L’aveva detto e l’ha fatto: i dazi trumpiani sono entrati in vigore e per la moda e la sua filiera sarà una batosta considerevole. Un paio di mesi fa ho chiesto a un grande imprenditore della moda italiana che cosa si potesse fare in previsione dei probabili dazi americani, che ora sono diventati realtà. “Ne abbiamo viste tante e vedremo anche questa. Ma supereremo anche questo problema” mi ha risposto fiducioso.
Ma come? Forse, allora, è arrivato il momento per ripensare ai prezzi sul territorio del mercato europeo che sono aumentati al punto da mettere in difficoltà i consumi. Ma anche il flusso di clienti nei negozi, nei pochi plurimarca rimasti ma anche nei monobrand. E allora, che cosa si fa?
Forse il disagio dei dazi trumpiani si può trasformare in un’opportunità per i consumatori di moda in Europa? È un sogno, certo. Però fossi negli imprenditori ci penserei…
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NovitàTrascrizione
00:00I dazi spaventano la moda? Ho fatto un sogno! I dazi americani saranno un'opportunità
00:07per i consumatori europei. L'imposizione dei dazi americani sui prodotti
00:11europei avrà sulla moda delle conseguenze molto pesanti e su quella italiana ancora
00:17di più, visto che gli Stati Uniti rappresentano il terzo cliente nel suo export di moda femminile
00:22maschile e visto anche che in Italia si produce un'altissima percentuale di tutta la moda
00:28internazionale, quella francese soprattutto. Quindi le conseguenze non saranno soltanto
00:34commerciali ma anche di produzione a causa dei marchi esteri che produciamo nel nostro
00:39paese. Anche in Francia le conseguenze si faranno
00:42sentire seppure lì qualche imprenditore, dicono i ben informati, abbia avviato contrattazioni
00:48separate per proteggere dallo tsunami gran parte dei suoi marchi, postando alcune lavorazioni
00:53sul territorio americano. Di certo non saranno i clienti americani
00:57di Hermes o di Chanel o di Vuitton a lamentarsi dei pezzi che aumentano, ma molti altri sì.
01:03Nel mio sogno però ho visto tanti imprenditori europei che si riunivano per concepire una
01:09strategia economica pazzesca. Infatti, grazie a un'eliminazione contabile
01:14di facile applicazione, la strategia riusciva in pochissimo tempo a rimbalzare le difficoltà
01:21dei dazi trampiani, mettendo in vendita i vestiti e i prezzi consu nelle stipendi del
01:26mercato europeo e lasciando alti solo quelli destinati agli USA.
01:31Sempre nel sogno ho visto che i negozi in Italia e nel resto d'Europa riprendevano
01:35a riempirsi i clienti, che per le strade donne e uomini giravano con addosso i vestiti delle
01:41ultime collezioni e che Shane aveva chiuso i canali di vendita con il vecchio continente,
01:47perché nessuno ordinava più i pacchi appeso. Ho visto anche che una camicia di poplin era
01:53scesa dai 1500 euro ai 350, un prezzo comprensibile vista la qualità del cotone e l'accuratezza
02:01della confezione. E su questo pensiero mi sono svegliato e mi sono accorto che sonnavo
02:06a occhi aperti, perché lo sguardo mi è caduto sul prezzo di un paio di scarpe in una vetrina
02:111950 euro. E purtroppo non ero in una strada di New York
02:17dopo i prezzi aumentati dai dazi.