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https://www.pupia.tv - Roma - Manipolazioni e interferenze informative straniere (FIMI), il terzo rapporto del Servizio europeo di Azione Esterna - Conferenza stampa di Federica Onori (04.04.25)

#pupia
Trascrizione
00:00che vede numerosissimi ospiti e davvero un grande ringraziamento per essere qui.
00:07Oggi parliamo del terzo rapporto del Servizio Europeo di Azione Esterna,
00:11rapporto sulle minacce, l'interferenza e manipolazione dell'informazione straniera.
00:17Ci ritroviamo spesso ormai a parlare in questa stanza e con tanti amici e con tanti colleghi
00:25dei pericoli che affrontano le nostre democrazie,
00:29nello specifico per quanto riguarda la manipolazione dello spazio informativo,
00:34il cui mantenimento nell'ottica di uno spazio che rimanga trasparente e libero
00:42è decisamente quello che potremmo chiamare un bene pubblico europeo.
00:47Oggi parleremo del nuovo rapporto del SEAE con esperti,
00:52Chiara Pacenti, Data Analyst presso il Servizio Europeo di Azione Esterna,
00:56Mattia Caniglia, Signore Intelligence presso il Global Disinformation Index
01:01e co-chair di FIMI ISAC, Marta Ottaviani, giornalista e autrice di Brigate Russe,
01:06la guerra occulta del Cremlino contro l'Occidente,
01:08Eleonora Mongelli, Vice Presidente della Federazione Italiana Diritti Umani,
01:13che ringrazio anche per il suo prezioso aiuto nell'organizzazione di questo evento
01:16e che modererà l'evento stesso.
01:19Parliamo della consapevolezza di una minaccia.
01:24FIMI è un acronimo che ricorrerà spesse volte nel corso della prossima ora
01:30e appunto è l'acronimo che sta per manipolazioni e interferenze informative straniere.
01:36Con diversi colleghi ci ritroviamo spesso, settimanalmente,
01:40a denunciare eventi di propaganda, soprattutto russa, sul territorio italiano.
01:47Spesse volte le nostre denunce vengono percepite come tentativi di censura.
01:52Questo oltre, diciamo, a dispiacerci,
01:56chiaramente perché non è quello l'intento, non vuole mai essere quello l'intento,
02:00ci conferma però la necessità di parlare dell'importanza
02:06di mantenere il nostro ambiente informativo, lo spazio del dibattito pubblico,
02:11davvero libero e trasparente.
02:15So, without further ado, direi che posso passare la parola a Leonora
02:20e ringrazio ancora Ottimo Antico per essere qui.
02:23Grazie Federica per averci ospitato ancora una volta,
02:27grazie agli ospiti che abbiamo oggi per discutere e approfondire
02:32uno dei temi più urgenti e complessi relativi alla protezione della democrazia
02:37e alla sicurezza delle nostre società, ovvero le minacce ibride
02:41con un focus particolare sulle operazioni di manipolazione
02:45e interferenze informative straniere, dette appunto FIMI,
02:48che minacciano l'integrità dei nostri sistemi democratici.
02:52Le FIMI sono diventate uno degli strumenti principali
02:56utilizzati da attori esterni per influenzare le opinioni pubbliche,
03:00ma non solo, anche per alimentare la polarizzazione
03:04e minare la fiducia nelle nostre istituzioni democratiche.
03:08Queste operazioni coordinate includono la diffusione di contenuti manipolati,
03:13fake news, propaganda e l'uso di tecnologie per amplificare messaggi
03:18con l'obiettivo di interferire nei processi democratici
03:21sia all'interno dell'UE che a livello globale.
03:25E oggi appunto, come diceva l'Onorevole Onori,
03:27proveremo a esplorare il terzo rapporto pubblicato dall'IAS,
03:31il Servizio Europeo per Relazione Esterna,
03:34che non solo identifica le minacce più significative
03:38provenienti da attori come Russia e Cina,
03:41ma presenta anche strumenti di analisi che sono innovativi
03:46e ci consentiranno un monitoraggio più efficace e più mirato.
03:51Vi do qualche dato prima di passare poi al primo intervento.
03:57L'ultimo rapport dell'IAS ha registrato 505 incidenti nel 2024
04:05con 38.000 canali coinvolti e 90 Paesi presi di mira.
04:10Gli attori principali, come dicevo prima, sono Russia e Cina
04:14che hanno usato la manipolazione con lo scopo di rafforzare la loro opposizione geopolitica
04:19e indebolire le democrazie occidentali.
04:23Le elezioni, ma anche le olimpiadi, sono stati tra gli eventi più colpiti nel 2024.
04:31Per quanto riguarda la Russia, l'Ucraina resta il target principale.
04:36La Russia ha utilizzato le Fimi per giustificare la sua guerra in Ucraina
04:42e indebolire il supporto internazionale per gli ucraini.
04:48Poi a seguire ci sono stati altri target, come la stessa Unione Europea, ma anche il G7, la Nato.
04:55Per quanto riguarda invece la Cina, possiamo dire che la Cina ha utilizzato le Fimi
05:00per difendere la propria immagine a livello globale,
05:03soprattutto riguardo alle gravi violazioni dei diritti umani, penso allo Xinjiang e al Tibet,
05:09su cui come FIDU lavoriamo molto.
05:12Ci sono due elementi preoccupanti che emergono dall'analisi delle Fimi cinesi.
05:17L'elemento dell'information suppression, quindi della soppressione dell'informazione,
05:24usata per silenziare le voci critiche, limitando la libertà di espressione a livello globale,
05:30e la repressione trasnazionale, che si riferisce ad azioni da parte di governi o attori statali,
05:37e proxi anche, per minacciare e perseguitare i propri cittadini residenti all'estero,
05:43attraverso sorveglianza, intimidazione, specialmente all'interno delle diaspore.
05:49Entrambi questi fenomeni noi come Federazione Italiana dei Diritti Umani li analizziamo
05:55e li seguiamo purtroppo da diversi anni,
06:00e abbiamo visto come questi sono esempi di come le operazioni Fimi lavorano poi di pari passo
06:07con altre minacce ibride che operano in settori diversi.
06:12E quindi ci fa capire anche che la nostra risposta deve necessariamente essere
06:17non solo coordinata, ma anche multidisciplinare.
06:21Poi avremo occasione con i nostri ospiti di approfondire tutti questi argomenti
06:26e do la parola subito a Chiara Pacenti, Data Analyst dell'IES,
06:32che è collegata da Bruxelles con noi oggi per presentarci questo prezioso report
06:38che oggi vogliamo analizzare.
06:43Ringrazio Chiara per essere con noi oggi e per il prezioso contributo.
06:51Chiedo a Chiara se ci sente.
06:54Buongiorno, mi sentite?
06:56Ti sentiamo benissimo, grazie Chiara.
06:59Perfetto, grazie mille, buongiorno a tutte e a tutti.
07:03Vorrei anzitutto ringraziare l'onorevole Federica Onori per l'invito a questa conferenza
07:10così come l'onora di Fido per avermi contattata per presentare questo report.
07:18Avete già fatto una fantastica introduzione a quello che sarà poi presentato
07:25un po' più nei dettagli nella mia presentazione.
07:32Volevo solo presentarmi, sono appunto analista al Servizio di comunicazione strategica
07:37del Servizio europeo di azione esteriore e quello che facciamo nel nostro team analitico
07:44è sostanzialmente provare che le manipolazioni e interferenze informative straniere
07:52sono una minaccia per i valori, per la nostra comunità
07:57e per fare questo ci basiamo su fonti aperte.
08:03Fimi è già stato definito come termine da Eleonora, quindi non lo definirò io stessa
08:09e continuerò a usare questo termine nel resto della presentazione.
08:15Quello che viene fatto anche all'interno del Servizio di azione esteriore
08:19è sviluppare delle metodologie per poter spiegare come Fimi funziona
08:25e come possiamo analizzarla e come possiamo avere dei dati nel lungo termine
08:29che ci permettono di provare l'esistenza di queste manipolazioni
08:33e appunto poi di attuare delle risposte a diversi livelli.
08:39Vorrei condividere una presentazione con voi in modo che possiamo tutti visualizzare
08:46appunto quello che poi andrò a dire.
08:51Adesso sto cercando appunto di cliccarla, spero che si veda.
08:58Sì, perfetto.
09:02Allora, si vede ma non in modalità presentazione, ecco adesso sì.
09:08Adesso sì, ok, ci è voluto un attimino.
09:11Grazie mille, ok.
09:13Come dicevo appunto, quello che cerchiamo di provare quando parliamo di Fimi,
09:19quello che analizziamo è innanzitutto l'intenzionalità.
09:23Queste attività sono pianificate, hanno uno scopo strategico,
09:27dobbiamo provare la coordinazione, quindi l'operazionalizzazione di queste manovre
09:32che non ha a che fare con una singola account,
09:36non ha a che fare con una singola fonte,
09:40ma avviene da molteplici fonti che amplificano contenuti in maniera coordinata
09:46e in maniera strategica.
09:48L'origine è straniera, quindi provengono da attori esterni,
09:52sono spesso legati allo Stato, ai suoi proxi,
09:55e questo appunto è il mandato del servizio di azione esteriore,
09:59guardare quello che appunto vengono fatti, quello che viene fatto da attori esteri,
10:05soprattutto la Russia e la Cina.
10:08Tuttavia le metodologie che noi utilizziamo possono essere applicate ad altre situazioni,
10:13da altri attori che magari hanno un monitoraggio diverso della disinformazione.
10:20Inoltre quello che vogliamo provare sono gli obiettivi dannosi,
10:24che quindi mirano a creare delle polarizzazioni nella società,
10:27discretare le istituzioni democratiche, distorcere il processo decisionale democratico.
10:34Volevo dare una piccola overview di quello che è stato fatto fino adesso,
10:38per far capire un attimo perché adesso, in questo terzo rapporto,
10:41parliamo esattamente di come esporre gli attori della disinformazione.
10:48Ormai da diversi anni ci occupiamo di sviluppare queste metodologie di analisi,
10:53due anni fa abbiamo pubblicato un primo report,
10:57in cui abbiamo condiviso la metodologia che utilizziamo,
11:01una metodologia che è basata sul comportamento degli attori online,
11:08e questa metodologia non si basa su narrazioni, su messaggi singoli,
11:16non è collegata ad opinioni, ma è basata sul comportamento tecnico
11:21di certi attori, di certe fonti nel campo di informazione.
11:29Successivamente abbiamo pubblicato un altro report,
11:34in cui abbiamo spiegato un po' come unire questa metodologia dell'analisi
11:40a un approccio per dare delle risposte a questa minaccia,
11:46e infine quest'anno abbiamo deciso di esporre,
11:52di parlare appunto del metodo con cui esponiamo gli attori.
11:59Il valore aggiunto di questo report è che per la prima volta
12:02siamo riusciti a mappare diverse connessioni tra diverse campagne,
12:05precedente risposte che sono legate al sistema informativo russo e cinese,
12:11quindi si tratta della prima panoramica che collega queste campagne già note.
12:16Ovviamente un disclaimer è che ci sono delle limitazioni legate al fatto
12:23che abbiamo un mandato limitato, un focus specifico,
12:26che quindi ci impone di appunto fare una selezione
12:30nei tipi di dati che collezioniamo, benché vasti comunque.
12:36E' già stata fatta insomma un'overview generale
12:41su quello che sono stati i dati generali quest'anno.
12:47I 505 incidenti sono solo una parte appunto di quello che abbiamo raccolto,
12:54e abbiamo pensato che questa fosse una parte significativa,
12:57quindi li abbiamo analizzati, appunto sono stati molteplici paesi targetizzati,
13:03quindi è una minaccia a livello globale,
13:06e abbiamo appunto rilevato degli attacchi su diverse piattaforme,
13:13abbiamo 25 piattaforme, quindi è anche una minaccia che si espande su diversi fronti
13:22e che appunto è anche difficile monitorare,
13:27vista la difficoltà magari di ottenere dati da una piattaforma piuttosto che da un'altra.
13:32Abbiamo anche moltissime organizzazioni targetizzate fino a 322,
13:37e inoltre abbiamo anche analizzato un po' quello che è stato
13:42l'utilizzo di intelligenza artificiale in questi incidenti.
13:45Mi sentite?
13:49Perdonami, che cosa intendiamo per incidente?
13:52Ottima domanda.
13:56Incidenti sono delle investigazioni che noi facciamo.
13:59Un incidente appunto è quello che possiamo vederlo come,
14:06e poi farò un esempio molto più specifico che magari è di più facile comprensione,
14:13gli incidenti sono delle investigazioni, ad esempio troviamo un sito web
14:19che condivide certe informazioni che poi vengono condivise da altri canali,
14:23che poi vengono ancora più amplificate da magari canali collegati all'ecosistema
14:28informativo russo. Questo è un incidente, quindi tutto quello che succede intorno alla
14:34diffusione e le tecniche soprattutto di diffusione di certi tipi di informazioni
14:40che hanno come fine la manipolazione dell'informazione.
14:47Adesso mostrerò un po' più in dettaglio quello di cui parlo.
14:55Prima di entrare nella metodologia che utilizziamo per classificare le fonti,
15:04voglio presentarvi questo esempio perché possiate capire meglio.
15:08Questo è un esempio di trasmissione di un incidente.
15:11Il 31 marzo del 2024, un nuovo canale YouTube ha caricato un video che sosteneva
15:18sostanzialmente che il presidente ucraino Zelensky avesse acquistato una villa a 20 milioni
15:23dal re Carlo III e il giorno successivo questo video è stato incorporato in un articolo
15:28di un sito chiamato London Clear che fa parte di un ecosistema di siti web,
15:37poi lo vedremo, e successivamente diversi canali Telegram collegati a media russi
15:43hanno iniziato a condividere l'informazione contenuta in questo articolo.
15:49Questi outlet, ad esempio News from Zagreb, sono degli outlet che non sono apertamente
15:58legati all'ecosistema russo ma che fanno parte del raggio di alcune azioni di altri media russi.
16:07Il 4 aprile poi successivamente media fiati allo Stato come Sputnik, Ukraina.ru hanno ripreso la notizia
16:16e infine questa storia è stata riportata da un account russo, un account legato al portavoce russo,
16:33che quotando dei media britannici raccontava questa storia di Zelensky.
16:39Allora questo può sembrare semplicemente casuale ma non lo è, non è un caso isolato.
16:47London Clear fa parte di un ecosistema di 230 siti web inautentici che operano in tantissime lingue,
16:57includo italiano, e la loro strategia è imitare i media occidentali che utilizzano nomi diversi
17:04per appunto localizzare i contenuti che condividono.
17:10Questa campagna da noi è chiamata False Faces però è anche conosciuta con altri nomi come ad esempio
17:16Copicop o Storm 1516 e è stata attiva anche durante le elezioni europee o in Germania ad esempio.
17:28Qui possiamo vedere come appunto questo pattern di trasmissione non è casuale assolutamente.
17:35Abbiamo dei account che non sono stati attribuiti a delle fonti legate ad uno Stato e sono ad esempio
17:44questi canali anonimi, questi outlet anonimi. Successivamente viene trasferita l'informazione
17:51da delle fonti che sono conosciute per essere collegate alla Russia e infine appunto i classici media russi
18:03e direttamente poi delle fonti legate allo Stato hanno condiviso informazione.
18:10Adesso appunto noi possiamo dividere questi tipi di fonti in diversi blocchi, qui ne abbiamo quattro.
18:20Questi pattern, questi procedimenti si ripetono più e più volte all'interno di questi incidenti
18:30che noi andiamo ad analizzare. Ovviamente hanno diverse forme, questo è solamente uno dei 505 incidenti che abbiamo.
18:40Quindi ora grazie a questo esempio o anche ad altri abbiamo chiaro che ci serve un sistema
18:50che ci aiuti a classificare le fonti secondo dei diversi livelli di connessione.
18:55E' così che siamo venuti appunto a creare questo sistema di categorizzazione, questi quattro blocchi
19:14dell'infrastruttura PIMI, proprio per vedere chi è chi nell'incosistema dell'informazione.
19:21Queste categorie non si basano su chi diffonde la narrazione ma piuttosto su schemi coordinati
19:27e sistematici di interazione, quindi evidenze tecniche e comportamentali.
19:32Serve appunto un sistema per attribuire le operazioni e quindi per applicare risposte
19:39che siano adattate al tipo di prove che possiamo ottenere.
19:47L'utilizzo di queste categorie può aiutarci in due modi, innanzitutto migliorare l'analisi
19:54perché sapremo esattamente quale categoria appartiene alla fonte che stiamo analizzando
20:00e contrastare meglio le attività. Possiamo appunto concentrare l'analisi sulla raccolta di prove
20:07per attribuire network, per esporli, per interromperli o per applicare delle sanzioni.
20:13La nostra proposta, che è quella che utilizziamo tutti i giorni nella nostra analisi,
20:17suddivide i canali e le fonti sistematicamente convolti in operazioni PIMI in quattro parti.
20:26Abbiamo due parti che, qui vedete l'iceberg, sono visibilmente collegate ad un attore,
20:36quindi sono fonti ufficiali legate allo Stato, i due che sono nascoste,
20:40però sono collegate da indicatori tecnici a un certo attore, come la Russia o la Cina.
20:50La differenza tra questi due gruppi è che la prima, che è la parte visibile di questo iceberg,
20:57può essere attribuita, quella sotto e le categorie sotto possono essere attribuite
21:03solamente con un'analisi approfondita. L'obiettivo chiave è raccogliere sufficienti prove per
21:11passare da una categoria nascosta a una categoria attribuita.
21:14Quindi, come dicevo prima, possiamo integrare le informazioni da fonti diverse, possiamo integrarle
21:25open source, da fonti aperte, ma anche per esempio da dati che provengono da piattaforme,
21:32ad esempio i report di Microsoft o i report delle piattaforme come Meta,
21:37i report di Transparency per esempio, oppure fonti declassificate.
21:45Quindi grazie a una combinazione di più fonti e un'investigazione propria possiamo attribuirle.
21:54Quindi la combinazione di indicatori tecnici e indicatori comportamentali,
22:00quindi tutte le tattiche e le tecniche utilizzate, ci permettono anche di fare questo lavoro.
22:07In futuro, se continuiamo ad attribuire campagne e fonti specifici sulla base di modelli comportamentali
22:17e indicatori tecnici, possiamo più facilmente attribuire campagne e fonti.
22:24Questo è solo un esempio che sto mettendo qui, ovviamente non ricopre tutte le fonti che monitoriamo
22:33o quelle che esistono, è solamente un esempio per mostrarvi cosa può essere presente sotto ciascuna categorizzazione.
22:48Arrivando appunto alla fine di questa presentazione, volevo mostrarvi come questi fonti possono agire insieme.
23:01La Russia e la Cina hanno una struttura informativa per fare fini che è composta da canali
23:14ufficialmente attribuiti allo Stato, ma questi utilizzano occulte reti nascoste per propagare informazioni
23:22e per fare delle operazioni informative.
23:33Per la prima volta abbiamo raccolto informazioni di diverse campagne, abbiamo creato una mappa
23:38che dimostra l'interazione dell'ecosistema attribuito con quello non attribuito,
23:45quello russo con quello cinese per esempio.
23:47L'indagine descritta nel rapporto illustra diversi livelli di canali che compongono l'ecosistema.
23:55Per descrivere un attimo quello che viene proiettato qui, abbiamo questo grafico in cui abbiamo raccolto
24:04canali coinvolti in questi 505 incidenti, abbiamo ripulito un po' il grafico per appunto poter togliere
24:16alcuni canali che non avevano sufficienti interazioni con altri e siamo rimasti con 2.000 canali
24:25che hanno generato più di 8.000 connessioni tra di loro.
24:31L'incidente che abbiamo mostrato prima è uno di questi incidenti, abbiamo qui questi nodi
24:38di forma rotonda che sono appunto canali più di 2.000 e abbiamo gli archi che sono gli incidenti sostanzialmente.
24:52Questi nodi sono collegati tra di loro dagli archi e quindi più archi ha un nodo e più è collegato ad altri in incidenti.
25:04In rosso abbiamo i canali attribuiti alla Russia, in blu abbiamo i canali attribuiti alla Cina e in grigio
25:10abbiamo i canali non attribuiti ma coinvolti in più di un incidente Fimi che sono funzionali
25:17alla maggior parte degli incidenti che abbiamo rilevato.
25:21Quindi qui appunto anche la gradezza del nodo significa quante più volte è stato coinvolto il canale stesso in un incidente.
25:34È molto chiaro da questo grafico che certo esiste un ecosistema attribuito a questi due attori
25:44ma questi due attori utilizzano in gran parte un ecosistema non attribuito, quindi un ecosistema occulto, nascosto
25:53che appunto fa parte del sistema strategico di manipolazione dell'informazione di questi attori.
26:00Qui ci sono diversi livelli di attività, al centro abbiamo un grande apparato dei media russi e cinesi
26:12come potete vedere e queste reti sono appunto supportate da altri canali che come vedete sono in grigio, quindi non sono attribuiti
26:25e abbiamo anche mappato appunto il comportamento delle campagne rilevate come ad esempio Doppelganger, Portal Combat, Full Suicide eccetera.
26:38Abbiamo visto anche alcune interazioni tra media statali russi e cinesi e una convergenza occasionale su narrative comuni
26:48soprattutto contro istituzioni o azioni dell'Unione Europea o l'Occidente in genere, quindi più una cooperazione ad hoc che è sistemica per quel che riguarda i nostri dati.
27:02Volevo appunto concludere dicendo che la mappatura di queste reti non soltanto mostra quello che il nostro team è riuscito a individuare
27:14ma dipende in larga misura anche dagli sforzi compiuti alle organizzazioni della società civile nell'analisi, nell'esposizione degli attori fimi.
27:22Questo perché appunto ci serviamo anche del loro lavoro per basare il nostro e per arricchire quello che è il nostro database.
27:32Gli sviluppi metodologici possono sembrare astratti, all'inizio ne sono cosciente, però la loro applicazione ha un impatto significativo sulle risposte che possiamo mettere in campo
27:44di fronte a fenomeni come Fimi, sapendo che appunto Fimi fa parte di un sistema di menacce ibride che opera in una zona grigia e questa ne ha anche la prova.
27:56Da parte della metodologia è solo un tassello di un approccio molto più ampio basato sul comportamento, ma rappresenta anche la base di tutto il resto
28:05perché esporre e contrastare Fimi richiede che la nostra conoscenza di chi si cela dietro ai messaggi, gli account, le campagne e possiamo tutti trarre beneficio dal lavoro sull'attribuzione di attori fimi
28:18perché appunto è così che possiamo imporre dei costi.
28:21Ovviamente nel report abbiamo anche analizzato più nello specifico certi tipi di campagne
28:32abbiamo fatto uno zoom su quelli che sono stati gli attacchi contro le elezioni e il referendum in Moldova, l'ecosistema presente in Africa è basato sui media russi presenti in Africa
28:48e infine abbiamo anche analizzato un network cinese.
28:53Tutto questo nel report, non mi dilungherò su questo per il momento, ovviamente se ci sono questioni a riguardo sono contenta di rispondere e nei prossimi giorni pubblicheremo sul sito che viene gestito dal servizio per cui lavoro,
29:08You versus Disinfo, alcuni articoli che faranno una specie di deep dive in parte di questo grafico.
29:18Vi ringrazio, lascio la parola agli altri, a Mattia e Marsa nel panel, grazie mille.
29:28Grazie, grazie mille per questa accurata presentazione che ci ha dato tantissimi elementi che adesso andremo anche a discutere con gli altri ospiti che abbiamo oggi.
29:40So che tu puoi rimanere collegata con noi fino alla fine della conferenza perché ci piacerebbe lasciare qualche minuto eventuali domande?
29:47Certo, certo.
29:49Grazie e credo che il lavoro e tutta questa presentazione che è stata fatta da Chiara Pacenti ci dimostra anche molto bene l'impegno e il lavoro del suo staff ma anche della Commissione europea per in primis aiutarci a comprendere il fenomeno delle fimi e poi poter diventare, si spera, meno vulnerabili a queste interferenze.
30:16È un percorso lungo, come dicevo prima, sicuramente ognuno di noi nel suo ambito ha un ruolo che può giocare, però quello che ci viene dato e offerto dalle istituzioni in materia di tools e di report come questo sono sicuramente il nostro punto di partenza per ogni lavoro che poi dovrà seguire.
30:37Lasciamo per il momento il livello istituzionale, adesso passo a Mattia Caniglia, quindi ci sono anche altre realtà che lavorano per contrastare le interferenze straniere e la disinformazione.
30:50Mattia è Senior Intelligence and Policy Analyst al Global Disinformation Index e anche co-chair di Fimi-ISAC. Magari Mattia ci puoi anche spiegare cos'è questa nuova realtà che Fimi-ISAC, che sicuramente è un punto di partenza per la società civile che sta lottando contro la disinformazione.
31:12Grazie Eleonora, grazie a Fidu e grazie all'Onorevole Onori per aver organizzato questo evento. Sembra sempre che manchi l'occasione in Italia per parlare di minacce ibride, specificamente di Fimi e disinformazione, invece c'è qualcuno che questi temi disegue e se ne prende cura nelle giuste sedi.
31:35Menomale, mi verrebbe da dire, e questo fa parte anche del ruolo che ha la società civile che in questo frangente rappresento. Magari prima di spiegarvi cos'è il Fimi-ISAC vi porto a fare un passo indietro, cioè vi chiedo perché siamo qui, perché parliamo di Fimi oggi.
31:53E ci sono degli elementi fondamentali di cui dobbiamo tenere conto. Il primo è che fondamentalmente noi viviamo, la nostra più di altre epoche, è un'epoca di economia dell'attenzione.
32:04C'è un ciclo accelerato delle notizie, ci sono degli stimoli costanti, ci sono delle accelerazioni tecnologiche che non hanno precedenti, ma c'è anche un gioco di competizione rispetto alla nostra attenzione.
32:20E quindi su questa economia dell'attenzione si scatena una guerra dell'attenzione. E questa guerra dell'attenzione si combatte attraverso manipolazione emotiva, psicologica, algoritmica, e sono coinvolti in questa guerra diversi soggetti, che non sono soltanto dei soggetti come quelli di cui ha parlato Chiara esponendo il report prima, come per esempio attori statali che potremmo definire ostili,
32:46ma sono anche i media, le agenzie pubblicitarie, gli attivisti, i politici, ma anche i vostri ex compagni delle elementari che avete ancora su Facebook e che vogliono assolutamente la vostra attenzione per farvi conoscere dove sono andati in vacanza quest'inverno.
33:00Quindi questo è un primo aspetto di cui dobbiamo tenere conto, guerra dell'attenzione. L'altro aspetto di cui dobbiamo tenere conto è un aspetto più geopolitico, cioè il mondo di oggi, e penso che quello che abbiamo visto negli ultimi tre mesi sia la dimostrazione evidente di questa cosa, è che il mondo di oggi ritorna a dinamiche di politiche di potenza, in cui ci sono attori globali e regionali che diventano più spregiudicati e quindi tornano a vedere l'ordine globale,
33:30come un gioco a somma zero. Questo vuol dire che siccome non tutti i conflitti, non l'aumentata tendenza al conflitto che fa parte del mondo all'interno del quale ci stiamo abbiando, si esprime attraverso un conflitto cinetico, cioè una guerra vera e propria come quella che stiamo vedendo in Ucraina, ma molte di queste potenze globali e locali fanno riferimento e fanno ricorso ai cosiddetti strumenti ibridi.
33:58E questo ricorso agli strumenti ibridi, alla guerra ibrida di cui le fimi e la disinformazione fanno parte, aumenterà. Aumenterà perché è questo strumento di forza che si muove al di sotto delle soglie di attribuzione e che serve al conseguimento di obiettivi geopolitici.
34:16Quindi le attività fimi fanno ormai parte integrante della strategia geopolitica, non soltanto dei grandi attori sulla scacchiera globale, ma anche di attori più piccoli. Vi cito un caso per tutti. Nel caso della guerra in Nagorno-Karabakh che si è scatenata qualche mese fa, fondamentalmente l'attenzione mediatica ma anche l'attenzione del mondo è tutta focalizzata su due scenari principali, quello del Medio Oriente e quello dell'Ucraina.
34:42Giustamente la Zerbaijan pensa che nessuno sta guardando, potremmo andarci a riprendere quello che è nostro. Qualcuno prova a intervenire a favore dell'Armenia e della Francia, che appoggia l'Armenia abbandonata dall'alleato tradizionale russo.
34:56L'operazione di retaliation, di vendetta da parte degli armeni è stata un'operazione di influenza condotta nei confronti del pubblico francese, delle isole Maiot, che doveva votare per un referendum per far diventare le Maiot indipendenti rispetto alla Francia.
35:18Questo ci dà un po' l'idea. Per finire sulle minacce ibride, perché veramente questo è quello che dobbiamo ottenere, e qui parliamo di disinformazione, proxy, cyber, terrorismo, si tratta di minacce coordinate e sincronizzate che mirano deliberatamente alla vulnerabilità sistemica degli stati e delle istituzioni che vengono colpite.
35:48Si svolgiscono in una zona sempre di ombra e queste zone di ombra sono create dall'offuscarsi della distinzione tra situazioni di guerra e situazioni di pace. Si svolgono quindi al di sotto delle soglie di rilevamento e attribuzione e questo le rende anche incredibilmente complesse da combattere.
36:08E questo è il motivo per cui lo sforzo metodologico dello European External Action Service e specificatamente del team dello Stratcom, del servizio esterno dell'Unione Europea, è fondamentale, perché ci permette di andare a fare un lavoro di attribuzione che fino a qualche mese fa avrebbe richiesto molto più tempo.
36:27Come diceva Chiara, gli sforzi di combattimento al contrasto al FIMI non sono soltanto degli sforzi istituzionali, ma sono anche gli sforzi di quello che viene definito a livello europeo ma a livello globale il whole of society approach, cioè l'approccio di tutta la società.
36:47E qui viene in gioco il FIMI ISAC, che è un termine che viene dal mondo del cyber e significa Information Sharing and Analysis Center, cioè un centro che vuole mettere insieme diverse realtà del settore civile ma anche del settore privato ma anche del settore istituzionale per facilitare la comunicazione su determinate minacce.
37:09Il FIMI ISAC, specificatamente nato dall'impulso del servizio esterno dell'Unione Europea, raccoglie, oltre alla mia organizzazione, il Global Disinformation Index, le migliori organizzazioni della società civile che si occupano di combattere FIMI e disinformazione.
37:25E lavoriamo, diciamo, a stretto contatto, non soltanto con l'European External Action Service, ma anche con la Commissione Europea, nella fattispecie DigiConnect, che sta lavorando al Digital Service Act, come sapete.
37:39Questo è un po' quello che facciamo.
37:41Ci erano altri due o tre punti che volevo toccare, cercando di essere breve anche per lasciare spazio alle domande.
37:49Ci sono dei problemi con questo whole of society approach. Anzi, diciamo che ci sono dei problemi in generale.
37:55Perché se l'approccio è solo istituzionale, abbiamo a livello europeo un problema di sensibilità strategica.
38:01Cioè, diversi attori europei hanno diverse sensibilità sul tema delle minacce ibride.
38:07Ci sono attori che, visto che sono stati esposti a queste minacce da lungo tempo, come per esempio i paesi baltici o i paesi del nord della peninsola scandinava o la Polonia, hanno una spiccata sensibilità strategica e quindi si sono mossi molto presto per mettere in atto delle contromisure.
38:25Un esempio principale è la Finlandia, che ha una tale livello di resilienza mediatica che non hanno neanche troppo bisogno di mettere in campo operazioni di contro dei counterfeimi.
38:39Ci sono poi paesi in Europa che si sono svegliati con un po' di ritardo, ma si stanno muovendo in fretta.
38:43L'esempio è la Francia, che ha creato un'agenzia che si chiama Viginum, appunto per il contrasto specifico alle minacce che provengono dall'estero, di tipo, i francesi dicono numérique, noi diremmo digitale.
38:59E infine ci sono dei paesi che sono un po' in ritardo, e quando dico un po' intendo molto in ritardo, vi lascio immaginare dove si posiziona in questa classifica l'Italia e indovina indovinendo.
39:14Quindi questo è dal punto di vista istituzionale.
39:17C'è poi un'altra questione che oltre alle istituzioni, per combattere la disinformazione, serve un tessuto di società civile molto forte.
39:26E il tessuto di società civile si ha attraverso un giornalismo forte, attraverso delle organizzazioni di faccecchi, ma anche attraverso delle organizzazioni che come fanno gli europei in external action service, lavorano sull'OSINT, cioè sull'open source data intelligence.
39:39Cioè su tutta quell'intelligence che riusciamo a riperire tramite la forensica digitale.
39:48E da questo punto di vista purtroppo ci sono un po' di difficoltà, perché il cambio di amministrazione negli Stati Uniti ha portato a una decrescita dei fondi che alimentavano gran parte del lavoro di questi attori della società civile.
40:04E quindi questi attori della società civile, che io in questa sede rappresento, hanno un problema di fondi, di accesso ai dati, perché negli ultimi cinque anni le piattaforme hanno quasi tutte chiuso l'accesso ai dati che permetterebbero di analizzare.
40:19Quindi molto spesso noi ci troviamo in questo meraviglioso discorso, che poi ci riporta anche un po' alla questione del FIMI, la disinformazione sui contenuti, in realtà il concetto di FIMI sposta il focus dai contenuti ai comportamenti.
40:34Quindi non è questione di cosa stai dicendo, ma è questione se c'è un esercito di botte e una serie di comportamenti, di quelli che definiamo comportamenti inautentici, dietro un'operazione di influenza, perché se sì non ci importano i contenuti, ma ci importa il fatto che c'è un'operazione coordinata dietro.
40:50Vi faccio un esempio, se l'onorevole Pastorella esce da qui e dice che quello che sto dicendo sono una marea di stupidaggini nel corso di questa conferenza, è naturalmente intitolata a farlo, però se il suo contenuto va virale perché lei ha acquistato 200.000 bot sul mercato cinese per fare quella che viene definita doxxing, nei miei confronti, allora lì abbiamo un problema.
41:14E questa è tutta la differenza, rapportata però all'esistenza, nei disegni strategici di alcuni paesi esteri, di un'architettura istituzionale che mira esattamente a questo.
41:28Non ci dobbiamo sbagliare, Russia, Cina, Iran, ma anche nel mondo in cui viviamo oggi, attori più piccoli, investono soldi e hanno costruito architetture istituzionali, e l'architettura istituzionale corrisponde sempre a una volontà strategica e politica, che mirano esattamente a condurre sforzi di influenza straniera nei confronti dei nostri paesi e anche nel nostro paese.
41:53E qui chiudo toccando su un punto che secondo me ci interessa particolarmente in quanto Italia, è che c'è un capitolo specifico di questo report che parla di Africa, vi lascio immaginare quale sia stato l'impatto dal punto di vista dei finanziamenti e dell'accesso ai dati per le organizzazioni della società civile che lavorano nel contrasto alla Fimi in Africa,
42:19quindi se c'è difficoltà in Europa immaginate la difficoltà che c'è in Africa in questo momento, ma il capitolo sull'Africa dovrebbe essere particolarmente interessante per l'Italia proprio perché sembra che con il piano Mattei ci sia una speranza nuova di far tornare il focus italiano nel Mediterraneo e in quello che la dottrina strategica italiana definisce come Mediterraneo allargato.
42:42Attenzione, anche l'Italia non gode più di quell'ombrello di cui abbiamo goduto per molti anni nel contesto africano per cui anche al netto di una nostra esperienza coloniale eravamo comunque guardati con favore, siamo ormai presi in mezzo dalle operazioni russe, cinesi e di altri attori, soprattutto del golfo, che vogliono andare a minare l'immagine dei paesi occidentali in Europa.
43:08Quindi se noi siamo seri nei confronti del paese Matteo dobbiamo anche riconoscere che la serietà passa attraverso il contrasto alle Fimi.
43:16Detto questo mi fermo qua perché sento già di essere andato un po' oltre, grazie.
43:23Grazie mille Mattia anche per aver ricordato l'importante tema delle risorse che poi ci consentono di lavorare nella pratica.
43:34Io mi permetto di aggiungere anche un altro elemento rispetto a quello delle risorse fondamentali ma anche uno sforzo in più per proteggere quelle organizzazioni ma anche gli individui che lottano contro le disinformazioni perché come menzionavo prima disinformazione, manipolazione va di pari passo con la soppressione delle voci critiche.
43:58E questo può avvenire non solamente con attacchi di carattere cyber ma anche con intimidazioni di vario genere e se organizzazioni che individui, e qui appunto è il pretesto anche per passare all'ospite successivo perché anche i giornalisti sono target di queste operazioni, purtroppo mi sento di dire che non abbiamo abbastanza protezione a livello istituzionale anche rispetto a questi attacchi che riceviamo.
44:27E purtroppo le conseguenze sono che le voci poi vengono silenziate e ci ritroviamo sempre più soli e con meno strumenti e meno visibilità per far fronte poi a queste minacce di fini come abbiamo detto.
44:44E adesso passo subito velocemente al prossimo intervento che è di Marta Octaviani con cui abbiamo già lavorato in passato, non è la prima conferenza che facciamo insieme, sempre grazie a Federica Onori, Marta è giornalista ma anche autrice del libro Brigate russe, la guerra occulta del cremelino contro l'occidente.
45:07Buongiorno a tutti, io ringrazio Federica Onori per questa conferenza ma anche per l'attenzione che sta dedicando costantemente alla materia guerra non lineare e disinformazione, ringrazio i parlamentari che sono presenti qua oggi perché sentire che rappresentanti delle istituzioni iniziano a prendere sul serio questa minaccia è importante, in particolare vedo l'onorevole Cicchito, mi fa molto piacere perché anche proprio appena
45:37uscito Brigate russe si rese subito conto non tanto dell'importanza del mio testo quanto della gravità del problema che vi era affrontato, quindi sono molto contenta di questa cosa.
45:51Eleonora prima parlava di multidisciplinarietà e tecnicamente i giornalisti dovrebbero avere un ruolo, non dico principe, ma molto importante nella difesa di quella che è la nostra democrazia.
46:07Però purtroppo in Italia c'è un serio problema, serissimo, e lo dico da giornalista che si occupa di guerra non lineare e di disinformazione, ancora oggi ci sono giornalisti che reputano tutte queste materie e quanto spiegato così bene da Eleonora, da Federica, da Chiara Piacenti, da Mattia Caniglia, un'esagerazione.
46:29Secondo loro siamo una manica di dietrologi, nella migliore delle ipotesi c'è chi ci dà dei dietrologi, perché nella peggiore delle ipotesi c'è chi è consapevole dei rischi che derivano dalla disinformazione ma va avanti a sprombattuto, potrei citare un paio di conduttori di televisioni, di trasmissioni in prime time, anzi più di un paio disgraziatamente,
46:54io l'unica cosa che posso fare come giornalista è risciuttare gli inviti delle trasmissioni dove secondo me non si fa un giornalismo degno di questo nome e ormai sono oltre tre anni che vado avanti così, però molti miei colleghi vuoi per vanità, vuoi per legami di amicizia, vuoi per visibilità, vuoi per tanti motivi,
47:16continuano ad andare ospiti in questi sipari francamente vergognosi che ci hanno fatto diventare un caso in Europa, lo saprete bene tutti quanti, molti quotidiani stranieri tra cui Le Monde e Il Mundo, ma credo anche politico, hanno dedicato articoli su come la propaganda russa in Italia è permeata come un coltello nel burro e chiaramente come giornalista questa cosa mi dà molto fastidio,
47:47ma parlando del rapporto sono tante le cose che mi hanno colpito anche perché soprattutto di due me ne sono occupata per lavoro, le elezioni in Moldovia vengono considerate l'evento più rilevante del duemila e ventiquattro, abbiamo visto cosa si è rischiato con le elezioni in Moldovia e attenzione perché faccio questi esempi concreti?
48:06Perché a furia di elencare esempi concreti magari a qualcuno sorgerà il dubbio che è un canovaccio che si ripete perché poi alla fine le armi usate da disinformazione russa sono sempre le stesse, io spero di non essere come sempre una profetessa di cattive notizie ma adesso ci occupiamo delle elezioni in Moldovia e io spero che nel prossimo rapporto non ci dovremo occupare delle elezioni in Romania
48:36perché la prima settimana di maggio io sarò in Romania proprio per andarle a seguire e dove anche lì c'è il dubbio pesante di interferenze russe ma non solo nell'esito elettorale perché i russi operano in questo modo, non solo cercano di influenzare proprio gli esiti elettorali ma anche di creare un clima di divisione nel paese
49:00e attenzione quante volte abbiamo visto polarizzazione anche su eventi non legati ad appuntamenti elettorali e qui vengo al secondo tema che ho visto evidenziato nel rapporto e che secondo me è molto interessante
49:15una delle circostanze dove la disinformazione russa si è esplicata con maggior forza sono state le olimpiadi a Parigi, olimpiadi a Parigi chiaramente ospitate dalla Francia sappiamo perfettamente Macron e Putin in che rapporti stiano e che iniziative stia prendendo anche Macron per cercare di dare vita a una sovraunione europea, una sovranato
49:40ebbene ricorderete tutti il caso della pugilessa Imane Khalif, è un uomo, è una donna, gruppi di femministe si sono scannati sui social, ebbene l'ITMO che è una realtà sempre più importante per la lotta alle fake news ha dimostrato, indovinate da che paese venivano tutte le voci su Imane Khalif
50:07su ehm esami del sangue che provavano che in realtà non fosse una donna ma un uomo dalla Russia. Ecco io spero che a furia di parlare di casi concreti e di far capire il meccanismo la gente inteso come la società civile inizi a ragionare perché a tutt'oggi c'è troppa indifferenza e devo dire prima Mattia Caniglia è stato molto generoso quando ha detto che ci sono alcuni stati che insomma si potrebbero impegnare di più nella lotta alla disinformazione
50:37e io credo che noi siamo in una situazione gravissima non grave perché abbiamo una classe giornalistica che evidentemente non è in grado di capire la portata di questa minaccia anche perché purtroppo gli esteri in Italia si fanno poco, si fanno male, abbiamo giornalisti orientati ideologicamente, inutile nascondersi dietro un dito per il quale se gli tocchi la Russia viene giù il mondo, io mi occupo di Russia e Turchia quindi disgraziatamente queste cose le so bene, le so bene, sì lo so, nella prossima vita mi occuperò di qualche democrazia
51:07ammesso che ne siano rimaste in giro, ecco e quindi senza una classe giornalistica consapevole, senza una classe politica consapevole è chiaro che non si va da nessuna parte quindi l'auspicio che faccio io è quello che questi incontri diventino il più regolari possibili e che si spinga anche per disegni di legge che prevedano un'educazione digitale importantissima
51:36prima si parlava delle responsabilità dei social media, ne parlava in maniera molto competente Mattia, non ci dimentichiamo che se alcuni post vengono più visti di altri è sostanzialmente per due motivi, uno perché con gli algoritmi alcuni post diventano più visibili di altri ed è veramente un caso che il signor Musk abbia fatto perdere centinaia di follower a tanti giornalisti
52:02e soprattutto, questo credo vada sempre ricordato, i social vivono di interazioni, più si litiga più i social prosperano e quindi per quello che io dico sempre in caso di trolli, in caso di attacchi, anche fatti da una persona che noi conosciamo
52:32nel momento in cui non si retuitta, nel momento in cui non si risponde, la catena della disinformazione si interrompe, io voglio fare solo un ultimo voglio dire solo un'ultima cosa, si è parlato giustamente di Cina e Russia, si è parlato giustamente di Iran, occhio perché si sta organizzando anche la Turchia, figuriamoci se Erdogan rimaneva fuori da questa partita
52:54ecco, è interessante, avrete tutti visto le manifestazioni che hanno riempito le strade di Istanbul, la manifestazione oceanica a Malte di sabato scorso, ebbene per cercare di screditare i manifestanti sono stati pubblicati dei video falsi dove si vedevano sostanzialmente i manifestanti che picchiavano la polizia, mettevano a fare fuoco le strade, disgraziatamente è successo il contrario
53:20ebbene alcuni erano realizzati con l'intelligenza artificiale, altri erano presi da vecchi cortei anche di anni e chi poi ha un occhio più attento vedeva che quella strada di Istanbul non ha più quel determinato arredo urbano, le insegne erano vecchie, però chiaramente ci vuole un occhio allenato
53:40e mi dà davvero un grandissimo dolore il fatto è che molto spesso vedo fake news rituittate da colleghi che probabilmente in buona fede non si sono presi la briga di approfondire un determinato argomento, se siamo noi i primi a sbagliare uno non possiamo pretendere che la gente ci consideri dei professionisti seri e credibili, lo dico anche per quei poveri disgraziati che invece fanno ancora questo mestiere con scienza e coscienza
54:08ma due bisogna imparare a governare noi per primi i processi in modo tale da poter anche far vedere agli altri quali sono gli errori che è più facile commettere.
54:20Grazie infinite Marta hai dato davvero tanti altri input, bisognerebbe discuterne per altre due ore almeno, siamo veramente in chiusura, io chiedo semplicemente se c'è una sola domanda velocissima dal pubblico, prego.
54:34Sì sono un collega giornalista, volevo fare una domanda a Marta Ottaviani, secondo me non c'è inconsapevolezza da parte dei giornalisti di quello che dicono, c'è assoluta consapevolezza di fare disinformazione perché l'informazione è un prodotto, se una parte del pubblico vuole sentire dire che gli asini volano c'è qualcuno che gli venderà la notizia che gli asini volano,
54:58quindi secondo me condivido quello che dicevi tu assolutamente che ci sono magari qualcuni che inconsapevolmente parlano di cose che non sanno e quindi più che fanno misinformazione che più disinformazione, però ci sono alcuni che sanno perfettamente che stanno dicendo cose non vere, lo sono perfettamente e concludo perché prima di essere giornalista sono liberale,
55:16diceva Ludwig von Mises che la verità non ha bisogno di essere propagandata perché si difende da solo, quindi è la menzogna che ha bisogno di essere propagandata, nel lungo periodo la verità emerge, però purtroppo viviamo in un momento in cui l'informazione è talmente diciamo veloce che non riusciamo a arrivare alla verità perché nel frattempo la menzogna ha fatto i suoi danni.
55:38Guardi le rispondo con quello che Surkov che è l'ex advisor di Putin, il creatore del Putinismo disse a un giornalista del Financial Times, se siamo in questa stanza e mettiamo siamo cinquanta e su un argomento ognuno inizia a dire la propria opinione chiaramente inquinata da fake news, da una decontestualizzazione, da quello che vuole, viene fuori l'epoca della grandissima confusione.
56:06Visto che noi siamo in un'epoca di grandissima confusione, io spero caro collega di avere torto e sono pronta a perdere tutte le scommesse di questa terra su questo argomento, ma non sono molto ottimista.
56:18E per quanto riguarda, sicuramente ci sono giornalisti in mala fede, io ti potrei fare un elenco, però vorrei evitare ovviamente delle querele, però ci sono anche giornalisti che prendono sotto gamba il problema, ti posso assicurare che quando è uscito il mio libro un editorialista di un noto quotidiano italiano mi ha detto bello Marta ma sembra un romanzo di Le Carree e la mia risposta fu occhio che però Le Carree quelle robe le studiava, le conosceva, quindi forse hai citato l'autore sbagliato.
56:44Grazie adesso siamo in chiusura davvero, grazie a Chiare Pacenti che è stata con noi, grazie a Mattia Caniglia, grazie a Marta Ottaviani, grazie a Federica Onori per averci ospitato e grazie a tutti voi per averci seguito.
56:58Grazie a te per aver moderato.
57:14Grazie a tutti.

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