario compolone della presidenza
11:39nazionale ed è realizzato in Vittorio Veneto, in corso Vittorio Emanuele II,
11:45il Monumento Nazionale ai Cavalieri di Vittorio Veneto che è stato inaugurato
11:50il 31 gennaio 2004 e che, nello spirito dell'artista, rappresenta una trincea.
11:57Concludendolo posso che non considerare che i nostri nonni cavalieri dell'ordine
12:02di Vittorio Veneto uno alla volta hanno baciato la nostra bandiera e hanno
12:06possato lo zaino a terra, ma la gratitudine e il loro ricordo non
12:10dovrebbe morire mai. Grazie per l'attenzione.
12:17Grazie. Adesso diamo la parola a Paolo Gerometta che è il Presidente Nazionale
12:22dell'Asso Arma. Grazie. Io decido prima di ogni cosa
12:32ringraziare l'Onorevole Piero Fassino per la presentazione e per la sua presenza.
12:42Inoltre vorrei ringraziare il Presidente Nazionale dell'Associazione Nazionale
12:47Cavalieri di Vittorio Veneto, il Cavaliere Gabriele Prodomo, Barbara
12:52Denardi che ci conosciamo da un po' di tempo e abbiamo operato diverse volte
12:58nei nostri ambiti e desidero veramente di cuore portarvi il saluto di tutta
13:04quella che è Asso Arma. Asso Arma chi è?
13:11Allora diamogli un po' un quadro, questi acronimi, così ci capiamo un po'
13:17tutti meglio. Asso Arma rappresenta una sorta di rete associativa, una rete
13:22associativa che da qualche giorno rappresenta 40 associazioni perché
13:29l'altro giorno proprio il Consiglio Nazionale ha dato la possibilitÃ
13:35all'Associazione Nazionale della divisione Acqui di entrare e far parte,
13:41quindi parliamo di Cefalonia, di entrare e far parte di Asso Arma, della quarantesima
13:46associazione che entra a far parte. All'incirca, all'insieme di tutte le
13:53associazioni che la compongono, ha creato una, ripeto, rete associativa di circa
13:59quasi un milione di iscritti complessivi.
14:05Questo è quello che siamo oggi e quello con cui ci vogliamo proiettare il
14:11futuro. Però noi veniamo un po' più da lontano,
14:17perché le nostre associazioni nascono subito dopo lo Statuto Albertino, 1848 e
14:24nascono con le cosiddette associazioni di mutua assistenza tra militari in
14:30congedo ed erano appunto i cosiddetti redditi già dalla Prima Guerra
14:35dell'Indipendenza. Si creavano, si sono create proprio queste
14:39associazioni di mutua assistenza tra questi militari per scopi di, come dice
14:47il termine stesso, di mutua assistenza tra di loro e di aiuto delle famiglie e
14:55soprattutto delle famiglie dei caduti. Nascono da questo, quindi hanno un
15:01diciamo un pregresso proprio sociale molto forte ma però all'interno di
15:09quella che erano la compagine militare. Le associazioni hanno avuto varie
15:14evoluzioni negli anni perché ovviamente hanno seguito la storia dell'Italia,
15:22praticamente staffa staffa con l'Italia hanno progredito fino ad arrivare ai
15:28giorni nostri dove a un certo punto si è sentita la necessità di creare una
15:34sorta di coordinamento interno più stretto ed ecco che nel 68 nasce a sua
15:39arma proprio con questo compito, quello di avere una cabina di regia attraverso
15:44la quale poter coordinare tutte le attività che vengono svolte sul
15:50territorio nazionale insieme, tutte insieme, quindi utilizzando e lavorandosi
15:56gentilmente tutte le 40 associazioni. Quello che diciamo lega tutte queste
16:06associazioni sono sono questo diciamo bagaglio, questo sistema di valori e di
16:16relazioni interpersonali sociali che per molti anni si sono basati sulla
16:22comune appartenenza allo spirito di corpo, ecco le associazioni d'arma, lo
16:26spirito di corpo e l'abitudine a osservare un certo uguale regolamento di
16:33disciplina e io direi anche un'abitudine all'autodisciplina,
16:38all'autodisciplina che costantistingue poi lo status anche di militare perché
16:43il militare non è soltanto uno che segue un regolamento ma si sa anche
16:48autoregolare proprio sulla base di questo di questo sistema di valori e
16:55tutto questo per valorizzare proprio il senso della collettività e della
17:00coesione sociale. Poi con la fine del servizio di leva è
17:05cambiato un po' tutto, diciamo l'environment e sono venuti a meno
17:13quello che era il flusso di ex appartenenti, cioè di coloro che avevano
17:19indossato un uniforme e si ritrovavano nelle associazioni per poter proseguire
17:24il loro servizio perché lo spirito di servizio è una diciamo stella polare
17:32fondamentale nell'ambito associativo, nell'ambito poi delle associazioni a
17:36favore di tutta la collettività , non solo più come all'inizio all'interno del
17:43proprio ambito delle famiglie, dei caduti, dei feriti, ma apprendosi proprio
17:48alla società intera e apportando questo supporto, questo
17:54servizio, perché è un vero e proprio servizio, alla collettività . Da quel
17:59momento le associazioni hanno incominciato una nuova sfida che sarÃ
18:03poi la sfida nostra del futuro, cioè quella di riuscire a continuare a
18:08svolgere questa nostra funzione di rete etico valoriale anche in assenza di
18:17quello che era il bacino della leva. E stanno aumentando in molte
18:22associazioni gradualmente la presenza di soci che non hanno mai fatto
18:29servizio militare, che non hanno mai indossato l'uniforme, ma che si
18:34avvicinano alle nostre associazioni perché ne condividono valori, scopi e
18:39finalità . E stanno un po' per volta diventando un vero link, un vero
18:46anello di congiunzione tra quello che è l'ambito militare della difesa con
18:51l'intera società . E questo fornisce anche la possibilità di poter esportare
18:59nell'ambito della società un aspetto che ritengo importante, quello di
19:05comunque approfondire la cultura militare, la cultura della difesa. Perché
19:09la cultura della difesa non appartiene assolutamente solo agli addetti lavori,
19:14appartiene a tutti i cittadini perché la difesa è qualcosa a cui tutti i cittadini
19:18devono pensare, ma devono soprattutto dare il loro apporto anche di pensiero.
19:28In questo senso molte associazioni svolgono delle attività e si mettono di
19:35vario genere, perché noi andiamo dalla protezione civile, andiamo al supporto
19:41sanitario, all'ultima, ve ne cito perché è inutile che sto a farvi lunghi
19:48elenchi di quello che facciamo, che ci vorrebbe penso due o tre ore,
19:52l'ultima è proprio l'altro giorno che abbiamo firmato una convenzione nella
19:55provincia di Lecce e il nostro personale appartenente a varie associazioni farÃ
20:00servizio di supporto diretto alle guardie mediche, in maniera da
20:07cercare di fronteggiare in qualche modo questo triste fenomeno delle
20:13aggressioni, della violenza nei confronti. Quindi saranno dei presidi fissi che
20:19daranno la possibilità di fare da una parte deterrenza e dall'altra di poter
20:24intervenire a salvaguardia di queste persone, avvertendo immediatamente le
20:29forze di polizia, facendo intervenire le forze di polizia in maniera tempestiva.
20:33Ecco, questa è una tipologia nuova di servizio che stiamo sviluppando, lo
20:36stiamo facendo anche per alcuni centri museali, anche a
20:43Torino, a Grand Madre, eccetera, per salvaguardare poi per esempio alcuni siti
20:50di interesse culturale e storico e dal vandalismo, anche da questi nuovi
20:56tipi di atti vandalici che purtroppo vediamo spesso accadere.
21:03Ma questa è una parte che diciamo sta evolvendo man mano con lo sviluppo
21:12anche di quella della società , ma poi rimane una parte che qui si lega
21:18proprio agli amici dell'Associazione Cavalieri, che è quella legata al
21:26mantenere vivo il culto della patria, l'attaccamento dei valori
21:33ai vari componenti militari. Teniamo conto che a sua arma non è solo
21:39esercito e marine aeronauti, a sua arma ingloba nel suo ambito anche le forze di
21:47Polizia, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato,
21:51il Corpo Militare della Croce Rossa e altre varie.
21:57Quindi siamo un compresso che va anche oltre la difesa. Quello che noi vogliamo
22:05portare avanti e mantenere alto sono sia le tradizioni, sia come dicevo prima la
22:15rete eticolo-valoriare, ma anche la memoria, ecco che veniamo, ma anche la
22:19memoria di coloro che credendo nel dovere verso la patria e le sue
22:26istituzioni ne hanno sacrificato anche la vita.
22:31E questo sì certo lo stiamo portando avanti con una serie di attività anche
22:37in ambito museale, in ambito dei vari cimiteri di guerra e quant'altro, ma
22:44io credo che sia importante anche effettuarlo, come questa rete si sta
22:51già sviluppando, anche portando la conoscenza e la cultura dei fatti
22:56storici nell'ambito della società e soprattutto delle scuole e soprattutto di
23:02quelle che sono le nuove generazioni.
23:07Io credo che questo discorso relativo alla memoria sia molto
23:15importante, non è secondaria. A volte si cerca un po' di metterlo, ma non è in
23:21secondo piano, per noi è lo stesso valore degli altri compiti che abbiamo, anzi
23:25per l'universo è forse il più sacrale dei compiti che abbiamo. Perché? Perché la
23:32storia come vedete si ripete, la storia anche di oggi ci mette di fronte anche
23:38qui ai compromessi che vengono a volte portati a termine e che sono sempre
23:45attuali, sono stati nel passato ma lo sono anche oggi, lo saranno anche domani.
23:50Perché io mi chiedo e vi chiedo chi non si è trovato davanti dei bivi, perché la
24:00vita ci presenta sempre dei bivi, ci presenta sempre dei bivi con la
24:05possibilità di scegliere tra strade facili e apparentemente anche luminose,
24:14agevoli e strade difficili e dignitose, come quelle che si sono trovati i caduti
24:21della prima guerra mondiale, che noi oggi ricordiamo. Spesso la volontà , la lealtà ,
24:29il senso di appartenenza, il senso del dovere, lo spirito di servizio sono delle
24:35virtù che vengono molto spesso dimenticate perché sono soprafatte dalle
24:41facili soluzioni. Oggi quello in questo mondo attuale molto individualistico
24:46sono le facili soluzioni che hanno la predominanza. Tutto quello che è
24:50sacrificio, quello che è impegno, quello che è dedizione, quello che è senso del
24:54dovere, viene sempre un attimo messo in una posizione ancillare.
25:00Ma io credo che chi ha sofferto per un principio e per la lealtà , come i caduti
25:09della prima guerra mondiale, ci ha dimostrato una grande cosa, ci ha
25:13dimostrato che le cosiddette quelle che molti storici chiamano le guerre della
25:20dignità si possono vincere. Non è vero che non si possono vincere. Si possono
25:26vincere perché lo vogliamo noi. Siamo noi con i nostri valori che le
25:32riusciamo a vincere. E per cui l'esperienza di queste persone, quello
25:38che queste persone hanno vissuto, non può e non deve morire con loro.
25:44Ecco perché è importante che ci siano poi delle associazioni che portano
25:48avanti questi messaggi. Ma deve diventare storia attuale e deve
25:55essere trasmessa, ma per essere trasmessa deve essere conosciuta e soprattutto
26:01deve essere trasmessa non soltanto attraverso le conferenze, non soltanto
26:07attraverso diciamo quello che possono essere le varie attività culturali,
26:13deve essere soprattutto trasmessa attraverso l'esempio. E l'esempio lo danno
26:17le nostre generazioni. Dobbiamo essere noi come generazioni a dare l'esempio
26:22a quelle più giovani, perché la vera trasmissione di valori avviene attraverso
26:26l'esempio. E noi militari sappiamo bene cosa significa l'esempio.
26:32In situazioni, quelle più difficili, dolorose, come appunto le guerre, questi
26:38uomini ci hanno dimostrato che si può resistere, che si può vincere e che è
26:44solo la nostra volontà e la nostra integrità che ci permettono di essere
26:52degni cittadini di questo mondo. Noi quindi di fronte a questi esempi
26:59dobbiamo raccogliere questo testimone, non lasciare che rimanga perduto da
27:05qualche parte o che diventi soltanto una lapide che ce lo ricorda. Farlo nostro,
27:12ecco l'esempio, cioè farlo nostro per diventare esempio e passarlo ai nostri
27:18discendenti perché sappiano che esistono delle alternative alle losing e ai
27:23compromessi. La storia è importante quando noi
27:32riusciamo a tramandare questi valori. Ed è la nostra missione, ed è la missione
27:39delle nostre associazioni, è questo che noi ci poniamo nella nostra mission, perché
27:44rendere onore a questi uomini e dare ai giovani la speranza che esista un'alternativa.
27:52Quindi non è un rendere onore fino a se stesso, ma è un rendere onore che ci serve
27:58anche appunto per dare una speranza, un futuro concettuale ai nostri giovani.
28:05Per cui la memoria è importante, perché la memoria mette a riparo anche dagli
28:11errori che sono stati commessi nel passato. Bisogna studiare la storia, anche
28:17la storia delle guerre, perché soltanto attraverso la storia delle guerre si può
28:23pensare alla pace del domani, perché se non si conosce le guerre non si può
28:28pensare alla pace. Per cui, ripeto, ci mette a riparo la storia, la memoria dagli
28:39errori commessi nel passato, e allo stesso tempo ci tramanda degli insegnamenti
28:43attraverso la vita di chi l'ha vissuta prima di noi. Ecco quello che è
28:47importante. Quindi la memoria è uno strumento potente,
28:50potentissimo, e spero che anche questa occasione, come altre dove parliamo di
28:56questi aspetti, ci consenta di lasciare dentro ognuno di noi e dentro ognuno che
29:03ci ascolta un messaggio positivo e quanto mai utile per il presente e per
29:10il futuro di tutti noi. Questo messaggio è il messaggio del
29:16tramandare i valori e di mantenere salda e viva la memoria. Grazie.
29:24Grazie Presidente. Adesso diamo la parola all'Avvocatessa Denardi, che è Vice
29:33Presidente dell'Associazione dei Cavalieri Vittorio Veneto e anche
29:38Assessore al Comune di Vittorio Veneto e come sapete ha magliaparsi tutta
29:44l'attività di memoria di quello che fu la Prima Guerra Mondiale del 1918 e
29:50tutto ciò che era precedente quell'anno. Prego.
29:58Grazie. Lasciatemi iniziare con una serie di ringraziamenti che non sono in
30:04ordine di priorità , di importanza o altro. Anzitutto all'Onore Vallefassino,
30:13Vice Presidente della Commissione Difesa della Camera, che ci consente oggi di
30:18essere qui a parlare a tutti voi, a chi segue la diretta di questa conferenza
30:25stampa. Al Presidente Giorometta, che ha voluto essere qui oggi e che ha fatto
30:30questo discorso bellissimo che tutti quanti voi avete seguito. A tutti voi che
30:35siete qui oggi e che con la vostra presenza segnalate l'importanza di
30:43questo momento. Lasciatemi ringraziare anche tutti
30:49coloro, non faccio nomi perché sennò rischiamo di perdere qualcuno e non è
30:54mai bello, di tutti coloro che hanno lavorato in passato e stanno
30:59continuando a lavorare per la vita di questa associazione, per la rinascita di
31:04questa associazione e perché gli obiettivi di questa associazione
31:09possono essere concretizzati. E chi ha lavorato in passato sta
31:14continuando a lavorare, chi ha iniziato poi a lavorare al
31:19Memoriale dei Cavalieri di Vittorio Veneto, che è conservato al Museo della
31:24Battaglia di Vittorio Veneto e chi appunto a partire dal Cavaliere Gobbato
31:29lo ha realizzato e implementato, perché tutti questi elementi concorrono a
31:38realizzare quello che stiamo presentando oggi. L'obiettivo d'ora in avanti, avete
31:45sentito la storia di questa associazione, l'obiettivo d'ora in avanti è quello di
31:50svilupparla, rifarla attivamente crescere, perché solo crescendo questa
31:57associazione può essere in grado di realizzare effettivamente i propri
32:01scopi statutari. Un'associazione con pochi iscritti è di per sé un'associazione che
32:05è in grado di fare poco e un'associazione che è isolata dalle
32:10altre, ancora meno proprio per questo esistono i coordinamenti come Asso Arma
32:14in cui abbiamo parlato prima. Tra gli scopi statutari dell'associazione
32:19ve ne dico solo qualcuno, perpetuare la memoria dei caduti della grande guerra
32:2215-18, promuovere tutte le iniziative atte a difendere e a realizzare tra gli
32:27associati, i cittadini e in particolare i giovani, i principi di solidarietÃ
32:32nazionale, onorare la memoria dei cavalieri dell'ordine di Vittorio
32:35Veneto, difendere l'unità e i valori della nazione della Costituzione
32:39Repubblicana, svolgere attività di ricerca e divulgazione storico-scientifica
32:44allo scopo di rafforzare e fornire materiale utile per consolidare il
32:48legame generazionale e la conoscenza storica della grande guerra.
32:52È impossibile fare ricerca, è impossibile fare divulgazione scientifica
32:57direttamente o indirettamente, senza energie umane, energie economiche, senza
33:02relazioni e senza diffusione sul territorio. È proprio per questo che è
33:06necessario e importante che questa associazione cresca, cresca in tutta
33:11Italia, possibilmente e anche all'estero. Io ero in
33:17videoconferenza con il conservatore dei musei di Mons in Belgio, lunedì, che ci ha
33:23detto che è molto importante con la collaborazione tra la nostra città e
33:27Vittorio Veneto, perché c'è una grande popolazione qui a Mons, che
33:35proviene dall'Italia, era una città mineraria Mons, tra le più importanti del
33:39Belgio, e quindi a maggior ragione sentono l'importanza di rafforzare la
33:44collaborazione, la cooperazione, anche in virtù delle comuni radici di una parte
33:50delle nostre persone, ma è semplicemente un esempio tra i tra i tanti. Sono
33:55personalmente perfettamente consapevole che, specie nell'attuale contesto
33:59internazionale, è complesso affrontare questi argomenti. C'è un rischio di
34:04enfatizzazioni, c'è un rischio che ritornino alle letture contrapposte che
34:08in passato, una cinquantina d'anni fa e anche di più, hanno creato seri problemi
34:14a una lettura obiettiva e serena e distesa dei fatti della Grande Guerra.
34:20A un secolo di distanza da quei fatti, nel rischio di ritrovarci di nuovo in
34:26conflitti di proporzioni globali, però, come diceva il Presidente Gerometta, è
34:30ancora più forte l'esigenza di rafforzare la conoscenza diffusa di
34:35quello che è avvenuto. Conoscenza della storia e conoscenza della memoria, perché
34:42i Cavalieri di Vittorio Veneto e tutta quella vicenda è una vicenda del tutto
34:48peculiare nel rapporto tra pubblico e privato, tra storia e memoria. È un punto
34:53di intersezione tra la storia ufficiale, quella del nostro Paese, la storia grande
34:57con la S maiuscola, e la memoria individuale e familiare.
35:03Molto spesso, quando io dico che sono di Vittorio Veneto, la risposta che arriva
35:08prima, immediata, è mi ricordo di mio nonno che era Cavaliere di Vittorio
35:14Veneto. Oppure, ieri ero al telefono con una persona che ho conosciuto
35:19telefonicamente ieri e la prima cosa che mi ha detto è stata
35:23ricordo a casa dei miei genitori, nel corridoio, l'attestato e la medaglia di
35:31mio nonno. Sono le reazioni che io credo di aver sentito centinaia di volte e è
35:38anche il motivo della particolarità di questa vicenda, come vi dicevo.
35:44Ognuno la legge secondo la propria storia familiare.
35:48Mio bisnonno, che combatte la Grande Guerra, non riuscì a diventare Cavaliere
35:53di Vittorio Veneto perché morì sul Lisonzo nel 17 e è sepolto al Re di Puglia.
35:59Altri, invece, ebbero la fortuna di superare il conflitto, magari la sventura
36:04di viverne un altro circa vent'anni dopo e di arrivare poi nel 68 a tenere il
36:12Cavalierato. A queste famiglie, a questi parenti, a queste memorie
36:21rispondiamo oggi attraverso il memoriale al Museo della Battaglia e
36:28attraverso la collaborazione con l'Associazione Cavaliere di Vittorio
36:31Veneto a chi vuole, facendo l'attestato relativo al conferimento
36:39all'epoca dell'originale onorificenza. Perché è importante per
36:50Vittorio Veneto tutto questo? Vittorio Veneto è una città identitaria.
36:54Non a caso nel 68 si scelse, 50 anni dopo la fine del conflitto, non nell'immediatezza
37:00del conflitto, che il Cavalierato fosse di Vittorio Veneto, non di Trento Trieste
37:04come qualcuno avrebbe magari potuto immaginare. La grande guerra viene fatta,
37:09si diceva, per Trento Trieste. Trieste a quell'epoca, tra l'altro, era già da un
37:15bel po' di anni ritornata completamente italiana, quindi non c'era neanche il
37:19problema di dire che era in amministrazione provvisoria.
37:23Vittorio Veneto viene scelta nel 68 perché di fatto rappresenta in quel
37:27momento l'unità nazionale. L'unità nazionale acquisita, quella effettiva, non
37:32quella politica istituzionale, ottenuta attraverso la drammatica esperienza
37:38della guerra di Trincea e, che è un caso pressoché unico nel panorama generale
37:43di quel conflitto, nella guerra bianca combattuta fra i 2000 e i 3000 metri di
37:47quota. Una delle guerre più atroce e difficili di tutto il conflitto, di cui,
37:53tra l'altro, la conscienza e la consapevolezza fuori dall'Italia è
38:00bassissima. Negli inglesi esiste sostanzialmente solo la guerra di
38:06Trincea in Francia, in parte la guerra in Medio Oriente, che però in realtà dal
38:11nostro punto di vista è quasi inesistente, al contrario. Una guerra
38:18difficilissima, combattuta appunto sui ghiacciai perenni, in mezzo alla neve,
38:24dove il rischio di morire per i colpi del nemico era forse inferiore rispetto
38:30al rischio di morire per slavine, valanghe, freddo e condizioni meteorologiche
38:37estreme. Quel conflitto fu un conflitto totale,
38:42fu il primo conflitto totale della storia che coinvolse per la prima volta
38:46in modo massiccio anche la popolazione civile.
38:50Il presidente Gerometta, che è nato in Friuli, forse ricorda che nei nostri
38:55territori quell'anno, l'anno fra la sconfitta di Caporetto e la vittoria di
39:02Vittorio Veneto, è chiamato ancora oggi, cento anni di distanza, l'anno della fame,
39:05perché in quell'anno tutta la popolazione civile e anche i soldati
39:10dell'esercito strongarico, perché questo va ricordato, morivano di fame come mosche,
39:15perché quella era la situazione. Lasciatemi fare un ultimo ragionamento.
39:25In Italia, secondo una stima del Ministro della Cultura, sono circa 12.000 i
39:30monumenti ai caduti presenti nei nostri comuni. È un fenomeno gigantesco,
39:37è un fenomeno che ha in qualche modo modificato anche il nostro paesaggio
39:44urbano, ma è un fenomeno del quale molto spesso non ci rendiamo neanche
39:51conto, perché ormai fa parte del paesaggio urbano che è inglobato in
39:55esso e lo diamo quasi per scontato. Ecco, ogni volta che passiamo davanti a uno di
40:01quei monumenti, pensiamo che quei monumenti rappresentano delle vite
40:05umane che non ci sono più e delle persone che, convinte o non convinte,
40:12consapevoli o non consapevoli di quali fossero le cose che andavano poi,
40:18le tragedie che andavano a vivere in quei campi di battaglia, hanno
40:24vissuto e hanno sopportato. Fossero interventisti, fossero pacifisti,
40:30fossero d'accordo o meno con quello che andavano a fare, però quella è la realtÃ
40:36della loro vita e della loro morte e questo va rispettato. Grazie.
40:43Grazie. Prima di tirare qualche rapidissima conclusione c'è qualcuno
40:50che ritiene di...
40:53Prego. A Vittorio Veneto esiste una chiesa dove abbiamo conservato tutte le
41:02bandiere dell'associazione d'arma e in particolare dove è custodito il
41:08gonfalone dei cavalieri di Vittorio Veneto, della presidenza nazionale.
41:13Questo diciamo già da molti anni, questa cosa, la consulta tiene, fa dei turni di
41:22servizio perché, come diceva il vicepresidente, ogni tanto vengono persone
41:29a chiedere e dicono il mio nonno era, faceva parte di quella... e noi abbiamo
41:36dovuto, ripeto, da 7-8 anni a sta parte, tutte le persone che arrivano a Vittorio
41:42Veneto in visita a questa chiesa, che è stata rilasciata dalla Curia, dove
41:48vengono permette dalla Marina, dall'Aeronautica e quant'altro, di conservare tutte le
41:53bandiere, anche storiche, che il Presidente della Repubblica nel 2019 ha
41:58filmato in registro. Vi ringrazio tutti.
42:04Qualcuno che desidera entrare? Prego.
42:12Scusi, lei ha detto che anche molti italiani che erano stati precedentemente
42:18sudditi dell'impero strongarico hanno fatto domande, potevano fare domanda, e
42:24come numero, quanti sono in percentuale? No, tanto per saperlo.
42:31Scusate, noi abbiamo circa 75.000 pagine dove sono registrati tutti i
42:39nominativi dei cavalieri. Io ho avuto piacere di conoscere, sarÃ
42:45un'erede delle importatrici carniche, dove anche lì dovremmo
42:52condattare, perché hanno necessità di chiarire anche questa cosa che sta
42:57dicendo lei, perché adesso il numero, non posso dirgli, sono 200 o 500 o 3000.
43:04Noi nel lavoro che stiamo facendo in segreteria tutti i giorni aperta, due
43:10ore a settimana, due ore al giorno, noi stiamo lavorando su questo, sia per
43:15rilasciare quei certificati che ha mostrato l'Avvocato, che più che
43:24alle importatrici carniche, io pensavo, che so, ai reduci del 97esimo reggimento di
43:31fanteria austriaco, per esempio, quello che diciamo italofono, ma pensavo anche a
43:37tutti i trentini mandati come gli Agatelli in Galizia, cioè tutta
43:43gente che bene o male ha combattuto, però vabbè, dall'altra parte, poveracci, però
43:49ecco, siccome non ignoravo che la domanda potessero farla anche
43:55loro, mi chiedevo quanti erano. Allora, mi spiego meglio,
44:00abbiamo già detto prima che questa richiesta possono farla anche gli eredi
44:04e tutto quanto. Ripeto, ci sono 75 mila pagine,
44:09lei se vuole si collega col sito dell'associazione, lì abbiamo tutto
44:14l'archivio, dove possiamo dare tutte le risposte che lei magari esige. Io al
44:19momento non ho i numeri, non posso dire perché sono molti,
44:23anzi, ripeto, tutti quegli ossari e quei monumenti li ho fatti quasi in
44:30negli ultimi sette anni, otto anni che ho cominciato a fare questa cosa,
44:35li ho visitati tutti, la Rete Puglia, Gavuretto e tutti gli ossari, e so che
44:40specialmente anche nel Trentino, da quelle parti lì, è molto sentita questa
44:44cosa, però se lei si collega sul sito, io c'ho il secretario che gli può dire in
44:49funzione di tutto quello che è necessario, e sono molti telefonanti che
44:53arrivano ogni giorno.
44:57Prego, sta seduto, se no non riesce a farsi sentire dal microfono.
45:06Grazie Presidente, io ho ascoltato con grande attenzione, rappresento il Comune
45:12di Terni, il Sindaco di Terni, ho un nonno Cavaliere Vittorio Veneto, sono un
45:18ufficiale dei Carabinieri in concedo e attualmente ho un incarico
45:21istituzionale nell'ambito del Comune di Terni.
45:25Ovviamente noi siamo particolarmente interessati a questa iniziativa, la
45:31riteniamo lodevole, ci domandiamo se oltre alla memoria storica dell'Associazione
45:39dei Cavalieri di Vittorio Veneto, gli sviluppi che sono stati indicati in
45:44questa conferenza, ovvero la rivitalizzazione di questa lodevole
45:51associazione in unione con Assoarma, gli sviluppi nell'ambito della societÃ
45:58civile, ovvero se ci verranno indicati dei dettagli perché li trovo
46:04particolarmente interessanti nell'impiego contro gli atti di vandalismo,
46:10nei pronto soccorso che hanno una emergenza da tutti conosciuti.
46:16Quindi noi saremmo molto interessati a conoscere nel concreto i dettagli di
46:21questo sviluppo. Le rispondo che ci sono già 13-14
46:29regioni dove si creeranno dei presidenti, non potevamo partire se non ci fosse
46:36state oggi, quindi erano tutte cose fatte un po' campate, così qualcuno
46:41potrebbe dire. Da oggi vi ringrazio di nuovo, noi possiamo avere più forza per
46:47fare queste cose. Io ripeto molto i contatti con queste
46:51regioni dove ci sono sicuramente persone di spessore, quattro amici a bar,
46:59attraverso l'associazione Unitarma noi creeremo dei presidenti per ogni regione
47:04dove si potrebbe ricreare di nuovo quello che era una volta quei
47:09cavalieri. Quindi ci vuole molto lavoro in questo, ma io sono convinto e siamo
47:13convinti che specialmente questo nuovo Consiglio nazionale, che è molto motivato
47:19a rispondere a tutte le esigenze, in funzione di quello che ha detto, della
47:23memoria. Non bisogna mai dimenticare.
47:28Altre domande?
47:32Farei qualche conclusione. Intanto io ringrazio naturalmente i nostri relatori che hanno
47:39già illustrato ampiamente le ragioni per cui
47:46l'associazione Cavalieri Vittorio Veneto, come qualsiasi altra associazione, non è
47:50un fenomeno reducistico. Questo è un primo punto. Spesso c'è il rischio
47:57che vengano letti o guardati da un pezzo dell'opinione pubblica come fenomeni
48:01reducistici. Mentre non è così. E le ragioni per cui le associazioni, ovviamente
48:10come quella di oggi, hanno un valore sono molteplici, sono state dette. C'è intanto
48:15un tema di trasmissione della memoria. Mano a mano che gli eventi si allontanano
48:21dalla nostra vita. Il rischio è che l'oblio li copra. È tutto ovvio.
48:28Io ho presente, per varie vicende familiari, eventi che sono accaduti sia nella Prima
48:39Guerra Mondiale come nella Seconda Guerra Mondiale, che sono stati e sono
48:45oggetto di commemorazione, ricostruzioni storiche, iniziative. Ma è ovvio che il
48:52passare del tempo li allontana dall'esperienza concreta, soprattutto
48:56delle generazioni che si succedono. Quindi io penso che questo tema della
49:02trasmissione della memoria sia un tema fondamentale. E la trasmissione della memoria non si fa
49:07soltanto ovviamente, diciamo, con la pedagogia scolastica classica o con la
49:13pedagogia, diciamo, giornalistica, ma si fa anche, come dire, con una presenza viva
49:19e concreta delle associazioni in un rapporto diretto con i cittadini.
49:25Penso all'importanza delle conferenze che molte associazioni d'arma
49:30sviluppano nelle scuole, andando a parlare agli studenti e mettendo gli
49:35studenti nelle condizioni di conoscere cose che forse conoscono se la
49:41famiglia li ha trasmesse. Mi è calduto a me, mio nonno, mio padre. Io sono cresciuto
49:47con la trasmissione di tutti gli eventi che hanno segnato il Novecento, ma non in
49:53tutte le famiglie così. Quindi noi abbiamo il dovere di mettere in grado le
49:59generazioni che si succedono di conoscere quello che è avvenuto prima,
50:03perché solo così si ha coscienza della propria identità individuale e
50:08collettiva e dell'identità nazionale e di chi si è, sostanzialmente.
50:14Questo è un primo compito. C'è un secondo compito, il Presidente
50:17Lassofarma ha illustrato ampiamente, ed è il ruolo
50:24che le associazioni d'arma svolgono nella vita civile del Paese. Io vengo da
50:30una regione alpina, il Piemonte, ho presente che cos'è l'ANA, che cos'è
50:34l'Associazione Nazionale Alpini, che è in ogni comune la più grande
50:38organizzazione di massa, in ogni comune delle nostre vallate.
50:46Io stesso sono stato, essendo nipote di un ufficiale degli Alpini,
50:54Presidente Onorario di una sezione dell'ANA. E da questo punto di vista il
51:02ruolo che le associazioni svolgono è fondamentale.
51:06Pensiamo, ogni volta che in questo Paese e purtroppo con una frequenza molto alta
51:11accadono eventi traumatici, terremoti, alluvioni o altre cose che sono legate al
51:21clima, come le associazioni sono un pezzo fondamentale del sistema della
51:26protezione civile. Pensiamo, ho fatto degli esempi, il
51:30Presidente, a come si è diffuso l'uso convenuto tra gli enti locali e le
51:37associazioni d'armi per una serie di servizi di pubblica utilità . Io, quando ero
51:42sindaco di Torino, ho fatto l'accordo con l'Associazione dei Carabinieri per la
51:45vigilanza dei parchi, con l'Associazione dei Bersaglieri per i musei, con
51:51l'Associazione Alpini, non c'era neanche bisogno di farlo perché sono dappertutto.
51:56Il parco della rimembranza che sarà oggetto di una celebrazione
52:02prossimamente e via di questo passo, cioè le associazioni, dai nonne vigili in
52:07avanti, tanto per dire che è una cosa largamente diffusa, è venuto crescendo e
52:14qui la responsabilità per rispondere a lei è molto semplice l'attivazione.
52:19Io avevo, a suo tempo, mi ha dato un indirizzo quando ero Presidente del Lancia
52:25Associazione Nazionale dei Comuni d'Italia, queste cose si fanno sulla base di un accordo tra
52:30l'autorità comunale e le associazioni di quel territorio. Molto semplice, sulla base di
52:35un accordo convenzionale che definisce le modalità con cui si utilizza questa
52:42forma di volontariato che viene messo a disposizione e con quali strumenti e con
52:49quali risorse. E c'è un terzo elemento per cui le
52:58associazioni sono importanti, è la loro dimensione.
53:02Io ero sindaco nel 2011, quando c'è stata la 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia e
53:09tutte le associazioni d'arma hanno fatto il raduno nazionale a Torino. Noi ogni
53:14settimana avevamo un'associazione dagli alpini, ovviamente, a tutti.
53:19Mi ero impressionato, ovviamente, partecipavo a tutti nella mia funzione istituzionale e centinaia centinaia centinaia migliaia di persone che
53:27alla fine sono venute a Torino in questo nastro impressionante che da marzo circa
53:35del 2011 a ottobre del 2011 ha invaso la città e l'ha fatta vivere e la cosa
53:41straordinaria è come la città ha vissuto questa presenza.
53:47Ovviamente, se siete arrivati agli alpini potete immaginare cosa è successo, diciamo, perché Torino è una città alpina, ma anche nei
53:55confronti di tutti gli altri raduni che ci sono stati, il grado di partecipazione
53:59dei cittadini, l'accoglienza, la simpatia, il rapporto, quindi straordinariamente
54:05importanti, straordinariamente importanti. Da questo punto di vista, quindi, per
54:12questo noi dobbiamo avere la consapevolezza che la vita di questa
54:17associazione non è un fatto reducistico, naturalmente c'è un fatto naturale.
54:23Quelli che hanno vissuto esperienze belliche mano a mano, diciamo, ci lasciano il
54:30decorrere del tempo, nessuno eterno, e rispetto alla Prima Guerra Mondiale, ormai noi non ci è stato ricordato, diciamo, l'ultimo che ci ha lasciato,
54:43rispetto alla Seconda Guerra Mondiale, cominciamo anche lì, perché sono passati
54:4680 anni, e quindi, come si rivitalizzano le
54:52associazioni? E qui, il Presidente della sua arma l'ha già detto, c'è l'apertura delle
54:56associazioni anche alla società civile, no? Naturalmente c'è sempre il problema di
55:02garantire che l'apertura non snaturi l'identità . Io ho presente, non faccio nomi, ma ho presente
55:09alcune associazioni in cui l'apertura rischia di snaturare l'identità . Però è un rischio, si governa,
55:16si gestisce, perché questo consente la continuità , la vitalizzazione, la
55:23trasmissione della memoria, insomma, è tutte le cose che abbiamo detto.
55:29Tra l'altro la Bancatessa Denardi ha citato un colloquio che ha avuto con il
55:39direttore del Museo di Mons questi giorni. Il Comune di Vittorio Veneto sta
55:45costruendo un'iniziativa molto significativa dal punto di vedere cose
55:49che stiamo discutendo, cioè un network di tutte le città che sono state sede di
55:54battaglie e che hanno musei che ricordano quelle battaglie, no? Che è un altro elemento di
56:01continuità , di trasmissione. Infatti a me ha colpito, ad un certo punto io vado in Giappone per una
56:09missione istituzionale e avevo due ore libere quando ho finito tutti i miei colloqui
56:19e chiedo all'ambasciatore, con queste due ore, secondo lei cosa mi consiglia andare a vedere?
56:24E lui mi dice, vada a vedere il museo della storia del Giappone del Novecento,
56:29dalla guerra russo-giapponese del 905 ai giorni.
56:34Un museo impressionante, ci sono cinque grandi sale all'inizio, tappezzate dal
56:43sottitto al pavimento di fotografie di kamikaze, che ti dà l'idea di cos'è stato quel movimento, no?
56:53Di cosa è stato quel movimento di combattenti. Ma la cosa che mi ha colpito era che il museo è
56:59fatto molto bene, con tutto un apparato didascalico che spiega anno per anno in
57:04termini cronologici. Davanti a me e dietro a me c'erano le scolaresche, cioè quel
57:13museo è uno strumento che quotidianamente trasmette alle generazioni
57:21la storia del proprio paese. Ma poi oggi qui ovviamente è una giornata particolare
57:27perché la seduta si è chiusa ieri, ma se voi venite durante le altre giorni,
57:33qui quotidianamente è pieno di scolaresche che vengono a visitare il Parlamento.
57:38Un altro luogo. Noi abbiamo bisogno di fare tutte queste operazioni, che sono operazioni che consentono
57:45la trasmissione alla memoria e la trasmissione alla memoria, tra l'altro, come è stato giustamente detto,
57:51si collega anche a cercare di mantenere sempre un mondo libero e senza guerre.
57:57Per non avere guerre devi sapere che cosa hanno rappresentato, in termini di sofferenza, di distruzione,
58:03di problematiche critiche. Se lo sai, capisci quanto è importante che non ce ne siano più.
58:12E viviamo in un mondo che invece, basta guardarci intorno in questi tempi,
58:18di guerre ne conosce e ne conosce anche di atroci.
58:22Quindi grazie, grazie molto a tutti voi, abbiamo esaurito i tempi nell'utilizzo di questa sala,
58:29grazie ovviamente alla Camera dei Deputati e alla signora che ci assiste,
58:33e ringrazio tutti voi di questa partecipazione. Grazie e buon lavoro.
58:59Sottotitoli e revisione a cura di QTSS