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Cultura e patrimonio culturale, istruzione pubblica
Seguito dell'indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandono e dispersione scolastica: audizione di rappresentanti di ActionAid e di Alleanza per l'infanzia (26.03.25)

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Trascrizione
00:00settimana. Bene, dopo questa comunicazione possiamo passare all'ordine del giorno
00:17che rega l'audizione dei rappresentanti di ActionAid, di Alleanza per l'infanzia.
00:21Avverto che la pubblicità dei lavori sarà assicurata anche attraverso
00:25l'attivazione dell'impianto audiovisivo a circuito interno, la trasmissione
00:29televisiva sul canale satellitare e la trasmissione sulla web tv nonché
00:33mediante il resoconto stenografico. Do la parola per ActionAid alla dottoressa
00:39Katia Scannavini, co-segretaria, e la dottoressa Maria Sole Piccioli,
00:44responsabile Education, per un tempo complessivo di 10 minuti.
00:50Innanzitutto vi ringraziamo molto per averci dato questa opportunità,
00:54salutiamo tutti e tutte. Noi oggi presenteremo anche una nota
00:59scritta dell'intervento, questo per facilitare poi anche la presa
01:05visione più puntuale di quelle che sono le principali raccomandazioni che
01:09portiamo in questa commissione, pur sottolineando che
01:14l'organizzazione lavora da tanti anni sui temi delle disuguaglianze educative
01:21e non solo, lo fa qui in Italia, lo fa in altri 70 paesi nel mondo, questo
01:26secondo noi è un elemento importante anche in termini di comparazione e
01:31stimolo, soprattutto poi per alcune questioni che riguardano le disuguaglianze
01:35educative. Quindi ne ringrazio ancora una volta, mi fermo qui, lascio la parola
01:40collega e saremo poi entrambe a disposizione per tutte le domande che
01:43riterrete necessarie. Grazie. Grazie anche da parte mia per l'invito e per
01:52l'occasione. Partiamo immediatamente dal tema delle
01:55disuguaglianze di cui accennava la dottoressa Scannavini. Le disuguaglianze
02:03educative chiaramente si inseriscono nel contesto più generale delle
02:07disuguaglianze a livello sociale, si radicano e si trasmettono di generazione
02:12in generazione, influenzando così il percorso scolastico e l'accesso alle
02:17opportunità educative in base a fattori come luogo di nascita, status
02:21socio-economico, origini della famiglia, cittadinanza e genere.
02:25Oltre a questi fattori ascritti, chiaramente noi sappiamo che lo stesso
02:29sistema scolastico con le sue forme, ovviamente con la sua organizzazione, ma
02:34anche con l'influenza tra pari e con l'influenza dei docenti, contribuiscono a
02:39contrastarle o a rafforzarle. Riprendiamo un attimo il quadro
02:43chiaramente di alcuni dati che già conoscete, quindi non andremo a fondo su
02:46questi, ma giusto per avere una lente di lettura poi delle
02:52proposte e dei punti che andremo a trottare.
02:55Sebbene la dispersione scolastica sia chiaramente quella implicita e esplicita
03:00sia in diminuzione negli ultimi anni, per fortuna, ci sono ancora, come sapete,
03:06picchi preoccupanti, soprattutto in alcune regioni italiane, le regioni in
03:10particolare del sud e le isole. I ritardi di apprendimento non sono più che
03:16doppi tra gli studenti provenienti da famiglie con un background socio-economico
03:21svantaggiato e, in alcuni casi, tripli per coloro che hanno un background
03:26migratorio. Parallelamente, come sappiamo, la povertà
03:31assoluta è un aumento, quindi la povertà dei minori è un aumento e si attesta
03:35negli ultimi dati al 14%. L'abbandono del percorso formativo, inoltre, per
03:40questo noi per ActionAid, è un dato estremamente importante e anche legato
03:44al fenomeno dei NIT. Sulla percentuale, infatti, dei NIT, cioè dei giovani che al
03:50momento sono inattivi, coloro che sono soltanto con la licenza media si
03:55attestano intorno all'11% del totale dei NIT. Partendo da questo, andiamo
04:01diciamo al quadro dei punti che andremo a trattare. Chiaramente non
04:07tratteremo il tema dell'infanzia, perché la collega approfondirà sul tema
04:12dell'infanzia, ma anche ActionAid fa parte dell'Alleanza e quindi chiaramente
04:15supporta le richieste dell'Alleanza per l'infanzia. Un primo punto è l'assicurazione
04:22di un impegno maggiore nel monitoraggio dei dati, quindi la
04:26loro apertura e la trasparenza. Vi faccio alcuni esempi, perché nonostante
04:31siano stati apportati dei correttivi anche all'Annagrafe Nazionale e
04:35all'Istituto delle Studentesse, ci sono delle problematiche.
04:38La prima è la difficoltà di accedere anche, per esempio, per istituti di
04:44ricerca e denti di ricerca che hanno dei protocolli in atto, ai dati sia
04:50disaggregati sia longitudinali, proprio per effettuare delle ricerche. Quindi i
04:55dati che ci riferiamo sono quelli del Ministero dell'Istruzione o chiaramente
05:00dati invalsi. La seconda problematica che secondo me è fondamentale
05:06affrontare è quella della non tracciabilità, soprattutto degli studenti
05:10che escono dal circuito dell'istruzione per andare nel circuito, chiaramente,
05:15della formazione professionale. Questo perché sono due sistemi che non si
05:20parlano tra di loro, quantomeno non lo fanno in maniera efficace.
05:24Lì poi dove istituzioni locali iniziano a sviluppare, ad esempio, delle azioni
05:31come degli asservatori locali contro la dispersione, riscontrano estremi
05:35problemi nel accedere a quei dati e ciò che avviene, e lo sappiamo per esperienza
05:40per esempio su Torbellamonaca adesso, è proprio che tutta questa azione
05:45ricade sui singoli istituti scolastici, quindi un carico di lavoro quando i dati
05:49sarebbero a disposizione, chiaramente a livello nazionale e locale.
05:53Perché facciamo un foco su questi dati? Perché è fondamentale, si parla molto di
05:58valutazioni di impatto, ma anche chiaramente di politiche che nascano da
06:03un'analisi dei dati e questo è fondamentale proprio per costruire dei
06:07programmi che siano efficaci, quindi l'analisi dei dati anche su gruppi più
06:10vulnerabili è necessario poter accedere ai dati in maniera anche disaggregati.
06:15Il secondo punto che vogliamo riportarvi è quella della necessaria
06:21programmazione di politica a medio e lungo termine.
06:24Assolutamente rispettando l'autonomia scolastica e la scuola come istituzione
06:29pubblica, a nostro avviso dall'evidenza territoriale del lavoro quotidiano con
06:33le scuole, sia istituti comprensivi che istituti superiori,
06:37vediamo che c'è la necessità di ripensare le competenze che ci sono
06:42all'interno della scuola e l'organizzazione della scuola stessa.
06:46Le istituzioni scolastiche con le quali lavoriamo, infatti, affrontano troppe
06:51problematiche, dal turnover dei docenti, che in alcuni casi raggiunge addirittura
06:56il 70%, ai ritardi nelle assegnazioni dei docenti, ai numeri sempre più
07:02ampi di studenti e studentesse, ai plessi che negli accorpamenti vengono ad
07:07raggiungersi nelle scuole, a strutture e spazi non adeguati, a classi numerose
07:12composte da differenti bisogni. I studenti e studentesse di oggi riportano
07:18bisogni differenti, dall'aumento delle disabilità, dalla presenza di ragazzi e
07:22ragazzi con migratorio, a studenti che in famiglia hanno delle grosse
07:27difficoltà, sia economiche ma per esempio anche in situazioni di violenza.
07:31E tutto ciò ricade chiaramente sulla scuola e sulla didattica.
07:35Vi sono esperienze sperimentate molto interessanti anche nei programmi, per
07:39esempio, del Fondo del Contrasto della Povertà Educativa, che ci riportano delle
07:44modalità di lavoro con delle equip multidisciplinarie all'interno della
07:49scuola, a supporto anche dei consigli di classe.
07:52Quindi ad esempio l'inserimento di stabile ed organico, quindi non non spot,
07:58di figure quali mediatori e mediatrici, che sono fondamentali, oppure figure di
08:02educatori ed educatrici, che possano supportare il consiglio di classe
08:06nell'affrontare determinate tematiche e soprattutto entrare in relazione con
08:11quelli che sono i servizi sociali per le famiglie più vulnerabili.
08:15Chiaramente noi questo lo vediamo non con un terzo settore che colmi queste
08:20necessità, ma proprio come un invito alla riflessione su un
08:26investimento pubblico e organico. Il terzo punto che vogliamo riportarvi è
08:30la coprogrammazione di politiche, sempre e comunque con il coinvolgimento in
08:35primis di studenti, docenti, genitori e amministrazioni locali.
08:40Action Aid lavora trasversalmente sul tema della partecipazione, promuovendo e
08:45monitorando quelli che sono i processi partecipativi, in particolare nei
08:50confronti di ragazze e ragazze. Da qualche anno abbiamo avviato proprio un
08:53osservatorio sulla partecipazione a scuola, proprio perché evidenze
08:58letteratura ci dimostrano che in quest'ambito intorno al 20 per cento
09:02dell'impegno e dell'affezione che studenti e studentesse dimostrano verso
09:07l'apprendimento e verso il luogo scuola, dipende proprio dall'utilizzo di metodi
09:12partecipativi e da una governance democratica a scuola. In quest'ottica
09:17abbiamo per esempio delle ricerche attive interessanti con l'Università
09:20Bicocca di Milano e con l'Istituto Indire sulla leadership condivisa, proprio
09:26perché anche loro si rendono conto che promuovere lo student engagement o la
09:31student leadership ha degli effetti estremamente positivi proprio nel
09:35contrasto della dispersione e nel miglioramento degli apprendimenti.
09:40Dal nostro osservatorio però questi spazi di rappresentanza e l'utilizzo di
09:44metodologie partecipativi sono residuali, gli spazi si restringono. Studenti e
09:49studentesse, ma anche docenti lamentano poca presenza di spazi anche istituzionali
09:55dove poter discutere insieme anche in termini paritetici di questioni
10:01estremamente importanti, la politica strategica della scuola, il PCTO, le
10:05valutazioni o anche addirittura i viaggi di istruzione che su cui studenti e
10:10studentesse non hanno voce. E questo stesso restringimento di spazi si nota a
10:15livello nazionale come a titolo ad esempio il FAST che è l'organismo che
10:20riunisce le associazioni studentesche a livello del ministerio che dovrebbe
10:24essere consultato periodicamente purtroppo lamenta di non essere convocato.
10:29Questo è un invito proprio alla riflessione su tutti quelli che sono
10:33gli spazi e gli organi di rappresentanza a tutelarli da un lato sia per
10:40chiaramente difendere la scuola come palestra di democrazia, dall'altro però
10:46far ricrescere e rafforzare quella che ha la fiducia nell'istituzione.
10:51Il quarto punto che vogliamo portarvi è un punto sulle politiche di orientamento
10:55nell'ottica di orientamento alla vita, al benessere e alla costruzione di una
11:00cittadinanza. Come sappiamo la letteratura ci dice che l'orientamento
11:04influisce enormemente sulla durata del percorso di studi, sull'indirizzo di
11:09studi scelto e sulla dispersione scolastica in quanto ovviamente se la
11:17scelta di una scuola è sbagliata il ragazzo o la ragazza tendenzialmente
11:21lascerà quella scuola. Da un questionario che abbiamo rivolto nel
11:252024 su un campione di 1.500 docenti provenienti da vari tipi di tutti i
11:32gradi di istruzione. Vi segnalo che soltanto il 48%
11:43delle secondarie di primo grado ha realizzato i moduli di 30 ore
11:46previsti e solo il 25% delle scuole hanno realizzato gli interventi con i
11:51genitori. Da questo monitoraggio qualitativo quello che vorremmo
11:55portarvi è che è necessario che le linee guida siano messe a terra
11:59sicuramente anche dalle scuole medie quindi che ci sia un investimento sulle
12:04scuole secondarie di primo grado così come ci sia un dialogo continuo con la
12:08formazione professionale proprio per facilitare quei passaggi tra l'istruzione
12:13e la formazione professionale. Se volete possiamo approfondire dopo.
12:16L'ultimo punto, e chiudo giuro in due secondi, è investire sulle alleanze
12:22educative. Su questo punto sappiamo che tra l'altro avete in discussione proprio
12:26un DDL sui fondi per la comunità educante. Chiaramente anche noi come
12:32tanti altri enti riteniamo necessario investire in risorse anche economiche
12:38sul rafforzamento della comunità e sulla costruzione dei patti.
12:42Avremo se volete in approfondimento delle note proprio da portarvi sul
12:46DDL perché magari vi interessano in questo momento.
12:49Vi ringrazio e restiamo a disposizione.
12:52Grazie. Ora do la parola per
12:54Alleanza per l'infanzia alla dottoressa Laura Baldassarre, responsabile
12:58advocacy istituzionale Unicef Italia. Sempre per dieci minuti.
13:03Grazie, sì, grazie. Grazie per l'invito.
13:07Noi, anche noi, insomma manderemo una memoria scritta quindi sarò sintetica
13:11insomma in questo incontro. L'Alleanza per l'infanzia, come sapete, è una rete
13:15nazionale di organizzazioni e associazioni. Lavoriamo appunto a livello
13:19nazionale per la promozione tutela dei diritti dei bambini e degli adolescenti.
13:23Volevo qui evidenziare come noi appunto abbiamo individuato tre aree di
13:28intervento strategico. Il primo è tutto il tema del sostegno
13:32economico e quindi è stato un lavoro fatto, come sapete, anche per
13:39l'assegno unico che abbiamo fortemente sostenuto.
13:42Ma adesso vorremmo portare la vostra attenzione alla necessità di un
13:46sostegno economico efficace, in particolare alle famiglie con
13:49minorenni con povertà. Stiamo migliorando il coefficiente
13:54assegnato ai minori nell'ambito dell'ADI, ma anche riconsiderando
13:58l'esclusione dei componenti adulti nel conteggio dei membri della famiglia.
14:02Questo per dire come poi sia importante entrare nel dettaglio, nella memoria
14:06entreremo nel dettaglio. Rispetto al sistema socioeducativo, noi abbiamo
14:09prestato la nostra attenzione collettiva, in particolare al tema dei servizi
14:13socioeducativi di qualità per la primissima infanzia, che è molto
14:16importante anche per l'argomento oggetto di questa indagine, così come
14:23a tutto il tema dei sistemi dei congedi parentali, prestando una particolare
14:28attenzione anche alla partecipazione dei padri al congedo parentale.
14:33Sul tema della povertà educativa, qui vorremmo portare la vostra attenzione
14:38in particolare alla continuità che è stata data anche a livello europeo
14:44rispetto agli obiettivi che noi dovremmo perseguire come Paese.
14:49Sapete che noi storicamente abbiamo degli obiettivi fissati a Barcellona
14:53rispetto appunto al 33% della copertura dei servizi, questo obiettivo
14:58è stato adesso aumentato al 45% rispetto all'offerta educativa per la
15:05prima infanzia, per i bambini e le bambine sotto i tre anni e l'obiettivo è
15:09ora del 96% per quelli da tre anni sino all'inizio della scuola primaria.
15:15Tutti questi obiettivi sono stati anche ripresi dalla garanzia infanzia e noi
15:18abbiamo un piano nazionale sulla garanzia infanzia del quale appunto
15:22sosteniamo fortemente l'attuazione. La situazione in Italia, sappiamo che è
15:27stato già raggiunto l'obiettivo rispetto alla scuola dell'infanzia ma ci sono
15:32diciamo dei passi significativi ancora da compiere per l'obiettivo del 45%
15:37rispetto appunto alla primissima infanzia. Dico questo perché noi tutti i
15:42dati che avete già ascoltato in audizione a partire appunto dall'audizione
15:46del Ministro Valditari a quello delle colleghe ore mostrano una grande
15:50disomogeneità sui nostri territori. Questo è uno degli obiettivi che noi
15:53riteniamo fondamentale per seguire e esprimiamo alcune preoccupazioni sulle
15:59quali appunto entrerò nel dettaglio più tardi.
16:01Ci sono poi cinque buoni motivi per investire nei servizi educativi per la
16:06prima infanzia e le abbiamo così diciamo sintetizzati.
16:09Innanzitutto rafforzare i diritti educativi dei bambini e questo permette
16:16di contrastare fin dall'origine la povertà educativa per questo è
16:19importante lavorare fin dai primi anni di vita dei bambini e perché riduce il
16:25rischio di povertà particolarmente nelle famiglie più svantaggiate in
16:29particolare appunto nelle famiglie monoreddito e con un reddito modesto. Il
16:34secondo punto è perché favorisce la conciliazione dei genitori fra lavoro e
16:39compiti di cura, sostiene la scelta di avere figli, accompagna e rafforza le
16:45capacità genitoriali e crea occupazione di qualità. Questi sono i cinque motivi
16:50che noi abbiamo diciamo sintetizzato sulla base anche della letteratura
16:55internazionale ma anche delle migliori prassi europee e nazionali su questo
16:59tema. Chiaramente la letteratura internazionale
17:05alla quale veramente invitiamo la Commissione a far riferimento perché è
17:07molto diciamo unanime nel capire e nel dare evidenza all'importanza di
17:14lavorare su tre dimensioni, il benessere, le competenze dei bambini, anche il
17:19benessere delle famiglie, la coesione sociale, lo sviluppo economico della
17:22comunità e dell'intera società viene rafforzata con un investimento di
17:26qualità fin dai primi anni di vita in un ambito educativo.
17:30È necessario per questo, e qui portiamo la vostra attenzione anche al dibattito
17:34in corso sui livelli essenziali delle prestazioni, ragionare in termini di
17:37livelli essenziali delle prestazioni anche quando parliamo di educazione dei
17:41bambini da zero a sei anni. Questo a livello sia appunto nazionale
17:46ma poi con una declinazione a livello comunale e anche di ambito territoriale.
17:50E qui esprimiamo una preoccupazione che abbiamo espresso collettivamente
17:54nell'ottobre del 2024 rispetto ai dettagli ad esempio perché nonostante
18:01questi siano gli obiettivi europei e ribaditi anche in documenti nazionali,
18:05ad esempio anche da leggi di bilancio con la definizione
18:11appunto del 33% di asilinide in ogni comune e ambito territoriale, nel piano
18:17strutturale di bilancio di medio termine 2025-2029 in una tabella legata
18:22abbiamo trovato invece un arretramento perché in questa tabella si parla del
18:2815% di copertura su base regionale. Questo portiamo insomma la vostra
18:33attenzione a quanto sia importante ribadire in ogni documento questi
18:37obiettivi perseguiti. Allora noi come proposte in questo ambito
18:41abbiamo chiaramente quello di mantenere l'obiettivo dell'incremento dei posti
18:47di nido previsto originariamente anche nel PNRR e non arretrare su questo,
18:52avviare un piano assenzionale perché c'è un tema su questo e che garantisca un
18:58personale che sia in numero adeguato per rispettare questi obiettivi, ma anche
19:03sollecitare le università in coordinamento con i governi anche
19:07locali perché ci sia un'organizzazione nel come favorire questi percorsi
19:13formativi per il personale coinvolto e quindi avviare anche con i sindacati, le
19:17associazioni professionali il tema delle qualifiche, dei percorsi formativi e di
19:22aggiornamento per il personale coinvolto, ma c'è anche l'importanza del
19:26tempo pieno anche in questa sede è fondamentale ribadire l'importanza del
19:30tempo pieno in tutte le scuole di infanzia e in particolare poi c'è
19:37l'attenzione che noi vi invitiamo a prestare ai minorenni di origine
19:41straniera perché dai dati c'è una minore partecipazione di bambini di
19:46origine straniera al tempo pieno nelle scuole, vi ho ricordato la situazione
19:49precipua anche a Roma e poi dare puntuale attenzione appunto al piano
19:55nazionale d'azione della garanzia infanzia in particolare poi c'è noi
19:59chiediamo degli interventi per i primi mille giorni di vita di bambini e delle
20:03bambine sappiamo che questo fanno la differenza e rispetto a c'è poi appunto
20:10nel documento che consegneremo all'attenzione della commissione c'è
20:12poi tutta una riflessione anche su quello che a livello comunale e di
20:18ambiti territoriali si può essere fatto in questo contesto.
20:21Il secondo aspetto sul quale volevamo portare la vostra attenzione è il tema
20:25proprio dei patti educativi di comunità e abbiamo fatto una riflessione su
20:29questo coinvolgendo insomma e grazie diciamo all'apporto di tanti esperti e
20:35docenti universitari ma anche sulla base delle migliori prassi realizzate a
20:39livello territoriale in tutta Italia. Allora i patti educativi di comunità
20:44sono uno strumento chiave per contrastare la povertà educativa
20:49questo l'abbiamo imparato su tutto il territorio nazionale
20:53scusate e abbiamo anche dei riferimenti ai principi costituzionali grazie dei
21:00principi costituzionali che ci aiutano insomma per avere un quadro dal punto di
21:05vista giuridico robusto per sostenerlo in tutta Italia. Le finalità sono quelle
21:10di rafforzare l'offerta educativa attraverso l'integrazione tra pubblico
21:14e privato grazie al coinvolgimento di tutti gli attori dell'alleanza educativa
21:19alla quale si faceva riferimento presenti sul territorio quindi le scuole
21:23in primis grazie mille ma anche appunto i cpa gli enti locali le università i
21:28centri di formazione professionale gli enti culturali tutto il terzo settore il
21:32mondo imprenditoriale e del lavoro l'impresa sociale questo per dire con
21:36quanto sia importante voi state lavorando sul tema della comunità
21:39educante avere tutti a bordo di questi patti educativi di comunicato. Questi
21:44arricchiscono il curriculum scolastico standard dei bambini e degli adolescenti
21:51coinvolti aiutano anche a utilizzare sviluppare gli spazi comuni
21:56progettando delle attività tutti insieme promuovono la partecipazione
22:01informata e consapevole della comunità a partire dai bambini e dei ragazzi che
22:05devono essere pienamente coinvolti in tutte le fasi in questi patti educativi
22:11abbiamo poi sulla base delle migliori esperienze realizzate anche un po' un
22:15identikit del buon patto standard e sicuramente abbiamo bisogno di un
22:21e nel documento troverete abbiamo bisogno di un sistema di governance
22:26integrata che veda anche i ragazzi però protagonisti
22:29il secondo aspetto è sicuramente quello di un cambio di paradigma nelle
22:35procedure degli strumenti di erogazione delle risorse finanziarie
22:38sapete la normativa sul terzo settore così come è stata appunto novellata a
22:43tutto il tema della coprogrammazione della coprogettazione questi sono dei
22:47luoghi principi nelle quali è possibile sperimentarla
22:50noi proponiamo poi la creazione di un fondo nazionale per i patti educativi di
22:54comunità che vada a combinarsi col già citato fondo per il contrario nazionale
22:59per il contrasto alla povertà educativa perché si passi da questa
23:03sperimentazione a poi farli diventare delle azioni di sistema per concludere
23:09anche qui bisogna entrare nel dettaglio per essere efficaci
23:13chiaramente i finanziamenti dovrebbero essere pluriennali
23:17noi parliamo in ambito educativo abbiamo i piani triennali di offerta formativa
23:21quindi i finanziamenti dovrebbero essere su questi conformi a questi è
23:26importante coinvolgere tutti i servizi territoriali a partire dai servizi
23:30sociali che devono entrare a far parte integrante e pensiamo che questi patti
23:36siano appunto anche il riconoscimento dell'autonomia scolastica
23:41stessa ma sappiamo anche quando sia importante lavorare con tutte le altre
23:45agenzie educative del territorio i musei le biblioteche per citarne alcune in un
23:50ottica di educazione diffusa io chiudo e vi ringrazio e poi manderemo la memoria
23:57scritta grazie per l'attenzione. Grazie chiedo ai colleghi senatori la senatrice Delia
24:01vuole fare delle domande. Sì grazie intanto volevo ringraziare le
24:07udite e volevo poi dire siccome appunto noi stiamo lavorando anche su questo DDL
24:13sulle comunità educante in cui è previsto un fondo che volendo potrebbe
24:17essere un fondo che va a sostenere i patti di comunità quindi se avete
24:22siccome ho sentito Cionagli che ha delle osservazioni ma se avete delle cose da
24:27mandare alla commissione anche in relazione alla comunità educante io sono
24:32la relatrice del DDL grazie e poi la volevo sottolineare perché io sono molto
24:39d'accordo più che una domanda oltre la questione dei LEP che comunque
24:45abbiamo denunciato c'è questa cosa della che a livello regionale sono
24:50diventati del 15 per cento e quindi rischia di fotografare le diseguaglianze
24:55di cui si è parlato all'inizio l'importanza della partecipazione
24:59c'è anche come politica di contrasto alla dispersione scolastica
25:05cioè tenerli facendoli diventare protagonisti anche delle, sto parlando
25:12in particolare dei più grandi, insomma di avere dei luoghi di coinvolgimento
25:17secondo me è importante. Grazie, ora la senatrice Aluisio. Grazie presidente
25:26volevo ringraziare soprattutto le relatrici che sono state puntuali nelle
25:31analisi scientifiche delle diciamo delle esperienze che hanno fatto nell'indagine
25:38conoscitiva, leggo a seguito quindi procedure informative seguito
25:42dell'indagine conoscitiva su povertà educativa, abbandone, dispersione
25:47scolastica, io vorrei porre l'accento soprattutto su due aspetti e chiedere
25:55proprio quale è stato quindi la vostra quindi osservazione che mira ad
26:05indagare sulla dispersione scolastica, l'abbandone e la dispersione scolastica
26:11come è correlata al reddito delle famiglie quindi le differenze regionali
26:19dei luoghi e al tempo pieno soprattutto con il tempo pieno con la mensa.
26:26Grazie.
26:29Il senatore Verducci ha chiesto di intervenire.
26:33Sì grazie presidente innanzitutto per ringraziare le nostre audite e per il
26:43lavoro che fanno oltre che per questa audizione naturalmente penso che questa
26:47audizione di oggi sia molto importante per la nostra indagine conoscitiva in
26:52particolare io voglio sottolineare un punto che torna in entrambe le
26:58audizioni cioè l'importanza di investimenti molto forti nel settore
27:07formativo, voi avete sottolineato due aspetti diversi, Unicef naturalmente ha
27:12insistito molto sul tema dei primi anni di vita dei bambini, i mille giorni, tutto
27:18il segmento 06, ActionAid ha insistito di più sul tema della scuola, delle
27:28lacune che oggi il nostro sistema scolastico ha, i due temi sappiamo che in
27:32realtà si legano a vicenda in maniera strettissima, avere un piano strategico
27:39nazionale da 0 a 18 anni mi verrebbe da dire, io voglio sottolineare come
27:46per noi sia molto importante questa audizione perché noi sappiamo, ognuno di
27:51noi ha orientamenti diversi, sono molto critico con il governo attuale e
27:58l'impostazione dell'attuale ministro dell'istruzione, ma so che i problemi
28:07della scuola italiana in realtà risalgono a molto prima, da molto tempo noi
28:12non abbiamo una scuola all'altezza di poter essere definita una scuola
28:19dell'inclusione, per la mancanza di tempo pieno, di attempo di apprendimento e
28:25anche per lo svilimento di quell'istituto che voi avete citato e che
28:32voglio sottolineare, cioè del governance democratica della scuola, un passaggio a
28:38mio avviso molto importante delle vostre audizioni è proprio quello legato alla
28:42partecipazione di studentesse e studenti come strumento per impedire
28:49anche l'allontanamento e la dispersione. Un altro elemento invece voglio
29:00chiedervi, non è tornato nelle vostre relazioni ma è come se lo fosse,
29:05avete sottolineato il nesso tra studio, contrasto alla dispersione, protagonismo
29:11sociale e possibilità di avere buona occupazione. Qualche giorno fa noi
29:17abbiamo avuto uno studio, ci è stato consegnato uno studio che aggiorna
29:23studi precedenti sul legame che c'è non solo tra povertà educativa, dispersione
29:29e marginalità sociale, ma anche nello step successivo il legame tra povertà
29:35economica, povertà educativa, marginalità sociale e devianza. Se nel vostro lavoro
29:44voi confermate questo dato, cioè come alla fine, io la dico così, il primo tema
29:50per avere una società sicura sia quello di permettere a tutti di andare a scuola
29:58e di studiare. Grazie.
30:02Grazie senatore Verducci. Se non ci sono altri interventi allora chiedo alle
30:05udite di rispondere alle requisiti.
30:15Sì, rispondo magari alla domanda specifica sui dati. Come dicevo in principio
30:24nella lente iniziale e come diceva anche il senatore adesso, è chiaro che
30:30c'è una correlazione forte, i dati ce lo dicono, di correlazione tra povertà e
30:38quindi i dati di dispersione sono più alti del doppio su coloro che hanno un
30:43background socioeconomico diciamo basso e soprattutto ovviamente poi tripli su
30:49chi invece ha un background economico, scusatemi, ha un background migratorio.
30:55Sono dati chiaramente non nostri di action end, ma dati nazionali e così via.
31:00Ovviamente in alcune aree si inaspiriscono ancora di più, facevo
31:04l'esempio di Torbe alla Monaca, scusatemi perché veniamo un po' da lì, a Torbe
31:10alla Monaca dove c'è il più alto tasso tra l'altro di minori tra i municipi
31:15di Roma, questi elementi si intersecano tra di
31:21loro e questo dimostra quanto le diseguaglianze poi vadano lette
31:24in maniera intersezionale, proprio perché gli effetti poi si vedono.
31:30Rispondo anche all'altro punto sulla mensa, in realtà action aid vanta, come
31:36vanno anche noi, plurennare lavoro nel sud del mondo e il primo
31:44intervento che da sempre colleghi e colleghe nei paesi più poveri
31:49hanno sempre portato è creare la mensa a scuola per mandare i bambini e bambine a
31:54scuola, a mensa, invece di andare a lavorare.
31:58Ovviamente è una cosa estrema, però è per capire quanto effettivamente
32:02garantire il diritto al cibo a scuola in maniera anche gratuita e con delle
32:07sommensioni importanti sia fondamentale, così come il tempo pieno. Tenere ragazzi
32:12e ragazze a scuola tutto il giorno aiuta e facilita le famiglie chiaramente
32:16nella gestione, ma gli aiuta anche a stare fuori dalla strada. A Torbe alla
32:20Monaca nel pomeriggio negli istituti comprensivi verranno avviati dei
32:24laboratori anche per ragazzi più grandi che sono alle scuole superiori, ma
32:29proprio per tenerli fuori dalla strada, per tenerli fuori dal mondo della droga.
32:33Quindi scusate per gli esempi non concreti, ma perché secondo me portano
32:37anche poi le evidenze di quello che la letteratura ci dice.
32:42Lascio poi a Cati a integrare.
32:45Un attimo, il senatore Mderdouche...
32:47Sì Presidente, intanto la ringrazio. Volevo aggiungere una considerazione che mi era
32:52rimasta prima negli appunti, cioè sapere a questo punto, appunto nell'ultima
32:57risposta che avremo, quanto la crisi del covid ha aggravato i dati su dispersione
33:04e abbandono scolastico e se quanto noi siamo riusciti a recuperare negli anni
33:10successivi quell'aggravamento della situazione.
33:13Grazie Presidente.
33:15Grazie a lei, prego.
33:17Sarò velocissima, innanzitutto vi ringrazio per l'attenzione perché non è mai scontata.
33:22Quindi grazie davvero tante a chi l'ha appunto espressa durante questa mattinata.
33:30Colgo subito l'ultimo punto e credo che anche la collega poi affronterà con
33:35con maggiore puntualità per la parte infanzia.
33:39Non abbiamo superato la distanza che si è creata nelle difficoltà di espressione
33:44della dispersione scolastica, che ricordiamo essere un fenomeno molto
33:48variegato e complesso che si manifesta solo come sua ultima espressione con
33:52l'abbandono scolastico. Durante il periodo del covid abbiamo lavorato
33:56tantissimo vicino alle scuole, ai giovani di tutte le fasce di età e quello che
34:02oggi noi possiamo verificare con mano e toccare con mano è un ampio disagio
34:07giovanile. Quindi sicuramente poniamo attenzione
34:11oggi sulla dispersione scolastica, su tutto ciò che avviene all'interno delle
34:16scuole che sono un presidio di socializzazione secondaria fondamentale,
34:19fondamentale. Ma quello che tutti, tutti ci rendiamo conto o quasi tutti, è che
34:27il disagio giovanile è una problematica oggi molto forte e molto importante.
34:31Allora mi ricollego alle parole velocissimamente della senatrice Delia
34:36al concetto della partecipazione. Noi abbiamo il dovere come Repubblica, come
34:41cittadini di questa Repubblica, di mettere in atto, speriamo sempre sempre di
34:46più e che non venga troppo toccata, la Costituzione italiana che all'articolo 3
34:49ricorda che è dovere della Repubblica rimuovere gli ostacoli e così rispondo
34:54anche alla senatrice rispetto all'indaggio, rimuovere gli ostacoli e garantire lo
34:58sviluppo delle persone sia come individui che come comunità. Ma attraverso che
35:04cosa? Attraverso la partecipazione. Anche la Costituzione cita questo
35:09elemento, quindi io vorrei ricordare che è un nostro dovere, è un vostro dovere
35:13all'interno di queste istituzioni portare avanti questo principio, perché
35:17non è che finché non siano 18 anni e non si vota allora non si è cittadini e
35:20cittadine. Questo è un elemento fondamentale.
35:23Dopodiché, tornando alla seconda questione che veniva posta, la
35:29correlazione tra disuguaglianza educativa e devianza, la correlazione è
35:36fortissima e quindi lo studio che voi avete letto sicuramente corrisponde anche
35:41a quello che noi viviamo quotidianamente nel nostro lavoro.
35:45Nelle strade, nelle società nelle quali si vive, c'è una alfabetizzazione
35:51alla violenza. Cioè questo ce lo dobbiamo sottolineare.
35:54Quindi la scuola deve contro avere una capacità di nuova alfabetizzazione
36:01dei giovani. Quindi non avere la scuola come un punto di riferimento è
36:07estremamente grave e aumenta i numeri come ci stavamo dicendo.
36:12Un'ultima nota e poi lascio subito alla collega che vorrei sottolineare proprio
36:16come approccio di ActionAid. Noi sappiamo e, come dire, abbracciamo l'idea di
36:21dover parlare di povertà educativa, ma perché sottolineiamo invece sempre
36:25l'importanza di traslare questo concetto alle disuguaglianze educative.
36:30Perché le disuguaglianze stanno a sottolineare, come diceva giustamente la
36:34collega, ci sono variabili e condizioni sovrapponibili una sull'altra, appunto
36:42l'approccio intersezionale che ci consente di dire che purtroppo le
36:48condizioni dalle quali si arriva, le sottolineava bene all'inizio nell'intervento
36:52della collega, quindi non le ripeterò, in un contesto sociale come il nostro, un
36:57contesto educativo come il nostro, non fa altro che sottolineare queste stesse
37:02disuguaglianze e da dove si arriva. Altrimenti, laddove i dati stanno
37:06diminuendo rispetto apparentemente alla dispersione scolastica, noi non avremmo
37:09quei picchi che si alzano così tanto in certe zone d'Italia.
37:13Quindi io vi pregherei anche qua di fare un approfondimento, una riflessione
37:18specifica tra cosa noi pensiamo sia una povertà educativa e che cosa è
37:22la disuguaglianza educativa. Grazie per il tempo ulteriormente concesso.
37:26Sì, grazie a lei, se no ci sono altri interventi?
37:29Ah, scusi, prego, prego, prego.
37:33Grazie, andrò per punti, per estrema sintesi. Allora, innanzitutto come
37:38alleanza per l'infanzia noi abbiamo scelto come quadro di riferimento
37:42giuridico, in particolare la Convenzione ono sui diritti dell'infanzia e
37:47dell'adolescenza, che ha reso soggetti di diritto, i bambini e i ragazzi, da 0 ai
37:5318 anni. Dico questo perché appunto il secondo punto sul quale volevo portare
37:57la vostra attenzione è che appunto sappiamo dagli studi e dalle ricerche
38:02e dall'azione sul campo che vi è una multidimensionalità nella povertà
38:07minorile, qui non possiamo entrare nel dettaglio, ma questo è l'approccio da
38:11tenere sempre presente ed è per questo anche che come alleanza, come cercavo di
38:15dire in sintesi, lavoriamo su più aspetti e rispetto al punto della
38:20senatrice, della senatrice D'Elia sicuramente possia,
38:30allora, allora, no no ma infatti la tenevo io, la tenevo io, rispetto al
38:37punto della, sollevato dalla senatrice D'Elia senz'altro possiamo mandare
38:42questo documento che è stato elaborato insieme alla rete educazioni, di cui
38:46alleanza infanzia fa parte, su appunto l'impostazione da dare al tema dei
38:50patti educativi di comunità. Rispetto al punto sollevato sulla dispersione
38:55scolastica, io e gli strumenti di programmazione ricordo in questa sede
39:00che noi abbiamo due strumenti nella normativa italiana, il primo è il piano
39:06di azioni e eventi per i soggetti in età evolutiva e attualmente all'attenzione
39:13della commissione parlamentare infanzia per il parere previsto dalla legge e è
39:18stato elaborato dall'osservatorio nazionale infanzia quindi questo diciamo
39:22adesso sta seguendo l'iter, il secondo è proprio il piano nazionale garanzia
39:28infanzia e chiudo dicendo che questi due strumenti ci sembrano importanti proprio
39:33perché lì troviamo, senatrice, anche il riferimento al tempo pieno alle menze
39:37come strumenti fondamentali appunto in modalità fondamentali ma senza altro il
39:42tema è anche i dati invarsi ce lo dicono e noi abbiamo un tema di
39:47diseguaglianze che dobbiamo colmare quindi un approccio fondato sulla
39:51non-discriminazione e su arrivare a tutto e tutti ci sembra quello da
39:55sostenere in tutte le sedi, grazie. Bene, grazie a voi. Eventuali integrazioni
39:59possono pervenire per essere pubblicate sulla pagina della commissione, grazie.
40:04Vi salutiamo allora, è finita l'audizione, passiamo al prossimo punto, la seduta continua.

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