• l’altro ieri
Avete tempo fino al 2 aprile per correre al cinema a vedere Pino, il documentario del regista napoletano Francesco Lettieri. Il film più visto in Italia. Uscito lunedì 31 marzo, come film evento, è in testa al box office. Qui sopra la clip, del mitico concerto in Piazza del Plebiscito a Napoli. Era il 19 settembre 1981 (festa di San Gennaro) e c'erano più di 200.000 persone.
Pino è distribuito in 297 sale (qui l'elenco) ed è il modo perfetto per festeggiare il doppio anniversario di quel genio, non solo musicale, che era/è il musicista napoletano: 70 anni dalla sua nascita e a 10 anni dalla sua scomparsa. Pino è prodotto da Grøenlandia, Lucky Red e Tartare Film, distribuito da Lucky Red, in collaborazione con Netflix e TimVision.
Sullo schermo vediamo le immagini di un grande cantautore, poeta, grandissimo chitarrista. Amato per la semplicità e la sfrontatezza con cui accedeva al suo mondo interiore e per la capacità di raccontarlo agli altri. Capace di fondere la tradizione napoletana con la musica nera creando dei sound completamente nuovi e originali.
Nel documentario, Francesco Lettieri segue Federico Vacalebre, giornalista e critico musicale sulle tracce di quello che dell'artista non era mai stato raccontato. Video mai diffusi di concerti, backstage e sale d’incisione. Foto degli album di famiglia, appunti tratti dal diario e strumenti musicali. Con loro, ripercorriamo i luoghi in cui Pino ha vissuto, sognato, lottato. In cui ha sperato, affrontato delusioni, raggiunto traguardi. Lo rivediamo con la famiglia, gli amici e i colleghi che hanno condiviso tanto con lui.
Gioiello finale, l'inedito Tiéne ‘Mmàno (Warner Music). Insomma, un'immersione nella musica di Pino, per ritrovarci nella sua vita e nella sua anima. Con le voci di chi lo ha amato, conosciuto, suonato, riso, viaggiato con lui. Anche litigato e fatto pace. Quel che resta di Pino, ce lo mostrano Francesco e Federico. E tutti quei video girati nella Napoli di oggi, videoclip realizzati ex novo delle sue indimenticabili canzoni.
Il soggetto e la sceneggiatura di Pino sono di Federico Vacalebre e Francesco Lettieri, la fotografia di Salvatore Landi, la scenografia di Marcella Mosca, il montaggio di Mauro Rodella e i costumi a cura di Antonella Mignogna. Il progetto vanta la collaborazione con la Fondazione Pino Daniele che ha riconosciuto al documentario il sigillo 70/10 Anniversary, un marchio distintivo assegnato esclusivamente a eventi, progetti e manifestazioni che, oltre a rendere omaggio alla memoria di Pino Daniele, rappresentano un valore significativo e un contributo rilevante alla sua eredità musicale e culturale in questo 2025 del doppio anniversario.

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Volevo stare qui e tutta questa gente fa il giro a lui, c'è chi tras'acca e chi vien'acca, un manicone.
00:10Facciamo ascoltare un po' di pezzi, un po' di pezzi che sono nati qua, a 200 metri da questa piazza.
00:17Per me sono le cose che amo di più.
01:00Ma non è come portare tu, yes I know, ma non me fotti più, ma non me fotti più,
01:12tu hai la riccia e il resto a penne, la tua candice di cacca.
01:19Non potrò mai dimenticarlo, un concerto vivo, preciso, ma noi non ci aspettavamo, tutta quella gente lì.
01:29Siamo rimasti da una parte sbalorditi, eravamo in transa, siamo rimasti imbambolati, non capivamo più niente.
01:45Per vedere bene dalla grande calca che non si vedeva si erano arrampicati sui lampioni dove c'erano i fili elettrici per cui c'era un vai vai di polizia.
01:54Ho visto delle persone commuoversi, piangere, sentirsi male perché veniva coinvolta da questa grande poesia e da questo impatto sonoro che era molto potente.

Consigliato