https://www.pupia.tv - Roma - Degrado città e periferie, audizione Giuli
Alle ore 14, presso l'Aula del IV piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie ha svolto l'audizione di Alessandro Giuli, Ministro della Cultura. (02.04.25)
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Alle ore 14, presso l'Aula del IV piano di Palazzo San Macuto, la Commissione parlamentare di inchiesta sulle condizioni di sicurezza e sullo stato di degrado delle città e delle loro periferie ha svolto l'audizione di Alessandro Giuli, Ministro della Cultura. (02.04.25)
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00:00:00L'ordine del giorno rega l'audizione di Alessandro Giuli, Ministro della Cultura.
00:00:08Prima di procedere all'audizione, permettetemi di rivolgere un ringraziamento al Governo
00:00:14per l'attenzione dimostrata in questi mesi all'attività della nostra Commissione.
00:00:19Ricordo infatti che a partire dal nostro insediamento sono stati auditi dalla Commissione ben dieci
00:00:27rappresentanti del Governo, di cui otto ministri, un vice-ministro e un sottosegretario.
00:00:34Per noi è importante l'interlocuzione in questo percorso che stiamo facendo, che è
00:00:42un percorso di approfondimento, di analisi, di raccolta date, perché noi siamo una Commissione
00:00:49di inchiesta, al tempo stesso un lavoro di proposta e di presenza sui territori.
00:00:57Nel corso di questi mesi abbiamo avuto la possibilità di effettuare circa 25 missioni
00:01:07esterne nelle città metropolitane, ma non solo, e quindi io credo che sia un segnale
00:01:13importante che dà il Parlamento, perché questa è ovviamente una Commissione che si
00:01:19è insediata tra l'altro con un voto unanime della Camera dei deputati, però un bel segnale
00:01:25che dà in questa fase di ripartenza delle periferie.
00:01:30Chiaramente, Ministro, io la ringrazio per la sua disponibilità e le materie di sua
00:01:38competenza sono centrali in questo percorso di rinascita delle periferie, quindi sarà
00:01:45questa un'occasione per fare insieme il punto sulle tante cose in corso e anche magari alcune
00:01:52osservazioni e spunti che possono arrivare dai colleghi commissari, quindi io ringraziandola
00:01:59di nuovo le cedo la parola.
00:02:02Salve a tutti, grazie Presidente, onorevoli componenti di questa Commissione, grazie per
00:02:08aver sollecitato il mio intervento in questi lavori, rispondere al vostro invito è naturalmente
00:02:15per me un'occasione per illustrare le attività avviate dal Ministero della Cultura nelle
00:02:20materie di vostra competenza e oggetto di vostri approfondimenti, è quasi inutile dire
00:02:26che il lavoro della vostra Commissione rappresenta un modello di riferimento per alcuni dei temi
00:02:33di cui mi appresto a parlarvi, come a dire che il Governo, il Ministero che rappresento
00:02:39orienta le proprie attività sulla base delle sollecitazioni che vengono dalle Commissioni
00:02:44parlamentari, la cui centralità è un punto di riferimento, come dicevo.
00:02:48Quando sono stato audito dalle Commissioni Cultura di Camera e Senato per illustrare
00:02:53le linee programmatiche del mio mandato ministeriale, al netto dell'infosfera e altre cose che oggi
00:02:58vi risparmio e mi risparmio, ho dedicato un passaggio centrale proprio alle periferie,
00:03:06citando una lettera ricevuta dall'architetto Paolo Portoghesi, uno dei più importanti
00:03:12architetti italiani, il compianto Paolo Portoghesi al momento del mio insediamento alla presidenza
00:03:17del Maxi, il museo delle arti contemporanee. Era la fine del 1922, Portoghesi scrisse in
00:03:25via privata una specie di legato ideale rispetto all'alto compito a cui siamo chiamati noi
00:03:33tutti e facendo riferimento anche ad alcune delle sue aspettative deluse rispetto a chi
00:03:38mi aveva preceduto e ci ha ricordato a me e a tutti gli operatori della cultura, della
00:03:44politica, dell'impresa, l'importanza della connessione tra centro e periferia, intendendo
00:03:51la cultura nella sua superiore funzione sociale come un bene comune, qualcosa su cui l'architetto
00:03:55portoghese è intervenuto fattivamente, non soltanto a Roma e non soltanto teoricamente
00:04:01quindi. L'idea di Portoghesi è l'idea delle città multicentriche, si ispirano a filosofia
00:04:07del paesaggio che è impergnata sul concetto del genio del luogo e un nesso che lega gli
00:04:13uomini al paesaggio che lo abitano, le stratificazioni culturali di chi ci ha preceduti nell'insediamento
00:04:19in determinati luoghi che oggi sono oggetto della vostra e della nostra mappatura su quelli
00:04:24che sono i rischi e le fragilità che il rapporto tra l'uomo, il paesaggio e le comunità si
00:04:32impoverisca. Interessarsi alle periferie significa non considerarle più tali ma tenerle al centro
00:04:42dell'attenzione dell'impegno culturale e politico è non più un fastidioso problema
00:04:48per chi vive nelle cittadelle di quelli che noi abbiamo provocatoriamente più volte
00:04:55chiamato gli inquilini del privilegio, le ZTL, a prescindere da chi vi abiti. Su queste
00:05:02linee oggi presento alcune delle azioni già poste in essere dal Ministero della Cultura
00:05:06e il Progetto che vogliamo mettere in campo. Il Decreto-Legge del 27 dicembre 2024 numero
00:05:13201 recante misure urgenti in materia di cultura ha voluto dare concretezza al piano
00:05:21Olivetti per la cultura. Concepito per promuovere la rigenerazione culturale delle periferie,
00:05:28delle aree interne, delle aree svantaggiate. Ispirato, come il nome stesso fa ben comprendere,
00:05:36alla visione di Adriano Olivetti, il piano si propone di favorire lo sviluppo della cultura
00:05:41come un bene comune, accessibile, integrato nella vita delle comunità locali. Promuovere
00:05:47la rigenerazione culturale delle periferie, delle aree interne svantaggiate, con particolare
00:05:54attenzione alle marginalità sociali ed economiche, al degrado urbano, alla denatalità e allo
00:06:02spopolamento. Valorizzare, punto per noi fondamentale, le biblioteche quali strumenti
00:06:10di educazione intellettuale civica ma anche di aggregazione e connessione al tessuto sociale.
00:06:16Promuovere, a partire dalle biblioteche, cioè da un fabbisogno che si produce dal basso,
00:06:24promuovere la filiera dell'editoria libraria. Il piano Olivetti individua gli ambiti di
00:06:30intervento e le priorità strategiche nel rispetto e in stretta complementarietà con
00:06:36le programmazioni già in corso. Non siamo arrivati per primi, ovviamente, nel cuore
00:06:41del problema. Avvalere sulle risorse europee e nazionali quali la strategia nazionale per
00:06:47lo sviluppo delle aree interne, il cui piano identifica come prioritari i settori dell'istruzione,
00:06:53della mobilità e dei servizi socio-sanitari. E il piano d'azione del PN Cultura previsto
00:06:59dal decreto legge 60 del 2024 che prevede il progetto Periferie e Cultura. E' dunque
00:07:08in campo una strategia nazionale integrata e corale rivolta allo specifico settore della
00:07:15cultura, nel nostro caso, e a tutte le aree del Paese, in particolare a quelle del mezzogiorno.
00:07:20Per attuare queste misure abbiamo previsto un investimento straordinario, in breve tempo
00:07:28peraltro rispetto al mio insediamento che risale al 6 settembre scorso, di 34 milioni
00:07:35di euro a supporto dell'editoria e delle biblioteche, suddivisi così 30 milioni per
00:07:41l'acquisto di libri da parte di biblioteche storiche e di prossimità, 3 milioni per l'apertura
00:07:48di biblioteche da parte degli under 35, 1 milione di euro per sostenere la vendita di
00:07:55libri nei piccoli centri abitati con meno di 5 mila abitanti, destinato anche ad altri
00:08:01servizi commerciali, purché questa attività rappresenti almeno il 30% del loro fatturato
00:08:07globale e purché facciano sempre capo a imprenditori con meno di 35 anni, quindi con una particolare
00:08:14attenzione alle fasce d'età che identifichiamo come giovanili. Il nostro obiettivo è ora
00:08:21di garantire che le risorse siano allocate nel miglior modo possibile, al fine di ottenere
00:08:25il massimo impatto nelle aree più bisognose. Le biblioteche non sono, è ovvio, semplici
00:08:33luoghi di conservazione della memoria storica, ma sono dei presidi di civiltà diffusi sul
00:08:39territorio, ancorché in modo discontinuo, sono spazi vitali di inclusione, di educazione
00:08:45civica, di formazione specialmente per i giovani e le persone meno abbienti. Le biblioteche
00:08:51sono realmente l'infrastruttura culturale più diffusa in Italia e costituiscono un
00:08:56capitale sociale inestimabile, luoghi dove ogni persona ha accesso alla conoscenza e
00:09:03spazi di riflessione e di libertà civile. Crediamo che le biblioteche svolgano un ruolo
00:09:11essenziale nell'alfabetizzazione mediatica e quindi aiutino i cittadini a distinguere
00:09:18tra fonti affidabile e disinformazione, in un'epoca in cui la qualità dell'informazione
00:09:25è sempre più messa alla prova e sotto giudizio, tanto in Italia quanto a livello globale.
00:09:31Le biblioteche rimangono centri di conoscenza autentica, nei quali attingere informazioni
00:09:39affidabili e adeguate alle sfide del cambiamento tecnologico, mantenendo intatta la loro missione
00:09:46di difesa di grandi valori politici, culturali e identitari delle realtà locali, nazionali
00:09:51ed europee. E' necessaria tuttavia una grande mappatura della cosiddetta siccità culturale
00:10:04espressione appresa dal mondo delle riflessioni più alte dell'olivettismo, una mappatura
00:10:14della siccità culturale che investe tanto le periferie metropolitane quanto le aree
00:10:20interne svantaggiate dell'Italia. Un'emergenza di cui questa Commissione è pienamente avvertita
00:10:26e da tempo, come abbiamo sottolineato poc'anzi, e su cui investe un lavoro prezioso per lo
00:10:33stesso piano olivettico, che come ho detto si ispira a modelli di riferimento come il
00:10:38lavoro di una Commissione, quella in cui mi sto, in cui mi onoro di parlare. Un'emergenza
00:10:46di cui questa Commissione è avvertita e quindi abbiamo dotato il Ministero della Cultura
00:10:54di risorse ulteriori per costruire in una visione di prospettiva una grande e parallela
00:11:00ricognizione delle esigenze dei territori, con uno sguardo orientato al futuro, per cominciare
00:11:06a trasformare l'idea di cultura come un momento sociale comunitario, come una forma di riconnessione
00:11:13tra cosa pubblica e territorio, in un'azione auspicabilmente interministeriale, peraltro,
00:11:19perché come ci siamo detti in più circostanze non è appannaggio del Ministero della Cultura
00:11:24al piano olivetti, il piano olivetti è un'unità di missione che nasce dentro un decreto legge
00:11:30convertito e che si apre necessariamente alle collaborazioni, oltre che con il Parlamento,
00:11:38con gli altri ministeri afferenti al più grande disegno complessivo di intervenire
00:11:44nelle realtà sociali più disagiate dell'Italia. E' evidente che l'obiettivo è riattivare
00:11:51le energie esistenti e latenti, riportare la socialità all'interno di aree precise
00:11:55in cui il rapporto tra pubblico e privato è stato depauperato, e in cui il ruolo di
00:12:00centri d'iniziativa culturale delle biblioteche e degli archivi si è potenziato. Il prossimo
00:12:06passo sarà naturalmente quello di adottare tempestivamente i decreti attuativi su cui
00:12:12siamo già lavorando e che consentiranno di entrare al più presto nel vivo del piano
00:12:17dei decreti, la cui realizzazione sarà possibile grazie al coinvolgimento di tutte
00:12:21le articolazioni del Ministero, ma anche ovviamente di tutti i corpi intermedi, i corpi sociali
00:12:26di cui si compone questo paesaggio di mappatura, ricerca, che alimenta questa struttura. Consentitemi
00:12:33di sottolineare che il riferimento a Olivetti è anche il riferimento a una grande figura
00:12:37di imprenditore privato, quindi le giuste obiezioni, le giuste osservazioni sul fatto
00:12:45che la cultura non ha mai soldi a sufficienza per intervenire, possono essere controbilanciate
00:12:52da una riflessione che nasce peraltro anche qui, in questa Commissione, sul fatto che
00:12:58un buon lavoro di controllo della spesa pubblica e di impiego razionale dei soldi pubblici
00:13:04prevede che ci sia un'integrazione tra le nostre iniziative che vengono svolte con i
00:13:09soldi dei contribuenti e quelle che sono l'energia latente dei piccoli e grandi imprenditori
00:13:13locali che non aspettano altro che sollecitazioni e progetti su cui investire, in un mondo
00:13:18in cui il mecenatismo non ha più la stessa morfologia, la stessa configurazione rispetto
00:13:23al passato, in cui vengono premiate le buone idee che attraggono capitali, intelligenze
00:13:29e saperi del mondo privato, piuttosto che gettare soldi a pioggia in una forma orizzontale.
00:13:36Adesso vorrei parlare del risanamento e della riqualificazione del territorio e del comune
00:13:43di Caevano che sta a cuore tanto al Governo quanto al Parlamento. Il tema Caevano è molto
00:13:49noto a questa Commissione perché è oggetto di audizioni specifiche e perché è frequentemente
00:13:54citato, nel merito posso offrire un aggiornamento e confermare che sono stato meno di 20 giorni
00:14:03fa nella città campana per porre la prima pietra del nuovo polo culturale, nato per
00:14:10riqualificare i vecchi auditorium Caevano Arte, precedentemente abbandonato e devastato.
00:14:16Attraverso uno stanziamento di 12 milioni di euro, uno stanziamento preesistente a mio
00:14:22insediamento, per onore di verità, il Ministero della Cultura si è impegnato a realizzare
00:14:29un nuovo edificio destinato a ospitare eventi artistici e culturali. Il nuovo polo culturale
00:14:33sorgerà, come sapete, a ridosso del nuovo centro sportivo intitolato alla memoria di
00:14:38Pino Daniele e che ha sostituito l'ex centro del Finia. Permettetemi di sottolineare l'alto
00:14:46valore simbolico dell'atto, la posa della prima pietra del nuovo auditorium che rinasce
00:14:51come una fenice sulle ceneri del vecchio, ma di un vecchio che era simbolo di incuria,
00:14:56di degrado, di abbandono, di resa dello Stato. Rinasci con un edificio dedicato alla partecipazione,
00:15:04al godimento della cultura, con spettacoli, eventi, incontri, letture pubbliche. Si tratta
00:15:10di un'impresa di riconquista sociale e civile che restituisce spazio e dignità alla creatività,
00:15:18all'arte e alla conoscenza condivisa. Portare cultura è il primo passo necessario per favorire
00:15:24crescita e sviluppo, come aveva giustamente intuito il fondatore del Movimento Comunità,
00:15:31anche grazie al lavoro di un giovane sociologo che dedicò la sua lunga e intera esistenza
00:15:35allo studio delle periferie, Franco Ferrarotti. Vorrei infine ricordare con una sottolineatura
00:15:43particolare il Piccolo Coro di Caivano, un progetto fortemente voluto dal sottosegretario
00:15:49Gianmarco Mazzi, promosso ovviamente dal Ministero della Cultura con un finanziamento di 198
00:15:55mila euro, in collaborazione con Antoniano Opere Francescane e la partecipazione, molto
00:16:01livettiana in questo senso, del Ministero per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità,
00:16:06che ripropone nel Comune, alle porte di Napoli, l'esperienza felice del Piccolo Coro dell'Antoniano,
00:16:13un lavoro corale per l'appunto. I bambini e le bambine del Piccolo Coro di Caivano stanno
00:16:18seguendo le lezioni due volte a settimana nella loro nuova casa in Viale Margherita,
00:16:23uno spazio di circa 300 metri quadri, con una sala d'accoglienza, un'area relax, una
00:16:29piccola cucina e una sala dedicata alle prove. Come sapete il Governo e il Ministero che
00:16:36qui mi onoro di rappresentare intendono replicare il modello caivano ad altre città d'Italia
00:16:42e anche in questo caso il Ministero saprà fare la propria parte, in un recente Consiglio
00:16:47dei Ministri alla presenza di Fabio Ciciliano, un commissario speciale, si è per l'appunto
00:16:52parlato della possibilità barra necessità di replicare il modello caivano su tutti i
00:17:01quadranti in cui le stesse caratteristiche di depauperamento della presenza dello Stato
00:17:08e della tenuta del tessuto connettivo comunitario si ripresentano con la stessa incidenza e
00:17:13pericolosità. Quanto allo spettacolo dal vivo, e siamo sempre
00:17:19in tema nelle periferie delle città metropolitane, nell'ottica di garantire anche per l'anno
00:17:252025 la continuità dell'azione di sostegno a favore delle attività di spettacolo nelle
00:17:30aree periferiche dei comuni capoluogo delle città metropolitane, il Ministero della Cultura
00:17:35ha destinato la somma di 10 milioni e 500 mila Euro al finanziamento di attività di
00:17:41spettacolo dal vivo, volte a promuovere progetti di inclusione sociale, riequilibrio territoriale
00:17:48e tutela occupazionale, nonché a valorizzare il patrimonio culturale attraverso le arti
00:17:54performative nelle aree periferiche delle città metropolitane. Le risorse devono essere
00:18:00utilizzate dai comuni capoluogo delle città metropolitane per sostenere attività di spettacolo
00:18:05nelle aree periferiche sulla base di progetti selezionati tramite un bando pubblico predisposto
00:18:10da ciascun comune. Ripeto, in particolare le risorse devono essere utilizzate per a
00:18:16valorizzare il patrimonio culturale nelle aree periferiche mediante attività di spettacolo,
00:18:22anche di carattere innovativo, finalizzate all'inclusione culturale e sociale, svolte
00:18:28nel rispetto delle tutele occupazionali dei contratti di categoria B, realizzare azioni
00:18:41di riequilibrio territoriale attraverso il rafforzamento dell'offerta culturale svolta
00:18:45nel rispetto delle tutele occupazionali dei contratti di categoria C, promuovere iniziative
00:18:51formative e l'attivazione di laboratori dedicati alle arti performative.
00:18:56Rigenerazione urbana 2025-2027. Allunghiamo un po' la prospettiva. Un mese fa ho visitato
00:19:08la porta delle farfalle, che immagino conoscete bene qui, non è la prima volta che la sentite
00:19:15nominare. Che cos'è la porta delle farfalle? È un perfetto o comunque un illuminante esempio
00:19:22di come possa esserci speranza in un luogo difficile come il quartiere di Brino di Catania,
00:19:29è uno dei modelli di land art più noti al mondo, è un'opera di riqualificazione urbana
00:19:37di un muro lungo oltre un chilometro realizzato da Antonio Presti, un grande mecenate e presidente
00:19:43della Fondazione Fiumana Arte. Coinvolgendo 15 mila, 15 mila, tra bambini, ragazzi e genitori
00:19:52di Brino, ha trasformato il muro di un vecchio cavalcavia in un'opera d'arte di caratura
00:19:58internazionale, riqualificando e dando lustro a una periferia che come una grande madre
00:20:05non dissimile dal centro, questo è il punto, da quello che deve essere il centro di ogni
00:20:10città, si occupa dei propri figli e si prende cura delle persone che la abitano.
00:20:15Nell'ambito degli interventi legati al piano di rigenerazione urbana su base culturale
00:20:222025-2027, diamo un po' di cifre, il Ministero della Cultura attraverso la direzione generale
00:20:29Creatività Contemporanea ha pubblicato due bandi per un finanziamento totale di 3 milioni
00:20:35e 380 mila euro, il primo bando riguarda la settima edizione 2025-2027 dell'avviso
00:20:44pubblico laboratorio di Creatività Contemporanea, per un importo complessivo di euro 2 milioni
00:20:50e 520 mila, è un avviso pubblico suddiviso in due azioni, la prima intende favorire la
00:20:57crescita e il consolidamento dei centri culturali nati da progetti di rigenerazione già attivi
00:21:04in Italia, la seconda riguarda la realtà di nuova costituzione grazie all'accompagnamento
00:21:10in tutte le fasi di consulenti, mentor, realtà culturali attive da più anni o da centri
00:21:16di ricerca e istituzioni operanti nell'ambito della rigenerazione urbana a base culturale,
00:21:21i destinatari sono gli organismi culturali e creativi non a scopo di lucro.
00:21:26Il secondo intervento, dal titolo Il Museo Rigenera, per un importo di 860 mila euro,
00:21:35è un progetto sperimentale dedicato ai musei e ai luoghi d'agricoltura del MIC, che mira
00:21:41a sostenere la creatività negli spazi pubblici nell'ambito dei territori fragili, facendo
00:21:46leva sui musei quali soggetti attivi della rigenerazione urbana a base culturale.
00:21:52Nell'ambito del Programma Nazionale Cultura, infine, 176,4 milioni di euro sono destinati
00:22:02all'ampliamento della partecipazione culturale e al rafforzamento di servizi e iniziative
00:22:07di carattere culturale, tra queste iniziative è compreso anche il progetto Periferie e
00:22:13Cultura, finalizzato a sostenere interventi di rigenerazione socio-culturale di aree
00:22:18urbane complesse e caratterizzate da marginalità sociale ed economica.
00:22:23Attraverso la realizzazione di servizi sociali e culturali e di welfare culturale, anche
00:22:29mediante azioni di recupero del patrimonio architettonico e sociale, in un'ottica di
00:22:34rigenerazione urbana a partire dalla cultura, sarà favorito l'utilizzo di spazi in edifici
00:22:39pubblici esistenti, anche in disuso, per ospitare attività culturali e creative o di formazione
00:22:47di imprese innovative di quartiere o di comunità, creando dinamiche collaborative tra residenti
00:22:55in istituzioni pubbliche, soggetti privati, società civile organizzata.
00:23:01Non voglio in conclusione tacere il tema dell'accessibilità ai luoghi della cultura per le persone con
00:23:09disabilità, è un tema di cui da presidente del Maxi mi sono occupato in un modo molto
00:23:15approfondito, avviando un tavolo interdipartimentale che fungesse da veicolo per immaginare l'offerta
00:23:26culturale del più importante museo italiano calibrata a monte rispetto alle esigenze delle
00:23:33persone con disabilità e quindi non adattando a valle della programmazione l'offerta culturale.
00:23:40Da Ministro della Cultura i lavori da noi finanziati pari a circa 300 milioni di euro
00:23:46del PNRR sono in fase già avanzata, moltissimi luoghi sono passati dall'essere non del tutto
00:23:53inaccessibile all'essere come dovrebbero, fruibili davvero per tutti.
00:23:58Ho citato questo perché la periferia, torno al discorso iniziale, al punto iniziale, può
00:24:06non essere soltanto un luogo fisico di difficoltà, ma anche una condizione esistenziale ed è
00:24:16su questo che bisogna lavorare. Le periferie non sono un tema semplice e lo dico di fronte
00:24:24a un corpo parlamentare che il tema lo conosce molto approfonditamente, ma senza studio e
00:24:32senza confronto tra Governo, Parlamento, corpi sociali, intermedi e senza proposte
00:24:39come quelle che noi abbiamo fatto realizzando un decreto legge già convertito e ovviamente
00:24:46ascoltando noi stessi proposte e sollecitazioni in sede di stesura di decreti attuativi, continueremo
00:24:53a discuterne come se fosse un problema ancora per troppo tempo.
00:24:58Per questo, e concludo davvero ringraziandovi per l'attenzione, vi invito, caro Presidente,
00:25:06voi tutti a partecipare affattivamente all'organizzazione degli stati generali e della rigenerazione
00:25:13urbana che stiamo preparando per la fine del 2025. Grazie.
00:25:21Grazie davvero Ministro Giuli per la relazione completa, ci ha dato tanti dati, tante informazioni,
00:25:32inviterei i colleghi presenti e anche quelli collegati da remoto se hanno qualche domanda
00:25:37o qualche spunto o qualche osservazione a chiedere la parola. Io ci tengo a sottolineare
00:25:45un aspetto, poi lascio la parola ai colleghi, mi sembra che nel piano Olivetti ci sia un'attenzione
00:25:53specifica molto forte sul discorso della lettura e delle biblioteche. Su questo ho due piccoli
00:26:05spunti, da un lato è uno dei temi che quando giriamo sui territori ci viene maggiormente
00:26:10richiesto, quindi il potenziamento delle biblioteche che lei giustamente ha definito
00:26:17presidi di civiltà diffusi, è una definizione nella quale mi ritrovo in pieno, c'è una
00:26:24richiesta molto forte e noi come Commissione devo dire che abbiamo avuto modo di visitare
00:26:30in molte periferie delle realtà culturali connesse strettamente alle biblioteche che
00:26:38sono dei modelli di eccellenza che vanno sostenuti, valorizzati, aiutati e promossi. Un secondo
00:26:46spunto riguarda un piccolo progetto che come Commissione siamo riusciti a portare avanti
00:26:54e che per noi è un motivo collettivo di vanto, perché grazie ad una sinergia con la Fondazione
00:27:01Bellonci che organizza il Premio Strega, quest'anno siamo riusciti a portare il Premio Strega
00:27:10Giovani, le finali già nel giugno dello scorso anno a Torbella Monaca, quest'anno saranno
00:27:16nel territorio di Caivano, ma al di là di questi eventi che si sono svolti a giugno
00:27:22dello scorso anno e l'edizione di quest'anno ovviamente sarà il 4 giugno di quest'anno,
00:27:29abbiamo lanciato in collaborazione con scrittori finalisti del Premio Strega Giovani dei laboratori
00:27:35di lettura e di scrittura che hanno coinvolto le scuole, le biblioteche, le librerie, per
00:27:43ora di due realtà, Torbella Monaca e Caivano. Io credo che questo sia un segnale molto bello,
00:27:50mi crede Ministro, io ho partecipato, domani ci sarà l'ultimo step a Torbella Monaca
00:27:55e l'ultimo step a Caivano di questo percorso che ha durato alcuni mesi, stanno uscendo
00:28:01delle cose meravigliose che tra l'altro saranno pubblicate all'interno di una piattaforma
00:28:07della Fondazione Bellonce che saranno molto valorizzate in questa edizione 2025 del Premio
00:28:15Strega, quindi erano due cose che ci tenevo a sottolineare e a evidenziare, chiederei
00:28:22ai colleghi se ci sono domande e se l'è d'accordo farei un giro di domande e poi lei risponde
00:28:29e poi se su alcune domande magari ci sono dei dati che ci vorrete fornire anche successivamente
00:28:38ovviamente questo è una possibilità che abbiamo utilizzato chiaramente in tutte le
00:28:46nostre audizioni.
00:28:47Grazie Ministro, lei ha citato Piano Rivetti più volte e a me risulta che non abbia tutta
00:28:52questa dotazione finanziaria per poter pensare solo di fare le cose che tra l'altro io posso
00:28:57anche condividere che lei ha narrato come possibile la strategia del Ministero come
00:29:02la cultura per le aree periferiche. Poi ha citato anche la strategia del Ministro
00:29:09nazionale dell'interno e anche lì i soldi spesi sono pochissimi rispetto già tra l'altro
00:29:14a quelli istanziati e volevo capire come lei se ha già un'interlocuzione con chi gestisce
00:29:19questi fondi per la strategia nazionale dell'interno per provare a fare e creare nuovi progetti
00:29:24che vanno nell'interno di questi fondi.
00:29:26Grazie Ministro.
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00:40:13Un'altra cosa che, visto che il Ministro è venuto a Chiamano e è voluto apposare la
00:40:17prima pietra, volevo sapere se lui aveva in qualche modo visto la scuola elementare
00:40:23che purtroppo è presente all'interno del Parco Verde.
00:40:27Perché dico purtroppo?
00:40:29Ecco, quando ci sta un presidio culturale come quello di una scuola elementare è sempre
00:40:35un qualche cosa di buono, ma penso che nel contesto del Parco Verde, quindi in quel contesto
00:40:41particolare, questa non sia una cosa giusta, perché mi sono trovato a scontrarmi con quello
00:40:50che poi è la realtà.
00:40:51Allora, quando ci immergiamo nella realtà vediamo esattamente se una cosa funziona o
00:40:56se per contro ha dato frutti negativi.
00:40:59Allora, noi vediamo che abbiamo una scuola all'interno del Parco Verde dove in quella
00:41:03scuola si fanno soltanto i bambini del Parco Verde e dall'esterno le mamme del Paese,
00:41:09non iscriverebbero mai le loro figlie nella scuola del Parco Verde, perché c'è un pregiudizio.
00:41:13Purtroppo abbiamo il grado di poter dire questo.
00:41:15Ma risulta poi essere anche un secondo danno.
00:41:20Qual è il secondo danno?
00:41:21Che i bambini purtroppo del Parco Verde non riescono ad uscire da quella che era la realtà
00:41:28del Parco Verde.
00:41:29Quindi che significa?
00:41:30La mattina andavano a scuola nel Parco Verde, il pomeriggio giocavano nel Parco Verde, la
00:41:36sera tornavano a casa ma sempre nel Parco Verde sono rimosti.
00:41:39Cosa è risultato da questo punto di vista?
00:41:43Io lo dico sempre, ogni volta che ci troviamo in un'occasione, chi abita nel Parco Verde
00:41:48ha un accento diverso da chi invece fa parte del contesto del Paese.
00:41:57Quindi una frazione, un quartiere che ha un accento assestante, come se parliamo l'accento
00:42:02romano e l'accento napoletano.
00:42:04Sono due accenti diversi.
00:42:06Lì si verifica come un singolo quartiere in un Paese che risulta di 40.000 abitanti.
00:42:12Questo perché i bambini purtroppo non escono da quella realtà del Parco Verde, non escono
00:42:17ad avere contatti con altri bambini della loro età e magari a vedere anche nuove realtà.
00:42:24Purtroppo io devo pensare che nel Parco Verde la scuola elementare non è una struttura
00:42:31adatta perché confina i bambini in quel contesto.
00:42:36A me piacerebbe tanto che invece di mettere a disposizione una scuola dove ci vanno pochissimi
00:42:43bambini e sono soltanto i bambini del Parco Verde, si mettesse a disposizione per esempio
00:42:47una scuola bus a disposizione delle famiglie che possa poi accompagnare i bambini.
00:42:52Le scuole stanno poco distante dal Parco Verde, ci si potrebbe anche arrivare a piedi, però
00:42:57a volte per comodità uno preferisce scrivere i bambini alla propria casa in mezzo alle
00:43:03piazze di spaccio che ci stavano lì un tempo.
00:43:05Insomma, questa è stata una cosa che io ho fatto una valutazione e quindi ho detto che
00:43:10secondo me non andrebbe bene, non va più bene una scuola all'interno del Parco Verde
00:43:14perché si deve dare la possibilità ai bambini di poter uscire da quel contesto.
00:43:20Ovviamente non è conferenza del Ministro se poi parliamo di agglomerati urbani, dell'edilizia
00:43:27popolare degli anni Ottanta che costituiscono parte della ghettizzazione di quel quartiere.
00:43:32Quindi nel momento in cui volessimo parlare veramente di modello, dobbiamo parlare di
00:43:38ghettizzazione a causa edilizia, quindi parliamo di quartieri costruiti a modica tenacito che
00:43:44sono chiusi già all'interno loro.
00:43:47In più ci si mette la criminalità dove arruola e recluta i ragazzi, i giovani, per poter costruire
00:43:55la nuova classe dirigente della criminalità.
00:43:57Quindi nel momento in cui vogliamo parlare di modello da esportare lo possiamo fare,
00:44:03ma dobbiamo parlare di abbattimento e ricostruzione del localizzato dei quartieri ghetto.
00:44:08Allora lì parliamo di modello, ma non mi si può venire a dire, nemmeno in questo contesto,
00:44:12che il modello che va rappresentato dalla ristrutturazione di un centro sportivo
00:44:17intitolato ad un grande attista e di un teatro che sarà probabilmente intitolato a un grande
00:44:23sportivo.
00:44:24Non mi si può dire che questo è un modello, però vorrei sapere l'opinione del Ministro.
00:44:54Nella mappatura della siccità, sulla siccità culturale,
00:45:22il termine mi è piaciuto, l'ho apprezzato e le posso dire che anche nell'esperienza
00:45:29che noi stiamo conducendo attraverso anche le varie missioni come Commissione posso dire
00:45:39che a pieno titolo lei ci può già inserire le periferie, nel senso che abbiamo constatato,
00:45:50le dico che proprio il piano Olivetti può essere molto interessante in questa direzione.
00:45:57Le porto così un esempio, non ricordo se è stato a Catania o a Palermo, ma quel giorno
00:46:09mi ha colpito parecchio, eravamo in un centro, in una zona diciamo adilizia popolare, vi
00:46:17era la caserma dei carabinieri al primo piano e al secondo piano vi erano questi volontari
00:46:26che attraverso la biblioteca e attraverso anche una forma di… facevano dopo scuola
00:46:36i ragazzi e la cosa più bella è che erano gli stessi carabinieri in primis il maresciallo
00:46:41che finiva di lavorare giù e si arriva sopra, quindi questo tipo di discorso sicuramente
00:46:49è importante per riuscire a fronteggiare quel degrado culturale che esiste, quel degrado sociale
00:46:57che esiste nelle periferie e che invece con una valorizzazione tipo culturale noi riusciremo
00:47:04veramente a trasformarlo, cioè talvolta noi pensiamo che il degrado urbano sia solo e soltanto
00:47:13la delinquenza, infine la povertà di forze dell'ordine, noi riteniamo che la riqualificazione
00:47:24culturale delle periferie possa sicuramente avere lo stesso obiettivo che può avere il
00:47:33potenziamento del numero necessario ed indispensabile di forze dell'ordine sul territorio,
00:47:38quindi questo tipo di discorso ritengo che vada a fotografare veramente in maniera molto importante
00:47:47quei fenomeni di emarginazione sociale che con il potenziamento di biblioteche, con il potenziamento
00:47:54di questi presidi culturali sicuramente avremmo un beneficio, quindi volevo dirlo questo perché
00:48:01più che farle una domanda fare una sollecitazione rispetto a quello che ha detto, grazie.
00:48:08Al collega De Palma, il collega Perissa, prego.
00:48:13Grazie Presidente, grazie Ministro anche a lei,
00:48:20è stato detto molto e quindi vorrei non aggiungere più del necessario,
00:48:26se non intanto un ringraziamento al Ministro perché comunque illustra un piano d'azione
00:48:35tanto relativamente breve perché il Ministro Giulia arriva comunque in corsa sicuramente
00:48:42dando continuità ad un'impostazione di lavoro virtuosa e positiva ma chiaramente i risultati
00:48:48di cui ci parla sono da considerarsi nel brevissimo periodo, quantomeno in un periodo
00:48:53più breve di quello che tutti gli altri Ministri hanno avuto a disposizione perché nel farlo
00:49:00introduce anche argomenti e finanziamenti quindi di ampio respiro nella prospettiva temporale.
00:49:08Accogliamo ovviamente con favore cose che già sapevamo, noi assistiamo nella guida che il
00:49:16Ministro impartisce a questo di Castero anche ad un cambio di paradigma oltre ai citati
00:49:21stanziamenti sul potenziamento delle biblioteche, sul potenziamento delle attività teatrali
00:49:26nelle zone periferiche e anche ad un tentativo virtuoso di innescare un reciproco rapporto tra
00:49:35la valorizzazione del tema culturale a 360 gradi e il mecenatismo privato trasformando il patrimonio
00:49:43culturale inteso in senso ampio come inattrattivo rispetto a delle forme di investimento privato
00:49:49nel corso degli anni sono radicalmente cambiate. Accolgo anche ovviamente con favore l'idea di
00:50:03tentare di valorizzare i temi della periferia non soltanto intesi come un Governo centrale
00:50:10che va verso ma anche come un Governo centrale che in collaborazione con le istituzioni locali
00:50:16prende quello che le periferie mettono a disposizione per cercare di valorizzarlo
00:50:22diciamo e portarlo ove possibile nell'ambito delle buone pratiche anche a modello di riferimento,
00:50:31l'esempio di Catania sì ma tantissimi altri. Su Caevano non spendo parole perché in realtà,
00:50:40anzi ne spendo davvero poche perché in realtà non vorrei tra l'altro che questo argomento che
00:50:44riguarda con tutto il rispetto ma in maniera assolutamente collaterale l'attività del
00:50:49Ministero della Cultura rispetto a quello che è un modello che ha coinvolto tantissimi ministeri
00:50:55diciamo nella realizzazione però ci tengo a dire, me lo consentiranno anche perché il Presidente di
00:51:01oggi il Jolly Diplomazia me lo so giocato in aula un'ora fa quindi temo di non riuscire a fare
00:51:08due volte il diplomatico nella stessa giornata però la butto sul ridere nel senso che noi
00:51:14abbiamo visto le opposizioni cambiare diciamo diverse posizioni su Caevano quindi parafrasando
00:51:20un antico detto mi viene da dire prima ti ridono poi ti combattono poi vinci nel senso che
00:51:27sì Caevano è un modello seguritario ad un certo punto sono stati costritti alla mente che non era
00:51:32seguritario manco per niente nel senso perché definissi seguritario un modello che porta
00:51:36cultura dipendenti pubblici incremento dei servizi di pubblica amministrazione cittadini
00:51:40centro sportivo riqualificazioni attività collaterali insomma era complesso quindi da
00:51:44modello seguritario è diventato un modello non seguritario ora accogliamo anche diciamo questo
00:51:52ulteriore elemento di novità introdotto mi spiace che il collega Iaria se ne sia andato diciamo
00:51:57quindi accogliamo anche questo che è un modello non sufficiente e quindi questo mi sembra diciamo
00:52:03un'altra un'altra evoluzione e seppure non riesco a comprendere come possa essere ghettizzante nel
00:52:09senso che insi credo nel modello di Caevano ci sia tra le righe non come obiettivo primario ma
00:52:15magari come obiettivo diciamo indotto derivato dal grande lavoro del governo e delle istituzioni
00:52:21locali su quel quartiere su quel territorio ci sia anche magari nel medio periodo la valorizzazione
00:52:28di un orgoglio d'appartenenza a quel territorio da parte di chi ci abita e di chi ci risiede di
00:52:31poter tornare a dire sono orgoglioso di essere di Caevano e quindi questo francamente non riesco
00:52:36davvero a comprendere come un modello che cerca in qualche modo di rimettere in piedi attraverso
00:52:42una presenza continua e pedissegua dello Stato e delle sue istituzioni sui territori un quadrante
00:52:47così delicato e così simbolico anche a livello nazionale possa essere tacciato di volontà di
00:52:54ghettizzazione e lo dice come sa chi mi conosce diciamo un figlio delle periferie romane quindi
00:53:01io sono particolarmente orgoglioso della mia appartenenza e della mia identità e sono anche
00:53:05particolarmente orgoglioso di come alcuni quartieri nella stessa città di Roma nel
00:53:09corso di 20-25 anni abbiano saputo riscoprire la loro identità e grazie anche all'orgoglio
00:53:14d'appartenenza dei propri residenti che si sono poi messi in campo per primi nei processi di
00:53:19riqualificazione e di difesa della legalità di quei territori siano oggi arrivati in parte
00:53:24geograficamente si sono trasformati da periferia a semicentro perché nel frattempo la periferia
00:53:28si è spostata più in là la città è cresciuta e quindi evidentemente ha quartieri popolari ma
00:53:34particolarmente apprezzati e vissuti. Non voglio farla troppo lungo questa era una riflessione
00:53:41che vorrei concludere diciamo con una domanda retorica al Ministro poi se ha diciamo la
00:53:47pazienza la volontà se non in questo momento in un secondo momento la domanda era relativa al netto
00:53:54di questa riflessione che ho fatto di capire come anche attraverso diciamo i beni archeologici
00:53:59la rivalutazione del patrimonio archeologico e quant'altro ci possa essere un legame con le zone
00:54:06che io diciamo lontane dal centro perché non mi piace però la periferia le chiamo quartieri
00:54:12nelle zone lontane dal centro per un processo di rilancio le feci anche in una nostra conversazione
00:54:17ho passato una domanda che la rifaccio ma con grande serenità c'è un modo secondo lei per
00:54:23cercare di costruire un tessuto connettivo virtuoso tra la capacità attrattiva in termini
00:54:28turistici dei grandi centri storici degli atrium europei e il legittimo bisogno di decoro e benessere
00:54:35delle zone più lontane da quei centri questa è una domanda che chiaramente anche è semplicemente
00:54:39in forma diciamo di apertura di una riflessione diciamo su questo tema grazie Ministro quindi
00:54:46le passo la parola io solamente uno spunto su una cosa ulteriore su un discorso che lei
00:54:53ha fatto relativa al programma nazionale di cultura lei ha parlato di questo progetto
00:54:59periferie e cultura c'è già uno stanziamento ad hoc anche per questo perché ecco mi è sfuggito
00:55:06nel corso della relazione ha parlato al programma nazionale 176 milioni volevo sapere se c'è già
00:55:12un qualcosa di specifico rispetto anche successivamente potete poi inviarmi eventualmente
00:55:20questo dato era una cosa che volevo puntualizzare prego grazie grazie a tutti posso sottolineare
00:55:31che già ad impero nazionale cultura 70 milioni sono stati impegnati per le regioni del sud
00:55:36d'italia e questo già è un dato diciamo che costituisce una risposta parziale come tutte le
00:55:44risposte del mezzogiorno d'italia sì e ovviamente risposta parziale ma risposta diciamo consistente
00:55:51e apprezzabile un ringraziamento generale anche per essere stati richiamati qui come ministero
00:55:59della cultura al principio di realtà quindi quando un parlamentare del movimento 5 stelle
00:56:05dice quanti soldi poi ci mettete io la risposta l'ho data in esordio mi consente di ribadire
00:56:13il fatto che su sulle periferie si può filosofeggiare quanto vogliamo ma se poi sulle
00:56:18biblioteche non si mettono 30 barra 35 milioni di euro abbiamo solo fatto della filosofia però
00:56:24i numeri ci sono per fortuna devono essere ben inquadrati ovviamente all'impegno economico
00:56:31deve poi tenere dietro una sostanza nel giusto e corretto utilizzo dei fondi e quindi io più
00:56:39volte ho dato questa risposta alle sollecitazioni sul perché il piano rivetti non ha una dotazione
00:56:48economica diciamo stellare che serve una dotazione economica stellare se vuoi fare
00:56:56piano rivetti allora il decreto cultura porta in tutti i suoi articoli la dizione in coerenza
00:57:03con in coerenza con in coerenza con l'articolo che istituisce una unità di missione quindi tutti
00:57:08i soldi impegnati dentro il decreto cultura sono stati impegnati in un progetto organico quindi
00:57:15piano rivetti già di fatto è finanziato però il tema centrale è esattamente quello della della
00:57:25qualità e della capacità di intervento non soltanto dei soldi appostati tutti vorremmo molti
00:57:30più soldi a disposizione delle periferie o delle aree svantaggiate diciamo così il punto vero è
00:57:37cercare di costruire una cornice all'interno della quale il ministero della cultura faccia
00:57:42la propria parte in sinergia con il governo e costruire diciamo una una visione o comunque
00:57:51modellare sagomare una visione intorno alle necessità del territorio quindi si inizia si inizia
00:57:56dal basso questa è una cosa che rivendichiamo così come è bello rivendicare il fatto di un'identità
00:58:01che sussiste nelle zone periferiche che non devono diventare delle ZTL dal punto di vista
00:58:07concettuale ma anche dal diciamo così dal punto di vista pratico devono diventare dei appunto
00:58:15le città multicentriche e dei luoghi che abbiano tutti tutti i loro fabbisogni sfamati nel modo
00:58:21più opportuno è evidente che bisogna conoscere le zone di intervento abbiamo deciso di muovere
00:58:28dalle biblioteche perché le biblioteche diventino ed è vero qualcosa di diverso rispetto a ciò che
00:58:37è nella percezione comune oggi faccio un esempio qualsiasi biblioteca di un paese di un'area
00:58:45interna di 800 900 anime che poi nella stagione estiva magari con il turismo di ritorno arriva
00:58:54fino a 4000 persone ma ha sostanzialmente un indotto stagionale e quella biblioteca o non
00:58:59esiste o è un deposito di archivi o è una sala lettura senza giovani che leggono quindi l'idea
00:59:06qual è aiutare sicuramente le case editrici perché poi i libri vanno stampati e diffusi ma
00:59:15attraverso un lavoro di sollecitazione sulla capacità d'accesso alla lettura e alla cultura
00:59:21in senso lato dentro queste zone quindi il paese modello di cui vi sto parlando è un paese che
00:59:29dovrebbe rifunzionalizzare la propria biblioteca trasformarla in un centro culturale con un'offerta
00:59:36culturale integrata che significa riattivare i gruppi storici e riattivare i gruppi archeologici
00:59:43e in questo mi avvicino alla possibilità di dare anche una risposta ad altre sollecitazioni
00:59:46perché per fortuna abbiamo una tale offerta di patrimonio culturale da ancora da esplorare
00:59:56da mettere a valore che uno dei punti di forza delle aree interne e non soltanto dei grandi
01:00:02centri diciamo così più spettacolosi dal punto di vista del fascino archeologico e dell'antico è
01:00:10proprio che c'è molto da studiare molto da scavare molto da far conoscere e c'è un radicamento che
01:00:17va risvegliato delle energie latenti che vanno risvegliate attraverso un innesco un innesco che
01:00:24non deve essere un'economia assistita perché quella non funziona ma deve essere l'innesco
01:00:29per chi dentro la biblioteca deve ritrovare un gruppo archeologico deve ritrovare un laboratorio
01:00:35di sperimentazione teatrale deve ritrovare dell'arte contemporanea oltre alla quadreria
01:00:40che si è sedimentata nell'arco del tempo perché per fortuna i nostri borghi sono pieni di storia
01:00:46deve trovare la capacità di digitalizzare il proprio patrimonio materiale e quindi creando
01:00:57nuovi saperi creando ricerche deve avere la possibilità di essere attrattivo soprattutto per
01:01:03i giovani e quindi da questo punto di vista abbiamo scelto di impegnare la gran parte della
01:01:08dotazione a nostra disposizione proprio per un lavoro che partisse dalle dalle biblioteche in
01:01:16un concetto appunto di biblioteca che è un po' diverso rispetto alle premesse o comunque diciamo
01:01:23a ciò che oggi le biblioteche sono non diventate o sono diventate nel corso degli ultimi anni.
01:01:28Un passaggio su Caivano come mi sono già avvantaggiato diciamo delle considerazioni
01:01:35svolte dall'onorevole prisa è evidente e qui torniamo sempre al concetto per cui le radici
01:01:43dell'identità sono la base su cui lavorare per risvegliare queste che chiamiamo energie latenti
01:01:50così come io in una biblioteca amerei amerò in sede di scrittore dei decreti attuativi cercherò
01:01:56di fare in modo che sia avvantaggiata l'editoria di prossimità ovvero quell'editoria che si occupa
01:02:03di studi del territorio intorno al comune interessato da finanziamento per la biblioteca
01:02:10perché esiste una fiorente ma anche questa in difficoltà spesso ma una ricca diciamo così
01:02:19variegata vita editoriale semi sconosciuta semi clandestina che si occupa di tradizioni
01:02:28popolari di strumenti musicali di feste liturgie e ricognizioni storiche che arrivano fino agli
01:02:37archivi della resistenza locale fino agli archivi della vita del tessuto culturale
01:02:43che si occupa di quelle cose che si occupano di quelle cose che si occupano di quelle cose
01:02:47sociali che devono essere eh in qualche modo incoraggiate a interagire con il territorio
01:02:52prima che arrivino le grandi catene, le grandi distribuzioni. Lo stesso schema vale per Caivano.
01:02:57Adesso ehm se posso dare un giudizio diciamo che che va un po' al di là anche no? Del mio ruolo
01:03:05di ministro della cultura che ha il dovere di monitorare l'offerta e la presenza culturale.
01:03:10Allora tutto sommato sapere che i cittadini di Caivano prima di diventare i cittadini del
01:03:14mondo innanzitutto sono tornati i cittadini di Caivano mi sembra una buona notizia e intendo
01:03:20dire si sono riappropriati di uno spazio che securitario o no che sia la scelta era stato
01:03:25totalmente espropriato dalla malavita organizzata quindi è evidente che eh noi facciamo la nostra
01:03:33parte e vogliamo farla e dobbiamo farla in sintonia in sinergia con eh con Palazzo Chigi
01:03:40con il Ministero dell'Interno che deve giustamente soffocare ogni tipo di esproprio da parte della
01:03:46malavita dello spazio pubblico e privato dei liberi cittadini italiani quindi viva il cittadino di
01:03:51Caivano che torna cittadino della propria eh area, comunità per poi sentirsi contemporaneamente
01:03:58cittadino di Napoli, della Campania, dell'Italia, dell'Europa, del mondo, ma si deve partire dai
01:04:03fondamentali, no? Prima si vive, poi si fa filosofia. Il governo a Caivano ha fatto secondo
01:04:09me e io lo dico avendo assistito dall'esterno del mondo politico all'intervento su Caivano
01:04:14prima di approdare al Ministero della Cultura eh qualche cosa di importante quindi il modello
01:04:19Caivano non è a mio giudizio eh soltanto quello che oggi è Caivano è il concorso di forze che
01:04:28ancora è destinato a dare ulteriori risultati e infatti ho parlato di posa della prima pietra
01:04:33non ho detto abbiamo realizzato il più grande eh festival eh di Caivano lo faremo naturalmente
01:04:42ma il modello è un modello di azione e su questo invito a riflettere tutti noi perché funziona
01:04:50ha dato prova di funzionare ora riparto se se posso se ho ancora del tempo da altri eh altri
01:04:57spunti su cui ho preso ho preso di cui ho preso nota e quindi sì sulle biblioteche
01:05:05al di là della questione dei soldi e e lo stile deve essere nuovo e diciamo la biblioteca
01:05:11classica abbiamo detto che va riconfigurata e verrà riconfigurata e hm mi permetto di
01:05:18citare riguardo al rapporto con la Fondazione Bellonci il premio strega quanto sia importante
01:05:23per fare in modo che all'identità delle periferie e quindi ai giovani scrittori ancora non sono
01:05:29grandi scrittori, ai giovani artisti che ancora non siano grandi eh non sono considerati grandi
01:05:35artisti e si accompagni un percorso di ricerca e di eh di accompagnamento appunto di di di
01:05:42interazione quindi la Fondazione Bellonci ehm che lavora attor Bellamonica Caivano è la stessa
01:05:49Fondazione Bellonci che eh ha presentato e ripresenterà eh la premiazione del premio
01:05:57strega poesia all'Aquila per esempio che è un comune eh fondamentale zona sismica dove
01:06:04io ho avuto modo di eh confrontarmi direttamente vista la presenza del Maxi l'Aquila oltre
01:06:10che eh della eh diciamo di di tutto lo sforzo fatto con il commissario eh Castelli eh anche
01:06:18quello è stato un modello eh di intervento in un'area non certo periferica ma comunque sia in
01:06:25un'area interna e estremamente estremamente sofferente per via del sisma in cui la presenza
01:06:33di un blasone come il premio strega ha ha costituito e del Maxi come d'accordo come
01:06:39grande blasone eh museale ha costituito un motivo di attrazione anche affinché giovani scrittori,
01:06:46artisti si mettessero in gioco e trovassero un centro di gravità dove lavorare. Vengo
01:06:52da un incontro con un giovane grande artista di reputazione internazionale e si discuteva
01:07:00di come lavorare attraverso le istituzioni, la Camera dei Deputati in questo caso tra
01:07:06l'altro e il Ministero della Cultura e e la risposta comune quale è stata? Benvenga
01:07:13ovviamente tutto ciò che arricchisce un lavoro che si fa eh tra Napoli e Roma in questo caso eh
01:07:19però però tra Napoli e Roma c'è Caivano per l'appunto quindi l'idea che dei grandi artisti
01:07:25giovani con una storia di successo non alle spalle ma intorno a sé che attraggono investimenti
01:07:31internazionali che hanno grandi reputazioni siano presenti in quelle zone dove noi dobbiamo
01:07:36suturare le ferite le ferite sociali e fare in modo che anche le grandi eccellenze contemporanee
01:07:44si mettano in gioco perché le loro arti e i loro saperi abbiano una precisa funzione sociale e
01:07:50anche questo è compito ovviamente del nostro Ministero. I divari geografici, sui divari
01:07:57geografici in parte ho dato ho dato una risposta sottolineando i 70 milioni nell'area del
01:08:02Mezzogiorno. Aggiungo che esiste un un'altra un'altra unità di missione ricompresa nel
01:08:10decreto cultura che è relativa alla diplomazia culturale che prevede ovviamente un rafforzamento
01:08:18di tutto il sistema di offerta culturale eh euromediterranea che parte da dove? Dalle rive
01:08:25del Sud Italia del Mezzogiorno e quindi eh l'esempio del Maxime da Messina nella città
01:08:30che ha eh bisogno di una città potenzialmente molto dinamica ma che ha un'offerta culturale
01:08:37più bassa rispetto ad altri ad altre città siciliane eh l'intervento lì eh è mirato
01:08:43proprio per fare in modo di riqualificare eh le Torri Morandi per esempio di concerto con il
01:08:50comune Villapace proprio per fare della rigenerazione urbana e paesaggistica in zone
01:08:55del Mezzogiorno dove eh l'offerta artistica e culturale in un senso lato si accompagni certo
01:09:02alla presenza di ehm di libri e di persone che vengano sollecitate a rafforzare diciamo anche
01:09:11la la proiezione culturale italiana con l'idea con l'idea di creare poi dei corridoi culturali
01:09:17con il Nord Africa e quindi avere un'idea integrata di sviluppo culturale in cui il
01:09:22Mediterraneo diventi diciamo eh il mare che unisce e ci dà l'occasione di rafforzare la
01:09:30presenza nel Mezzogiorno proprio in virtù del fatto che il Mezzogiorno è la nostra il
01:09:35nostro naturale punto di partenza e di dialogo con il Nord Africa ed è per questo che possiamo
01:09:42svolgere un duplice compito esatto quindi anche sui divari geografici mi sembra mi sembra evidente
01:09:54perlomeno le buone intenzioni e le dotazioni che stiamo mettendo a disposizione. All'onorevole
01:10:02De Palma deve una risposta sulla sulla questione del parallelismo con le forze dell'ordine e della
01:10:09presenza di volontari insomma nelle realtà che che questa commissione ha potuto monitorare. Qui
01:10:17secondo me va aperta una riflessione comune sulla possibilità che il servizio civi che che esista
01:10:23un servizio civile e culturale. È un discorso su cui secondo me deve riflettere anzitutto il
01:10:29Parlamento. Io posso dire ciò che penso cioè penso che un servizio civile e culturale abbia
01:10:34la grande possibilità di arricchire eh il di potenziare l'intervento culturale del del
01:10:42ministero al tempo stesso bisogna stare molto attenti che non diventi un elemento di concorrenza
01:10:48e di damping sociale rispetto a chi già lavora eh nel mondo della cultura. Cioè non ci interessa
01:10:54avere marxianamente l'esercito industria di riserva a basso costo. Ci interessa formare
01:10:59operatori culturali. Quindi laddove ci fosse la possibilità che un servizio civile e culturale
01:11:04riesca ad allungare ad ampliare l'offerta culturale non ad essere sostitutivo o a creare
01:11:11appunto concorrenza secondo me questo può diventare questa può diventare una leva importante a patto
01:11:18che eh anche questa è responsabilità nostra ma per fortuna è anche eh possibile eh realizzare
01:11:25cose importanti a tale riguardo ci sia della formazione eh e la scuola nazionale dei beni
01:11:30culturali del Mic che non a caso lavorerà anche a Messina nel Maxi Med è un punto di
01:11:35riferimento importante per intrecciare eh tutto ciò che può essere eh un'offerta di servizio
01:11:42civile volontario e delle necessarie competenze per operare in settori così delicati come quelli
01:11:47della cultura in cui non non vogliamo soltanto delle persone che tengono aperte delle biblioteche
01:11:51anche se serviranno anche questi ovviamente servono delle persone che aiutino eh a digitalizzare il
01:11:59patrimonio culturale a portare i libri nell'RSA per esempio servono eh delle energie che ci
01:12:07eh consentano di eh ottenere delle applicazioni tali da intrecciare le offerte culturali alle
01:12:15offerte sociali e sapere che in un determinato luogo non c'è soltanto una biblioteca ma c'è
01:12:21una biblioteca intorno alla quale c'è un ospedale, un pronto soccorso e e ovviamente servono i
01:12:26trasporti, è evidente, serve che ci sia un lavoro interministeriale eh e un lavoro con la
01:12:33conferenza unificata ecco perché il piano dal nostro punto di vista è quello che noi siamo
01:12:40tenuti a fare in un concerto di iniziative corali eh che riguardano innanzitutto il governo eh che
01:12:47riguardano il Parlamento e la Commissione di fronte alla quale sto parlando eh chi sia un
01:12:52oggetto di un confronto eh perché i decreti attuativi si scrivono meglio dopo essere uditi
01:12:58in commissione eh ricevendo sollecitazioni facendo un tavolo a geometria variabile dove
01:13:04appunto c'è la conferenza Stato-Regioni così come può esserci il CNEL che ha fatto dei rapporti
01:13:09interessanti così come eh tutte le istituzioni e le associazioni che una parte della mappatura
01:13:16della cosiddetta siccità culturale l'hanno già fatta ci hanno scritto delle cose interessanti
01:13:21che vanno poi verificate sul campo per esempio relative all'asimmetria nella distribuzione
01:13:26delle biblioteche in Italia che sono largamente concentrate in alcune regioni e quasi totalmente
01:13:30assenti in altre regioni dove si deve evidentemente propiziare la nascita eh di centri
01:13:37culturali che abbiano nel libro un punto di riferimento ma come per esempio cercando di
01:13:44lavorare sullo schema delle fin commission e quindi incentivare incentivare eh il lavoro
01:13:51delle regioni per ehm per degli appuntamenti pubblici che poi sono quelli eh a cui si rivolgono
01:13:57principalmente gli scrittori per vendere i propri libri perché si sa che al di là della
01:14:01grande distribuzione eh di Amazon è complicato avere delle vendite anche per chi scrive che
01:14:07non siano accompagnate da presentazioni, da appuntamenti, quindi potenziare certo e stanno
01:14:13a disposizione del libro di Torino che è già un'esperienza di fama internazionale ma
01:14:17ragionare su schemi macro regionali in cui mettere a valore eh tutti gli appuntamenti
01:14:22e cercare di federare le forze questo vale per il mondo dell'arte ci avete sentito dire
01:14:29che eh stiamo lavorando di concerto con il eh il MEF per abbassare l'iva sulle transazioni
01:14:36ehm delle opere d'arte e ed è una una vecchia battaglia peraltro non ce la siamo certo
01:14:42inventata noi anzi nasce da dalla Commissione Cultura e dai partiti di maggioranza in particolare
01:14:49ovviamente ehm tutto questo per dire che ehm il lavoro deve ehm deve essere condiviso
01:14:58e che eh il Ministero della Cultura ha il dovere di fare rapporto naturalmente di recepire
01:15:04le sollecitazioni di dare delle linee di indirizzo, di cercare di spendere bene i non molti soldi
01:15:11a disposizione perché i soldi a disposizione non sono molti ma eh le possibilità che si
01:15:17avvicinino eh diciamo in realtà imprenditoriali sane eh per eh per contribuire allo sforzo
01:15:24è è concreto e sono strade da esplorare eh e nelle democrazie liberali si fa così
01:15:31e così bisogna cercare di di operare. Il rapporto tra il turismo, centristorici, decoro
01:15:38e benessere delle zone non centrali è un tema fondamentale. Io resto convinto che lo
01:15:43schema sia quello delle città multicentriche e cioè che non si deve eh smettere di pensare
01:15:50così come più volte abbiamo detto l'Africa non è la banlieue dell'Europa. L'Africa è
01:15:55parte del nostro ecosistema euroafricano. Altrettanto bisogna ragionare in termini eh
01:16:01multicentrici nel nelle città e è evidente che eh il turismo eh il fatica eh ad arrivare
01:16:12o meglio noi fatichiamo a fare arrivare il turismo in zone dove cito di nuovo portoghesi
01:16:17prevale l'abnorme quantità delle periferie e cioè eh qualche cosa che eh a Librino è
01:16:25stato rifunzionalizzato e reso attrattivo ma altrove no. Quindi è necessario ragionare
01:16:32eh ribaltando lo schema e cominciando a immaginare che ogni periferia intanto
01:16:36dovrebbe essere centro a se stessa e non è autarchia periferica è proprio l'idea che
01:16:41la periferia cambia schema di autopercezione e e per poi dialogare col potere centrale
01:16:49che sia quello del comune, che sia quello del Ministero della Cultura. Per fare questo
01:16:53serve eh serve il paesaggista, serve l'architetto, eh non serve eh serve l'urbanista, serve
01:17:02la politica, il sociologo, abbiamo citato Ferrarotti, cioè serve proprio cambiare e
01:17:08trovare modelli di riferimento e di integrazione. È evidente che ciò che è stato non può
01:17:13non essere stato e quindi non si tirano giù eh a occhi chiusi eh gli agomostri abitati.
01:17:20Bisogna immaginare un'integrazione all'interno del paesaggio, bisogna immaginare dei percorsi
01:17:25di bonifica eh che sono anche bonifiche paesaggistiche naturalmente ma secondo me tutto ciò lo si
01:17:33può fare se si ha un'idea complessiva di come eh di come lavorare nelle eh nelle periferie
01:17:40che non vogliamo più chiamare periferie e e no no ma siamo un gruppo d'accordo anche
01:17:47nella nella definizione nella definizione esattamente e in questo concludo salvo altre
01:17:54sollecitazioni penso che anche il le articolazioni del Ministero della Cultura siano fondamentali
01:18:01e torno al tema delle delle suprintendenze che ovviamente devono eh avere eh una presenza
01:18:09rafforzata devono avere delle dotazioni che non sempre hanno potuto avere a disposizione
01:18:14in termini di organico ma svolgono un lavoro fondamentale di presidio semplicemente si
01:18:20tratta di mettere un po' d'ordine eh prosciugare spazi di ambiguità dare delle risposte più
01:18:28magari più puntuali ehm cercare di ridurre come è necessario in qualsiasi spazio dell'azione
01:18:35pubblica eh i margini di arbitrio e e rendere più svelto e oggettivo eh il modo e il tempo
01:18:44delle delle risposte alle sollecitazioni credo che in uno stato di emergenza che ci ha portato
01:18:50a e ci porta ancora oggi a lavorare diciamo con molta intensità su fondi del PNRR le
01:18:58risposte che eh le istituzioni comprese il Ministero della Cultura devono dare devono
01:19:04essere delle risposte celeri eh e non eh e non ordinari diciamo così quindi anche in questo
01:19:11siamo impegnati c'è una legge delega che ci impegna a farlo in un confronto con con il
01:19:19Parlamento in un confronto con i nostri eh soprintendenti, le nostre soprintendenti per
01:19:27migliorare un sistema che è necessario ma mai sufficiente. E nelle sue articolazioni
01:19:34la riforma del mio predecessore sta per arrivare a compimento e nelle sue funzioni più specifiche.
01:19:41Grazie ministro per questo importante eh confronto credo che abbiamo siamo entrati nel merito delle
01:19:53varie questioni e accettiamo il come dire l'invito e la sfida a partecipare anche con
01:20:00una con un nostro contributo a questi stati generali della rigenerazione urbana di fine
01:20:06duemilaventicinque e abbiamo appreso tante informazioni importanti mi sembra molto
01:20:12interessante anche per farlo conoscere ai nostri interlocutori sul territorio questa
01:20:18notizia che lei ci ha dato eh relativa al progetto periferie e cultura con già settanta
01:20:24milioni di euro stanziati in seno al programma nazionale di di cultura quindi su questo poi
01:20:31magari avremo modo di avere interlocuzioni per per far circolare le le informazioni e
01:20:39e il nostro è ovviamente una di vederci perché è tutto in divenire e avremo modo di verificare
01:20:45anche nei prossimi mesi insieme eh lo stato di di evoluzione dei percorsi che oggi abbiamo
01:20:53tracciato grazie ministro anche a nome di tutti i colleghi