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https://www.pupia.tv - Roma - Manifesto Il teatro per educare - Conferenza stampa di Simona Loizzo (26.03.25)

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Novità
Trascrizione
00:00Buon pomeriggio a tutti, benvenuti a questa nuova e interessante iniziativa promossa e
00:09resa possibile dall'onorevole Giorgia Lattini, Vicepresidente della Commissione Cultura della
00:15Camera dei Deputati, che è qui presente con noi e che personalmente a nome di tutti ringrazio
00:21per aver reso possibile ancora una volta un'interessante iniziativa quale quella di oggi, realizzata
00:29grazie all'Organizzazione dell'Associazione Europea Formatori Teatrali e che ha come titolo
00:36il Teatro per Educare, manifesto per una nuova visione educativa. Parleremo oggi di formazione,
00:44di comunità, di intelligenza artificiale e lo faremo con i relatori seduti a questo tavolo.
00:51Lascio sin da subito la parola all'onorevole Lattini, grazie onorevole per il suo intervento.
01:00Grazie, grazie a tutti voi. Intanto penso che oggi presentare questo manifesto qui alla Camera
01:10dei Deputati nella Sala Stampa sia un messaggio importante proprio per puntare l'attenzione sulla
01:17formazione attraverso il teatro nell'ambito anche delle scuole, perché abbiamo ormai visto che il
01:27teatro sicuramente può essere uno strumento molto valido ed efficace proprio per accrescere la
01:35personalità di ogni ragazzo. È sicuramente una disciplina che aiuta a credere in se stessi,
01:43a conoscersi meglio e a sviluppare sempre al meglio anche le proprie capacità, quindi penso
01:51che anche inserire questa disciplina nell'ambito delle scuole, che già comunque aderiscono a questa
02:00tipologia di formazione, tante scuole, per esempio anche mio figlio fa il corso di teatro a scuola
02:08in una scuola paritaria e quindi è una disciplina che sicuramente può aiutare i ragazzi innanzitutto
02:16a stare insieme, a fare anche comunità, a sostenersi comunque a vicenda e appunto anche a superare i
02:26propri limiti, perché fare teatro significa anche scoprirsi e superare i propri limiti e quindi
02:32penso che sia una disciplina altamente formativa soprattutto in giovane età, dove magari il
02:40carattere si sta formando, quindi insomma nell'età scolastica è fondamentale accrescere i talenti
02:50anziché sminuirli e quindi sicuramente attraverso il teatro questi talenti vengono messi in evidenza,
02:56perché anche chi è più timido e più introverso può superare appunto queste difficoltà magari
03:03innate da un punto di vista caratteriale oppure che provengono anche per un certo ambiente sociale
03:12o anche un'educazione familiare e quindi parlare di questo manifesto dove si parla appunto di
03:20formazione in tal senso è importante, quindi io ringrazio veramente tutti coloro che si sono
03:26adoperati per questo, ringrazio appunto per il lavoro messo in campo, in commissione abbiamo
03:37in corso anche la proposta di legge sulla giornata del formatore che è già passata in senato e adesso
03:46dovremmo calendarizzare alla camera, non è semplice perché qua purtroppo abbiamo lavori che si sono
03:51accumulati e ogni tanto c'è qualche urgenza però ecco cerchiamo di concludere questo iter
03:57parlamentare anche qua alla camera cercando appunto di rispettare le tempistiche più brevi
04:04possibile appunto a secondo i lavori parlamentari, quindi vi auguro un buon lavoro,
04:11ringrazio Gianmario Battaglia per aver sollecitato questo incontro e per appunto di affrontare
04:20questo argomento così importante e ecco vi auguro buon lavoro a tutti quanti e buon
04:27proseguimento, io a un certo punto mi dovrò assentare perché stanno iniziando purtroppo le
04:32votazioni in aula e quindi devo essere presente, quindi grazie e complimenti a tutti voi, grazie a voi.
04:44Buon pomeriggio a tutti, ben trovati e grazie per essere qui, vorrei ringraziare nuovamente
04:49l'intervento dell'onorevole Latini per il supporto che sta dando al nostro manifesto e al nostro
04:54lavoro, grazie onorevole per questo di nuovo un applauso. Siamo qui oggi a parlare del manifesto
05:04AFT, il teatro visto come un elemento di crescita e sviluppo per aiutare le nuove generazioni a
05:11trovare la propria identità, il manifesto nasce da un'idea, da un lavoro di ricerca continua e
05:17costante su quelle che sono i parametri di lavoro e di sviluppo dell'individuo, questo trova pieno
05:26raccordo con quelli che sono gli ideali di tante altre realtà contemporanee e queste vorrei abbracciare
05:32l'idea di Gian Mario Battaglia con l'Human Economic Forum, perché mentre l'uomo al centro del mondo.
05:41Il teatro lavora in questa direzione, noi abbiamo individuato grazie ai collaboratori che vi
05:47presento, il dottore Iva Giordano per i suoi contributi che costantemente porta e avanza in
05:55questa ricerca, nonché il fondatore, il CEO di ICAF e me lo sono scritto per ricordarmelo e non fare
06:02errori, ricercatore scientifico della regione, ricercatore e direttore giusto Ivan? Scientifico
06:10di formazione della regione Lombardia e della regione Sardegna, ho qui con me Pietro Agassi,
06:15fondatore di Minerva Education AI e la dottoressa Elena Bovina, docente e ricercatrice di AFT.
06:22Il contributo di tutti è fondamentale, perché questo? Perché il teatro lavora e interviene su
06:29molti parametri sociali, su molti parametri contemporanei che sono l'inclusione, che sono
06:35la comunità, che sono la socialità, ma il teatro interviene anche sulla ricerca di se stesso. Con
06:41AFT abbiamo individuato quattro aree di lavoro fondamentali, che sono io in relazione con me
06:49stesso, io in relazione con lo spazio che vivo, io in relazione con gli altri ed io in relazione con
06:56gli altri nello spazio condiviso. Questo vuol dire non solo conoscere la teatralità, il palcoscenico
07:02e vivere le relazioni di una messa in scena, questo vuol dire imparare
07:08ad essere se stessi centrati in un mondo che richiede una presenza costante. Perché il teatro
07:16è così importante a livello del contributo scolastico per la crescita dell'individuo? Il
07:22teatro a livello storico è qualcosa che noi ci portiamo da sempre con noi, è intriso nella
07:26natura umana. Basta fare un salto nel tempo, tornare alle origini, il teatro non è nient'altro
07:33che la relazione di comunicazione, il teatro quando viene visto come educazione non è una
07:40novità, il teatro nasce come educazione, nei riti sciamanici il teatro era questo, era il contatto,
07:46il lavoro, la promozione del re nei confronti del popolo, quindi attraverso le celebrazioni
07:52pubbliche il re veniva, passatemi il termine, venduto in una certa maniera agli occhi degli
07:57interlocutori. Poi andando avanti con l'antico Egitto, la Grecia, nella Grecia troviamo poi la
08:04massima esposizione del teatro, perché i grandi pensatori, parliamo di Socrate, parliamo di
08:09Aristofane, i grandi personaggi esistiti hanno utilizzato il teatro come mezzo per educare il
08:15popolo, per smuovere le coscienze, per animare l'identità di tutti noi e ci ritroviamo qui su
08:22questo punto ad oggi, il teatro in un contesto contemporaneo, il teatro come elemento di ricerca
08:29di se stessi. Perché è così importante dicevamo? Perché il teatro lavora su me, in che modo? Io
08:37attraverso il teatro imparo ad essere, imparo a entrare in contatto con me stesso, con le mie
08:42paure, con i miei pensieri, con la mia forza, ma anche con elementi come la mia voce, come il mio
08:50corpo, come la creazione della mia identità nel futuro ed etimologicamente educare è tirar fuori
08:58e il teatro ci dà questa possibilità di ricercare noi stessi in quel che facciamo. C'è un piccolo
09:07riferimento che faccio tutte le volte che tengo qualche lezione inerente al ruolo del teatro come
09:13fonte educativa, nessuno ci insegna a parlare, nessuno ci insegna a muoverci, nessuno ci insegna
09:20ad essere. Lo scopriamo, se ci dice bene, più avanti quando incontriamo casualmente l'arte
09:27della recitazione e l'arte del teatro. Perché parlando tra di noi adesso, a quanti di voi è
09:32stato spiegato come si parla? Come si porta la voce? Come si gestisce il corpo nei linguaggi
09:39verbali, non verbali, paraverbali, le distanze sociali, io e la platea, io e gli altri, le
09:46distanze intime. Questo non esiste nell'educazione contemporanea, non esiste nella formazione dei
09:53ragazzi. Abbiamo notato che il teatro diventa una boccata di ossigeno per i ragazzi che si
10:00affacciano alla disciplina artistica. Perché? Perché è totalitario, l'uomo ha bisogno del
10:07teatro così come il teatro ha bisogno dell'uomo per svilupparsi e il manifesto si muove su questi
10:13parametri. Ora nel contesto scolastico ha un'identità perché va a implementare le competenze
10:19degli allievi, non lavoro solo sul concetto di inserimento di nozioni, quindi lo studio,
10:25ma lavoro sull'artigianato, sulla parte pratica. Io imparo a fare, io imparo ad ascoltare, se
10:32conosco le mie emozioni allora riesco a empatizzare l'altro, se io non conosco le mie emozioni come
10:40faccio a capire l'altro che cosa vuole, che cosa cerca in un dialogo, in una comunicazione. Nel
10:46teatro questo lo fa perché ti chiede ad ascoltare, ad ascoltare con gli occhi se guardi dei movimenti,
10:52ad ascoltare con gli orecchi se c'è alla base un dialogo, una parola, ma ad ascoltare anche
10:58quello che non viene detto, quindi il famoso non detto, quello che passa tra le righe, quello che
11:03il corpo solitamente fa, ma male viene percepito. Quante volte noi ci troviamo con come stai? Bene,
11:11quel bene è un inganno, che se noi non sappiamo leggere quello che viene detto dalle spalle,
11:19dall'azione corporale, passa come un inganno e attira il disinteresse, ma ha detto che sta bene,
11:25quindi dove vado? E i ragazzi ad oggi questo bisogno non trovano risposta a questo bisogno
11:32perché cercano il dialogo, cercano di parlare, cercano di comunicare, ma non trovano dall'altra
11:38parte un interlocutore che sia un coetaneo, che sia un familiare, che sia un insegnante. Quindi
11:45il teatro un po' per farla breve vive su questa linea ed il manifesto si batte su questo, creiamo
11:54una linea didattica, specifica, specialistica per formare personalità che siano in grado di
12:01portare questo contributo pedagogico, psicologico, legato alle scienze motorie, alla logopedia per
12:08correggere, formare, costruire le capacità dell'individuo, oltre che a fornire ovviamente
12:15le nozioni di studio e di riflessione che servono per diventare quel che si vuole diventare nel
12:21futuro. Ora questo è un breve cappello portato per farvi fare l'idea di ciò che stiamo parlando,
12:28ma il teatro poi al di là della scuola per contribuire all'individuazione del sé vive
12:33su parametri formativi basati sulla formazione del docente, perché il docente deve e ha necessità
12:40di intervenire, di capire che cosa c'è dall'altra parte. Vorrei passare con questo la parola al
12:49collega Ivano Giordano per parlare proprio dell'importanza della formazione nel campo
12:56docenti e come un docente, un formatore si può relazionare con i suoi discenti attivamente
13:01magari sviluppando strategie attive e innovative.
13:26Il tema è un tema molto delicato che nel ruolo di responsabile scientifico di enti di formazione
13:43in Regione Lombardia e in Regione Sardegna, dotati di un accreditamento sia regionale che ministeriale,
13:51spesso mi pongo, i formatori come vanno formati? I formatori entrano in aula pensando che la loro
14:01competenza e la loro conoscenza siano i requisiti fondamentali per poter assumere quel ruolo.
14:08Tuttavia se noi andiamo ad analizzare la formazione tecnica, penso alla formazione rivolta alle
14:16professioni ad esempio, quindi tutto ciò che riguarda il mondo giuridico, il mondo
14:20tecnico, il mondo fiscale, il mondo amministrativo, il mondo imprenditoriale, manageriale, quella
14:28è una formazione di contenuto, quello è il contenuto, ma qual è il contenitore all'interno
14:33del quale il contenuto intendiamo erogarlo? Se analizziamo il ruolo del formatore con
14:40gli occhi del professor Raymond Smilor, rettore della Texas Christian University, del cui
14:47libro Audaci Visionari ha avuto l'onore di essere curatore in Italia, tradotto da Ilaria
14:54Galli, se guardiamo il formatore con gli occhi di Raymond Smilor, il formatore funge in aula
15:01come un trasformatore dei discenti, quindi nel momento in cui viene incaricato al formatore
15:07il ruolo di formatore, dovrebbe prima ancora che chiedersi se è dotato di competenze da
15:14poter trasferire, se è dotato di abilità per poter trasferire queste competenze, che
15:19credo sia poi il grande tema che Daniel stava ponendo al centro dell'attenzione. Io direi
15:24che noi dobbiamo dare per scontato che un formatore al quale attribuiamo tale funzione
15:31sia dotato di conoscenze, questo dovrebbe essere una condizione imprescindibile, non
15:37possiamo tuttavia dare per scontato che questo soggetto sia parimenti dotato delle necessarie
15:45abilità per svolgere una funzione trasformativa. Chi entra in aula normalmente apprende circa
15:51il 35% di quello che viene trattato, se poi applichiamo l'effetto della memoria a questo
15:5935%, se viviamo una formazione semplicemente basata al trasmettere unilateralmente dei
16:07concetti, molto probabilmente dopo X anni non ricorderemo più nulla, ma nel medio periodo
16:15ricorderemo un 10% di quello che è stato trattato in aula, e poi non è mica detto
16:21che lo ricordiamo in maniera corretta, perché ricorderemo quello che noi abbiamo capito
16:25di ciò che è stato trattato in aula. Questo è l'esito, meno del 10%, questo è l'esito
16:33del lavoro fatto da un formatore concentrato su se stesso, ovvero che nel momento in cui
16:38si trova in aula deve affermare soprattutto a se stesso di essere capace, al punto tale
16:44da essere stato nominato formatore. Non risponde alla funzione di formazione, risponde a un
16:50altro bisogno che però è di una persona sola in quell'aula, un bisogno che va a
16:54soddisfare l'ego della persona. Allora se invece noi pensiamo che questo formatore prima,
17:04dopo essere stato selezionato per le sue abilità specifiche, tecniche, verticali, deve essere
17:10formato e selezionato per le sue capacità di trasformare l'aula, di assumere quell'incarico
17:16che è un incarico volto ad avere nella vita di ciascuno di noi, che non viene trascorsa
17:21in aula formativa, una funzione determinante anche di trasformazione sociale. Dal maestro
17:28Manzi in poi il nostro Paese ricorda come la scolarizzazione, l'istruzione, l'educazione
17:35rappresenta un passaggio fondamentale nella vita e non credo che il maestro Manzi abbia
17:39utilizzato delle tecniche didattiche che all'epoca venivano utilizzate nelle scuole elementari.
17:44Lui ha portato attraverso la televisione e nelle carceri, parlando con i ragazzi seduto
17:50sulle scale, sulle scalinate delle carceri e superando anche il tema delle celle chiuse,
17:58quindi portando le direzioni carcerarie a fare delle deroghe a quello che era la regola
18:04di oggi come di allora, attraverso quindi delle didattiche trasformative, non attraverso
18:10l'imparare memoria, le tabelline o l'alfabeto, ha portato un pezzo della popolazione di questo
18:16Paese alla seconda e alla quinta elementare. È un passaggio per poi arrivare a gradi di
18:23istruzione superiori e lì parliamo di istruzione, dopodiché c'è una funzione trasformativa
18:28perché un Paese migliori attraverso la formazione deve trasformarsi. Prima Daniel parlava del
18:37grande tema consistente nel fatto che non si insegna alle persone a parlare, quante
18:43cose non vengono insegnate in un contesto scolastico come in un contesto familiare e
18:48allora quelle poche, perché poi sono poche ore che nella nostra vita trascorriamo in
18:52un'aula, sono poche perché poi nella vita ne trascorreremo sempre meno in un'aula,
18:57noi le stiamo delegando, le stiamo mettendo in mano a persone che dovrebbero avere la
19:02funzione di trasformarci. Hanno questa capacità, hanno questa abilità dalle scuole materne
19:11sino all'alta formazione e alla formazione continua per tutta la vita. Ecco che io trovo
19:17e ho trovato l'opera di Raymond Smilor, Accendere le menti, come un manuale che dovrebbero studiare
19:25tutti i formatori, perché se io so che quando vengo nominato, incaricato come formatore
19:32ho la responsabilità di trasformare in un modo o nell'altro tutte le persone che hanno
19:37scelto quell'aula, allora penso di avere una responsabilità che va ben oltre il dimostrare
19:45di saperne qualcosa. Cosa utilizziamo come tecniche per trasferire ad aule con formazione
19:56disomogenea contenuti verticali come il diritto, l'economia, la fiscalità, argomenti squisitamente
20:03tecnici? Usiamo le metafore. Le metafore sono uno strumento che nel teatro, nella letteratura,
20:10nella storia vengono in maniera ricorrente utilizzate e il docente, il formatore deve
20:20avere la capacità di andare oltre la sua conoscenza, di andare oltre il suo ego e di
20:29sapere trasformare contenuti complessi senza banalizzarli in contenuti apprezzabili e
20:37comprensibili da chiunque si trovi davanti. Ed ecco che noi utilizziamo la metafora delle
20:42matriosche nell'alta fiscalità immobiliare per spiegare la differenza fra la vendita
20:49di un diritto reale o di una quota societaria, la metafora degli ombrelli per parlare di
20:55protezione del patrimonio personale, un tema di diritto societario, la metafora dei rubinetti
21:01per parlare di fiscalità, per parlare della scelta della forma giuridica per fare impresa
21:08diversa l'una dall'altra e che porta a pagare più o meno imposte e chiamiamo metafora
21:14dei rubinetti. Io ho personalmente utilizzato sul carico di una società che era del gruppo
21:20S Lunga, Penny Market, immagino che conosciate tutti, una società del mondo dei discount,
21:25per formare i direttori di negozio che arrivano dal muletto, dal magazzino e dalla salumeria
21:31e i più audaci, i più creativi diventano direttori di supermercato a fare i budget
21:38e occorreva che imparassero a interpretare un bilancio e conoscessero la contabilità
21:43ed ecco che abbiamo insegnato loro nel giro di poche lezioni attraverso la metafora degli
21:47armadi la contabilità in partita doppia. La metafora degli alberi per spiegare la differenza
21:53fra un'azienda e un ramo d'azienda o la metafora della ragnatela per parlare del concetto
21:58delle reti d'impresa. In questo modo nessuno ha perso la corona, anzi alla fine della lezione
22:08si ha il plauso dei discenti che capiscono cose che magari a scuola qualche insegnante
22:14rigido e non aperto a nuove formule didattiche ha provato ad insegnare in anni e anni di
22:22compiti in classe, verifiche quattro o tre, utilizziamo i voti per valutare le persone
22:29e magari questo in poche ore ha capito delle cose che magari aveva dovuto imparare a memoria
22:34attraverso qualche libro di diritto di fiscalità. Ecco l'uso delle metafore è qualcosa che
22:41io credo che un docente debba saper implementare e mettere in pratica. Occorre però fare un
22:48lavoro importante e qua concludo sul docente. Il docente deve sapere che non è lì per
22:55se stesso, non è lì perché è arrivato il momento in cui attraverso la docenza dimostro
23:01che mi hanno chiamato in un autorevole istituto formativo per insegnare e quindi sono bravo
23:07perché finalmente è arrivato il momento di insegnare, perché questo è l'epilogo distorto
23:13della visione della docenza che hanno molti docenti purtroppo. Il docente è lì perché
23:19svolge una funzione sociale o è capace di svolgerla o la sua conoscenza non ha alcun
23:24valore. Grazie Daniel perché la vostra associazione attraverso questo manifesto e attraverso le
23:32numerose iniziative che ponete in atto è capace di puntare l'attenzione e accendere
23:38un faro su temi che altrimenti è davvero difficile che se ne senta a parlare. Grazie
23:42ancora.
23:43Grazie mille a te Ivan per il tuo intervento che è stato, va a implementare un po' la
23:53nostra mission, va a implementare i nostri argomenti perché noi pensiamo sempre che
23:58il formatore debba essere un esperto che abbia competenze trasversali e che sia in grado
24:04di poter gestire la comunicazione, la formazione su diversi fronti proprio perché il teatro
24:11nella sua forma non è solo disciplina legata alla messa in scena ma anche a tanti altri
24:16elementi gestionali, tecnici come il mantenimento di un'ipotetica azienda teatrale, quindi è
24:22giusto sapere, conoscere, formarsi continuamente. Stando alle parole del dottor Giordano volevo
24:27legarmi a un punto fondamentale, il formatore arriva per portare ma arriva anche per lasciarsi
24:36depredare, derubare, è un po' questo, il formatore fa questo, dona tutto se stesso,
24:40si lascia prendere, lascia i suoi discenti prendere, prendere, questo da un lato lo svuota
24:46però lo stimola nella continuità e nella costanza del formarsi, nel ricercare nuovi
24:52linguaggi, nuove proposte, nuove attività da proporre ai suoi allievi per far sì che
24:58la formazione non resti mai stagnante, ferma, ma che continui ad autoalimentarsi in qualche
25:03modo, è una ricerca continua e questo penso sia fondamentale. Mi leggo a questo argomento
25:09della ricerca continua soprattutto legandomi al contemporaneo per sfadare un po' il mito
25:16del io ci sono, ho fatto e non mi interessa quello che viene, perché oggi noi ci troviamo
25:20in un momento storico dove la tecnologia sta avanzando in una maniera fortissima, porta
25:27il suo contributo, apre a nuovi linguaggi e molti formatori questi linguaggi non li accettano,
25:34decidono di chiudere gli occhi, dice ma io il social non mi interessa, ma io il digitale
25:42ma che ci devo fare, ma noi siamo ancora vecchia scuola, quindi il digitale non è una cosa
25:48da prendere in considerazione, questo è un grande errore, perché da un lato limita la
25:52comunicazione, qui ho un punto A che va in una direzione che sono i miei allievi, io
25:57sto ancora con il compact disc quindi c'è qualcosa che non mi quadra quando cerco anche
26:01un dialogo esperienziale, quindi l'apertura, il formatore non deve aver paura ad aprirsi
26:09a ciò che il mondo offre, ma deve essere pronto ad abbracciarlo ed è qui con noi Pietro
26:14Agassi che ci parlerà della sua innovazione, della sua attività, di ciò che ha inventato,
26:21di ciò che ha costruito che va proprio in funzione di quella che è l'attività dei
26:25docenti, quindi ti lascio la parola Pietro per parlare della tua Minerva Education AI.
26:32Grazie, intanto dell'introduzione buon pomeriggio, innanzitutto volevo fare una piccola riflessione
26:39del mondo dell'intelligenza artificiale in generale e arrivare poi al settore dell'educazione
26:45in particolare, attualmente parlando delle AI suscita sempre un po' di preoccupazione,
26:51addirittura anche di rifiuto di questo tipo di tecnologia, questo è comprensibile per
26:58il fatto che è una tecnologia che ha un impatto enorme, sia da un punto di vista economico,
27:03politico, sociale, anche da un punto di vista lavorativo, soprattutto quest'ultimo, da qui
27:10però le preoccupazioni legate all'intelligenza artificiale non ci devono chiudere il progresso
27:16tecnologico, ma devono essere uno spunto per rendere più consapovolivi le nostre scelte
27:23per una direzione più positiva dell'intelligenza artificiale nel mondo.
27:27Le AI in realtà è diventata famosa, diciamo a livello mediatico, dalla nascita dell'intelligenza
27:34artificiale generale, di 14pti, ma è nel nostro mondo già da tempo, già da diversi
27:40anni, ha preso il mondo della sanità, ma anche della produzione industriale, fino
27:45ad arrivare anche adesso al settore dell'educazione, che è quello che noi con Minerva tocchiamo
27:50maggiormente.
27:51Attualmente con l'intelligenza artificiale generativa è cambiata un po' la visione delle
27:57AI, perché viene vista più umana, qualcosa che va a sostituire l'uomo, infatti si sono
28:03diramate due visioni, una da una parte che è vedere l'intelligenza artificiale come
28:08qualcosa che andrà a sostituire completamente l'uomo, e dalla parte come una tecnologia
28:13passeggera, che andrà a avere un impatto minimo a livello di società e a livello economico.
28:20Come molte volte la verità sta un po' nel mezzo, dato che l'intelligenza artificiale,
28:26prima di tutto, prima dell'etica, prima della morale, è uno strumento, e essendo uno strumento
28:31è al servizio dell'uomo, ed è qualcosa a cui noi scegliamo di come utilizzarlo, scegliamo
28:37a cosa serve il nostro scopo legato all'intelligenza artificiale.
28:40Da qui infatti nel mondo, nella parte reale, nella parte dove effettivamente le persone
28:45stanno utilizzando l'intelligenza artificiale, viene vista molto di più come un supporto,
28:50un'amplificazione della propria persona, delle proprie competenze, di quello che si fa, di
28:55quello che si può fare, e soprattutto anche di velocizzare determinati ambiti del proprio
28:59lavoro, del proprio studio, e quindi andare non a sostituire l'uomo ma anzi andare a sostituire
29:10le parti che ci rendono meno uomini, perché l'intelligenza artificiale va ad essere soprattutto
29:17più intelligente, più brava, a fare determinati lavori che l'uomo in realtà ha, non predilige,
29:24che non vuole fare.
29:26Tuttavia è vera sia la visione di limitazione di questa tecnologia che di sostituzione,
29:32perché vediamo nella società che le AI già sta sostituendo in parte alcuni lavori ma
29:37ha delle limitazioni, quindi vediamo che effettivamente da un punto di vista lavorativo avrà un impatto
29:42significativo.
29:43Noi per Minerva questo è un argomento importantissimo perché vuol dire che cosa?
29:48Vuol dire che l'istruzione deve cambiare, perché dobbiamo andare sempre verso di più
29:52un tipo di istruzione che non vada a essere di tipo nozionistico ma vada a essere sempre
29:58di più verso il concentrarsi sui valori, sull'intelligenza, sulla creatività, sul problem solving, sul
30:05pensiero critico, su cose che l'intelligenza artificiale non può fare.
30:08Quindi come piccolo esperimento provate ad immaginare una scuola, vecchio stile, che utilizza
30:14ancora come valutazione, valutare gli studenti secondo risolvere dei problemi che sono slegati
30:20dalla realtà, che sono basati sulla memorizzazione, sulla logica meccanica, non logica vera e
30:27propria.
30:28Immaginate invece una scuola che utilizza delle metodologie che sono legate a compiti
30:32di realtà, a problem solving, a qualcosa che effettivamente va a incentivare e risolvere
30:39problemi che sono effettivamente utili al mondo e soprattutto di cooperazione, di utilizzare
30:45tutte le nostre caratteristiche umane che l'intelligenza artificiale non potrà mai
30:49avere.
30:50Su questo infatti si collega tantissimo la metodologia dell'AFT, perché effettivamente
30:54va a prendere proprio una parte dell'uomo che va a incentivare quindi l'emotività e
31:00lo scoprire se stessi, l'immedesimarsi negli altri e cooperare e questo è proprio quello
31:06che cerchiamo di fare con Minerva, perché l'EAI non può sostituire ciò, ma può supportare
31:12per avere una maggiore velocità nell'andare a diminuire l'attrito, soprattutto per i
31:19formatori, per gli insegnanti nel attuare nuove metodologie.
31:23Noi con Minerva cosa facciamo?
31:25Abbiamo una piattaforma con un'intelligenza artificiale verticale per il settore dell'educazione
31:31che porta gli insegnanti a scoprire nuove metodologie, nuovi metodi di apprendimento
31:36che possono essere applicati in classe e diminuire l'attrito che ci può essere e soprattutto
31:40andare a sfruttare l'intelligenza artificiale per delegare, tra virgolette, alcune parti
31:46del lavoro di un insegnante che possono andare a diminuire l'efficacia dell'insegnamento.
31:51Pensiamo a tutti i lavori di burocrazia, di documenti che ci sono adesso, perché l'apprendimento
31:56sì è diventato sempre più personalizzato, ma la personalizzazione ha portato più del
32:00doppio delle ore necessarie solo per scrivere documenti, cosa che l'intelligenza artificiale
32:05sa fare benissimo con le giuste informazioni.
32:07Oppure dalla parte di verifica, quindi di andare a correggere determinati esercizi,
32:14l'intelligenza artificiale può aiutare, può supportare in quel lato lì, quindi non
32:17vedere l'EI come un qualcosa che sostituisce, ma qualcosa che in realtà ci dà più spazio
32:23e più tempo per quello che già facciamo e quindi aumentare l'efficacia dell'apprendimento
32:28e dell'insegnamento.
32:29Immaginate di poter utilizzare un EI per creare un'attività personalizzata per ogni singolo
32:35studente, quindi andare all'insegnante conoscendo gli studenti, conoscendo le loro problematiche,
32:42può andare a utilizzare uno strumento come l'EI e creare un'attività personalizzata
32:46per ogni singolo studente, creare una verifica interattiva che può essere giocata su un
32:50telefono, su un computer, su qualcosa che non è nemmeno cartaceo, che aumenta anche
32:54la gamification e avere anche un'automazione della risoluzione degli esercizi.
32:59Quindi l'insegnante qui che cosa potrebbe fare?
33:02Potrebbe utilizzare l'EI per andare a diminuire drasticamente una parte del lavoro che in realtà
33:08non c'entra niente con l'insegnamento, c'entra in parte e quindi la nostra visione è proprio
33:15questa, cercare intanto di domandarci cos'è che nell'insegnamento dobbiamo cambiare per
33:23portare le nuove generazioni ad essere importanti nel settore del lavoro, perché le aziende
33:30cercheranno nuove cose nel futuro e poi dare agli insegnanti lo strumento giusto per effettivamente
33:35arrivare a ciò.
33:37Con questo concludo e grazie.
33:44Grazie Pietro per il tuo contributo, qui è fondamentale l'idea di innovazione perché
33:49lavorare su piattaforme, inserire metodologie strategiche aiuta i profani non più ad fare
33:56per istinto, come succede con il teatro.
33:59Io faccio perché mi piace il teatro, perché ho visto dieci spettacoli e faccio, ma non
34:04ho linee guida, non ho niente e soprattutto non sto attento ai bisogni primari dei miei
34:09allievi.
34:10Questa è la collaborazione che si può avere con il digitale, rendere fruibile a tutti
34:15una metodologia, una strategia di insegnamento che poi attraverso la trasversalità possa
34:21trovare l'adattamento al singolo o al gruppo, comunque strutturando qualcosa che sia efficace
34:27e non più improvvisato, casuale, privo di fondamenta.
34:32Da un lato quindi abbiamo il teatro incentrato sulla formazione del docente, incentrato sulla
34:38formazione di chi porterà il teatro come figura professionale, con capacità di pedagogia,
34:44psicologia, come vi sottolineo, scienze motorie, logopedie, arte, così da poter implementare
34:50tutte le competenze degli allievi.
34:51Dall'altra c'è la formazione del docente, come ci specificava il dottor Giordano, dall'altra
34:58il digitale, ma poi il teatro non si ferma solo alle scuole, perché il teatro offre
35:04un contributo al di là della scuola, la scuola propone corsi extracurricolari contro la dispersione
35:09scolastica e ci siamo.
35:12Poi ci sono dei buon samaritani che fanno il teatro di comunità, il teatro sociale per
35:17il recupero, ma il teatro non è solo un'attività ludica ricreativa, faccio il corso di teatro
35:23per il corso di teatro comunitario, sociale, ha delle basi radicate, fondate, che ci permettono
35:30di recuperare identità e figure che si sono perse magari per scelte sbagliate durante
35:36la loro vita.
35:37E questo vorrei passare la parola alla dottoressa Bovina che ci parlerà proprio di questo argomento,
35:42l'importanza del teatro nella società e nella comunità.
35:45Grazie.
35:46Buon pomeriggio a tutti, bentrovati.
35:52Sì, ecco, abbiamo parlato del teatro come linguaggio artistico, come potente strumento
35:57per l'educazione, ma il teatro va oltre, va oltre perché può essere un ottimo motore
36:02di trasformazione della società, un trasformatore sociale.
36:07Cosa vuol dire trasformare?
36:09Vuol dire cambiare la sua forma.
36:11In che modo il teatro può cambiare la società?
36:16Su due fronti, chi lo guarda banalmente e chi invece il teatro lo fa, perché chi guarda
36:22uno spettacolo di teatro sociale poi sicuramente uscirà dalla sala teatrale con qualche domanda,
36:28con qualche riflessione, con qualche punto di vista diverso, perché il teatro è questo
36:33che offre.
36:34Grazie alle vicende vissute lì, senza il filtro di uno schermo, si possono vivere le
36:41emozioni e le situazioni dei personaggi, dei protagonisti, che magari non hanno nulla
36:46a che vedere con la nostra quotidianità.
36:48Questo già dall'infanzia, gli spettacoli per i bimbi della scuola dell'infanzia sono
36:54importantissimi per questo, perché i personaggi diventano veicoli per conoscere il mondo e
37:00situazioni diverse, quindi veicoli di sensibilizzazione.
37:03Già dalla prima infanzia possiamo mettere dei semi per cambiare la società del futuro,
37:09per quella presente invece c'è un altro discorso.
37:13Chi guarda uno spettacolo di teatro sociale esce sensibilizzato, entra in empatia con
37:19storie che non gli appartengono e quindi sicuramente esce dal teatro cambiato.
37:25Questo è importantissimo soprattutto per il lavoro sui territori, quando c'è da modificare
37:32il rapporto con le istituzioni e col territorio, perché dia gli strumenti per cambiare meglio
37:37la società.
37:39Dall'altra parte il teatro sociale cambia chi il teatro lo fa, perché fare teatro da
37:46questo punto di vista significa lavorare sulle relazioni in primis.
37:53Chi fa teatro, che sia attore, professionista o no, se parliamo di teatro sociale ovviamente
37:59parliamo di non professionisti, scopre nuove cose, scopre nuove relazioni, entra in nuove
38:07relazioni prima di tutto con il sé, perché comincia a scoprire le sue potenzialità,
38:14le sue risorse, quelle vere, quelle che nella quotidianità non userebbe mai, mettere un
38:21po' in discussione le proprie emozioni, il modo di esprimersi, scoprire nuovi canali
38:25di espressione.
38:26Relazione con il gruppo dei pari, perché in un percorso teatrale è normale fare un
38:35lavoro di gruppo, cambia il gruppo, cambia perché si entra in una relazione autentica,
38:41non artefatta, come quella di oggi noi lavoriamo spesso con dei giovani che non riescono neanche
38:47a guardarsi negli occhi, giovani che hanno paura a uscire di casa perché si sono messi
38:52talmente tanti filtri sui social che hanno paura a farsi vedere per come sono realmente.
38:58Il teatro dà la possibilità di entrare in relazioni vere, confrontarsi, scoprirsi,
39:05conoscersi, conoscere le diversità, le fragilità e scoprire che non sono altro che ricchezze,
39:12risorse.
39:13Le diversità quindi non fanno più paura ma sono una grande ricchezza che ci aiuta
39:19a crescere e a migliorare.
39:21Infine c'è la relazione con il pubblico, noi che facciamo teatro sociale lavoriamo
39:27anche nelle comunità e quindi la relazione con il pubblico è il momento del riscatto.
39:33Se lavoriamo con ragazzi in carcere minorile loro lì hanno la possibilità di far vedere
39:41che hanno ancora tanto da dare, se lavoriamo con ragazzi in case di accoglienza loro non
39:49soltanto possono imparare cose della nostra cultura, imparare a parlare la nostra lingua,
39:55alle nostre tradizioni, a relazionarsi con un mondo che per loro è nuovo ma possono
39:59farsi conoscere per la bellezza che sono.
40:01Quindi ecco, il teatro sociale pretende sì di cambiare la società partendo dal singolo
40:09che lavora su di sé, dal gruppo in cui si creano relazioni tutte nuove fino ad arrivare
40:17a cambiare tutta la comunità che prima è spettatrice poi può diventare parte attiva
40:22nel cambiamento.
40:24Quindi ecco, va oltre, il teatro va sempre oltre soprattutto per le fragilità, il teatro
40:31scopriremo insieme che non ha limiti di nessun tipo.
40:35Dicevo prima del lavoro di gruppo, col teatro sociale le comunità si trovano a vivere un
40:41percorso in cui il gruppo si ricostruisce nuovo, se il gruppo non si conosce si creano nuove
40:48relazioni di amicizia vera.
40:50Se il gruppo già si conosce, spesso ci sono delle dinamiche interne che devono essere
40:56destrutturate per poi essere ricreate, ricostruite in modo sano, quindi per esempio chi è più
41:05prepotente impara l'arte dell'ascolto, dello spazio per gli altri, del lasciar passare
41:10prima gli altri, chi invece fa più fatica a tirar fuori le proprie risorse ha uno spazio
41:16protetto con l'aiuto ovviamente dei formatori preparati per emergere al meglio e scoprire
41:22cose di sé ed avere così gli strumenti anche per relazionarsi con l'esterno.
41:27Ci guadagna tutto il contesto, perché se un gruppo per esempio con fragilità riesce
41:35a trovare nuovi modi per relazionarsi, per esprimersi, questo va a beneficio di tutto
41:42il contesto sociale, a partire dalla famiglia, dai compagni di classe, fino ad arrivare a
41:47tutta la città, il quartiere, la comunità, ecco questo è quello in cui crediamo noi
41:55formatori teatrali, il teatro come antidoto, riprendo i passi del nostro manifesto, all'indifferenza,
42:05perché fare teatro permette di entrare in empatia e di entrare chi lo fa permette di
42:11entrare in personaggi, in stori, quindi in emozioni invissuti che probabilmente si spera
42:18non li riguarderanno mai.
42:20Apro una piccola parentesi, da qui poi derivano tutti i progetti scolastici di teatro e legalità,
42:28perché un grandissimo obiettivo della scuola è quello di formare non soltanto degli allievi
42:34preparati ma anche dei cittadini attivi, come facciamo noi a formare dei cittadini attivi,
42:41ovvero sensibili alle problematiche, non omertosi se vogliamo dirla in maniera proprio
42:46terra a terra, devono conoscere l'importanza della legalità, devono capire l'importanza
42:53delle scelte, come fanno a capirla?
42:56Vivendo, vivendo situazioni in cui i principi della legalità non vengono rispettati, quindi
43:02ecco che a scuola per esempio si risanano situazioni di bullismo, si prevengono addirittura
43:10di razzismo, di violenza e si creano cittadini attivi perché capiscono, sulla loro pelle
43:16fanno esperienza dell'importanza del rispetto della legge.
43:21Quindi ecco, antidoto all'indifferenza, lavoriamo sull'empatia e mettiamoci nei panni di qualcun
43:29altro per entrare in dialogo e capire che cosa può provare l'altro, uno spazio di
43:34dialogo anche interculturale, le diversità di prima e riflessione capace di costruire
43:42comunità più inclusive.
43:44Devo concludere, secondo me vi vorrei salutare con un oggetto, perché va bene la teoria
43:52ma qui c'è anche della sostanza, questo è un origami.
43:56Me l'ha regalato Meng Ji, cinese, classe quarta primaria, al termine di un percorso
44:04teatrale, non vedente, ora vorrei che alzassero la mano tutti quelli che avrebbero mai chiesto
44:11a una non vedente di creare un origami, di fare un origami.
44:15Meng Ji l'ha fatto, è pieno di colla, è duro, al chielo ho detto Meng Ji ma è pieno
44:22di colla questo origami, sì perché il teatro incolla, questo mi piace tenerlo come tesoro
44:30prezioso perché c'è un po' dentro tutto quanto, come diceva prima Daniel, trovare
44:39la propria identità, il proprio canale espressivo, a teatro c'è posto per tutti, infatti una
44:46delle regole del palco è che non si impallano i compagni di scena perché nessuno deve essere
44:51cancellato e non esclude nessuno, infatti noi non diamo le spalle al pubblico proprio
44:55per non escluderlo, ecco Meng Ji, non vedente, ha trovato il modo di creare con la sua creatività
45:03e i suoi strumenti un origami pieno di colla perché il teatro, fatto in un certo modo,
45:09incolla.
45:10Grazie.
45:11Grazie Elena, il teatro è questo, è anche emozione, l'emozione che arriva da un gesto
45:22fatto con il cuore, da qualcosa che il teatro ti lascia dentro perché il teatro è un'esperienza,
45:27non ce lo dimentichiamo mai, il teatro è vita, è esperienza, qualcuno dice sempre
45:32gli attori vanno sul palco mentono, forse è l'unico momento che dietro quella maschera
45:37siamo realmente noi stessi perché abbattiamo le sovrastrutture, abbattiamo qualsiasi pregiudizio
45:44e c'è quel personaggio che ci salva per un attimo ma dietro ci siamo noi con tutto
45:49ciò che realmente portiamo dentro ed è qui che l'invito arriva a tutti i formatori
45:56qui presenti, chi ci ascolterà, chi avrà il piacere di riguardare questo nostro incontro,
46:01che quando si fa teatro bisogna individuare che tipo di teatro fare ma anche individuare
46:07che tipo di formatore si è, voglio lavorare nel sociale, voglio lavorare nelle scuole,
46:12voglio lavorare nel semiprofessionale, è importante identificarsi perché dietro l'identificazione
46:19c'è una formazione specifica, non c'è la formazione da attore, quella è una cosa che
46:24la fanno le accademie, formano gli attori che devono andare a fare i performer, a noi
46:29interessa formare i formatori che siano in grado di dare, indipendentemente da ciò che
46:35si farà per lavoro, a noi interessa che ci siano persone in grado di lavorare con
46:40bambini, con ragazzi, con situazioni di disagio al limite ma che siano in grado di risollevare
46:47perché con AFT abbiamo tracciato una linea, che è la linea di dignità sociale, io come
46:53formatore ti devo accompagnare su quella linea, è il mio compito arrivare su quella linea,
47:01se io come formatore sto lì e ti punto il dito, ti giudico, ho sbagliato mestiere, il
47:06mio compito è portarti, come un fabbro quando fa una persiana ti deve consegnare la persiana,
47:12il formatore ti deve consegnare la dignità, perché nessuno ce l'ha dalla dignità, la
47:17dignità è fatta di parole, di pensieri, di riflessioni e noi su questo ci dobbiamo
47:22battere, per questo il formatore deve essere pronto a sottolineare quella dignità, a raggiungerla
47:28a qualsiasi costo. Io vorrei chiudere con questo e ringraziare tutti i relatori qui
47:37presenti, dalla dottoressa Bovina al dottor Giordano, al nostro amico Pietro Agassi per
47:43il suo contributo che sta portando al digitale, ringraziare tutti voi per il contributo che
47:49portate attivamente all'operatività che avete nel campo teatrale della formazione, un grazie
47:56alla sala stampa della Camera dei Deputati, alla Camera dei Deputati che ci ha ospitato,
48:00all'onorevole Giorgia Latini, a Gian Mario Battaglia con il suo instancabile contributo,
48:06vorrei ringraziarvi tutti e cerchiamo di portare avanti questa identità, questo credo e questa
48:11nuova visione per una formazione consapevole che sia un contributo e non solo un'attività
48:17ludica legata al passatempo perché non ho nient'altro da fare. Grazie.

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