https://www.pupia.tv - Roma - Procedure di autorizzazione paesaggistica
7ª (Cultura, istruzione) e 8ª (Ambiente, lavori pubblici)
Audizioni sul ddl 1372 (Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica): Associazione nazionale archeologi, Alleanza per il fotovoltaico, INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.) e Infratel Italia S.p.A. (02.04.25)
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7ª (Cultura, istruzione) e 8ª (Ambiente, lavori pubblici)
Audizioni sul ddl 1372 (Delega al Governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione paesaggistica): Associazione nazionale archeologi, Alleanza per il fotovoltaico, INWIT (Infrastrutture Wireless Italiane S.p.A.) e Infratel Italia S.p.A. (02.04.25)
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NovitàTrascrizione
00:00Siamo arrivati alle osservazioni della reforma di pubblicità adottata per la procedura informativa
00:19che sta per iniziare.
00:20La riunione degli uffici Presidenza e Riuniti prevede lo svolgimento delle audizioni informali
00:25in videoconferenza nell'ambito del disegno di legge 1372 delega al Governo per la revisione
00:32dei codici del bene culturale e del paesaggio in materia di procedure di autorizzazione
00:37paesaggistica.
00:38Per l'Associazione Nazionale Archeologi siamo collegati con Marcella Giorgio, Presidente
00:43Nazionale, Giselda Pennisi, Vicepresidente Nazionale e Alessandro Garrisi, responsabile
00:50nazionale della Commissione Lavoro.
00:52Ringrazio le nostre ospite e cedo loro la parola ricordando che il tempo a disposizione
00:57per l'audizione è di 10 minuti complessivi, comprensivi anche delle eventuali domande
01:02da parte dei senatori e delle repriche.
01:04Prego, chi deve intervenire?
01:06Parlo io, buongiorno, sono Marcella Giorgio, la Presidente Nazionale dell'ANA, grazie mille.
01:13La necessità di strumenti normativi che siano efficaci, lineari e rispondenti alle esigenze
01:19del vivere quotidiano è sentita anche in relazione alla salvaguardia del patrimonio
01:25culturale e paesaggistico italiano.
01:27Quest'ultimo, a cui tutela il dovere costituzionale della Repubblica, esensi dell'articolo 9
01:32della Costituzione, deve essere visto come una risorsa costante nella costruzione di nuovi
01:38scenari futuri e non come un impedimento allo sviluppo del paese.
01:42È per questo che la scelta di apportare delle modifiche al codice dei beni culturali e del
01:47paesaggio deve avvenire con un processo volto a migliorare il lavoro di tutti i protagonisti
01:52della filiera della tutela, dai professionisti che sono tutti i giorni in prima linea sui
01:57cantieri dislocati in tutto il paese, sino alle suprintendenze impegnate nella supervisione
02:03di tutti i procedimenti amministrativi.
02:05Le loro prerogative vanno consolidate, non minate, così come il loro ambito d'azione.
02:12Occorre, anzi, investire maggiormente su strumenti di pianificazione territoriale preventiva,
02:18dal livello comunale a quello regionale, che, partendo da una chiave di lettura storica
02:23dell'evoluzione del paesaggio, arrivino a consentire progettazioni sempre più precise
02:28e meno impattanti sul potenziale del patrimonio archeologico.
02:31L'efficientamento delle procedure burocratiche passa, quindi, attraverso la costruzione di
02:37un dialogo sistematico e propositivo tra le parti politiche, gli enti pubblici, la cittadinanza
02:42e i portatori di interesse, e quindi tra amministratori e professionalità tecniche, archeologi, architetti,
02:49urbanisti, specialisti dell'assetto del territorio e popolazione, al fine di consentire la costruzione
02:54di politiche di pianificazione efficaci e non lesive di parte del patrimonio culturale
02:59e paesaggistico italiano, un patrimonio che è fonte della nostra memoria collettiva di
03:04popolo e come tale va tramandato alle future generazioni.
03:08In relazione specifica al presente disegno di legge numero 1372, osserviamo che l'attuale
03:15codice dei beni culturali del paesaggio, pur emanato nel 2004, nella sua impostazione risente
03:21fortemente della precedente legge di tutela del 1939 e non risulta più corrispondente
03:28a ciò di cui oggi necessiterebbero la tutela, la gestione e la valorizzazione dei beni culturali
03:34e paesaggistici italiani. L'operazione normativa, sebbene sia idealmente
03:39volta ad un efficientamento e snellimento delle pratiche autorizzative, se non effettuata
03:44in maniera organica, rischia di divenire parziale e non trasparente nella gestione amministrativa
03:50proposta, con un conseguente appesantimento derivante da operazioni correttive multiple
03:56da susseguirsi per risolvere eventuali conflitti. Al fine di evitare processi normativi multiple
04:02e disorganici, si propone quindi l'avvio di un tavolo di concertazione, con tutti i portatori
04:07di interesse, che abbia l'obiettivo di effettuare una revisione completa e organica del codice dei
04:13beni culturali e del paesaggio. Tale proposta era già emersa lo scorso anno durante gli stati
04:19generali dell'archeologia italiana, svoltisi a Firenze il 24 e 25 febbraio 2024. In questa
04:26occasione tutti gli interlocutori presenti hanno sollevato la necessità di una revisione del
04:32suddetto codice, e a tal proposito la nostra associazione, l'ANA, Associazione Nazionale
04:37d'Archeologi, assieme ad API-MIBACT, archeologi del pubblico impiego, archeoimprese, assotecnici,
04:43alla Federazione delle consulte universitarie di archeologia, hanno individuato alcuni temi su cui
04:49intervenire con proposte concrete. Occorre innanzitutto superare il concetto di tutela
04:56dell'oggetto per arrivare a quello di tutela del contesto. Il tutto a favore di una tutela che
05:02guardi al paesaggio storicizzato, ai suoi monumenti, ai suoi beni archeologici e paesaggistici in una
05:08forma più ampia, che sia custode del passato ma con un occhio attento e rivolto alle necessità
05:14del futuro. Tale assunto aiuta a comprendere come la proposta all'articolo 3,2 del presente disegno
05:22di legge, risulti non attuabile a favore invece della pretesa di una risposta maggiormente rapida
05:29da parte dell'amministrazione competente al rilascio dell'autorizzazione paesaggistica.
05:34Anche la necessità che le procedure di archeologia preventiva, nel rispetto dei
05:39principi della Convenzione Europea della Valletta, siano ampliate al settore privato, deve essere
05:44orientata in questo senso, prevedendo aiuti economici e defiscalizzazione dei costi sostenuti
05:51dai privati. Necessità che alcune regioni italiane stanno già prevedendo in forme autonome. Un maggiore
05:59coinvolgimento degli archeologi e dell'archeologia nella pianificazione territoriale e paesaggistica
06:04consentirebbe una conciliazione più ampia tra le esigenze dei comuni, dei privati e di quelle
06:08legate alla tutela dei beni culturali e paesaggistici. Quest'ultima deve restare in capo
06:14allo Stato, garante dei diritti costituzionali. Ci preme ricordare infatti, in relazione agli
06:20articoli 2,1b e 3,2e del disegno di legge in discussione, che il decreto legislativo 42 del
06:282004, articolo 1,1, prevede che, in attuazione dell'articolo 9 della Costituzione, la Repubblica
06:36tutela e valorizza il patrimonio culturale in coerenza con le attribuzioni di cui è l'articolo
06:41117 della Costituzione e secondo le disposizioni del presente codice. Quindi, prendere il parere
06:48fornito dalle soprintendenze e o dal Ministero e o dai suoi organi in una forma obbligatoria ma
06:55non vincolante, va considerato come incostituzionale. In relazione all'articolo 2,1a, 1c, 1d e all'articolo
07:043,2i del suddetto disegno di legge, osserviamo invece come il silenzio e assenso è normato
07:11dalla legge numero 241 del 1990, che all'articolo 20,4 esclude esplicitamente l'ambito di questa
07:19proposta di legge e cito, le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e
07:25procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e paesaggistico e continua. Inoltre, poiché la
07:31maggior parte delle regioni italiane ancora non ha completato l'iter di copianificazione stato-regioni
07:37attraverso adeguati piani paesaggistici regionali ai sensi dell'articolo 133 del suddetto decreto
07:43legislativo 42 del 2004, un'autorizzazione che sia di unica competenza degli enti locali,
07:50come prevederebbero gli articoli 3,2b e 2f del suddetto disegno di legge, non è attuabile oltre
07:58ad entrare in conflitto con altri assunti presenti nel suddetto decreto. Una via praticabile è
08:03sicuramente l'adeguamento dei piani paesaggistici regionali alla normativa attuale, insieme con
08:09l'istituzione maggiormente sistematica delle commissioni locali per il paesaggio, di cui
08:14all'articolo 148 del decreto legislativo 42 del 2004, per le quali è auspicabile anche l'ampliamento
08:23delle competenze autorizzative. Tali commissioni rappresentano infatti uno strumento già previsto
08:29all'interno del codice dei beni culturali del paesaggio, per semplificare, sistematizzare e
08:34rendere efficienti ed efficaci gli iter procedurali. In relazione all'articolo 2,2 del disegno di legge
08:41in discussione, poiché gli interventi di edilizia sottoposti a comunicazione d'inizio lavori asseverata
08:47sono quelli di cui al DPR 6 giugno 2001 numero 380 articolo 6b e invece gli interventi di edilizia
08:55libera sono quelli descritti all'articolo 6, chiediamo che si chiarisca a quale delle due
08:59fattispecie si vuole riferire quest'articolo 2 del disegno di legge, ma in linea di principio
09:05se già riteniamo rischioso lasciare gli interventi di edilizia libera al di fuori del sistema
09:11autorizzativo secondo la normativa vigente, ancora più rischioso sarebbe estendere tale
09:17sensione agli interventi edilizi sottoposti a comunicazione d'inizio lavori asseverata.
09:22Infine, in relazione all'articolo 3,2c del disegno di legge presente in discussione ci
09:28si chiede esattamente a cosa serva l'introduzione di tale norma vista l'esistenza di una disciplina
09:34specifica concorrente come nel caso delle autorizzazioni relative ai progetti per il
09:39piano nazionale di ripresa e resilienza. Il dettaglio delle nostre osservazioni e
09:44proposte è contenuto nel documento di dettaglio che vi abbiamo inviato ieri,
09:48a seguito di questa conversazione vi invierò anche questo testo, restiamo a disposizione per
09:55ogni chiaramento e approfondimento e ringraziamo per l'attenzione.
09:58Grazie, non ci sono domande, ne vorrei fare una io rispetto al piano paesaggistico che ha citato,
10:08considerando il fatto che in Italia non penso molte regioni l'abbiano redatto, forse 4 o 5,
10:146, non cambia molto, rispetto a questa mancanza da parte delle regioni di redazione del piano,
10:24lei cosa suggerisce? Perché sinceramente personalmente ritenei di inserire un obbligo
10:31di redazione perché visto che sono passati più di 20 anni e in poche l'hanno fatto.
10:36Allora l'obbligo di redazione in realtà è già contenuto all'interno del presente codice
10:42dei beni culturali e fondamentalmente a fronte delle 6 regioni che hanno completato l'iter,
10:47le restanti hanno un iter in corso che non è stato ancora concluso, quindi forse andrebbe
10:53un pochettino sollecitata l'attenzione di queste regioni che ancora non hanno concluso completamente
11:00questo iter, a concluderlo il prima possibile per attivare poi sistematicamente le commissioni
11:05locali per il paesaggio e alla stessa maniera andrebbero invitate le regioni per le quali
11:11i piani invece sono stati approvati a sollecitare a loro volta i comuni a rendere effettive,
11:20a sistematizzare, a creare la presenza di queste commissioni paesaggio perché in regioni dove i
11:26piani sono stati attuati in realtà i comuni a macchia di liopardo attuano le commissioni,
11:34quindi alcuni sì, alcuni no, è lasciato un po' all'iniziativa delle singole autorità comunali.
11:40Benissimo, grazie. Abbiamo concluso questa audizione, possiamo passare alla prossima.
11:46Alleanza per il fotovoltaico, Filippo Montana, portavoce, prego.
11:55Buongiorno, mi sentite?
11:59Sì sì, prego, puoi intervenire.
12:00Salve, buongiorno, egregio presidente, egregio senatori, ringrazio per questa opportunità e
12:09per venire sulla protegge di delega al governo per la revisione dei beni culturali e del paesaggio
12:18in materia di autorizzazione dei paesaggisti. Sono Filippo Montana, rappresento, sono portavoce
12:27dell'Alleanza per il fotovoltaico in Italia, siamo un gruppo di aziende, layer dei produttori
12:34così vecchi utility scale, quelli che fanno gli impianti fotovoltaici di grande taglia,
12:40e attualmente abbiamo in sviluppo e in costruzione circa 30 gigawatt di impianti
12:47fotovoltaici, investimenti per oltre 20 miliardi di euro, che portano, privati ovviamente,
12:54che portano con sé oltre 3 miliardi di euro di investimenti sui territori,
12:58piani di sviluppo locale, disposti su tutto il territorio italiano.
13:02Volevo puntualizzare che il fotovoltaico utility scale è un po' la locomotiva del settore,
13:09è quello che porta avanti un po' tutto il settore, che rappresenta quelli che poi devono
13:19investire effettivamente negli impianti e nella produzione di energia, ed è molto importante
13:27quello che è stato fatto e che si sta facendo in questo IDL. Di fatto noi lo riteniamo molto
13:36positivo e diamo un deciso supporto agli intenti di questo IDL, che porta un equilibrio tra quello
13:45che è la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico e lo sdellimento dei procedimenti
13:51amministrativi. Sempre per dare un po' di contesto, in questo paese siamo molto in ritardo sugli
14:00obiettivi di transizione energetica, in particolare l'obiettivo al 2030 di raggiungere i 62 gigawatt
14:08di produzione da fonte rinnovabili, nel 2024 abbiamo realizzato solo 7 gigawatt e soltanto
14:1816 dal 2021. Questo trend porta a un ritardo di 8 anni rispetto agli obiettivi che c'eravamo posti.
14:30Riteniamo questo contesto molto positivo, l'introduzione del silenzio assenso dei 45
14:37giorni. Sempre per dare un po' di contesto, mi piace non parlare solo degli obiettivi,
14:48ma anche dell'opportunità. La nostra attività, la nostra filiera porta investimenti nel paese,
14:55investimenti privati senza bisogno di supporto di incentivazioni o altro tipo di spese da parte
15:04dello Stato, un'ottimizzazione delle coste di energia per le famiglie e per le imprese,
15:10che sono una situazione sempre più critica. Il nostro paese, come sapete, è il paese che sta
15:18avendo il costo di energia più alto d'Europa da mesi e la media è molto superiore, oltre il 30%
15:26rispetto a paesi come la Spagna, la Francia e questo porta a diseconomie generali e una poca
15:32competizione in generale nel paese. Lo sviluppo territoriale, come dicevamo prima, i nostri
15:39interventi portano sviluppo territoriale, non solo investimenti in tecnologia, ma anche lavoro
15:43sul territorio in contesti anche spesso marginali, molti investimenti al sud e questo non è comune
15:54di altri settori, un settore che porterà entro il 2028 circa 150 mila persone impiegate, un
16:04settore completamente paragonabile all'automotive. Un'ultima questione per me molto importante,
16:14il nostro settore porta alla tutela del paesaggio, a questo cortocircuito, perché gli obiettivi
16:23climatici di decarbonizzazione favoriscono quelle che sono le problematiche dei scombussolamenti
16:31climatici e quindi delle crisi che si stanno avendo, per cui siamo contemporaneamente a
16:38tutela del paesaggio rispetto a quello che si sta tutelando nel codice dei beni culturali.
16:47Venendo al provvedimento, suggeriamo di intervenire su tre punti che portiamo a tutta questa
16:58commissione, il primo è quello di ricevere nel codice dei beni culturali il silenzio a senso
17:02orizzontale, che è già disciplinato dall'articolo 17 bis del 241 del 1990, ma è stata necessaria
17:11una sentenza del Consiglio di Stato del 2023 per chiarire che lo schema semplificatorio si
17:17applicasse anche all'autorizzazione paesaggistica, quindi nella prassi applicativa non avviene
17:23ancora, ci sono interpretazioni divergenti nella legge nei rapporti con le sovrintendenze e questo
17:30è un filo conduttore del nostro settore, facciamo che la giurisprudenza garantisce il diritto
17:38vivente, quello che dovrebbe fare invece il legislatore, quindi il nostro invito per la
17:45commissione è inserire una disposizione in tale direzione. Il secondo punto, proponiamo di escludere
17:54il parere delle sovrintendenze per le autorizzazioni per le fonti energetiche rinnovabili in aria e
17:59tone, come stabilito dall'articolo 20 del 1999-2021 delle semplificazioni e poi successivamente
18:07anche dal decreto ministro delle aria e tone si è proposto e si è istituito dei tavoli,
18:16anche in concerto con il MIC stesso per definire quelle che sono le aria e tone e nella definizione
18:22di queste aria e tone si è tenuto già in conto l'esigenza di tutela del patrimonio
18:28culturale e paesaggistico, è intervenuto anche il Ministro della Cultura nella redazione e di
18:34fatto le aria e tone sono già lontane non solo dai vincoli paesaggistici, ma anche da
18:39un buffer di questi vincoli paesaggistici. La procedura autorizzativa attuale invece
18:48prevede che il MIC si esprima con un parere obbligatorio, ma non vincolante, il recurso
18:58tale termine in teoria l'amministrazione precedente provvede sulla domanda dell'autorizzazione.
19:04Sinceramente riteniamo superfluo, ridondante e oneroso per lo Stato che avvenga questa
19:13pratica, questo porta chiaramente a un'eccessiva stratificazione delle procedure e una dilazione
19:22giustificata dell'ottenimento dell'autorizzazione, quindi nell'intento di recuperare quel ritardo
19:29e di raggiungere gli obiettivi che sono bene per tutto il Paese, a nostro parere dovrebbe
19:36essere eliminata un parere da sovrintendenza in questa specifica casistica. A nostro parere
19:42si può fare ancora di più, siamo in un momento in cui bisogna recuperare terreno e verrei
19:48al terzo e ultimo punto della nostra proposta è valorizzare le potenzialità del fotovoltaico
19:55e dell'agrivoltaico attraverso delle procedure paesegistiche semplificate, pur essendo indubbiamente
20:04positivo nell'intento del DDL come ribadiamo e rapporzando il silenzio assenso, l'alleanza
20:10ritiene opportuno che i legislatori valuti una soluzione ancora più coraggiose per sostenere
20:15la transizione energetica e quindi economica del Paese, in particolare pensando alla reale
20:25tecnologia attuale del fotovoltaico, sia per natura che per durata la tecnologia è andata
20:34in direzioni molto più mature e molto più sostenibili, di fatto il fotovoltaico è fondamentalmente
20:43fatto di pali battuti all'interno del terreno, di strutture rimuovibili e completamente rimuovibili
20:52che non modificano fondamentalmente l'assetto del territorio e per natura e per durata sono
20:57obbligatoriamente da rimuovere a fine vita, questo a nostro parere dovrebbe concedere
21:05un regime interrogatorio più spedito e a maggior ragione di piante agrivoltaici che
21:10mantengono la natura agricola dei terreni e che portano avanti l'attività senza andare
21:20a modificare l'uso dei terreni che precedentemente avevano, quindi in particolare si potrebbe
21:28attuare con due misure, l'estensione dell'elenco di cui è allegato a, del regolamento, quindi
21:33escludere l'autorizzazione pesantistica sulle aree gravate da uscifici per gli impianti
21:39agrivoltaici, che di fatto l'utilizzo rimane agricolo come era precedentemente rispetto
21:46all'intervento dell'installazione dell'agrivoltaico, che ripeto sono rimuovibili, completamente
21:52rimuovibili che riportano lo Stato prima dell'installazione e ampliare l'elenco di cui è allegato a
22:02dei temi del regolamento, eventualmente anche andando a prevedere l'installazione di impianti
22:10agrivoltaici in zone già sottoposte ai vincoli pesagistici, abbiamo pensato anche, lo porteremo
22:17nella memoria alcuni esempi dove si potrebbe agire, territori di prossimità, i corpi idrici
22:23come già succede poi nella prassi, nella pratica, con osservazioni di una fascia minima ridotta
22:29rispetto ai 150 metri che normalmente vengono previsti. Come anticipato noi abbiamo già
22:39depositato, depositeremo una memoria, rimaniamo a disposizione per chiarimenti rispetto alle
22:47nostre proposte e anche adesso se qualcuno ha domande sono a disposizione per rispondere.
22:53Ok grazie, non ci sono domande da parte dei colleghi quindi possiamo passare alla prossima
23:00audizione. Inwit, infrastrutture wireless italiane SPA, Michelangelo Suigo, direttore
23:09relazione esterne comunicazione e sostenibilità. Prego, no non la sentiamo, deve attivare il
23:21microfono. Eccoci, buongiorno. Perfetto, puoi intervenire. Buongiorno onorevoli senatori,
23:31qualità di direttore relazione esterne comunicazione e sostenibilità di Inwit,
23:36desidero ringraziare la commissione, il presidente Marti e tutti voi per l'invito a svolgere questa
23:43audizione. Desidero in primo luogo esprimere il nostro pieno apprezzamento per l'impegno e per
23:51la volontà della commissione di approfondire le tematiche contenute nel disegno di legge 1372 di
23:59delega al governo per la revisione del codice dei beni culturali e del paesaggio in materia di
24:05procedura di autorizzazione paesegistica. In questa prospettiva vorrei offrire un contributo
24:11per delineare il punto di vista della nostra azienda di Inwit nel contesto in particolare
24:17dell'installazione di infrastrutture di telecomunicazioni mobili con un particolare
24:23riferimento alle procedure di autorizzazione paesaggistica. Consentitemi una breve premessa,
24:30Inwit è il primo tower operator e tra i principali operatori italiani realizza e gestisce infrastrutture
24:43di telecomunicazioni mobili 4G, 5G e fixed wireless access con divise, cioè multi operatori,
24:51a supporto quindi di tutti gli operatori di telecomunicazioni su tutto il territorio nazionale,
24:55sia outdoor che indoor e ha circa 25 mila torri di telecomunicazioni mobili e oltre
25:03600 coperture dedicate in ambienti indoor. L'iter autorizzativo per l'installazione
25:12delle nostre infrastrutture e dei retori di telecomunicazioni mobili è come sapete disciplinato
25:18dal codice delle comunicazioni elettroniche, il cosiddetto CCE, decreto legislativo 259 del
25:252003, è una lex specialis per il settore delle telecomunicazioni e comincerei a dire che questa
25:35dovrebbe essere l'unica normativa applicabile al nostro settore. Naturalmente quando un'infrastruttura
25:44deve essere realizzata in un'area sottoposta ad un vincolo paesaggistico è inoltre necessario
25:52il coinvolgimento della soprintendenza che ai sensi del codice dei beni culturali ha il compito
25:59poi di valutare la compatibilità dell'intervento con il contesto tutelato. L'amministrazione
26:05comunale nel momento della presentazione dell'istanza di realizzazione ai sensi del
26:11codice delle comunicazioni elettroniche dovrebbe avviare la conferenza dei servizi che è un
26:17passaggio fondamentale per garantire un'istruttoria coordinata tra tutti gli enti coinvolti. Nella
26:24pratica tuttavia l'attivazione di questo processo della conferenza dei servizi avviene in modo non
26:31sempre uniforme e si determinano quindi rallentamenti e incertezze procedurali. In
26:38questo contesto è importante sottolineare che le soprintendenze non sempre seguono l'iter
26:44amministrativo conseguente alla presentazione dell'istanza di autorizzazione ai sensi del
26:49codice. Si registrano infatti molte criticità che riguardano vari aspetti tra cui il mancato
26:58pronunciamento nei termini da parte della conferenza dei servizi e il totale disconoscimento
27:05del principio del meccanismo del silenzio assenso. Questi fattori naturalmente sono in
27:12grado di incidere in maniera molto significativa sulla realizzazione dell'infrastruttura dei
27:16telecomunicazioni mobili e sappiamo quanto sono sempre più centrali e fondamentali per lo sviluppo
27:21tecnologico del nostro paese, dei nostri borghi, dei territori. Le ripercussioni sono naturalmente
27:28sullo sviluppo della connettività mobile, sull'innovazione e quindi rischiano di rappresentare
27:35un ostacolo alla crescita del paese. Inuit per dimensionare questo fenomeno ha realizzato lo
27:45scorso anno 909 torri per abilitare i servizi dei vari operatori e prevediamo di realizzarne altri
27:523500 torri nell'arco del nostro piano industriale da qui al 2030 con un investimento complessivo di
28:02un miliardo e mezzo. Descrivo ora le principali criticità che riscontriamo, le racchiudo per
28:11semplicità in quattro categorie. La prima categoria il mancato riconoscimento del silenzio
28:18assenso di cui parlavo un attimo fa. L'articolo 44 del codice delle comunicazioni elettroniche
28:22disciplina il meccanismo del silenzio assenso nell'ambito delle autorizzazioni per installazioni
28:28e la modifica di infrastrutture di TLC mobili. In particolare stabilisce che dei corsi 60 giorni
28:36dalla presentazione dell'istanza senza che l'amministrazione competente si sia espressa
28:42l'autorizzazione si intende tacitamente rilasciata. La formulazione normativa è quindi molto chiara e
28:52cito una sentenza del Tarra Campania laddove non pervenga nei termini l'espresso dissenso
28:58dell'autorità preposta alla tutela del vincolo il silenzio assenso deve ritenersi
29:04perfezionato senza che a tale conclusione possa ostare la mancata convocazione della
29:11conferenza dei servizi ad opera del responsabile del procedimento tenuto
29:15conto delle finalità acceleratorie e semplificatorie proprie della disciplina
29:20in tema di comunicazioni elettroniche. Questo principio è fondamentale per garantire tempi
29:27certi e ridurre le lungaggini burocratiche nella realizzazione di reti e infrastrutture di TLC.
29:40È chiaro che a fronte di questa inerzia si procede mediante autocertificazioni se
29:45avviano i lavori, tuttavia spesso accade che le sovrintendenze intervengano una volta che
29:51i termini scritti dalla norma sono scaduti, quindi sono scaduti i termini del silenzio
29:59assenso e tendenzialmente le sovrintendenze che intervengono fuori tempo affermano di
30:05non aver rilasciato alcuna autorizzazione e questo comportamento crea incertezza di diritto,
30:13va oltre i tempi del procedimento amministrativo, comporta spesso il ritiro in autotutela da parte
30:23dell'ente comunale di un parere positivo già espresso precedentemente e quindi è un circuito
30:30che chiaramente crea grande complessità oltre a non dare alcun tipo di certezza di diritto.
30:38Peraltro questa posizione da parte della sovrintendenza, come dichiarato anche dal
30:43Consiglio di Stato con una sentenza la 222 del 9 gennaio 2023, frustra anche un altro
30:51principio, cito anche qui, e cioè frustra la razio acceleratoria e semplificatoria della
31:00norma aggravando ingiustificatamente il procedimento e determinando un'anomalia di
31:06principio fondamentale di semplificazione fissata dalla disciplina speciale di autorizzazione
31:11individuata dall'articolo 44 del codice delle comunicazioni elettroniche.
31:15La seconda criticità, pronunciamento successivo alla conferenza di servizi e
31:21pareri negativi scarsamente motivati. Questa seconda criticità è legata all'espressione
31:29dei pareri tardivi da parte delle amministrazioni competenti. L'articolo 44,10 del codice citato
31:36prevede che l'amministrazione competente, una volta convocata alla conferenza di servizi,
31:41debba esprimere un parere entro 45 giorni. Alcune sovrintendenze, oltre ad esprimere
31:48negativi, quindi fuori tempo massimo, forniscono spesso giustificazioni poco determinate e
31:56scarsamente motivate. Ciò continua a conferire incertezza del diritto, ritarda il processo
32:02di infrastrutturazione digitale del Paese, essendo peraltro le infrastrutture citate di
32:09Inuit classificate come opere di urbanizzazione primaria.
32:14Par Campania, nell'assistenza che citavo prima, ribadisce questo principio, e cioè dice che
32:23l'esistenza di un vincolo paesaggistico, specie qualora si verta in tema di opere di pubblica
32:30utilità, come nel caso delle infrastrutture di reti pubbliche di comunicazione, non è
32:41sufficiente di per sé a determinare l'incompatibilità di qualsivoglia intervento sul territorio
32:46con i valori oggetti di tutela. Al tempo stesso il parere negativo delle sovrintendenze, ancor
32:52che vincolante, non può influenzare negativamente il leader di autorizzazione di un impianto
32:59di telecomunicazione immobile. In questo senso, anche qui la giurisprudenza è eloquente,
33:06perché chiarisce che rispetto al potere di bilanciamento degli interessi in conferenza
33:10di servizi, non esistono pareri, i cosiddetti tiranni, ovvero idonei, sic et simpliciter,
33:17ad orientare in un senso o nell'altro la conclusione della conferenza.
33:21Par Umbria dice che il parere negativo posto da una delle amministrazioni partecipanti,
33:27ancor che tenuta a manifestare un parere vincolante, non può produrre l'effetto
33:32di impedire la prosecuzione del procedimento, svolgendo semplicemente la funzione di rappresentazione
33:38degli interessi di detta amministrazione portatrice, comunque rimessa alla valutazione discrezionale
33:46finale dell'autorità decidente, la quale rimane libera di recepire o meno quanto osservato
33:52nel parere. Anche la Cassazione a sezione Unite 255 del 2021 afferma questi principi.
34:03Quindi in altri termini, anche in presenza di pareri negativi delle sovrintendenze, l'amministrazione
34:08procedente può, sulla scorta di una valutazione discrezionale delle posizioni prevalenti,
34:14addivenire ad una determinazione conclusiva dell'iter autorizzatorio di segno positivo,
34:21rimanendo la stessa libera di recepire o meno quanto espresso dall'amministrazione
34:25in sede di conferenze di servizio. E' chiaro che questo orientamento rispecchia pienamente
34:31quanto contenuto nel disegno di legge all'esame della Commissione Settima, che dispone appunto
34:39che il parere delle sovrintendenze sia ritenuto un parere obbligatorio ma non vincolante.
34:46Terzo a criticità, alterazione del paesaggio e impatto visivo. Molti casi delle sovrintendenze
34:54locali si sono espresse, sottolineando come l'inserimento delle strutture proposte altererebbe
35:01significativamente il valore paesaggistico del territorio tutelato, generando un forte
35:06impatto visivo e modificando lo skyline, compromettendo l'integrità estetica e panoramica del contesto.
35:13Sono stati presentati diversi ricorsi contro i pronunciamenti negativi delle sovrintendenze
35:19locali, ottenendo molto spesso esiti favorevoli. Contro i pareri paesaggistici delle sovrintendenze
35:26locali, la giurisprudenza in molti casi ha evidenziato come la circostanza che le infrastrutture
35:32incidano pesantemente sullo stato dei paesaggi ed abbiano un significativo impatto visivo,
35:39non costituisce argomento idoneo al diniego a costruire. Dice la giurisprudenza che la mera
35:47percezione del palo della torre dell'infrastruttura come ostativo da parte di un osservatore collocato
35:54ad una notevole distanza non è sufficiente per bloccare la costruzione stessa dell'impianto,
36:00e gli impianti di telecomunicazione immobile infatti sono ormai peraltro una componente
36:06necessaria dei nostri territori e quindi non più percepibili come un disturbo alla
36:14funzione estetica essendovi ormai la consapevolezza collettiva che per ragioni funzionali oltre che
36:20di sicurezza spesso nessuna parte del territorio può essere sottratto alla concessione di rete
36:26mobile perché tutti sappiamo che poi viviamo in troppe porzioni del nostro territorio il
36:32disagio del cosiddetto digital divide quindi del divario digitale cioè di territori non connessi
36:40a causa appunto della impossibilità spesso di installare questi impianti. Quarta e ultima
36:47criticità le proposte di mitigazioni senza conseguente accettazione del progetto in alcuni
36:55casi viene suggerita una riduzione dell'altezza della torre dell'infrastruttura purtroppo però
37:01senza fornire poi un'accettazione conseguente della modifica del progetto che nel frattempo
37:08è stato è stato adeguato a quella richiesta e questo naturalmente rappresenta poi un atteggiamento
37:16opinabile perché nonostante vengano accolte le richieste di modifica da parte della sovrintendenza
37:22poi l'esito resta ugualmente negativo e quindi c'è solo una perdita di tempo. Concludo alla
37:30luce di quanto spero di essere riuscito ad illustrare efficacemente confermo che Inuit
37:39accoglie con grande favore il disegno di legge che è al vostro esame e che contribuisce e contribuirà
37:49se ne siamo certi a chiarire e a migliorare l'assetto normativo per tutti gli enti coinvolti
37:56nel rilascio dei pareri relativi al codice dei beni culturali. Siamo convinti che un quadro
38:00normativo più omogeneo, più moderno e più improntato alla certezza del diritto possa
38:07favorire anche nel nostro settore lo sviluppo di una infrastrutturazione digitale più efficiente,
38:12più capillare a beneficio di tutti i territori e dell'intero paese. Quindi ringrazio nuovamente la
38:19settima commissione del Senato della Repubblica per l'attenzione riservata a queste tematiche
38:25fondamentali e per aver voluto ascoltare anche la nostra voce e naturalmente restiamo a disposizione
38:31di tutti i senatori per eventuali approfondimenti. Grazie ancora e buon lavoro. Grazie a lei,
38:36non ci sono domande da parte dei colleghi, passiamo all'audizione successiva.
38:40Infratelitalia Spa, Alfredo Maria Becchetti, Presidente.
38:55Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
39:25Prego, può intervenire. Ecco, sì, grazie Presidente, avevo disattivato l'audio. Grazie per l'invito,
39:31un saluto a lei Presidente Fazione, un saluto a Presidente Marti e naturalmente a tutti i membri
39:35delle commissioni riunite. Io sono Alfredo Becchetti, il presidente di Infratelitalia,
39:40che è una società del Ministero delle Imprese del Made in Italy, chiamata principalmente a
39:45svolgere un ruolo per il superamento del divario digitale del nostro paese. Svolgiamo per pochi
39:51secondi, spiego alla commissione il ruolo che svolge Infratelitalia, svolgiamo un ruolo di
39:55superamento del divario digitale attraverso cinque piani principali. Il piano 1G, che è il piano con
40:01il quale Infratelitalia è chiamata a portare la linea in fibra ottica in banda ultralarga a tutti
40:08i comuni e a tutti i civici d'Italia, provando naturalmente a portare la fibra ottica in tutti
40:13quanti gli appartamenti. Il piano 5G, che è un piano attraverso il quale con delle torri che
40:20vengono situate in aree pubbliche o aree private viene portata la linea 5G in backcalling o la
40:26linea 5G intensificazione in tutto il paese. Molto importanti i piani sanità connessi a scuola
40:32connessa, che sono i piani con i quali attraverso gli appaltatori vengono portate le linee in fibra
40:37ottica collegando tutti i plessi sanitari che ci sono e quindi creando le condizioni anche per una
40:42migliore sanità pubblica e soprattutto per la telesanità. La scuola connessa, che è invece il
40:48collegamento di tutti i plessi scolastici e più importante di tutti il piano SINFI, che è un piano
40:53del catasso dei sottoservizi tecnologici e quindi un piano di catasso generale del paese per la
40:59conoscenza dei sottoservizi tecnologici, naturalmente finalizzata ad avere una migliore
41:03specializzazione dei nostri operatori per la parte riguardante le infrastrutture e quindi la
41:10capacità organizzativa di gestione della manutenzione dell'infrastruttura. Applaudiamo
41:15con grande piacere come società a questo disegno di legge, la tutela dei beni culturali,
41:21specie in un paese come il nostro, raffigura un principio cardine per la conservazione e la
41:25valorizzazione del patrimonio storico e artistico, tuttavia in questo caso può rappresentare un
41:30ostacolo significativo nella realizzazione di grandi opere pubbliche a causa di grandi
41:34vincoli normativi e procedurali che spesso determinano ritardi consapevoli e grossi
41:40aumenti di costo e compromettono una corretta pianificazione delle infrastrutture e delle
41:44grandi opere. L'esigenza di proteggere il patrimonio non deve essere in antitesi rispetto
41:49all'urgenza di realizzare infrastrutture pubbliche efficienti, gli oneri burocratici e la sovrapposizione
41:54di vincoli paesaggistici e culturali non possono diventare un blocco per la progettazione di grandi
41:58opere con conseguenze dirette su bilanci pubblici e sulla competitività delle imprese del sistema
42:04paese. Il quadro normativo di riferimento nel pieno rispetto del codice dei beni culturali
42:08e del paesaggio deve necessariamente guardare a soluzioni normative utili a garantire una
42:14maggiore efficienza nella realizzazione delle opere e una semplificazione procedurale, in particolare
42:18se si guarda a progetti strategici e lavori di interesse nazionale come quello della società
42:23che io presiedo. L'adozione di strumenti e iter più snelli e flessibili mira a garantire un
42:28equilibrio tra patrimonio e sviluppo infrastrutturale. Allo stesso tempo è necessario introdurre
42:33correttivi normativi che permettono alle società operanti nel settore di accelerare la realizzazione
42:37dei lavori pubblici e quindi garantire la competitività nel paese. Il disegno di legge propone
42:42modifiche di questo codice, il codice dei beni culturali e del paesaggio, che già vanno nella
42:47giusta direzione sia per semplificare e soprattutto per efficientare le procedure di autorizzazione
42:52paesaggistica. L'introduzione del silenzio assenso, così come una maggiore discrezionalità degli enti
42:57locali rispetto alle sovrintendenze. Dobbiamo tuttavia accompagnare questo processo con ulteriori
43:01misure, creando un sistema ancora più sinergico tra istituzioni ed enti per permettere alle società
43:06pubbliche come Inprater di avere gli strumenti adeguati e le deleghe necessarie per operare in
43:11maniera rispettosa delle norme vigenti ma efficace nei confronti dei territori, dei cittadini e del
43:16paese. La semplificazione delle norme burocratiche e l'efficientamento delle grandi opere sono le
43:22basi per costruire un futuro competitivo e moderno. Lo sviluppo infrastrutturale, così come
43:26le grandi opere pubbliche, non è rinviabile. Ognuno di noi collabora nell'interesse di questo
43:31nostro paese. Rilevo inoltre la necessità di semplificare fino al limite di abrogare le norme
43:36privatistiche in tema di prelazione del trasferimento dei beni vincolati, addirittura
43:42fino al tentativo del massimo efficientamento dei trasferimenti immobiliari attraverso
43:46comunicazioni preventive agli enti preposti alla tutela del vincolo. La via maestra riteniamo è
43:51quella di riorganizzare la materia in primo luogo con la esatta elencazione dei beni vincolati. In
43:57conclusione, il vasto patrimonio dei beni culturali necessita di norme rivolte alla
44:02manutenzione e valorizzazione ed è per questo motivo e questo scopo che plodiamo a questo
44:07disegno di legge che riteniamo possa essere un volano importante per lo sviluppo attraverso
44:11la semplificazione e l'efficientamento degli organi previsti alla tutela dei vincoli. Grazie
44:17molto, sono a disposizione per qualunque domanda e qualunque chiarimento. Grazie,
44:22non ci sono domande da parte dei colleghi quindi abbiamo chiuso questo ciclo di audizioni,
44:28la commissione è chiusa, grazie. Grazie a voi.