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(askanews) - A sette anni di distanza dall'ultimo lavoro i Negrita tornano con Canzoni Per Anni Spietati (USM/Universal), un album con sonorità folk e molto politico.

«Affrontiamo le problematiche che noi vediamo del mondo con uno spirito di reazione e non accettazione passiva. Viviamo in tempi difficili pieni di violenza e odio. Vediamo le democrazie che vacillano, c'è un virus che attanaglia le nostre società. Noi affrontiamo queste cose nelle nostre canzoni, si passa dalla rabbia al disincanto, ma c'è anche della speranza. Non le mandiamo a dire, ma abbiamo dedicato il nostro album alla lettura socio-politica della società ma non parliamo di partiti politici, sarebbe un errore».
Gli omaggi a Bob Dylan e Francesco De Gregori
Un disco che vive di urgenze nato dopo un periodo di crisi che rappresenta un atto di libertà creativa e di pensiero, un ritorno potente e necessario per un gruppo.

«All'improvviso ti accorgi che di cose da dire ne hai, poi con una attitudine più folk, chitarra e voce, dopo il primo brano a caduta sono arrivati gli altri brani, non ci era mai successo di scrivere così velocemente. Ci ritroviamo a essere delle mosche bianche o delle pecore nere, che raccontano la vita con una certa onestà intellettuale in maniera diversa dai nostri colleghi».

L'obiettivo dei Negrita è di affermare la diversità e l'indipendenza di pensiero. Tra le sorprese del disco spiccano due omaggi importanti a Bob Dylan e Francesco De Gregori.

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00:00Io non sono intelligente, ma in fondo è tutto molto chiaro, voi padroni della terra che
00:12vi ingozzate di denaro avete fatto…
00:15A sette anni di distanza dall'ultimo lavoro, i Negrita tornano con Canzoni per gli anni
00:20spietati, un album con sonorità folk e molto politico.
00:25Affrontiamo le problematiche che noi vediamo del mondo tutto con uno spirito di reazione
00:34e non di accettazione passiva, vogliamo reagire a una situazione che non sta andando per il
00:41meglio, viviamo per anni gravi, pericolosi, molto violenti, molto selvaggi, carichi di
00:47odio, stiamo vedendo le democrazie del mondo che cominciano a vacillare, quindi evidentemente
00:52c'è un virus che sta attanagliando tutte le società, quantomeno quelle occidentali
01:01che sono quelle che conosciamo meglio, quindi parliamo di questo, ogni canzone è un aspetto
01:08di questo nostro studio della società, quindi si passa dalla rabbia, che credo sia anche
01:13piuttosto naturale, al disincanto, ma c'è anche della speranza, di sicuro non le mandiamo
01:20a dire e questo è un po' perché siamo dei Toscani e un po' perché siamo sempre stati
01:24così come band, però mai come oggi forse abbiamo dedicato un intero album alla lettura
01:32della società contemporanea, sociopolitica, non si parla mai di partiti politici qua,
01:37perché sarebbe l'errore più grosso che potremmo fare!
01:50Un disco che vive di urgenze, nato dopo un periodo di crisi, che rappresenta un atto
01:55di libertà creativa e di pensiero, un ritorno potente e necessario per il gruppo.
02:00All'improvviso poi ti accorgi che evidentemente delle cose da dire ce le avevi, ma forse non
02:07era il momento giusto, a un certo punto, ripeto, con un'attitudine più folk che altro, quindi
02:14la natura stessa della musica, una chitarra e una voce, è scattato un qualcosa, una certa
02:19chimica, per cui dopo il primo brano a caduta sono arrivati tutti gli altri ma con una frequenza
02:26veramente sorprendente, non ci era mai successo di scrivere con questa velocità così tanti
02:32pezzi e così tanto pregni, e quindi ci ritroviamo adesso a essere un po' delle mosche bianche
02:38o delle pecore nere, scegliete voi la tipologia animale, che raccontano la vita, così com'è
02:46con una certa onestà intellettuale e in maniera, ci sembra di vedere, in maniera abbastanza
02:52diversa da tutti i nostri colleghi.
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