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https://www.pupia.tv - Roma - Quel che so di loro - Trent'anni di un radicale in Forza Italia
Alle ore 12, presso la Sala della Lupa di Montecitorio si è svolta la presentazione del libro di Elio Vito "Quel che so di loro - Trent'anni di un radicale in Forza Italia", Rubbettino editore. Ne discutono con l'autore Pier Ferdinando Casini, Luciano Violante e Marco Gervasoni. Modera Ludovica Ciriello. (02.04.25)

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Trascrizione
00:00:00Intanto ringrazio Elio per avermi chiesto di essere qui oggi a presentare il suo libro,
00:00:09quel che so di loro, Trent'anni di un radicale in forza Italia.
00:00:15In questo libro c'è un'analisi politica fine a se stessa, Elio stesso scrive con
00:00:24modestia che non ne sarebbe stato capace, non avrebbe avuto i titoli per farlo, è piuttosto
00:00:30un bilancio che è sì personale ma anche sicuramente politico.
00:00:36Elio parla, abbiamo deciso e citiamo del tu, questa è la premessa, se poi strada facendo
00:00:41cambio idea sono pronta da napoletana, padroneggio anche il voi volendo.
00:00:46Questo bilancio politico e personale è un bilancio che l'autore della prefazione, Marco
00:00:58Gervasoni, definisce un bilancio in chiaro-scuro, per la verità più scuro che chiaro nel senso
00:01:05che Elio non risparmia critiche alle forze politiche, anche quelle che sono attualmente
00:01:12al governo in maggioranza, lo fa però a mio parere sempre senza cercare la polemica, sempre
00:01:20con la voglia di confrontarsi, che mi sembra essere il metodo politico appreso negli anni
00:01:26in cui ha fatto il militante radicale a Napoli e questo è stato anche lo spirito che ha
00:01:33portato poi da parlamentare in forza Italia.
00:01:37I trent'anni evidentemente di cui si parla nel sottotitolo sono i suoi trent'anni in
00:01:42politica che partono appunto dalla militanza a Napoli, dal volantinaggio a Piazza Dante
00:01:49con i radicali, dalla conoscenza di Marco Pannella, il suo primo maestro e al cui poi
00:01:55subentrerà in consiglio comunale, eccoci è raggiunto il Presidente Casini, benvenuto,
00:02:01al cui poi subentra in consiglio comunale e poi dietro l'indicazione di Pannella che
00:02:05aveva l'idea che i radicali dovessero essere, Elio questo lo racconta molto bene nel testo,
00:02:11nessun partito è tutti partiti, secondo un'idea di andate e tra virgolette modificate e incidete
00:02:19sugli altri partiti dall'interno, portate le nostre battaglie e i nostri metodi all'interno
00:02:24degli altri partiti, secondo questa idea, questa indicazione pannelliana Elio viene
00:02:30eletto nelle fila di Forza Italia, sarà prima l'opposizione, poi capogruppo, ministro
00:02:35dei rapporti con il Parlamento nel governo Berlusconi, Presidente della Commissione difesa
00:02:40e si arriverà poi alle dimissioni, dimissioni anche sofferte, per quanto molto convinte,
00:02:47anche queste sono molto ben raccontate e io mi sentirei di dire, poi mi correggerà Elio
00:02:53se sbaglio, che entri in Forza Italia in quanto radicale, secondo l'indicazione pannelliana
00:02:59di cui abbiamo parlato, ne esci in quanto radicale, nel senso che la Forza Italia che
00:03:04avevi conosciuto e al cui progetto ti eri anche molto appassionato nel corso degli anni
00:03:11iniziava a non assomigliare più a se stessa, o meglio, dal tuo punto di vista iniziava
00:03:16a non assomigliare più a se stessa, si spostava troppo a destra, una destra populista nella
00:03:21quale il tuo animo radicale non si sentiva più pienamente a proprio agio. C'è tutto
00:03:27questo excursus nel libro che è pieno di aneddoti, anche divertenti, personali, insieme
00:03:33politici e c'è, anche qui torno alla prefazione di Gervasoni, questa considerazione che Gervasoni
00:03:42fa, che ci sono due modi per fare un bilancio del proprio tempo politico, uno è quando
00:03:49ci si sente davvero molto lontani da quanto si racconta e l'altro invece è quando il
00:03:55bilancio si fa sentendosi ancora in qualche modo parte integrante, quando i temi ancora
00:04:00ti toccano dal vivo e quello di Elio Vito, lo scrive Gervasoni, io sono profondamente
00:04:06d'accordo, è sicuramente un secondo caso. Elio ammette poi nella conclusione del libro
00:04:11che anche lo stesso scrivere un libro oggi per lui è un modo di continuare a fare politica
00:04:17e non mi ha subito infatti che nel ragionare di come affrontare questa mattinata ci siamo
00:04:23trovati d'accordo nel decidere di utilizzare quel che so di loro per commentare fatti di
00:04:28attualità. Cascano a pennello i tre ospiti che sono qui con noi, il Presidente Fini ci
00:04:36raggiungerà, perché il Presidente Violante, il Presidente Casini e il Presidente Fini sono
00:04:41proprio i tre presidenti che Vito cita nel suo libro come simbolo della buona alternanza
00:04:49delle forze politiche ai vertici delle nostre istituzioni, li cita per spiegare perché
00:04:56dal suo punto di vista le nostre istituzioni siano in realtà in buonissima salute e aggiunge
00:05:01lui del perché non esista realmente un'emergenza per quel che concerne anche la stabilità
00:05:08dei governi. Coglio l'occasione per criticare in questo senso la riforma del premierato
00:05:14tanto caro alla Presidente e è arrivato proprio la settimana scorsa il video della
00:05:19Presidente Meloni che festeggia il risultato del quinto governo più stabile e parla invece
00:05:27della instabilità dei governi come un grosso limite alla capacità della politica di incidere
00:05:33realmente sulla vita dei cittadini. Quindi partirei dal Presidente Violante non tanto
00:05:39per chiederle se abbia ragione Vito o Giorgia Meloni perché questa forza sarebbe troppo
00:05:44drastica come domanda, però le chiedo se esista appunto realmente un'emergenza di instabilità
00:05:53che limita la politica o se invece questa emergenza di cui tanto si parla, l'instabilità
00:06:01dei governi, non sia un modo per dissimulare altre fragilità della politica attuale che
00:06:08poco hanno a che fare con l'architettura delle nostre istituzioni, infine lo dico pensando
00:06:13che ci sono stati in altre epoche storiche governi anche brevi che hanno fatto cose importanti
00:06:19penso allo statuto dei lavoratori per esempio negli anni 70.
00:06:25Ma grazie. Nel libro emerge la vera natura di Vito un radicale, è sempre stato un radicale,
00:06:35nel bene e nel male devo dire questo, anche negli suoi atteggiamenti, nelle sue modalità,
00:06:42nella correttezza, nella dura correttezza che ha avuto, aveva avuto una serie di scontri
00:06:46durante i cinque anni credo sì, durante la mia presidenza quasi quotidiani, però come
00:06:51ho sempre apprezzato la correttezza è come dire la formale fondatezza di molte delle
00:07:00sue obiezioni, dico formale perché da un punto di vista sostanziale le cose erano un
00:07:04po' diverse però e devo dire siamo amichevoli avversari insomma, non abbiamo mai perso come
00:07:12dire l'abitudine che era propria di altri tempi di scontrarsi ma quando lo scontro era
00:07:17finito si pigliava un aperitivo insieme, la cosa finiva lì.
00:07:22Ecco la domanda che lei mi faceva guardi, innanzitutto bisogna distinguere tra fragilità
00:07:30dei governi dell'acquisita prima Repubblica e quelli della seconda, nella prima Repubblica
00:07:35la temporaneità dei governi era una garanzia democratica e cerco di spiegare perché, è
00:07:41un'opinione naturalmente soltanto, poiché chi vinceva il congresso democristiano aveva
00:07:47la presidenza del Consiglio, aveva un certo numero di ministri, naturalmente se la legislatura
00:07:52fosse durata cinque anni quella componente avrebbe acquisito un peso enorme anche all'interno
00:07:57del partito, a questo punto dopo un anno e mezzo circa le altre correnti si sono venute
00:08:02d'accordo o con noi o con le messie, a seconda dei casi, per buttare giù il governo e fare
00:08:06un altro.
00:08:07I ministri erano sempre gli stessi, ti capi corrente, ma anche qui c'era una precauzione
00:08:14democratica, bisogna evitare che il ministro dei trasporti restasse il ministro dei trasporti
00:08:20perché altrimenti accumulava un eccesso di potere in quel settore e quindi c'era una
00:08:24circolazione di ministri sempre gli stessi nei vari dicasteri, il che naturalmente aveva
00:08:29come effetto un potenziamento enorme della forza della pubblica amministrazione, perché
00:08:34i dicasteri dal punto di vista amministrativo restavano fortissimi perché erano gli unici
00:08:38che avevano in mano nel corso del tempo il potere, altro è quello che è successo dopo
00:08:48dove la instabilità è stata determinata francamente dalla situazione politica.
00:08:54Siamo oggi davanti a uno dei governi più stabili che abbiamo avuto e mi ha colpito
00:09:02una cosa, che però restano alcuni difetti.
00:09:04Io ho guardato, come credo molti di voi, con una certa attenzione quella decisione di legge
00:09:10che si chiama sicurezza, che è dove si chiama, dove c'è di tutto dentro, dalle schede elettroniche
00:09:15alle schede ai bambini in carcere, all'usura, alle misure a favore che riducono l'effetto
00:09:24dell'interdittiva antimafia dei prefetti, oltre a sanzioni che puniscono la resistenza
00:09:28passiva.
00:09:29Come mai anche in condizioni di legislature stabili, di governi stabili, di maggioranze
00:09:40assolutamente ossequenti, come c'è sempre, quando sei in maggioranza essere in Parlamento
00:09:47è una mortificazione, perché non puoi fare nulla se non votare a favore, l'opposizione
00:09:52ti diverte molto di più naturalmente, quando sei in maggioranza devi stare lì.
00:09:58Quindi mi sono chiesto perché, per quale motivo, credo che ci sia, da questo punto
00:10:03di vista, e passo poi all'altro argomento, una certa idea all'interno delle burocrazie
00:10:11miste e reali, come il complesso dell'ultimo treno, è l'ultimo treno che passa, quindi
00:10:16si carica il treno di vagoni, adesso non c'è più questo problema, quindi ci potrebbero
00:10:21fare disegni diversi, più omogeni, i pasticci che accadono sui decreti legge, onnicomprensivi
00:10:27o su queste disegne legge che sono un segno della permanenza all'interno della Repubblica
00:10:32mista, dei casteri, di questa cultura di sovraccaricare quello che c'è, perché così comunque si
00:10:39realizza qualcosa.
00:10:40E con sul piano poi di quello che le diceva prima, del contrasto, conflitto, a me è capitato,
00:10:49Le Monde di ieri pubblicava estrati molto ampi della sentenza che è stata pronunciata
00:10:55nei confronti della signora Le Pen, beh devo dire, mentre è assolutamente convincente
00:11:00la motivazione reattiva alla condanna, un po' meno convincente la parte finale relativa
00:11:06all'approvazione della misura interdittiva temporanea, che francamente lì non si capisce
00:11:13perché, lì veramente c'è un punto di equilibrio tra potere giudiziario e potere politico su
00:11:19quale bisogna riflettere. Nel senso, se tu hai un potere discrezionale di interdire alcune
00:11:27funzioni a un politico e non è necessario, non è obbligatorio, io credo che un supplemento
00:11:35di riflessione rispetto a quella che risulta da Le Monde forse occorrerebbe, lì c'è un
00:11:40punto proprio come gestire l'equilibrio, che è sempre una cosa complicata, difficile,
00:11:45c'è una motivazione che fa riferimento alla rappresentanza del popolo nel suo complesso
00:11:48non soltanto a una parte del popolo, ma insomma lì credo che ci sia una questione della quale
00:11:54occorre riflettere. Sul resto, ma insomma è chiaro che in democrazia come siamo in Toschia
00:12:03il potere deve fermare il potere, non c'è dubbio che sia così, e stiamo vedendo, è
00:12:10molto interessante quello che sta accadendo negli Stati Uniti dal punto di vista della
00:12:15moltiplicità dei poteri, il fatto che ci sia un giudice statale che blocca un ordine
00:12:24esecutivo del Presidente, che il Presidente invoca l'impeachment nei confronti di questo
00:12:31giudice, che il Presidente della Corte Suprema, il Ripubblicano, ammonisce con grande cautela,
00:12:36con grande prudenza voglio dire, il Presidente gli dice guarda che sono le vie per ricorrere
00:12:42nei confronti di queste decisioni, l'impeachment è la via inadeguata. Tutto questo vuol dire
00:12:47che il sistema dei pesi e dei contrapesi, se poi è una situazione molto difficoltosa,
00:12:54funziona o cerca di funzionare anche negli Stati Uniti e questo credo che sia un punto
00:12:58di rifondo, perché è chiaro che nel momento in cui tu hai una maggioranza parlamentare
00:13:02e un esecutivo, l'unico potere oppositivo in qualche modo è quello giudiziario, perché
00:13:08una volta che hai il Parlamento, tanto la Camera quanto il Senato e la maggioranza
00:13:15ripubblicana, sia pure per poco per il Senato, l'esecutivo ha un potere abbastanza esteso,
00:13:25anche se molti discutono se sia costituzionalmente corretto l'esercizio degli ordini esecutivi.
00:13:32In questo senso Presidente si può dire anche che l'atteggiamento, forse le cose si tengono,
00:13:39lei prima parlava di un Governo molto stabile, però il nostro, che in qualche modo continua
00:13:44a bypassare però il Parlamento ponendo la fiducia, abusando dei decreti legge, lei si
00:13:49chiedeva perché permangono questi difetti nonostante ci sia una nuova stabilità nelle
00:13:54forze governative e probabilmente è stiracchiato come collegamento. C'è un fastidio della
00:14:02politica oggi in qualunque tipo di contropotere, di rallentamento al proprio operato, questo
00:14:11da un lato, e un'altra cosa che le chiedo, poi sentiamo anche il Presidente Casini magari
00:14:14su questo, sullo scontro tra politica e magistratura in Italia siamo stati dei precursori con Berlusconi,
00:14:22lui ne racconta la decadenza proprio nel libro, lei dice che la motivazione è comunque
00:14:29discutibile nel caso di Marine Le Pen, ma al netto dei casi singoli come si affronta
00:14:34un clima così acceso di scontro tra politica e magistratura, che comunque resta un dato
00:14:41di fatto che non fa bene a nessuno nel Paese, né alla politica né alla magistratura, sicuramente
00:14:46non ai cittadini.
00:14:47Ma il fatto che nel momento in cui esiste una maggioranza parlamentare stabile e solida,
00:15:01un'opposizione parlamentare che è in cerca di una strategia, in sostanza l'unico potere
00:15:07oppositivo tra virgolette appare la giurisdizione, questo è inevitabile in un sistema democratico,
00:15:14ma non bisogna stupirsi di questo, questo fa parte del gioco democratico, delle regole
00:15:17democratiche.
00:15:18Io so bene che chi esercita, credo che il P.F. di Nambia abbia la stessa esperienza
00:15:24che chi ha il Governo ritiene di non essere disturbato, che non debba essere disturbato,
00:15:29di qualunque colore sia il Governo, guardate, ricorderete credo un'osservazione critica
00:15:37del Presidente Prudini in confronto ai ritardi, perché in un certo momento c'era stato un
00:15:42intervento di ritardo abbastanza ricorrente nei confronti dei provvedimenti dell'esecutivo,
00:15:47quindi chiunque sia il Governo è chiaro che preferisce avere la strada sgombra e nei momenti
00:15:55in cui la maggioranza dei parlamentari sono stabili l'unico ingombro è quello giudiziario,
00:16:00non ce ne sono altri, quindi capisco questo senso, anche il senso che a volte il fastidio
00:16:04si può provare, però è la democrazia ragazzi, se non ci fossero poteri senza controllo
00:16:17o poteri senza contropoteri non saremmo più in democrazia, in democrazia ogni potere è
00:16:24un limite, ogni potere trova un contropotere dall'altra parte, credo che tra l'altro le
00:16:29misure che si stanno adottando nei confronti della Magistratura, non della giustizia, la
00:16:34giustizia non c'entra niente con i provvedimenti che qui stiamo parlando, che si discutono,
00:16:38della Magistratura tendono ad un riequilibrio, questo è evidente, hanno la logica del riequilibrio,
00:16:44non so se andranno in porto se il riequilibrio sarà corretto o meno, ma insomma è chiaro
00:16:47che lì si tende ad un meccanismo di riequilibrio. Stati fatti definisco che è inevitabile che
00:16:55in un sistema in cui la maggioranza parlamentare è stabile, il Governo è stabile, l'opposizione
00:17:05è in cerca di una propria strategia, che la giurisdizione appaia come l'unica opposizione,
00:17:13ma non si tratta di un dato patologico, si tratta di un dato che attiene alla fisiologia
00:17:17della democrazia, questa è la mia opinione. Su questo mi piacerebbe sentire anche un suo
00:17:22commento Presidente Casini, grazie al Presidente Violante intanto. Allora mi innesto un pochino
00:17:29su questa falsariga, anzitutto vorrei dire grazie al nostro Elio Vito anche per questo
00:17:39libro che per me è anche in qualche modo un libro di ricordi, perché è il riassunto
00:17:45di tante persone con cui abbiamo collaborato, alcune ci hanno lasciato anche in questi giorni,
00:17:52ma persone con cui abbiamo tessuto un elemento che secondo me è molto importante nella politica,
00:18:03perché prima della politica avviene l'umanità, cioè il rapporto personale. Io non ho mai
00:18:09considerato gli avversari dei nemici, li ho sempre considerate persone con idee diverse
00:18:17e lo ringrazio anche per le espressioni di stima che attribuisce alla mia Presidenza
00:18:27della Camera, io ho sempre ritenuto fin da tanto tempo e la cosa si acquita con l'età
00:18:35che nessuno è depositario della verità e che anche nel tuo avversario politico ci
00:18:42può essere un afframmento di verità che a te sfugge e questa cosa mi ha consentito
00:18:47penso di fare con una certa onestà intellettuale Presidente della Camera, probabilmente avendo
00:18:52meno vocazioni per altri compiti che peraltro come quelli del Governo, mai ho svolto nella
00:18:58mia attività politica, probabilmente in coerenza con questa visione.
00:19:04Grazie a Elio, ha ricordato anche alcune cose simpatiche tipo quella storia dei 13 seggi
00:19:12non attribuiti che fu un grande vulnus nel mio rapporto con Berlusconi, uno dovrebbe
00:19:20scrivere queste cose, tu le hai scritte, insomma certo non attribuire i 13 seggi a Forza Italia
00:19:26che erano già stati distribuiti non fu una cosa semplicissima e determinò qualche vulnus.
00:19:32Mi pare che Elio lo racconta come un elemento di frizione tra voi.
00:19:36Sì ma vabbè per forza perché lui era il capogruppo di Forza Italia, faceva la sua
00:19:41parte, non a caso poi in quel periodo c'era anche un altro capogruppo molto prestigioso
00:19:46che era il Presidente Violante che cappeggiava il gruppo principale dell'opposizione.
00:19:54Dunque parto proprio da Violante, Presidente della Camera ed è stato un grande Presidente
00:20:06della Camera, non per un fatto di cortesia ma per un fatto di sostanza è il mio pensiero,
00:20:12fece la riforma dei regolamenti parlamentari all'insegna del principio della democrazia
00:20:21decidente, cioè la considerazione che in quel momento ispirava Violante ma in realtà
00:20:30andava per la Maggiore un po' e io condividevo pienamente, era quello che il Parlamento dovesse
00:20:37essere il luogo di possibile compromesso, mediazione, a volte anche scontro, maggioranza e opposizione
00:20:46ma si dovesse garantire alla democrazia la possibilità di un processo decisionale rapido.
00:20:54Devo dire che senza la riforma dei regolamenti parlamentari fatti da Violante io non sarei
00:21:00riuscito a presiedere la Camera perché in realtà quella riforma era assolutamente inevitabile.
00:21:08Arriviamo a oggi, oggi è un altro mondo, i problemi in parte sono gli stessi ma poi c'è
00:21:23tutta un'aggiunta di questioni di cui un minuto parlerò che rende completamente distante anni
00:21:33luce la situazione da oggi rispetto a quella che abbiamo vissuto noi vent'anni fa e non è
00:21:39tanto e solo una questione italiana, è una questione globale ed è una questione connessa
00:21:48anche all'organizzazione del consenso, alla mancanza di partiti politici radicati, alla
00:21:54mancanza di formazione della classe politica e a un processo su cui la rete ha influito
00:22:03negativamente in modo devastante e se ne vedevano allora solo qualche timida premessa.
00:22:10Allora abbiamo parlato della decretazione d'urgenza, il tema della decretazione d'urgenza
00:22:16nasce prima delle presidenze nostre, si acquisce con le presidenze nostre indipendentemente da
00:22:23chi governa e degenera successivamente. Oggi abbiamo un spaventoso processo di lateralizzazione
00:22:36del Parlamento. Il Parlamento oggi è assai più subalterno di quello che era il Parlamento degli
00:22:52anni. Io ricordo il fastidio di Berlusconi verso il Parlamento, perché lui riteneva
00:23:00che il Parlamento dovesse essere passacarta e a un certo punto disse «perché devono
00:23:04votare tutti, basta che votino il capigruppo», però noi difendevamo il Parlamento, lui non
00:23:13tanto, ma vedeva questo Parlamento come impegno. Oggi il Parlamento non esiste più, non so
00:23:21se non esiste più, non credo che non esisti più per il governo Meloni, non esiste più
00:23:25perché c'è un processo spaventoso in base al quale il Parlamento cosa fa. Il Parlamento
00:23:33anzitutto in termini di quantità di lavoro lavora un terzo di quello che lavorava ai
00:23:37nostri tempi, in secondo ordine quando lavora votiamo mozioni del tutto inutili, istituzioni
00:23:44di commissioni d'inchiesta del tutto inappropriate e sostanzialmente ci limitiamo a un confuso
00:23:54dibattito sulla decretazione d'urgenza che è peraltro quei vagoni a cui faceva riferimento
00:24:01violento. Abbiamo una riforma costituzionale, tutti parlano anche giustamente del mutamento
00:24:10di fatto del ruolo del Presidente della Repubblica, perché quando al Presidente della Repubblica
00:24:15viene meno la possibilità di utilizzare certi strumenti è chiaro che c'è un processo di
00:24:22mutamento dei poteri presidenziali, ma questo è ovvio, anche un bambino dell'asilo lo sa.
00:24:27Ma nessuno, nemmeno in Parlamento, evidenzia che nella riforma costituzionale c'è l'unico
00:24:35grande decapitato che è il Parlamento, che tra i poteri nuovi attribuiti in quel testo
00:24:44al Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica il Parlamento è semplicemente
00:24:49inesistente, non pervenuto, perché si troverà completamente lateralizzato in una dinamica
00:24:58Sapete che cosa mi colpisce, amici miei? Qui ci sono molti parlamentari, ma anche molti
00:25:04ex parlamentari. E' che i parlamentari sono del tutto ignabili di questo problema,
00:25:09sono del tutto inconsapevoli, sono del tutto indifferenti al problema di essere praticamente
00:25:17aboliti. Non aboliti, perché non sono aboliti, ma sono aboliti se seguite il mio ragionamento.
00:25:24Termino facendo un ragionamento sul tema della democrazia. Qui esiste una questione molto seria.
00:25:35La democrazia è insidiata, ma è insidiata non solo perché abbiamo delle insidie esterne che
00:25:45vent'anni fa pensavamo potessero in qualche modo compatibilizzarsi con noi. Certo,
00:25:52oggi abbiamo l'insidia di Putin che attacca i paesi democratici, ma non è solo questo. Oggi
00:25:59la democrazia è insidiata da noi stessi, dal processo di erosione che noi vediamo. Ma vi
00:26:06rendete conto che il Presidente degli Stati Uniti d'America, democratico, prima di lasciare il suo
00:26:15seggio, ha dovuto graziare i suoi parenti, il suo figlio, i suoi collaboratori negli Stati Uniti
00:26:25d'America. Dove, peraltro, è nata storicamente la legislazione antitrust e noi abbiamo Musk e i
00:26:34grandi oligarchi che sono nello studio ovale. Naturalmente, aggiungo anche questo, una
00:26:44insofferenza sempre più diffusa ai pesi e contrapesi che la democrazia liberale richiede
00:26:51come inevitabili. Perché chi governa un Paese in un regime democratico non è un dittatore perché ha
00:26:58vinto, è un signore che ha vinto e che ha i pesi e i contrapesi con cui fare i conti quotidianamente,
00:27:06a partire dall'autonomia della magistratura, che in questo senso dovrebbe essere un valore,
00:27:11non un impiccio. Tutto questo si sta scaricando drammaticamente sull'Occidente e su questo credo
00:27:21che dobbiamo riflettere profondamente perché ci troviamo veramente a un passo dalla realizzazione
00:27:31di quelle democrature a cui qualcuno fa riferimento con fatalismo. Ormai la democrazia non è più in
00:27:39grado di interpretare i processi di globalizzazione, la velocità che i tempi richiedono, per cui una
00:27:44volta eletto uno deve poter avere la possibilità di fare tutto quel che vuole senza pesi e
00:27:49contrapesi. Non è la mia idea di democrazia, probabilmente sono io che sono antiquato.
00:27:54Le chiedo in questo senso Presidente, grazie per il suo intervento. Si sente in politica la
00:28:01mancanza forse anche di un centro, di un'area moderata che sia forte, che porti il dibattito
00:28:07su temi e toni differenti e davanti all'emergenza che lei ci ha descritto, ci ha profilato,
00:28:15alla democrazia insidiata anche proprio da noi stessi, ha senso per esempio una proposta,
00:28:19vengono le cose proprio di casa nostra, come quella di calenda, di sedersi insieme, forze
00:28:24di buonsenso e affrontare insieme le sfide del suo tempo? Io mi appello alla facoltà di non
00:28:32rispondere perché avendo cercato di fare il centro e avendo anche in qualche modo,
00:28:39anche se nessuno lo ricorda, tutto sommato salvato la pelle, perché tra Veltroni e Berlusconi noi
00:28:46abbiamo fatto una lista di centro e contrariamente ad altri siamo sopravvissuti, ho deciso di non
00:28:53impegnarmi più sulla questione, di delegarla tutta al mio amico Tabacci, per cui lascio rispondere
00:29:00lui. Anche perché qui il problema non è il centro e il non centro, qui il problema è la
00:29:13difficoltà italiana oggi qual è? Perché noi non contiamo? Adesso diciamo la verità. La Meloni,
00:29:21in questo momento, qual è il problema? Io sono solidale con la Meloni perché la Meloni sta
00:29:27capendo che nei giochi, in questo momento, noi siamo completamente out e non a caso ha abbassato
00:29:39il tono la Presidente del Consiglio e ha fatto bene perché sta capendo che è inutile più di
00:29:45tanto andare da Trump perché anzi andarci rischia di essere un problema, meglio non andarci. Con
00:29:53l'Europa ovviamente anche con l'Europa c'è un problema perché tutti i nostri interessi sono
00:29:58quelli dell'Europa, non può distaccarsi dall'Europa ma non vuole neanche essere troppo europeista per
00:30:06non dispiacere Trump, ma questo anche perché? Perché noi siamo un Paese diviso, ma non diviso
00:30:14perché manca il centro, diviso perché abbiamo due potenziali coalizioni su cui, in entrambe,
00:30:23grava l'impossibilità di avere una linea coerente sulla materia principale del momento che è la
00:30:29politica estera. Sulla politica estero-europea abbiamo una maggioranza che ha votato in tre
00:30:36modi diversi, abbiamo chi si propone di governare al posto di questa maggioranza che vota allo stesso
00:30:46modo in tre modi diversi e poi ci lamentiamo che il Paese non è preso sul serio, ma non è preso sul
00:30:53serio perché in Paesi come la Germania partiti che erano all'opposizione l'uno dell'altro fino a due
00:31:00mesi fa, su temi come il riarmo e la riforma costituzionale che in Germania è come dire una
00:31:08bomba atomica, hanno votato assieme e i verdi hanno votato assieme stando oggi all'opposizione.
00:31:15In questo contesto il tema del centro, scusate ma di cosa stiamo parlando? Il tema non è il centro,
00:31:31il tema è sostanziale, il tema è che se la Shilline si propone, come penso sia legittimo
00:31:37perché è la leader del partito di maggioranza relativa, si propone di governare questo Paese
00:31:42può ancora indugiare un pochino perché è impegnata nell'opera diciamo così di ricostituzione della
00:31:52sua parte ma poi prima o poi deve presentarsi con qualcosa che sia persuasivo rispetto al rapporto
00:32:00con l'opinione pubblica. Nel governo la cosa, sapete perché si sente meno? Perché un po' su
00:32:07Salvini hanno tutti capito che Abayama non morde perché non può mordere perché lo squilibrio di
00:32:14rapporti è talmente evidente nella maggioranza che la Meloni è chiaro che è la dante causa di tutto
00:32:22però anche lì c'è uno sconfinamento quotidiano sulla politica estera, insomma sono questioni serie.
00:32:31Io quello che vedo su questo chiedo anche il parere del presidente Violante è che magari un
00:32:36tempo nei tempi descritti da Vito nel libro di cui voi siete stati protagonisti la tensione era
00:32:41verso le posizioni più moderate anche i sorpassi politici si facevano verso le posizioni più
00:32:46moderate mentre invece oggi sia nelle forze di maggioranza c'è una competizione diciamo tra
00:32:52Meloni e Salvini su chi ha posizioni più estreme e anche come ci ricordava anche il presidente Casini
00:32:57anche a sinistra e nel centro sinistra ci sono queste difficoltà con Conte, il presidente Conte
00:33:03e la segretaria Schlein che un po' si contendono un ruolo che è più verso le posizioni estreme che
00:33:08verso posizioni moderate per esempio penso alla piazza di questo weekend in cui l'invito di Conte
00:33:13alla presidente Schlein sembra quasi un tranello vieni non vieni c'è questa tensione. Ma guardi io
00:33:20non ho votato Schlein come segretario, ho votato l'altro però nella mia educazione politica il
00:33:28segretario è il segretario e basta finché il segretario si sostiene, si aiuta, si è solidale con lui poi
00:33:38quando ci sarà il congresso si vedrà. Quello che non apprezzo come dire è la continua mobilità
00:33:45all'interno come dire della compagine diretta a indebolire il segretario, questo lo considero
00:33:56inaccettabile in democrazia devo dire perché altrimenti che senso ha votarlo, lo voti e ti
00:34:02assumi la responsabilità, la maggioranza ha deciso questo, devi impegnare anche te che sei opposizione
00:34:07perché stai nella stessa famiglia insomma politica, quindi questo è il primo dato. Il secondo dato, ho
00:34:13seguito con attenzione e condivido quello che diceva Pierferdinando sul centro, a mio avviso
00:34:18quello che manca non è il centro ma un partito conservatore italiano e questo è il punto, noi non
00:34:25abbiamo un partito conservatore, non sarà mai il mio ma spero che l'attuale Presidente del Consiglio
00:34:32prima o dopo costruisca un partito conservatore, la cui sigla è imbarazzante perché sarebbe PC
00:34:38partito conservatore italiano quindi dovrebbero cambiare in qualche modo la sigla, ma un partito
00:34:44conservatore aiuterebbe anche dall'altra parte perché anche dall'altra parte si capirebbe che
00:34:49c'è bisogno come dire di una cosa non di un'arcipelago ma di un partito democratico che
00:34:57abbia una sua consistenza complessiva rilevante in cui si può anche non essere d'accordo tutti
00:35:03ma insomma si è d'accordo sulla direzione di marcia, questo è il punto di fondo, quindi a mio avviso il
00:35:09problema non è tanto quello del centro ma quello di avere un partito conservatore da un lato, un
00:35:18partito democratico dall'altro e che si misurano, questa rincorsa al centro ammesso che ci sia, non
00:35:25capito bene che cos'è dove sta insomma, ma ammesso che ci sia figura con l'essere come dire un gioco
00:35:30un po' di elettorale ma non politico che serve tutto sommato per vedere se prendi voti che
00:35:40altrimenti non prenderesti ma non c'è dentro una strategia politica per il futuro del paese e qui
00:35:45c'è l'altro dato che credo su quale dovrebbe riflettere, chi sta pensando all'Italia dei prossimi
00:35:5315 anni? Materie prime, energia e così via, agricoltura, alimentazione, sono tutte cose mica secondarie
00:36:07e nella situazione in cui ci troviamo, ma è possibile che si debba necessariamente discutere
00:36:17e decidere attorno a quello che succederà in telegiornale della sera o c'è un pensiero più,
00:36:23certamente è difficile governare che io non ho mai governato ma governare che dovesse essere una
00:36:28cosa complicatissima quindi è facile criticare dall'esterno, ci mancherebbe altro, però io
00:36:34credo che oltre alla questione del Partito Conservatore un pensiero un po' più lungo
00:36:39rispetto a quello che attualmente circola credo che sia necessario perché tutto tra
00:36:48mezzi di comunicazione politica eccetera è concentrato sull'umidiato quotidiano e questo
00:36:53credo che sia un punto di partita. E poi stanno saltando una serie di principi di fondo, la Corte
00:37:01Penale Internazionale ha deciso quello che ha deciso, però quelli che dovrebbero essere stati
00:37:05fare che girano, sono invitati a girare con garanzie che non ci succede niente e questo è un
00:37:13problema, tra l'altro le guerre alle quali stiamo assistendo sono guerre diverse dal passato, le
00:37:19guerre del passato erano tra soggetti sostanzialmente paritari, le due guerre di oggi
00:37:27sono tra soggetti fortemente squilibrati, tra Russia e Ucraina non c'è equilibrio, tra Israele
00:37:33e Palestina non c'è equilibrio, per cui è possibile tutto, perché laddove le forze che
00:37:41combattono sono in equilibrio c'è la deterrenza che convince ciascuna, non spingeci al di là
00:37:47di altri limiti, quando non c'è equilibrio si fa di tutto, si buttano giù case, biblioteche,
00:37:54università, ospedali con bambini dentro eccetera, si fa di tutto e questo è un altro punto su quale
00:38:03bisogna riflettere, scusate se lo dico in termini sbagliati, ma il problema non è la pace è la vita,
00:38:12è la vita, trego o non trego vuol dire quante persone moriranno, questo vuol dire, e chi decide
00:38:22è non responsabile dal punto di vista politico di quello che succederà, ma questo significa,
00:38:29ho l'impressione che riprende in mano alcune questioni radicali di fondo, scusate se esco
00:38:35dal seminario, come la vita e la morte, e sono punti di fondo oggi, che di questo stiamo parlando,
00:38:45guardate, quando parliamo di trego e di non trego, di questo si tratta, di più vita o di più morte,
00:38:53ma questo dato sfugge, è tutto formalizzato e mi pare che questo sia un punto di debolezza
00:39:00concettuale, gli intellettuali che ruolo stanno svolgendo oggi nel nostro Paese,
00:39:09oltre a quello di protestare ogni tanto in televisione eccetera, poi finisce lì,
00:39:14cioè c'è un ruolo che gli intellettuali devono svolgere in questo momento in Italia o no,
00:39:21in relazione alla situazione in quale ci troviamo, soprattutto per mettere in piedi un pensiero,
00:39:25un pensiero organizzato e poi dopo potrei essere convincente o meno, ma perlomeno un pensiero
00:39:30che va al di là delle 24 ore, ecco questo trovo un punto particolare, lo dico, c'è un rapporto con
00:39:38il libro, perché questo libro di Elio è un libro diverso da quello di uno che ci si aspetterebbe da
00:39:46chi ha fatto il parlamentare per trent'anni, molto spesso la memorialistica eccetera, la memorialistica
00:39:52è quello, qui tu parli degli altri e questo è molto bello, si parla degli interlocutori,
00:39:58non si parla di se stessi, via via se con pregi e difetti che gli interlocutori hanno avuto e
00:40:03questo credo che sia un merito non secondario, anche una capacità, perché ci vuole capacità
00:40:09per scrivere un libro che riguarda la propria esperienza, non parlando sempre di sé, ma
00:40:13parlando degli altri, di sé parla Elio come radicale, questo non c'è il dubbio che lo sia
00:40:19stato e che lo sia tuttora e della coerenza con la quale ha esercitato questo suo convincimento
00:40:25in tutti quanti gli anni in cui è stato in Parlamento. Grazie Presidente, diciamo che Elio
00:40:32peraltro nel suo libro, non so se vuoi intervenire o interviene solo alla fine, ci lasci parlare da
00:40:37soli. Chiederei piuttosto, visto che si è aperto poi quello che a me interessava, un dibattito sul
00:40:47funzionamento delle istituzioni, Gianfranco Finzi scusa e mi ha scritto poco fa, ma ha avuto un
00:40:51colpo della strega dolorosissimo e per cui lo giustifichiamo, il fatto stesso che io sia stato,
00:40:57abbia vissuto, abbia invitato a questo tavolo come deputato di maggioranza e posizione di
00:41:01ministro, esponente di tre aree culturali e politiche così diverse fra di loro, dimostra
00:41:07il buon funzionamento delle nostre istituzioni. Accanto al buon funzionamento delle nostre
00:41:13istituzioni c'è il non funzionamento del Parlamento, l'ha detto bene il Prefendente
00:41:18Cassini e io descrivo vari episodi. Una delle cause del non funzionamento del Parlamento secondo me
00:41:24è il mancato funzionamento dei partiti secondo il principio dell'articolo 40 dell'amore della
00:41:30Costituzione. Luciano ricordava gli intellettuali, io ricordo nel mio libro come Berlusconi portò
00:41:36gli intellettuali in Parlamento, ricordo quando erano gli indipendenti di sinistra che portavano
00:41:42gli intellettuali in Parlamento, oggi i partiti non portano gli intellettuali in Parlamento,
00:41:46non per offendere chi c'è o chi non c'è, c'è un altro criterio di selezione e questo è un
00:41:52problema della democrazia e anche del Parlamento. Sul Partito Conservatore io in quanto più Forza
00:41:58Italia, ma questo lo dirò alla fine, io chiederei piuttosto a Giuliano Amato, a Mauro Zampini,
00:42:02a molte persone che quotidianamente hanno questa riflessione, a Bruno Tabac se volessero intervenire
00:42:09nel dibattito perché questo era lo scopo a Giuseppe Cargani dell'iniziativa e mi permetterei poi a
00:42:13Marco Gervasone che ha scritto la prefazione, una bella prefazione del libro, anche a lui
00:42:19naturalmente di intervenire in questa fase di dibattito, poi ci arriviamo alle conclusioni,
00:42:23però credo che Giuliano, tra l'altro ha scritto adesso anche in stampa, ci darei molto, però naturalmente, prego, grazie.
00:42:38Elio Vito merita che si intervenga per apprezzare non solo il libro che ha scritto,
00:42:47ma la vita che ha vissuto finora e siccome è meno vetusto di altri qua presenti,
00:42:54a partire da me, della vita che ha ancora davanti. Avete detto tante cose che meriterebbero un
00:43:03commento, tu hai detto tante cose ed è bello il modo in cui illustri il tuo rapporto con Berlusconi,
00:43:13di cui hai apprezzato al fondo quello che voleva fare, anche cose che ha fatto, ma a cui non hai
00:43:22perdonato gli errori che hai visto, parlavate di intellettuali, la sua reazione insofferente
00:43:30a Colletti e a Vertone, insomma, che erano personaggi che esprimevano comunque le proprie
00:43:37idee. Io poi ero molto amico di Vertone, lui riusciva a dire delle cose che nessuno diceva,
00:43:45una che mi è sempre rimasta, è che lui divideva la storia dell'umanità in rapporto alla burocrazia
00:43:54in due capitoli. Il capitolo primo, del passato, era quello in cui ci facevano fare i documenti,
00:44:05ma i documenti dovevano somigliare a noi. Il capitolo secondo, che era quello in cui siamo
00:44:13caduti, è che siamo noi che dobbiamo somigliare ai documenti e se non somigliamo ai documenti
00:44:20siamo dei pari a degli apolidi, dei senza diritti, era straordinario, nessuno aveva dipinto la
00:44:28burocrazia meglio di come facesse lui con questo esempio. Ma, insomma, una cosa sola ci tengo,
00:44:37la dicevo prima in privato ad alcuni amici, era partita lei da questo e tu, Pier, ci hai a lungo
00:44:48esaminato, dato il tuo punto di vista, questa storia del premierato. Ora, io ormai sto dedicando
00:45:00l'ultima parte della mia vita al cortile dei gentili che ha come compito, al quale riesce
00:45:08anche a fornire risposte, di cercare di mettere d'accordo la credenti e non credenti. Qui partiti
00:45:20diversi, è più difficile mettere d'accordo partiti diversi da credenti e non credenti,
00:45:27perché credenti e non credenti hanno alle spalle patrimoni culturali, i partiti di oggi hanno
00:45:35alle spalle soltanto i consensi che si procurano nell'immediato reagendo a umori e malumori degli
00:45:45elettori. Da qui la radicalizzazione, perché non cercando mai sintesi si collocano sulle estreme e
00:45:56le estreme sono difficili da comporre, e questo è il dramma primo delle democrazie, per cui tu non
00:46:07sai se è meglio quando non decidono paralizzate dai dissensi o quando decidono con la unilateralità
00:46:18estrema di quello che è riuscito ad avere la maggioranza per decidere. Questa è un'analisi
00:46:25molto preoccupante, ma ce l'abbiamo davanti. Il premierato sta dividendo, non entro nelle
00:46:35ragioni per cui sta dividendo, ha le sue buone ragioni, in questa forma e in questa concezione
00:46:45non riesce a trovare il consenso. Se lo trovasse avrebbe i due terzi del Parlamento e non sarebbero
00:46:54divisi gli italiani da un referendum su un tema così cruciale. Berlusconi l'aveva trovato il modo
00:47:04di risolvere questo dilemma e fu una delle sue migliori idee che poi venne in realtà annacquata
00:47:14per una, secondo me, sbagliata opposizione che venne dal Quirinare. La sua idea era quella che
00:47:25poi l'Europa ha fatto sua, quella dello Spitzenkandidat, quella che sulla lista per le elezioni al Parlamento
00:47:38ciascun partito indichi il candidato che proporrà per la carica di primo ministro se vincerà
00:47:49le elezioni. Quando Berlusconi propose questo dal Quirinare si obiettò che in tal modo, in qualche
00:47:59modo, si ipotecavano le prerogative del Capo dello Stato. Non era così, non è così, perché ciascun
00:48:07partito ha il diritto di indicare comunque un candidato e se lo indica col sostegno degli
00:48:15elettori l'Europa è andata su quella strada. Oggi dubito che qualcuno riproporrebbe l'obiezione
00:48:24che allora portò alla formula equivoca del Porcellum che indichi il Capo della coalizione,
00:48:32ebbè quando ha indicato il Capo della coalizione che è cambiato per l'elettore, assolutamente
00:48:38niente, si potrebbe fare questo. Si otterrebbe comunque un'investitura della collettività
00:48:50attraverso una modifica che sarebbe dentro la legge elettorale, neanche di riforma costituzionale.
00:48:59La riforma costituzionale io la accoppierei a questa introduzione nella legge elettorale
00:49:09riservando la fiducia, ovvero l'elezione, da parte del Parlamento al solo primo ministro,
00:49:22che disponendo da lei sola della fiducia nomina e revoca naturalmente col Capo dello Stato i
00:49:34ministri e si assicura quel primato che è ciò che gli manca, perché io l'ho fatto quel mestiere in
00:49:45tempi in cui il Parlamento ancora esisteva. Figurati oggi, non ha un problema di affermazione
00:49:55del primo ministro sul Parlamento, il primo ministro ce l'ha nel Governo, deve essere in
00:50:04condizioni di affermare il suo primato sui ministri, è lui o lei il responsabile della
00:50:14politica generale del Governo e che dagli indirizzi. Rafforzato lì ottiene il risultato
00:50:22che cerca. Mi sbaglierò, ma su un premierato costruito su queste due gambe, una modifica
00:50:30della legge elettorale in cui si indica lo Spitzenkandidat per il primo ministro e una
00:50:38piccola riforma costituzionale che riserva la fiducia del Parlamento al primo ministro,
00:50:47secondo me arriva ad ottenere i due terzi del Parlamento e io col mio cortile dei gentili ne
00:50:55sarei soddisfatto. Grazie per il suo contributo. Altra cosa che volevo dire, io nel libro racconto
00:51:06un po' le mie battaglie, se la consiglio comunale, vedo tanti ex colleghi che sono citati,
00:51:11con chi non è citato mi scuso, racconto la vicenda dei Marò della quale mi sono occupato.
00:51:16Vorrei ringraziare Salvatore Girone che è uno dei due fucilieri di Marina che è partito stamattina
00:51:21da Bari perché poi si è creato un rapporto di amicizia e di continuità che è rimasto nel tempo,
00:51:27ci tenevo a dire perché Salvatore hanno sofferto tanto. Anzi la racconti. Anche Salvatore dopo
00:51:35vorrà raccontare la sua storia. Ci tenevo che ci fosse perché ci sono tanti piccoli pezzi della
00:51:40mia vita politica, naturalmente, ma lui ha fatto tanto per il Paese, lo fa ancora e stamattina ha
00:51:46fatto un altro gesto per il quale ringrazio. Ha trovato un'ora e mezza di ritardo dei treni,
00:51:52ma non lo diciamo, questi sono fini, però è giunto il tempo. Era per ringraziare Ferdinando,
00:52:01era Presidente della Commissione esteri del Senato, andammo insieme in ambasciata a
00:52:06Nuovelli, nel libro è ricordato, insomma abbiamo fatto cose. L'unica cosa che stavo dicendo è che
00:52:14anzi nel libro ne scrivi come uno dei momenti più belli della tua attività politica, il momento in
00:52:19cui ti sei dedicato al caso di Marot. So che c'era Marco Gervasoni che voleva intervenire
00:52:25e poi direi siamo alle tue conclusioni.
00:52:32Grazie, non ho moltissimo da dire, quel poco o molto che avevo da dire l'ho portato nella
00:52:42prefazione, tuttavia non entro nel dibattito su questi temi, ma volevo fermarmi su due aspetti
00:52:51del libro. Il primo aspetto è che a mio avviso, e non solo a mio avviso, uno dei grandi problemi
00:52:58attuali è il narcisismo in politica che sta facendo dei danni mostruosi. Questo libro è un
00:53:06libro assolutamente non narcisista, è stato ricordato prima che in realtà è un libro di
00:53:14memorialistica molto importante, la memorialistica è di un tempo che per noi storici sono molto
00:53:20importanti. I personaggi, cito uno Giulitti, le memorie di Giulitti, ma Giulitti parla
00:53:27pochissimo di sé, parla degli altri. Nella memorialistica più recente politica, in ragione
00:53:33di questo narcisismo, c'è un po' l'effetto un po' come quel famoso regista che diceva
00:53:41ai film di Nanni Moretti, spostati, lasciami vedere il film. Ecco il film di Elio Vito,
00:53:47il libro di Elio Vito, è un libro in cui naturalmente la sua presenza c'è, ma è una
00:53:53presenza che consente di comprendere il processo storico, il processo politico, quindi questo è
00:54:00una cosa assolutamente da prendere in considerazione. L'altro elemento, questo lo
00:54:10accennavo nella prefazione, questo libro è un libro di esaltazione della democrazia
00:54:17parlamentare, perché è vero che quello che definisce un regime democratico sono le leggi,
00:54:26ma è anche la presenza di un Parlamento, cioè tutti i regimi autoritari e adesso i regimi di
00:54:35democrazia illiberale, come quello russo, come quello ungherese, come quello turco,
00:54:43sono tutti regimi che utilizzano il Parlamento come strumento di propaganda. Voi avete presente
00:54:51il dibattito nel Parlamento russo? No, ovviamente, perché non è. Ecco, il rischio è però che ci
00:54:59siano queste tendenze anche in paesi democratici. Presidente Casini, devo dire che mi ha molto
00:55:10colpito, nel senso che è purtroppo realistico e non tutti se ne rendono conto, cioè il rischio
00:55:16della democrazia illiberale non è che la democrazia illiberale arrivano i carri armati
00:55:20di Putin e ce la portano, no, la democrazia illiberale nasce come rischio proprio dall'Occidente,
00:55:30dall'altra parte basta vedere gli Stati Uniti. Nei Stati Uniti è vero che ci sono questi pesi e
00:55:35contrappesi, però lì si sta sviluppando un percorso di democrazia illiberale. Non so se
00:55:43questo libro riesca a combattere questo processo, ma certamente è un libro in cui si capisce qual è
00:55:52l'importanza del Parlamento e questo Parlamento va assolutamente tutelato perché è l'unico, è una
00:55:58delle poche, non l'unica, ma certamente una delle poche dighe contro la democrazia liberale, appunto
00:56:04che poi è la democrazia che distrugge la libertà individuale, oltre a tutta una serie di altre
00:56:10cose. Grazie Elio di avermi chiesto di scrivere la prefazione. Elio, il tuo momento? Il mio momento
00:56:19è stato quando sono stato in Parlamento per trent'anni, non so se troppo o meno, ma qui davvero
00:56:25poche cose. Innanzitutto ringraziare il Ferdinando e il Luciano, mi spiace per Gianfranco ma è
00:56:29giustificatissimo naturalmente, per la gioia e l'onore che mi hanno dato di poter presentare
00:56:35qui, se non qui dove, il libro che ho scritto. Naturalmente ringraziare tutti i colleghi,
00:56:44gli ex colleghi, i funzionari parlamentari, io dico che i funzionari parlamentari,
00:56:48l'amministrazione della Camera e anche del Senato è la colonna portante del Parlamento e credo che
00:56:53sia un riconoscimento, un tributo che gli vada dato, ne vedo tantissimi qua con i quali ho
00:56:58lavorato, ho collaborato, sono stato anche in momenti di difficoltà, di tensione, di sconto,
00:57:02però sono davvero la colonna portante del Parlamento anche con i commessi e con tutti
00:57:06i funzionari e ringrazio anche gli ex segretari generali che vedo qui, Lucia Pagano, oltre che
00:57:12naturalmente Fabrizio Casaldi che vuole rappresentare, quindi è anche un libro di
00:57:16riconoscimento del Parlamento attraverso le persone che poi vivono quotidianamente il
00:57:21Parlamento. Se c'è una critica, la critica è ai partiti, io faccio un elogio della politica,
00:57:26un elogio a impegnarsi in politica, ma la vera critica è ai partiti. C'è una responsabilità
00:57:32anche di Berlusconi che viene descritta del berlusconismo nell'avere contribuito a questa
00:57:37degenerazione dei partiti e la causa della crisi del Parlamento, ripeto non delle istituzioni che
00:57:42secondo me funzionano bene perché tutti possono accedere alle cariche e c'è alternanza e tutti
00:57:48li hanno acceduti in questi anni, è dovuta alla degenerazione dei partiti che ha comportato la
00:57:54crisi del Parlamento. Io poi parlo di tutti i partiti, equanimamente malino, diciamo destra,
00:58:00centro, sinistra, ma nel libro parlo di più dei due partiti che ho conosciuto meglio,
00:58:04i Radicali di Pannella e Forza Italia di Berlusconi con i quali ho collaborato molto
00:58:10da vicino. Non vi dico nulla perché vi dovete leggere il libro, ce ne sono alcune copie omaggine,
00:58:14ringrazio l'editore, ringrazio davvero l'editore per la possibilità che mi ha dato di pubblicare
00:58:18un libro di politica. Oggi c'è questa diaspora, io non entro nel merito della diaspora radicale che
00:58:25Pannella aveva anche teorizzato, vedo Rita Bernardini, Riccardo Maggi, Benedetto Lavedo,
00:58:30Paolo Avigeno, Sandro Tessari, Filippo Blengino, quindi varie generazioni di radicali e ne
00:58:37dimentico sicuramente altri. Pannella l'aveva teorizzata e voluta la diaspora, però ci sono
00:58:44le radici comuni, c'è il tronco comune. Io ho il temore che si rischi di perdere questo tronco
00:58:52comune, questa è radice comune. La diaspora comportata è che radicali germogliassero nelle
00:58:57altre liste, negli altri partiti, io stesso racconto come sono arrivati in forzitaria con
00:59:01Pannella. Ecco questa radice comune di chi si occupa di carceri come fa Rita, di chi si occupa
00:59:07del fine vita, di chi si occupa di altri temi, credo che non debba essere persa, cioè che non
00:59:14ci debba essere, perché poi la grande tradizione nostra radicale... Ti voglio fare una domanda,
00:59:18scusa, perché a questo punto... In questo dilemma tu devi fare un'affermazione di verità,
00:59:27il tuo leader, quello del tuo cuore, è Pannella o Berlusconi? E' Pannella,
00:59:32mi dico radicale in Forzitalia. Di Berlusconi parla a lungo. La cosa, e ora veniamo a Forzitalia,
00:59:43a quale io sono molto grato, è che è stato possibile grazie a Berlusconi che un radicale
00:59:49facesse il capogruppo per due legislature, che un radicale facesse il ministro, che dei radicali
00:59:55entrassero nel 93, nel 94 con Paola, che i radicali stessi per tanti anni, a un certo
01:00:01punto non è stato più possibile per un radicale come me fare politica in Forzitalia. Io ne ho
01:00:06preso atto e me ne sono andato, con amicizie, senza sbattere la porta, però qualcosa è successo,
01:00:11perché non è stato più materialmente possibile, sul DDL Zandri, le protezioni sulla Russia,
01:00:18nel libro sono descritte le vicende, antifascismo, e quindi bisogna prenderne atto, quando le cose
01:00:23finiscono, finiscono. Bisogna prenderne atto che come nelle relazioni umane, anche nelle
01:00:28relazioni politiche, questo è successo. Non voglio fare grandi analisi sociologiche, una
01:00:32volta era possibile che un radicale ci fosse ricoprito in carichi di rilievo, con la mia
01:00:37radicalità, nell'ultime due legislature, per subalternità alla Lega, è scritto,
01:00:45questo non è stato più possibile. Io che rilevo che uno dei mali della democrazia italiana,
01:00:50che allontana i cittadini dalle istituzioni, ma non voglio una medaglia per questo, è
01:00:54il trasformismo, che Luciano non ha mai praticato, che Pierre non ha mai praticato, perché io
01:00:59lo racconto, se andò in un'altra lista, ma non voglio criticare chi lo pratica, c'è
01:01:03persone che è letta in una lista, io non l'ho voluto praticare, perché ho detto non
01:01:08c'è più spazio per me in Forzitalia, ne prendo atto, mi dimetto da Forzitalia e lascio
01:01:14il Parlamento, questo credo che sia un segnale, anche un gesto di amore verso la politica,
01:01:19che io difendo e invito tutti a fare politica e partite a incoraggiare chi fa politica,
01:01:24nelle manifestazioni, nei cortei, anche nelle occupazioni, anche nelle manifestazioni degli
01:01:30ecologisti, c'è oggi una società politica che si muove, che si manifesta e che vuole
01:01:35fare il disegno di legge di sicurezza, mi pare che tendano ad ostacolarla, anziché
01:01:40incoraggiarla, quindi dei partiti sempre più chiusi, le persone non vanno a votare,
01:01:45ma questo ai partiti non interessa, tanto i seggi vengono comunque distribuiti nell'ugual
01:01:50misura, e loro anziché scegliere persone con alterità intellettuali che possono rappresentare
01:01:56una diversità di opinioni, scelgono con i criteri e i metodi che sappiamo non democratici,
01:02:02ecco la mancata votazione dell'articolo 49, delle persone che rispettino, io addirittura
01:02:08ho avuto persone che dicevano, posso andare? Non è che quello si arrabbia? E oggi purtroppo
01:02:16questa è la realtà, ma non per me, perché questo è un bonus poi dei partiti che si
01:02:22traduce in una mancanza di potere del Parlamento che è quello che è stato descritto, quindi
01:02:27ho voluto solo fare un elogio della politica, ricordare che le nostre istituzioni funzionano
01:02:33bene, ma che non c'è più il Parlamento, che a me sta tanto a cuore, e sì attraverso
01:02:39me raccontare tante persone, tanti partiti, 30 anni, insomma è questa occasione, questa
01:02:45presentazione, insomma in questa sede è stata anche l'opportunità per vedere tantissimi
01:02:50amici, colleghi, Antonio, Gioacchino, Sestino, Pippo, che ringrazio tutti, sono venuto anche
01:02:55da varie parti d'Italia, antifonzionari, amici, per cui insomma questa è la casa d'Italia,
01:03:02è giusto che tutti ci sentiamo a casa, è stata anche la mia casa per tanti anni, per
01:03:06cui esserci tornato, un amico mi diceva, torni sul luogo del delitto, è vero, ma qual è
01:03:13stato il delitto? Il delitto non sono state le mie dimissioni, ma è il Parlamento, e
01:03:18chi l'ha ammazzato? Il colpevole è sempre il maggiordomo, e anche in questo caso io
01:03:25direi che il colpevole è il maggiordomo del delitto, forse dovrete chiedere. Grazie davvero,
01:03:31grazie.

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