https://www.pupia.tv - Roma - Ius scholae: tempi nuovi per l'Italia? - Interviene Rampelli
Alle ore 17.15, presso la Sala della Regina di Montecitorio si è svolto il convegno della rassegna "Pomeriggi popolari", dal tiitolo “Ius scholae: tempi nuovi per l'Italia?”. Saluto del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. Intervengono Anna Maria Bernini, Vincenzo Paglia, Giuseppe Fioroni, Hilarry Sedu, Tommaso Cerno, Maria Rita Parsi. Modera Diego Antonio Nesci. (27.03.25)
La playlist di Fabio Rampelli; https://www.pupia.tv/playlist/508387
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Alle ore 17.15, presso la Sala della Regina di Montecitorio si è svolto il convegno della rassegna "Pomeriggi popolari", dal tiitolo “Ius scholae: tempi nuovi per l'Italia?”. Saluto del vicepresidente della Camera, Fabio Rampelli. Intervengono Anna Maria Bernini, Vincenzo Paglia, Giuseppe Fioroni, Hilarry Sedu, Tommaso Cerno, Maria Rita Parsi. Modera Diego Antonio Nesci. (27.03.25)
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NovitàTrascrizione
00:00:00Eccoci, benvenuti, bentrovati a molti, scusate per il ridardo, ma a Roma fa anche questo
00:00:12effetto. Iniziamo il nostro incontro, siete tutti seduti. Come promesso, a dicembre siamo
00:00:18ancora qui, nella Camera dei Deputati, il Tempio della Democrazia. Io l'appello così
00:00:24per rimarcare il senso del sacro che questo luogo porta con sé, non solo come luogo di
00:00:29confronto e riflessione, ma come il luogo della responsabilità collettiva, quindi per
00:00:34questo Tempio della Democrazia. Come sapete, in tutti i convegni c'è il momento dei ringraziamenti,
00:00:39anch'io li farò. Volevo rimarcare questo momento come importante, perché bisognerebbe
00:00:45sempre ricordarci di iniziare a fare le cose partendo dal sentimento della gratitudine.
00:00:50Ecco, per questo ringrazio sicuramente il vicepresidente della Camera, onorevole Fabio
00:00:56Campelli, che tra qualche istante ci darà i suoi saluti istituzionali molto graditi,
00:01:01e per tramite suo anche al Presidente della Camera, onorevole Lorenzo Fontana, e a tutti
00:01:05gli assistenti commessi della Camera che ci aiutano sempre in maniera molto professionale.
00:01:11Ringrazio di aver accettato i nostri illustri ospiti, con cui dialogheremo oggi. Siamo all'erbese
00:01:18con una serie di ritardi, ma noi iniziamo. Segnalo che siamo in diretta sul canale web
00:01:25della Camera e anche sul Regio Radicale. Saluto i giornalisti presenti, che sono accreditati,
00:01:31e anche alcune personalità che vedo in sala, come l'onorevole Pagano, Scotti, Soriero,
00:01:38Gargani, Fautilli, Tassone. Saluto anche la Gabriella Nobile, fondatrice dell'Onlus Mamme
00:01:45per la Pelle, e Simone Gambino, che è il Presidente onorario della Federazione Italia
00:01:50Saluto soprattutto i ragazzi che sono intervenuti, di due istituti superiori di istruzione superiore.
00:02:06Benvenuti ragazzi e un grande ringraziamento e un caro saluto ai vostri insegnanti che
00:02:10vi accompagnano, alla professoressa Saracini e Pescatore per i ragazzi dell'Istituto Leopoldo
00:02:15Pirelli di Roma, e alla vicepreside Palozza per i ragazzi dell'Istituto Alessandro Volta
00:02:20di Tivoli. Grazie molto per essere intervenuti. Ragazzi, lo dico a beneficio vostro, che comunque
00:02:26ci seguite da tanto, ma anche per i relatori che magari non conoscono il nostro percorso,
00:02:32questo è il venticinquesimo convegno organizzato da Parole Guerriere e in questo periodo di
00:02:37pomeriggi popolari abbiamo affrontato quelle che per noi sono le priorità del Paese.
00:02:42Ne ricordo alcuni, per esempio abbiamo iniziato con un argomento che è poi molto legato
00:02:50anche all'argomento odierno, cioè il declino demografico italiano, che abbiamo associato
00:02:55anche al problema del femminicidio, la geopolitica tra guerra e pace e da ultimo abbiamo affrontato
00:03:01il fenomeno della cosiddetta cultura woke, uno dei temi cruciali che ha portato anche
00:03:06alla vittoria del Presidente degli Stati Uniti d'America, Trump, che come vedete sappiamo
00:03:11tutti dai giornali di ogni giorno sta sconvolgendo gli assetti geopolitici internazionali.
00:03:17E in questo percorso abbiamo imparato, camminando insieme, alcune cose, titole essenziali, per
00:03:25esempio che la paura principale di questa generazione è l'ansia da insufficienza, che
00:03:29il futuro oggi non è più visto come una promessa ma al contrario come una minaccia
00:03:35ed è proprio questa percezione di un'instabilità interna, di un pericolo interno, che crea
00:03:44questo tempo che viviamo dal sapore decisamente apocalittico.
00:03:48Ecco, noi viviamo la società della performance, dove chi non è utile, chi non si sente utile
00:03:53rischia anche di sentirsi invisibile e da questa prospettiva, secondo me è giusto ricordarlo
00:03:59visto che siamo a Roma nel 2025, capiamo anche perché il tema del giubileo è stato
00:04:05scelto proprio da Speranza, che è forse l'antidoto a questa paura, l'ansia da insufficienza,
00:04:12questa paura che taglia le gambe a questa generazione, ma non solo a questa generazione
00:04:16perché siamo tutti un po' alla ricerca di senso e di identità, questo sia nel micro
00:04:24come persone che nel macro come stati, comunità, come intero occidente, una tragica ricerca
00:04:31di senso inteso come direzione da prendere e di identità, questo noi osserviamo e questo
00:04:37processo di ricerca di identità e di senso secondo noi, ed è per questo che facciamo
00:04:41questi eventi, è molto correlato alle parole, alle parole che ci diciamo nel nostro dialogo
00:04:47interiore e quelle che scegliamo di dire agli altri e il nostro progetto nasce dalla consapevolezza
00:04:53del potere creativo della parola, ma camminando abbiamo aggiunto un'altra consapevolezza molto
00:04:58importante, cioè che per governare il processo di pensiero-parolazione c'è bisogno di osservare
00:05:06senza giudizio e questa è la cosa più difficile, la sua origine, ma da cosa originano le nostre
00:05:12azioni quotidiane e poi collettive, politiche, ma dalla nostra sfera emotiva fatta di sensazioni,
00:05:18emozioni e se ci riusciamo anche sentimenti, ecco non c'è pensiero senza affetto, questa
00:05:26è una frase che lancio, ma che meriterebbe una digressione, che qui non posso e non voglio
00:05:31fare, ma è per questo motivo che ci adoperiamo a fare questi eventi di approfondimento, perché
00:05:37abbiamo il desiderio di ascoltare parole cariche di senso, cariche di speranza, di affetto
00:05:43che ci aiutano a fare delle azioni feconde. Ecco a proposito di senso e identità che
00:05:50è proprio il fil rouge dei nostri convegni, oggi trattiamo un altro argomento fondamentale,
00:05:57la cittadinanza e la sua acquisizione, questo argomento è da anni al centro delle discussioni
00:06:02accese, spesso caratterizzate purtroppo da polarizzazioni e questo ovviamente non costruisce
00:06:09una soluzione, mettere al centro la scuola come fattore centrale per l'acquisizione
00:06:17della cittadinanza potrebbe essere la risoluzione per dare un riconoscimento al percorso di
00:06:25integrazione di molte persone che magari sono arrivate in questo Paese sin da piccoli, ma
00:06:29ovviamente sappiamo che è un tema molto delicato, che richiede prudenza, attenzione, visione
00:06:35sul lungo periodo, quindi affrontarlo con approcci ideologici significa alimentare un'idea
00:06:42del tutto niente, esasperando posizioni opposte che non portano veramente a niente, portano
00:06:50soprattutto e alimentano quello che qualcuno ha chiamato, e io sono molto d'accordo con
00:06:56questa espressione che è la patologia della politica italiana ma anche internazionale,
00:07:01alla sindrome del pendolo, quindi sono posizioni radicali che si annullano a vicenda e che
00:07:08non portano veramente a costruire, a creare delle soluzioni concrete per la vita delle
00:07:15persone, ovviamente il mio riferimento è alla lunga intervista di qualche mese fa sul
00:07:21foglio del Presidente Marina Berlusconi che tra l'altro ha rilanciato questo argomento
00:07:28nel lagone politico, adesso come vedete c'è qualcuno che è in ritardo e qualcuno che
00:07:33manca, a proposito abbiamo citato qualcuno molto vicino a Forza Italia che si fa per
00:07:40dire e quindi vi devo dire che la Ministra Bernini si scusa molto per non essere potuta
00:07:49venire ma ci ha tenuto a mandarci un saluto molto breve che vi leggo.
00:07:57Carissimi Onorevole Nesci, cari organizzatori e partecipanti tutti a questo nuovo appuntamento
00:08:04Poveriggio Popolari, mi spiace non aver potuto confrontarmi con voi in presenza su un tema
00:08:09di evidente attualità, è per me come parlamentare e Ministro particolarmente caro l'acquisizione
00:08:15della cittadinanza italiana, desidero complimentarmi innanzitutto per l'approccio in cui avete
00:08:20deciso di affrontare un argomento che non investe solo la sfera giuridico-politica
00:08:24ma soprattutto quella dell'autodeterminazione di tantissimi giovani, un argomento quasi
00:08:29sempre trattato con una polarizzazione che ne ha limitato il dibattito e che oggi è
00:08:34urgente svincolare da opposte spinte radicali. La definizione stessa di cittadino italiano
00:08:39sta evolvendo in risposta a una società sempre più aperta, sempre più multiculturale,
00:08:45una società dove una percentuale significativa di bambini nati in Italia a origini straniere
00:08:50frequenta le nostre scuole, le nostre università. Lo scorso anno accademico, qui cito dei dati
00:08:55molto interessanti, si sono iscritti nei nostri Atenei 134 mila studenti stranieri, i laureati
00:09:03sono oltre 19 mila. I dati raccolti dal Ministero dell'Università e della Ricerca parlano
00:09:07di ragazze e ragazzi che in Italia hanno scelto di crescere, formarsi, vivere e contribuire
00:09:12allo sviluppo del Paese, è un cambiamento demografico su cui dobbiamo riflettere. Le
00:09:17politiche di cittadinanza non sono dogmi, si possono modificare e io aggiungo devono
00:09:22mutare per facilitare una vera integrazione e riconoscere il contributo che queste nuove
00:09:27generazioni danno alla nostra società. L'istruzione è l'elemento fondamentale di una nuova politica
00:09:33della cittadinanza, un ciclo di studi completo, dieci anni di formazione, possiamo ritenerli
00:09:39un buon presupposto per diventare italiani. Ma noi andiamo anche oltre, con una versione
00:09:452.0 dello Iuscole, lo Ius Italiae, che pone al centro non solo l'educazione ma soprattutto
00:09:50il legame profondo con l'Italia e la sua comunità. È attraverso la scuola, ma soprattutto
00:09:54attraverso la condivisione di storia, valori e tradizioni che si costruisce il senso di
00:09:59appartenenza a una comunità. Questa è l'integrazione che vogliamo. La cittadinanza non è solo
00:10:04un titolo giuridico ma rappresenta la partecipazione e la condivisione di valori comuni. In un
00:10:08mondo in continua evoluzione dove i confini politici e culturali sono sempre più rarefatti,
00:10:14possiamo guardare anche alla storia del nostro passato per comprendere l'importanza di nuove
00:10:18politiche che si adattano alle esigenze delle comunità. L'identità di un popolo non si
00:10:22costruisce sull'esclusione, dice la Ministra, ma sulla capacità di accogliere anche ibridandosi,
00:10:30di evolversi, avendo radici forti. Identità è appartenenza, identità è riconoscere.
00:10:35Sì, identità è la forza di non perdersi. Buon lavoro a tutti.
00:10:45Diciamo che già lanciano piuttosto forte l'argomento di cui parliamo oggi. Il Ministro
00:10:54Fioroni non se l'aspetta ma devo iniziare da lui con la prima domanda, se la trovo,
00:11:00ma se no me la invento adesso. Però il Ministro Fioroni, lo chiamo Ministro perché è stato Ministro,
00:11:07come tutti sanno, della pubblica istruzione e ha avuto modo di osservare da vicino l'importanza
00:11:17della scuola come luogo di formazione sociale e civico a tutto tondo della persona. Quindi
00:11:24la domanda è che ritiene che mettere al centro la scuola nel percorso per l'acquisizione della
00:11:30cittadinanza è un modello efficace e quali sono i punti di forza e debolezza che lei intravede?
00:11:36Tanto grazie dell'invito ed è bello parlarne anche con giovani presenti che vivono il tema
00:11:47dell'integrazione sulla propria pelle e sul loro vissuto quotidiano. Io credo che sul tema
00:11:55dello Youth School, come lo vogliamo definire, il tema della cittadinanza debba essere tolto da
00:12:06tanti dibattiti sovrastrutturali e dobbiamo porci una questione. Già in senso generale i temi della
00:12:14scuola dovrebbero essere posti al di fuori del lagone politico. Io ormai da tanti anni
00:12:23ho fatto il ministro, però se c'è una cosa di cui mi sono convinto è che discutere della scuola,
00:12:31dell'educazione, della formazione dei nostri figli e delle nostre nuove generazioni che riguarda
00:12:37quindi il futuro del nostro Paese, di tutti noi, farci trascinare dentro un dibattito politico
00:12:44come se esistesse sempre e comunque la scuola di destra, la scuola di sinistra, la scuola di centro,
00:12:50afferisce molto probabilmente a stagioni in cui la politica, fortunatamente io dico,
00:12:58permeava l'esistenza dei ragazzi da 14 anni in su e generava comunque la voglia di esserci,
00:13:06la voglia di partecipare. Oggi abbiamo nuove generazioni che vivono la politica come qualcosa
00:13:13di distante da loro e non riescono neanche a capire se è qualcosa di utile o di dannoso.
00:13:19Se ci va bene la percepiscono come inutile, se ci va male la percepiscono come qualcosa di
00:13:24dannoso. Se proprio è sbaglio la loro educazione, la loro formazione e la loro crescita viene tirata
00:13:30dalla giacca, oggi a destra, domani a sinistra, buono e centro, noi creiamo un danno incalcolabile
00:13:38per la nostra comunità nazionale e per il nostro Paese. Quindi in senso generale dibattere sulla
00:13:44scuola dovrebbe essere qualcosa che afferisce con la nostra coscienza e con il nostro essere
00:13:50membro di questa comunità nazionale e di essere italiano. Il primo tema con cui affrontare quello
00:13:56della cittadinanza è aiutare i nostri ragazzi a non avere paura del diverso e quando io dico
00:14:04metterci le sovrastrutture significa non preoccuparsi se qualcuno dice ma volete far
00:14:09tornare, volete impedire, volete deportare, ognuno ha una parte di ragione, ma noi la cosa
00:14:17su cui dobbiamo concentrarci è quando mia nipote sta in classe e c'ha accanto ragazzi di altre
00:14:23nazionalità, con un altro colore della pelle, con un'altra religione, io gli devo instillare
00:14:30la paura del diverso o devo invitarla non a tirare su il libro che lo separa dal vicino ma
00:14:40trovare un modo di dialogarci? Perché la comune appartenenza a una realtà non ce la dà prima
00:14:48ancora la cittadinanza che qualcuno diventa italiano, la cittadinanza prima che essere un
00:14:55documento è la capacità di stare assieme senza paura, senza esasperazione delle diversità e
00:15:04sapendo reciprocamente accoglierci e questo è difficile farlo alla mia età, è difficile farlo
00:15:09anche a tante altre età dopo la mia, ma è molto più semplice farlo con i ragazzi della vostra età
00:15:15e ancora quelli più giovani, se io non ho paura dell'altro ci interfaccio, mi conosco e se mi
00:15:23conosco ho realizzato la cittadinanza perché non ho paura, non temo nulla e ci interfaccio,
00:15:30pensare di dare un foglio di carta se non si verifica questo, abbiamo trovato una pezza
00:15:36burocratica ma non abbiamo sistemato l'anima dell'appartenenza alla nostra comunità, quindi
00:15:42se leviamo le sovrastrutture e lavoriamo nella scuola e lavorare nella scuola significa realizzare
00:15:49tutti quei passaggi che impediscono, era già così quando ero ministro io, figuriamoci oggi,
00:15:54non invidio che fanno lavoro oggi, con le classici, no qui tutti di questo continente,
00:15:59qui è il principio fondamentale, la segregazione per etnie è qualcosa che non ci funziona più,
00:16:05aumenta la paura, la paura aumenta la separazione, la separazione la non accoglienza, la non
00:16:13accoglienza la violenza e le reazioni da una parte e dall'altra, noi costruiamo una comunità
00:16:19se riusciamo ai nostri ragazzi, agli elementari, abituarlo che il ragazzo con un colore di
00:16:25pelle diverso o con una lingua diversa è uno stimolo per apprendere cose che non si
00:16:29sarebbero conosciute e per conoscere l'altra parte di una realtà che non avremmo visto,
00:16:35questo è il principio base per qualunque forma di cittadinanza. Poi il Loius Italia,
00:16:40non so come lo vogliono chiamare perché è un dibattito che non mi appassiona, però
00:16:44certo che i ragazzi che partecipano, c'è un dibattito solo e concludo veramente, che
00:16:51non mi appassiona, è quello di dire ma alla prima generazione, alla seconda generazione
00:16:56va a scuola, prende il diploma, si laurea, fa, c'è la necessità di avere una risposta
00:17:05immediata, gli diamo la cittadinanza oppure no, ma se ha compreso la nostra lingua, la
00:17:11nostra appartenenza, le nostre regole, da Ministro un tema che mi sembra ancora oggi
00:17:20valido, questo non è un problema che riguarda solo i ragazzi che vengono dall'estero e
00:17:26che sono venuti immigrati da noi, ma questo anche riguarda i nostri ragazzi, se noi chiediamo
00:17:32ai nostri ragazzi ma voi la storia della città dove vivete, perché noi la chiamammo a suo
00:17:38tempo autonomia scolastica, perché doveva essere la casa degli studenti non generica
00:17:45di quel paese, in quella via, in quel quartiere dove si conosceva il presente e il passato
00:17:53e si voleva costruire insieme il futuro, questa era l'idea dell'autonomia scolastica, un'appartenenza
00:18:00che ti dà l'identità, come oggi l'italiano prima dice che è, prima di arrivare a dire
00:18:05che è italiano, poi europeo se lo dice arriva a dire che è viterbese, romano, del paese
00:18:12dove è nato, l'idea era che la scuola generasse questa appartenenza, poi successivamente è,
00:18:17ma la conosci la storia del tuo comune? La conosci l'identità del tuo comune? Conosci
00:18:23le tradizioni del tuo comune? Conosci con l'educazione civica le regole del tuo paese,
00:18:29la Costituzione, le leggi? Per essere buoni cittadini anche a cittadinanza avuta la scuola
00:18:36dovrebbe aiutare i nostri figli a fare questo, quindi figuriamoci se oltre a farlo per i
00:18:41nostri figli che abbiano abbattuto i muri, che non hanno paura dell'altro, non hanno
00:18:46paura del diverso e il diverso va a scuola e apprende con loro la nostra formazione,
00:18:51la nostra lingua, ma anche queste caratteristiche, credo che la cittadinanza è un dato conseguente
00:18:57che avviene a voler generare una comunità che si costruisce insieme non sulla paura,
00:19:03ma sulla reciproca voglia di conoscersi e sul reciproco arricchimento di una condivisione.
00:19:08Ma questa è una predica, sì, ma se noi non teniamo a mente una speranza di convivere
00:19:15assieme, la cosa più facile era tirarsi sui muri e mettersi a litigare, la cosa più complessa
00:19:20certo, rispettando tutti e non facendo sentire ospiti sgraditi e paganti quelli che ospitano,
00:19:27questo è un elemento fondamentale alla base della convivenza, però c'è la necessità
00:19:33di sperimentare che una cittadinanza in più fatta con la gioia della condivisione è un
00:19:42arricchimento per il nostro Paese e non una perdita.
00:19:46Grazie, Merole Fioroni. Adesso io andrei dalla professoressa Parsi, psicoterapeuta e scrittrice
00:19:54già membro del Comitato ONU per i diritti dell'infanzia, da sempre attenta al mondo
00:19:59emotivo dei più giovani e dedicato gran parte del suo lavoro alla tutela dell'infanzia e
00:20:04all'educazione affettiva. Professoressa, quanto conta per un giovane sentirsi riconosciuto
00:20:09anche emotivamente come parte di una comunità e quali effetti può avere un mancato riconoscimento?
00:20:19Posso rispondere alla fine a questa domanda? Certo. Allora io, visto che ci sono i ragazzi,
00:20:26una cosa che voglio dire subito è che ho sempre insegnato, sono una maestrina degli
00:20:31anni in cui si diventava maestra e si cominciava subito a fare le supprese, perciò il discorso
00:20:37è essere insegnanti, quello mi ha restituito l'esperienza degli anni Ottanta, cioè cercare
00:20:43di capire che la scuola andava cambiata, naturalmente scusate, non è che dopo tanti
00:20:48anni si è cambiato granché, allora permettetemi di cominciare come fossimo a fare una lezione
00:20:53a scuola. Ragazzi, la filosofia greca dice che la cultura è tutto, la cultura è per
00:20:59sempre, è l'unico patrimonio che possiamo avere, primo sassolino, secondo, la cultura
00:21:06è tutto, la cultura è per sempre, è seguito dal conosci te stesso, se tu non conosci te
00:21:12stesso, il discorso è di avere un contatto con gli altri, diversi da te, se non c'è
00:21:17la storytelling della tua vita dentro, se non ti interessi a cosa è successo a casa
00:21:21tua, ai tuoi familiari, alla coppia dei tuoi genitori, alle famiglie che stanno dietro
00:21:27alla coppia dei tuoi genitori e se la scuola, secondo passaggio, perché la prima agenzia
00:21:31educativa è la famiglia, la seconda è la scuola, la scuola è decisiva, cosa dovrebbe
00:21:36fare la scuola a distanza di tutti questi anni? Scusate, sto parlando di un decentralamento
00:21:40culturale che era cominciato negli anni Ottanta, visto che si doveva andare a mappare
00:21:44il territorio, noi lo dicevamo col finanziamento del teatro di Roma, mappiamo il territorio
00:21:49della circoscrizione in cui state, si chiamavano circoscrizioni, oggi sono municipi, sapete
00:21:54perché lo facevamo? Per dire ai giovani, signori voi avete un territorio dove esistono
00:21:59questi centri sportivi, queste parrocchie, queste scuole, queste realtà di divertimento
00:22:05e intrattenimento, potete circolare, perché noi le mettiamo insieme, circoscrizione compresa,
00:22:14e facciamo partire dalla scuola, ecco che significa la scuola, la scuola deve diventare
00:22:18un centro culturale polivalente, non dirò quello che penso per questione di gentilezza,
00:22:23siamo in un posto eccedere e quindi il turpilocchio non si può usare, ma che ancora noi facciamo
00:22:27scrutini, materie, voti, ti promuovo, ti boccio, ti mando lì, ti mando là, io direi
00:22:36che la prima cosa da fare è la formazione per gli insegnanti e il sostegno a loro, perché
00:22:41è un bel compito quello che hanno, utilizzare la scuola come centro culturale polivalente
00:22:46aperto dalla mattina alla sera, con un'equip per ogni scuola, antropo, psico, socio, pedagogica,
00:22:51ecco come facciamo ad integrarli, perché quelli vengono da culture diverse, se tu vuoi
00:22:55fare un'integrazione reale devi sapere con che cosa e a che fare, quell'equip antropo,
00:23:00psico, socio, pedagogica delle 48 mila, tra pubbliche e private scuole esistenti è collegata
00:23:05al territorio, queste strutture già esistono, basta potenziarle, potenziare gli insegnanti,
00:23:11prendere contatti con le famiglie, segnalare alle strutture del territorio attraverso
00:23:15l'equip i primi segnali di disagio, si fa così, si chiama prevenzione e non a voti,
00:23:22è un gioco di voti, perché l'amore è un abbraccio, non è un braccio di ferro, è
00:23:27la prima cosa per far aprire la mente alle persone e farle accettare che amare, che avere
00:23:32un amore e un rispetto per sé significa poi amare e rispettare anche le materie che avrai,
00:23:37per chiudere vorrei anche dire che Oscar Wilde, naturalmente questo discorso ha scambiato
00:23:41per l'utopia, allora vorrei segnalare, tanto perché siamo a scuola ragazzi, c'è una
00:23:46bella frase di Oscar Wilde, una mappa del mondo che non prevede il paese dell'utopia
00:23:50non merita neppure uno sguardo, vi prego ragazzi, noi avevamo cominciato, sapeste
00:23:55quante volte abbiamo, ma non scioperato perché il discorso era stare fuori così saltavamo
00:24:00il giorno, scioperato perché ci fosse un cambiamento, ci fossero degreti delegati,
00:24:05ci fosse un discorso per cui le assemblee dei giovani per ragionare insieme, non per
00:24:10evitare di fare lezioni, perché quando la lezione è fatta come laboratorio, tu ami
00:24:14fare lezioni, quando la scuola è un centro culturale polivalente, ci presentano i libri,
00:24:19ci fanno i cineforum, ci fanno la formazione, ci fanno gli incontri, ci fanno i laboratori,
00:24:23ci fanno materie nuove, l'uso virtuoso del virtuale, dove è? Qual è la materia? Scusate
00:24:29in tutti questi anni siamo riusciti a fare educazione sessuale a scuola? Poi parliamo
00:24:34di fluidità, poi siamo fluidi, chissà che vuol dire fluido, c'è una ricerca di Andrea
00:24:41Ganna che ha intervistato Boston Hospital, il Massachusetts, 476 mila persone sull'identità
00:24:47sessuale di genere, a partire dagli adolescenti agli adulti, ed è uscita fuori il termine
00:24:52non-eterosessualità e la suddivisione in eterosessuali, omosessuali, bisessuali, transessuali
00:24:59e cripto. Tutto il discorso si chiama educazione a identità sessuale di genere, perché l'identità
00:25:05sessuale è un mix di fattori di ordine genetico, familiare, affettivo, sociale, culturale,
00:25:11economico, ambientale, traumatico. Chiudo, anche perché a me i comissi mi piacciono
00:25:17tanto, mi ricordano come eravamo. Scusate, sono una viccazza. The way we were, noi eravamo
00:25:24questo. Noi vogliamo tornare, almeno noi, ad essere questo. Ultimo messaggio, il diverso
00:25:33è quello dentro di noi, perché se noi non abbiamo una parte diversa, un amico interno,
00:25:37il mio grande professor Fabrizio Di Giulia, il mio grande professor Giovanni Bollea, uomini,
00:25:42non donne. Quindi se qualcuno pensa, io sono una femminista. Che però ci ha avuto dei grandi
00:25:49maestri, uomini e donne. Questi qui dicevano, il diverso che è dentro di te devi cercare,
00:25:54così la paura del diverso non ti viene. L'incontro con l'altro è possibile solo se hai incontrato
00:25:59te stesso. Auguri. Grazie professoressa. Oggi è veramente una giornata particolare,
00:26:07perché non risponde nessuno alle mie domande. Parlano di meno, di solito invece devo staffare
00:26:12perché parlano troppo. Però è una bella giornata. Io adesso direi la parola all'onorevole
00:26:17Tommaso Cerno. Lo chiamo onorevole perché è stato anche senatore della Repubblica,
00:26:21ma è giornalista e direttore del Il Tempo. Noi l'ammiriamo per la sua estrema libertà
00:26:28di pensiero e di azione, rispetto direi ai luoghi comuni di destra e di sinistra, e quindi
00:26:34le chiederei una riflessione, se vuole, sul conflitto forse apparente tra necessità
00:26:38di integrazione e senso di identità, di appartenenza. Come si può coniugare la necessità di riconoscere
00:26:45nuovi italiani con l'esperienza di mantenere un forte senso di comunità nazionale? E soprattutto
00:26:50vorrei sapere se lei ritiene se questo tema potrebbe rientrare nell'agenda di questo governo
00:26:57di destra-centro che comunque sull'identità, sulla retorica anche della nazione fonda un
00:27:04suo meritato successo. Grazie a tutti e grazie davvero di questo invito, grazie al Presidente
00:27:12Rampelli, grazie a Pomeriggio Popolare, a parole guerriere, che è una cosa straordinaria
00:27:17perché se la parola ormai in Italia fa annoiare, dicono tutti le stesse cose, invece trovare
00:27:23delle parole guerriere è il primo segno di italianità che ci vuole, questa è una
00:27:30lingua che ha faticato a codificarsi tanto era rivoluzionaria, quando penso che c'è
00:27:36qualcuno che parla di futuro e di progresso e vuole cambiare la Divina Commedia, farei
00:27:43quelle cose che non si possono dire in una sede istituzionale perché altrimenti poi
00:27:47tutte le nuove culture del silenzio ti dicono che sei un violento.
00:27:51Quindi guardo questa sala che si chiama della Regina, ma che vedo Tobia, vedo Mosè, vedo
00:28:00Alessandro Magno, vedo i protagonisti di questo dibattito, vedo uno che è stato preso dal
00:28:06suo posto, un ebreo che è stato cacciato dal suo posto e che quindi ha dovuto trovare
00:28:13con gli altri una dimensione di scambio, in quegli anni era ancora più pericoloso di adesso,
00:28:21anche se proprio in questo momento sta sembrando pericoloso allo stesso modo, quindi non siamo
00:28:27cambiati poi molto in questo ragionamento, vedo Mosè il liberatore di quel popolo che
00:28:33se si trovasse oggi a guardare un telegiornale direbbe ma che l'ho fatto affà e vedo Alessandro
00:28:39Magno l'inventore della globalizzazione su cui ancora oggi noi non siamo in grado a distanza
00:28:44di millenni di dare una risposta. Quindi mi domando quanto noi in questo dibattito
00:28:53che è molto interessante sullo ius soli, sullo ius sanguinis, sullo ius scole, sullo
00:29:03ius Italia, guardiamo la parola soli, guardiamo la parola che per qualcuno è sola, guardiamo
00:29:11la parola sanguinis, guardiamo la parola scole, guardiamo la parola Italia ma non guardiamo
00:29:16la parola ius e ci domandiamo che cosa è successo in Italia per cui il pendolo che tu hai citato
00:29:23ti dà l'idea che c'è un'oscillazione ideologico-culturale che fa sì che tu non possa fare niente di
00:29:31importante perché tanto poi la palla torna dall'altra parte e quindi si fanno solo le
00:29:36cose ordinarie e quindi il paese diventa da parole guerriere a parole pallose, questo
00:29:41si potrà dire in italiano, perché la parola ius, diritto, non esiste nella cultura italiana
00:29:53che deriva dalla cultura romana, che deriva dalla cultura cristiana, che deriva da tutte
00:29:57le sue contraddizioni, che deriva da tutte le sue integrazioni senza l'altra parola
00:30:02officium, cioè dovere, noi parliamo di diritti da tanti anni come fossero libertà che devono
00:30:10cadere dal cielo in cambio di niente, mentre i diritti sono delle conquiste perché mostrano
00:30:18che chi li ha ottenuti giustamente ha condiviso con quel pezzo di umanità che per qualche
00:30:26ragione non glieli voleva dare, la medesima responsabilità e che cos'è la responsabilità?
00:30:33Il percorso comune pur nelle differenze di idee verso un fine condivisibile, per cui
00:30:39il tema è noi abbiamo mai parlato del dovere di essere italiano? Cioè l'italiano che
00:30:49doveri ha in questo momento di fronte al suo paese, di fronte a questa parola, di fronte
00:30:54alla sua lingua, di fronte alla sua cultura, di fronte alla sua storia di viaggiatore,
00:31:00di scopritore di altri mondi, più di altri, di fronte alla sua volontà di essere diverso
00:31:07l'uno dall'altro ma nello stesso tempo iscrivibile a quel luogo culturale che è l'Italia,
00:31:14che ancora facciamo fatica a definire tanto è grande o parliamo solo del diritto di avere
00:31:20un pezzo di carta per dire che abbiamo vinto una battaglia politica, poi non si capisce
00:31:24bene contro chi e a chi noi affidiamo questa risposta? A chi la affida la politica questa
00:31:33risposta? Nella dimensione solis sanguinis, quella della storia, cioè tu sei figlio di
00:31:41tuo padre e quindi della sua storia o sei figlio del posto dove nasci e qui ce n'è
00:31:46di tutti i tipi perché nei paesi più o meno evoluti, avanzati, democratici, a seconda
00:31:52della gestione di quello che avveniva si sono scelte delle strade diverse, di fatto
00:31:58la figlia la storia, poi vai a vedere e ti rendi conto che per esempio nello jus sanguinis,
00:32:06cioè gli italiani, figli di italiani, figli di italiani, figli di italiani che a un certo
00:32:11punto hanno cominciato a chiamarsi italiani perché poi è anche questo bisogna dire,
00:32:17noi abbiamo un sacco di italiani in giro per il mondo che in Italia non ci sono mai
00:32:20stati, abbiamo un sacco di gente che viene dal giro del mondo che in Italia invece ci
00:32:25vive, quindi uno dice vabbè ma ci sarà un sangue anche lì, quanto sta il sangue a cambiare
00:32:32natura e quanto sta il sangue ad assumere una natura? Per cui oggi se noi guardiamo
00:32:39l'Italia solo da questo punto di vista siamo i primi che ci rendiamo conto che l'Italia
00:32:45allora non è qui, non è solo qui, dovremmo fare a tutti questa domanda. Poi guardiamo
00:32:52che dentro quella dimensione abbiamo scoperto, questo governo ha scoperto, questo governo
00:32:59che sostiene questa dimensione dell'identità culturale da mantenere proprio all'interno
00:33:04della globalizzazione e di questo mondo che fa sembrare tutto uguale, oggi cammini per
00:33:11la via del centro di una città italiana e trovi le stesse cose che trovi in una città
00:33:16francese, londinese, questo fino a vent'anni fa non succedeva, è l'effetto massificazione
00:33:21globale commerciale che sta cambiando volto ai luoghi che vediamo. Allora tu dici io devo
00:33:28mantenerla questa identità, però questo stesso governo ha fatto la più grande azione
00:33:34di pulizia, ha cominciato la più grande azione di pulizia contro l'abuso di questo
00:33:40metodo che l'Italia ha adottato. Stiamo leggendo nei giornali, il Tempo è stato uno di quelli
00:33:45che per primo si è battuto per questa cosa, il Ministro Tajani ha spedito centinaia di
00:33:50ispettori in giro per i nostri consulati, in giro per le nostre ambasciate in tutto
00:33:54il mondo dove abbiamo scoperto che criminali sia nostri che di fuori, mafie nel nome di
00:34:02business miliardari, attraverso questo sistema faraginoso, attraverso legami con funzionari
00:34:09che portavano i colori della nostra bandiera, del nostro tricolore, sia sui loro documenti
00:34:15che sui loro uniformi di dirigenti e funzionari dello Stato, attraverso amici nei comuni creavano
00:34:24italiani che non esistono sulla base di un sangue che non esisteva, quindi abbiamo scoperto
00:34:29che terroristi libanesi giravano per gli Stati Uniti d'America con i passaporti che
00:34:33gli avevamo dato noi e quindi abbiamo scoperto che questa dimensione è una dimensione che
00:34:38noi stessi non abbiamo saputo gestire. Dall'altra parte sappiamo che nel momento in cui tu identifichi
00:34:46in un luogo l'unica cosa che determina chi sei, qualcuno userà quel luogo per essere
00:34:53chi vuole essere perché gli comoda e quindi manifesterà attraverso lo stesso sistema
00:34:59una tendenza a sviluppare un italiano che non ci sarebbe stato e quindi la proposta
00:35:05scuola, istruzione non soltanto, socialità non soltanto, lo stare insieme nel momento
00:35:17in cui decidiamo se possiamo fare qualcosa per il Paese del futuro, già di più, può
00:35:23essere il luogo dove rispondere a questa domanda, dove capire se è possibile questo
00:35:29passaggio, ma la scuola c'è gli altri strumenti per fare questo? Una scuola dove noi assistiamo
00:35:37a processi o cause civili per un voto negativo di un figlio che viene giudicato, maltrattato
00:35:46da un genitore che magari non lo vede da due mesi e che non conosce qual è la sua vita,
00:35:53quali sono i suoi gusti, quali sono le sue preferenze, quali sono i suoi amici perché
00:35:58ormai c'è una famiglia separata anche a causa di quella tecnologia che ci dovrebbe
00:36:05unire, può essere pronta per dirci se tu sei integrato o no? E questa idea di qualcosa
00:36:14di meravigliosamente italiano che noi vediamo, migliaia di ragazzi nati qui che non hanno
00:36:19ancora diritto a essere cittadini ma che lo sono più di noi perché parlano l'italiano
00:36:24meglio di tre quarti di quelli che incontro io in televisione che dicono delle cose surreali
00:36:29in quella che è stata la lingua di Dante, di Manzoni, di Leopardi, di Carducci, però
00:36:36non sanno come dircelo, ci guardano e tutti noi sappiamo che lì c'è l'Italia ma nello
00:36:41stesso tempo vediamo formarsi partiti, movimenti e intere comunità che si isolano da questa
00:36:48cultura integrata e sfidano le leggi e la Costituzione Repubblicana che è quella che
00:36:56gli concede quel diritto nel nome di qualcosa di ideologico o perfino divino, imponendo
00:37:04a noi di difendere loro cambiando quello che siamo noi, quindi passiamo la vita a dire
00:37:10che la laicità dello Stato è togliere le croci dalle scuole e poi scopriamo che le
00:37:14scuole devono chiudere per il Ramadan, siamo un Paese pronto ad aprire questa riflessione
00:37:21davvero perché finché non saremo pronti, non sapremo riempire la parola dovere da affiancare
00:37:29alla parola diritto, noi continueremo a vedere quei ragazzi che la cittadinanza la meritano
00:37:35non averla per colpa nostra, non per colpa loro e dei loro genitori e continueremo a
00:37:41vedere Corvetto che spacca il Paese sui fatti di cronaca nera che si sviluppano ogni giorno
00:37:50nelle nostre periferie perché noi non siamo in grado di dire che a un certo punto abbiamo
00:37:56smesso di pensare e dove ci rifugiamo? In quello che conosciamo già e siccome quello
00:38:01che conosciamo già viene da un passato meno complesso di questo presente, finiamo per
00:38:07essere un pendolo, cioè ci aggrappiamo a quelle che crediamo essere delle ideologie
00:38:12quando invece le ideologie nella storia sono servite a scontrarsi tra loro per generare
00:38:19nella dialettica soluzioni più moderne, quindi questa parola Italia, Ius Italiae deve avere
00:38:29la forza che ha avuto l'Italia nei momenti delle grandi sfide rivoluzionarie e culturali,
00:38:37deve essere Dante senza asterischi, per poter avvenire deve affermare che non tutto ciò
00:38:44quello che viene da fuori e che vuole dirci che noi siamo troppo ottusi e poco intelligenti
00:38:53e da capirlo è vero, ci sono delle menzogne nell'integrazione che se non vengono denunciate
00:39:01apertamente rendono questo percorso interminabile e impossibile.
00:39:07Allora a questo punto mi dicono pure che sta arrivando l'Avvocato Sedo,
00:39:19però se il Presidente vuole intervenire. Prego, allora i graditissimi saluti del Vice
00:39:26Presidente della Camera, l'Onorevole Fabio Rampelli, grazie per l'onore di averla qui.
00:39:29Visto che è l'Avvocato mi pare che sia avvocato, la persona che sta per arrivare non c'è,
00:39:40ma stiamo il tempo con una riflessione aggiuntiva che volentieri sottopongo alla
00:39:51vostra attenzione non dopo avervi ringraziati tutti, in particolare i ragazzi che impegnano
00:39:58il loro pomeriggio che magari poteva essere un pomeriggio di svago per stare qui con noi nella
00:40:03Sala della Regina, del Palazzo Montecitorio, la sala maggiormente solenne fra tutte quelle
00:40:09che sono qui nella Camera dei Deputati e che sono destinate appunto a ospitare convegni di
00:40:19approfondimento e incontri di riflessione. Grazie agli organizzatori, grazie a tutti i
00:40:26relatori ho ascoltato con attenzione e soddisfazione tutti gli interventi. Certamente non si può fare
00:40:34a meno di constatare che la materia è una materia scivolosa, non è un caso che se ne parli di lungo
00:40:44e largo da diversi anni e in buona sostanza chiunque si sia trovato alla guida della Nazione,
00:40:51dalla posizione di Presidente del Consiglio, con tutte le coalizioni possibili e immaginabili,
00:40:57talvolta anche senza, non abbia voluto o non sia riuscito a modificare la normativa vigente
00:41:06in termine di cittadinanza, di concessione della cittadinanza. E quindi comincia qui il discorso,
00:41:16perché se non mettiamo i puntini su lei rischiamo di perderci per strada.
00:41:22È probabile che ci sia una discussione aperta tanto nel centro-destra quanto nel centro-sinistra,
00:41:28ma è anche probabile, forse maggiormente probabile, che l'attuale, siamo abituati
00:41:35solitamente, insomma lo dico anche con dispiacere, a sentir parlare male dell'Italia e anche delle
00:41:41sue leggi. In questo caso è probabile che la legge attuale dia delle risposte importanti anche
00:41:48a questa domanda di naturalizzazione da parte dei cittadini stranieri che arrivano in Italia.
00:41:54Noi siamo la Nazione che concede la cittadinanza italiana al maggior numero di stranieri presenti
00:42:03sul suolo italiano rispetto a tutte le altre nazioni europee. Nel 2023 abbiamo naturalizzato
00:42:11200 mila persone, nel 2022 223 mila persone. In cinque anni saranno un milione i nuovi cittadini
00:42:24italiani, in cinquant'anni saranno 10 milioni i nuovi cittadini italiani, che vanno comunque
00:42:32sommati agli attuali nuovi cittadini italiani che ormai sfiorano i 10 milioni su 60. Sono numeri da
00:42:45cui non si può prescindere, perché c'è comunque anche una responsabilità che chi governa deve
00:42:53prendersi nei confronti non solo di chi ha governato, ma anche di chi comunque ci ha
00:43:05consentito di avere per le mani uno Stato unitaro del 1870, una Nazione che lo ha preceduto per
00:43:12secoli e secoli, generazioni e generazioni che si sono battute per esistere e resistere di fronte
00:43:20ai desideri di conquista di tante altre più potenti nazioni europee e non soltanto europee,
00:43:26è stata una lunga cavalcata. Noi abbiamo comunque una responsabilità di fronte a coloro i quali
00:43:34hanno perso la vita nelle purtroppo tantissime guerre a cui l'Italia ha partecipato, da quelle
00:43:41che non possiamo neanche definire tali, i modi rivoluzionari, alle guerre di indipendenza,
00:43:47alle due guerre mondiali, quindi bisogna mettere in campo non un coefficiente di ideologia cercando
00:43:57di aderire anche romanticamente, sarebbe facile farlo e magari strappare qualche applauso a una
00:44:05idea o a un'altra di cittadinanza, bisogna cercare di essere il più possibile equilibrati, di
00:44:13continuare a investire sui processi di naturalizzazione affinché tutti i cittadini
00:44:20che arrivano in Italia, soprattutto quelli che c'entrano regolarmente, che forzerebbero diritto
00:44:26a una corsia preferenziale per arrivare alla cittadinanza, voi sapete che l'attuale legge
00:44:33prevede che sia necessario restare in Italia per dieci anni per poter poi avere titolo a rivendicare
00:44:41la cittadinanza, non so se questo numero sia un numero giudicato, diciamo così, troppo importante,
00:44:51troppo esteso, non so quale possa essere il parametro di riferimento, forse la durata del
00:45:01corso scolastico dipende da quando la conteggiamo perché nelle varie proposte si incontrano diverse
00:45:09possibili soluzioni, è più lunga di dieci anni. Noi siamo comunque soggetti al regime dell'OIUSS
00:45:17Sanguinis, bisogna comunque ricordare che praticamente la stragrande maggioranza delle
00:45:27nazioni europee si ispirano all'OIUSS Sanguinis, non è che siamo una mosca bianca che fa una cosa
00:45:35strana che nessuno capisce e che non viene eseguita da nessuno, è vero che esiste l'OIUSS
00:45:42soli negli Stati Uniti d'America che è una grande democrazia planetaria, ma è anche vero che la
00:45:49natura degli Stati Uniti d'America è totalmente diversa e anche la sua anagrafe ci dà degli
00:45:57indicatori totalmente diversi. Noi abbiamo una storia millenaria dietro le spalle fatta anche
00:46:04di stratificazioni e quindi di contaminazioni, gli Stati Uniti se non avessero avuto da subito
00:46:10le contaminazioni probabilmente non esisterebbero proprio in vita, quindi sono due approcci che non
00:46:15possiamo ispirarci da un fatto che esiste negli Stati Uniti in quanto tale. L'OIUSS Sanguinis
00:46:24può evolvere? Sicuramente sì, non ci sono dogmi, non ci sono resistenze preconcette,
00:46:32c'è solo la necessità, direi il dovere di approfondimento per capire quale potrà essere
00:46:39il punto di caduta di un'eventuale riforma della legge sulla cittadinanza e quando si
00:46:47parla di possibilità di trasformazione noi dobbiamo essere seri, dobbiamo anche cercare
00:46:54di capire che questa esigenza, legittimamente manifestata da diverse forze politiche e anche
00:47:03da alcuni ambienti culturali, si colloca in un preciso tempo in cui, a causa degli errati
00:47:12messaggi, mi permetto di difendere l'Italia, io li considero errati messaggi inviati dall'Occidente
00:47:19opulento al terzo mondo, abbiamo sollecitato degli spostamenti massivi di decine di milioni
00:47:30di persone nel mondo a cui quel cosiddetto, probabilmente ex, nella rimescolanza dei
00:47:40pesi economico-finanziari occidente opulento sta subendo senza riuscire a trovare una soluzione e
00:47:47oggi che si accorge di aver mandato probabilmente a spasso per il pianeta messaggi sbagliati,
00:47:55probabilmente con questa consapevolezza ha deciso addirittura di restringere gli propri
00:48:06impianti normativi, di renderli più severi, anche gli alloius soli fa delle modifiche
00:48:14dei propri impianti normativi in chiave restrittiva, questo bisogna che lo si dica
00:48:23chiaro e tondo perché altrimenti non si sa di che cosa si stia parlando, non possiamo fare
00:48:29una discussione romantica e neanche una discussione accademica, perché guidare uno Stato significa
00:48:40assumersi come già ho detto tre volte delle responsabilità e capire quali potranno essere
00:48:46le conseguenze delle leggi che si mettono in campo, a me sono concesso che queste leggi poi
00:48:53le si facciano rispettare, perché purtroppo siamo pieni di leggi che non vengono rispettate,
00:49:00tal che ad esempio anche le decisioni prese sulla regolarizzazione dei flussi migratori negli ultimi
00:49:08anni con le previsioni di nuovi ingressi in Italia sono sostanzialmente congelate,
00:49:17perché il numero di immigrati, di cittadini stranieri che arrivano in Italia in maniera
00:49:24irregolare oltrepassa di gran lunga le previsioni dei flussi stabiliti da chi ha il compio di
00:49:32programmare i nuovi ingressi, tal che i cittadini stranieri che entrano regolarmente o che vorrebbero
00:49:40entrare regolarmente in Italia sono penalizzati a causa dei noti fenomeni di cui certamente siamo
00:49:49tutti consapevoli e su cui stiamo cercando anche contenendoli di tornare a premiare l'immigrazione
00:49:59irregolare arginando l'immigrazione irregolare. Però non vi porterò via troppo tempo, vi
00:50:08garantisco, c'è anche qualche considerazione in più che va fatta. Visto che comunque l'argomento
00:50:17scivola anche sul piano della poesia, facciamola questa poesia. Un bambino straniero nato in Italia
00:50:33da famiglia immigrata può essere trattato come lo stiamo trattando noi negli ultimi anni, pensando
00:50:47di poter conferire l'elemosina della cittadinanza ignorando in buona sostanza la sua stessa origine
00:50:54che è la origine dei propri generi di riferimento. Chi l'ha deciso? Qual è questa mente illuminata,
00:51:02questa personalità divina che possa avere il compio di stabilire che una persona nata qui debba essere
00:51:12italiana per cittadinanza e non debba per esempio scegliere per cultura, per convinzione, per anche
00:51:23afflato irrazionale la cittadinanza dei propri genitori, dei propri antenati, rimanere comunque
00:51:32attaccato alle proprie tradizioni, alla propria terra, a quelle consuetudini, magari anche con il
00:51:39desiderio, come dicono tante rock star africane, di riscattare con la loro presenza o il loro
00:51:48ritorno un giorno delle nazioni che comunque sono in sofferenza, che stanno sotto orribili
00:51:55tirannidi, che non hanno conosciuto e forse saranno destiati a non conoscere mai la pace, la democrazia,
00:52:03l'istituto della convivenza civile, uno stato laico e non teocratico e via discorrendo. Lo si può
00:52:12decidere per legge? Infatti penso che davvero la composizione di coloro uguali vogliono loius
00:52:22soli si stia sgretolando perché non regge, mentre ha un senso ragionare su loius scuole, loius
00:52:30culture, loius patrie, loius Italia. Non ha senso, chi lo ha fatto ha commesso l'ennesimo
00:52:40clamoroso errore tafaziano, chi lo ha fatto oggi si trova in un angolo perché ha fatto male i propri
00:52:51conti. Quindi io penso che questo discorso non sia un tabù, non debba esserlo, che vada affrontato
00:52:58con grande attenzione, concentrazione, è comunque un tema del nostro tempo, è destinato a modificare.
00:53:07Vi dico soltanto come ultima battuta che le parole che avete ascoltato fin qui, sì io faccio il
00:53:14vicepresidente della Camera, ma ho fatto un intervento di dibattito quindi me ne prendo
00:53:19tutta la responsabilità, non ho fatto un intervento istituzionale perché non mi andava di fare un
00:53:23intervento istituzionale. Quando si fa un intervento di saudi solitamente non si dice niente, siccome
00:53:28invece l'argomento è serio, io qualcosa volevo lasciare in dote a questa platea e ai presenti
00:53:35relatori. Però nel 1994 il Presidente Emerito della Repubblica Carlo Azzelio Ciampi decretò,
00:53:44proprio in presenza di piccoli agglomerati di cittadini stranieri che si erano insediati sul
00:53:56nostro territorio e che non si integravano, il principio dell'equa distribuzione. Perché qui
00:54:03non si può continuare ad agire per massimi sistemi senza pensare che comunque quello che
00:54:08sta accadendo in Italia ma anche nelle altre nazioni europee ci deve far riflettere, ci deve
00:54:15far uscire dal guscio dei dogmi. L'equa distribuzione prevede comunque che ci possa
00:54:21essere un processo effettivo di integrazione culturale e di integrazione sociale, perché dei
00:54:29cittadini stranieri che vivono comunque in un contesto dove ci sono anche cittadini italiani
00:54:35possono essere meglio tenuti a rappresentare, a rispettare, come si diceva poco fa, ma non
00:54:42può essere un precetto astratto, deve essere un vissuto quotidiano e in questo modo lo può essere
00:54:49la Costituzione italiana, le sue leggi, le sue consuetudini, le sue tradizioni, la sua religione
00:54:58di riferimento. Perché io non mi sento meno amato nella mia libertà anche di aderire a una
00:55:09confessione religiosa, quella di cultura cattolica, se andando a Istanbul in Turchia piuttosto che
00:55:17nei paesi islamici vedo le mezzelune a destra e sinistra o le moschee, non voglio dire che ci
00:55:26vado per turismo proprio per questo, le voglio trovare, voglio conoscere la diversità, una
00:55:34diversa sensibilità, un diverso modo di intendere la vita, una diversa rappresentazione della città,
00:55:40dei monumenti, delle icone che quel popolo si sceglie e allo stesso tempo è giusto che chi viene
00:55:48dal di fuori dei nostri confini, quando mette piede qui, incontri il crocifisso, il presepe a
00:55:54Natale all'interno della propria scuola. Non è una costrizione ad aderire alla religione cattolica,
00:55:59è un pezzo della cultura italiana che si manifesta anche attraverso la clemenza e l'idioma soffice
00:56:09della religione cattolica, che la si può vedere da due punti di vista, sia da un punto di vista
00:56:15teologico e sia da un punto di vista meramente culturale. Quindi io penso che sia importante
00:56:25anche agganciarci a questo monito rappresentato da quella decisione del Presidente Ciampi che,
00:56:33in presenza di piccoli Bronx che nascevano ai margini, nei borghi, nei bordi, cioè nelle
00:56:41periferie delle grandi città, diceva attenzione, no alle scuole, perché questo era il senso,
00:56:48anche se non era scritto così nel decreto, no alle scuole fatte soltanto da cittadini del
00:56:55Bangladesh e piuttosto che dell'Africa. Ci vuole l'equa distribuzione, ci deve essere attraverso
00:57:02la mescolanza di cittadini italiani e cittadini stranieri, lo strumento per il dialogo. Non è
00:57:12l'uniformità che fa l'integrazione, l'uniformità, l'omogeneità fa il conflitto, genera conflitto,
00:57:20genera ostilità, genera odio. È il riconoscimento dell'identità dell'altro che sprigiona in un
00:57:29clima di equilibrio e con numeri adeguatamente messi in ordine il desiderio dello scambio. Ti
00:57:37ascolto, ti apprezzo, sono disponibile ad ascoltarti e a recepire il tuo modo di vivere,
00:57:45il tuo stile di vita. Insomma c'è tanta roba dentro questa discussione e io spero che questo
00:57:55argomento, questa discussione la si possa continuare a fare senza il paraocchi, senza
00:58:03dogmi, senza la pressione della politica che deve per forza farsi propaganda e mirare alla
00:58:11cassetta elettorale invece che a farsi carico di risolvere i grandi problemi, le grandi criticità
00:58:18del nostro tempo. Grazie a tutti. Grazie Presidente, per questo punto non sono stati
00:58:26i soliti saluti istituzionali ma un intervento articolato molto interessante, grazie Presidente.
00:58:31Noi abbiamo acquisito, come mi ha detto un altro relatore, perché adesso piano piano li facciamo
00:58:38tutti, però perdiamo il Ministro Fioroni e adesso quindi ribilanciamo che deve andare via. Lo
00:58:46ringraziamo molto per essere intervenuto, grazie. Allora io mi sono dimenticato una cosa
00:58:54importantissima che era il famoso questionario delle parole guerriere, parole di pace, le quali
00:59:00parole hanno scaturito in voi una sensazione, non so se l'avete fatto, l'avete trovato sulle vostre
00:59:05sedie, era possibile farlo sia online che cartaggio, se volete potete recuperare, tanto vi
00:59:10ricordate, insomma, le parole e i concetti espressi. Allora andiamo dall'Avvocato Sedu,
00:59:15Vice Presidente dell'Ordine degli Avvocati di Napoli, impegnato nella tutela dei diritti civili
00:59:22dell'integrazione. Io avevo pensato di farla intervenire all'inizio per dare anche delle
00:59:28informazioni perché dobbiamo spiegare se questa proposta di legge lo visto in Italia c'è, cosa
00:59:32dice eccetera e quindi profitto della sua competenza giuridica e della sua esperienza
00:59:38anche diretta della questione per chiedere se ha voglia di farci un po' uno stato dell'arte
00:59:42rispetto a come siamo messi oggi in Italia rispetto a questo tema, quali sono le proposte
00:59:48in campo evolutive rispetto alla situazione esistente e soprattutto perché c'è il bisogno,
00:59:54se ce n'è, di una nuova legge in Italia su questa questione.
00:59:58Buonasera a tutti, grazie per la parola. Innanzitutto io credo di dover chiedere
01:00:07perdono non scusa per il ritardo, però di lavoro faccio l'Avvocato e se un giudice decide
01:00:15che l'udienza finisce alle 16, finisce alle 16, poi prendi il treno, corri, sudi, arrivi
01:00:22da Napoli a qui. Detto ciò ho avuto modo però di apprezzare diversi relatori perché
01:00:31a distanza c'era la connessione online e mi rifaccio alle parole ultime che ho ascoltato
01:00:39dell'Onorevole Rampelli. Io sono d'accordo per quanto riguarda la nostra cultura italiana,
01:00:48l'identità, il radicamento di quel sentimento italiano in questa terra, di essere conformi
01:00:59a quello che è tecnicamente l'italianità. Però poi mi domando quando nella nazionale
01:01:05di calcio italiana si viene convocati e si convoca Matteo Reiteghi che non aveva mai
01:01:12vissuto in Italia, non parla la lingua italiana e ripreso dalle telecamere non conosceva l'inno
01:01:19di Mamelli, come lo definiamo questo? Va benissimo, sono d'accordo, lo ius sanguinis è assolutamente
01:01:26doveroso, io sono per lo ius sanguinis così come sono per una linea mediana come lo ius
01:01:34cole e adesso spiegherò il perché. E' giusto che il tramandare la cittadinanza italiana
01:01:44sia soprattutto anche per fattore di sangue, l'Onorevole Rampelli ricordava prima che in
01:01:51America hanno un sistema diverso, effettivamente diverso, noi difficilmente arriveremo e giungeremo
01:01:58mai ad ambire ad uno ius soli puro, in America evidentemente conveniva perché se avessero
01:02:04voluto applicare lo ius sanguinis penso che gli aventi diritto sarebbero stati soltanto
01:02:08gli indiani per la rossa e quindi tutti quanti a casa. Detto ciò che cosa chiediamo con
01:02:18lo ius cole, che cos'è lo ius cole? Guardate in quasi 30 anni in qua dalla legiferazione
01:02:26della norma del 1992 che stabilisce chi è il cittadino italiano, io onestamente penso
01:02:33che il legislatore del 1992 abbia fatto una bella norma, perché è una norma che garantisce
01:02:40lo ius sanguinis, è una norma che riconosce in sé già una forma di ius soli e spiego
01:02:50perché, chi nasce da cittadino italiano è cittadino italiano iure sanguinis, chi invece
01:02:57nasce da ambedue i genitori stranieri è cittadino straniero, però non stiamo parlando di naturalizzazione
01:03:09quando tiene la cittadinanza, stiamo parlando che a diciottesimo anno può fare opzione
01:03:15per la cittadinanza italiana, tant'è che nel 2013 ci sarà una norma che sarebbe l'articolo
01:03:2533 precisamente che dice che le pubbliche amministrazioni quando i figli degli stranieri
01:03:32stanno per compiere diciotto anni hanno l'obbligo, non la facoltà, l'obbligo di informare sei
01:03:40mesi prima che compiano diciotto anni della loro facoltà di optare per la cittadinanza
01:03:48italiana, opzione perché? Perché la cittadinanza italiana in questo caso acquisito secondo
01:03:54l'articolo 4,2 della legge del 92 non è una concessione dello Stato, quindi non c'è
01:04:04un potere discrezionale dello Stato, lo Stato e il legislatore del 92 ha riconosciuto che
01:04:13in questi ragazzi alberga già l'italianità, se così la vogliamo definire e quindi gli
01:04:20riconosce un diritto soggettivo, tant'è che i ragazzi che fanno la dichiarazione a
01:04:24diciotto anni non devono presentare né dichiarazione dei redditi, né il casellario giudiziale,
01:04:31non devono presentare nessuna di questa documentazione, perché lo Stato prescinde che non sono cittadini
01:04:38da integrare nel tessuto sociale italiano, perché ricordiamocelo etimologicamente integrazione
01:04:44vuole dire unire un corpo esterno ad un nucleo predominante, quindi un ragazzo che nasce
01:04:51in Italia o cresce in Italia e ci arriva a un anno, due anni di vita, che fa l'asilo
01:04:58fino alle scuole superiori è mai qualificabile come cittadino straniero se padroneggia la
01:05:06lingua italiana e ne è pregno della cultura italiana, perché ha sempre vissuto esclusivamente
01:05:12sotto giurisdizione italiana non può essere considerato uno straniero, tuttavia può essere
01:05:18considerato una minoranza etnica su quale fare inclusione sociale, non integrazione
01:05:25sociale, perché tu integri lo straniero, ma non chi di fatto a livello identitario
01:05:30è già un cittadino italiano. Quindi quando sono stato qui in audizione diversi anni fa
01:05:41ricordo che un senatore mi chiese, disse avvocato Sedu ma lei, chiedo scusa non ero
01:05:47ancora avvocato, ero studente in giurisprudenza, ma lei come mai non è per loi soli puro,
01:05:57essendo io cresciuto in Italia e secondo quello che l'onorevole Ramperli diceva prima della
01:06:04italianità, della mentalità, ritengo che uno Stato perché si debba dire di diritto
01:06:14deve avere la possibilità e il sacro santo diritto di determinare le modalità di ingresso
01:06:21e di permanenza nello Stato, nel proprio territorio. Ora che cosa succede? La Costituzione repubblicana
01:06:29difende tre valori fondamentali, lavoro, salute e famiglia. Se noi dovessimo consentire
01:06:39che lo ius soli puro vuol dire che una signora incinta partorisce su un nave battente bandiera
01:06:48italiana e automaticamente il figlio è cittadino italiano e così in virtù del fatto che la
01:06:55Costituzione repubblicana garantisce l'unione e la coesione familiare, si andrebbe a sanare
01:07:01la posizione di una persona che è entrata irregolarmente sul territorio.
01:07:06Ora abbiamo capito da che cosa nasce 30 anni di bagarre politica tra la destra e la sinistra,
01:07:16quale può essere tuttavia la soluzione, visto che noi stiamo parlando di ragazzi che sono
01:07:22nati o cresciuti qua, che sono entrati, qualora non nati, sul territorio nazionale
01:07:28prima di aver maturato la capacità di discernere. Quindi mandare, oppure come diceva l'onorevole
01:07:37Rampelli, che sono legati alla terra dei propri genitori può essere un sentimento terzo, ma
01:07:46basta di fatto che chi nasce, cresce qui, che ha vissuto esclusivamente sotto giurisdizione
01:07:53italiana non può mai voler andare a vivere, io per esempio non andrei mai a vivere in
01:08:00Nigeria perché paradossalmente io in Nigeria sarei considerato uno straniero, perché non
01:08:07padroneggio la lingua nigeriana, la lingua pidgin oppure i dialetti locali che non conosco,
01:08:15ma che oggettivamente sono cresciuto qua. Quindi noi stiamo parlando di un fattore soggettivo
01:08:21d'identità, quando parliamo dei ragazzi che dovrebbero beneficiare dello yuskole non
01:08:26stiamo parlando di soggetti da integrare nel tessuto sociale italiano, stiamo parlando
01:08:31di soggetti che a livello identitario del diritto umano a preservare una propria identità
01:08:38sulla scorta del loro vissuto e del luogo in cui hanno determinato la vita privata
01:08:44sono cittadini italiani, quindi lo yuskole non è altro che una linea mediana, perché
01:08:52lo yuskole? Perché abbiamo capito che se sei figlio di stranieri, che i tuoi genitori
01:09:01siano clandestini o meno, la legge obbliga i genitori a mandare i figli a scuola, è
01:09:07un obbligo, pena decadenza ex 330 che sarebbe la decadenza dalla responsabilità genitoriale
01:09:15dei genitori stranieri, arrivano gli assistenti sociali e si prelevano i bambini. Ora se
01:09:21la Repubblica dice che io devo mandare per forza mio figlio a scuola, anche se sono cittadino
01:09:27clandestino, vuol dire che perché la Repubblica ha determinato che il luogo dove si coltiva,
01:09:35dove si annaffiano come piante i futuri italiani è la scuola.
01:09:40Quindi che cosa succede? Se noi vogliamo trovare una linea mediana che possa effettivamente
01:09:50accontentare sia la destra che la sinistra e riconoscere che questi ragazzi sono portatori
01:09:57di un diritto soggettivo che non può essere leso e talvolta non possono essere espulsi,
01:10:04di recente ho assistito a un ragazzo che è nato e cresciuto in Italia che è stato espulso
01:10:10in Nigeria, una tragedia, voleva suicidarsi, è come prendere uno dei vostri figli e lo
01:10:19spedire a vivere in Russia, è la stessa identica cosa.
01:10:23Ora che cosa succede? Vogliamo una linea mediana, vogliamo uscire dalla bagarre politica, vogliamo
01:10:31riconoscere che questi ragazzi sono cittadini italiani? Io direi assolutamente sì e qualcun
01:10:36altro di recente mi ha detto Avvocato Sedu ma perché lei è contro il referendum sulla
01:10:42cittadinanza? E ho dovuto spiegare tecnicamente perché per fortuna o sfortuna io sono un
01:10:48giurista e il motivo per cui si è acceso il dibattito sulla riforma della cittadinanza
01:10:55è perché nella legge del 1992 c'era scritto che il figlio dello straniero, nato e ivi
01:11:02legalmente residente per 18 anni, può chiedere la cittadinanza italiana al diciottesimo anno,
01:11:11quella legalmente residente è stato motivo di scontro politico in questo Paese e vi spiego
01:11:17perché, perché legalmente residente vuol dire che se i miei genitori, anche qualora
01:11:22fossero entrati nel Paese regolarmente, con il regolare visto, possono avere nel corso
01:11:29della permanenza in Italia perso il diritto al rinnovo del permesso di soggiorno perché
01:11:35hanno perduto il lavoro e se la condizione del minore segue quella giuridica di chi ne
01:11:41esercita la responsabilità genitoriale, quindi dei genitori, vuol dire che il minore sarà
01:11:47cancellato dall'anagrafe del comune di residenza e quando maturerà a 18 anni non potrà optare
01:11:55per la cittadinanza italiana perché non è stato legalmente residente per 18 anni.
01:12:02Questo ha creato un grandissimo frastuono, frastuono che il legislatore stesso ha voluto
01:12:10in qualche misura risolvere nel 2013 con la norma che vi dicevo prima e ha sostituito,
01:12:18ha interpretato tra virgolette la parola legalmente residente con ogni idonea documentazione,
01:12:26che chi chiede la cittadinanza può provare la sua permanenza di 18 anni in Italia con
01:12:32ogni idonea documentazione, su ogni idonea documentazione io la risiedo di aver dato
01:12:39oltre 200 cittadinanze vinte nei tribunali perché bastava esibire atto di nascita,
01:12:49libretto delle vaccinazioni, dichiarazione dell'asilo e ricostruire 18 anni di vita e
01:12:58quindi avevano la cittadinanza e mi dicono ma lei perché è contrario al referendum? Perché
01:13:06il referendum, questo referendum con questa modalità ci sta riportando alla norma del
01:13:1292 e voi direte l'avvocato l'è caduto con la testa a terra, vogliono dare la cittadinanza
01:13:19dopo cinque anni, se la cittadinanza per cui si andrà per referendum e prima di spiegarvelo
01:13:28tecnicamente vi faccio un esempio, nella classe B di una scuola elementare del napoletano
01:13:37ci sono due bambine, c'è Fatima che è figlia di un marocchino che lavora come operaio in
01:13:45un settore navale, in un cantiere navale e invece Giamila che è la figlia di un senegalese
01:13:54che fa il bracciante agricolo, senza contratto di lavoro, senza permesso di soggiorno ed è
01:14:02mortificato dal caporalato, ora dopo cinque anni qualora dovesse avere successo il referendum
01:14:11che siamo per votare, dopo cinque anni si abbasserebbe la soglia da dieci anni a cinque
01:14:17anni e paradossalmente il papà di Fatima potrà chiedere, visto che ha il contratto
01:14:24di lavoro e il permesso di soggiorno, potrà chiedere ottenere la cittadinanza e automaticamente
01:14:31anche per sua figlia che diventa cittadina italiana, invece l'amica di banco che hanno
01:14:38lo stesso status in quanto figli di cittadini stranieri non potrà avere la cittadinanza
01:14:44italiana perché suo papà non ha i documenti a posto, ora non vi sembra la stessa discriminazione
01:14:51che è stata fatta nel 92 per cui il legislatore ha dovuto apportare modifiche nel 2013? Questa
01:14:58è la mia unica obiezione perché non possiamo permetterci assolutamente di fare discriminazioni
01:15:05tra minori, è l'unica cosa che noi dobbiamo riconoscere che non sono soggetti da integrare
01:15:12nel tessuto sociale italiano ma sono già italiani. Grazie.
01:15:17Grazie Avvocato Setu, abbiamo capito perché il dibattito è decennale su questo tema,
01:15:28grazie Presidente Rampelli che ci deve lasciare, io faccio solo gli ultimi ringraziamenti,
01:15:37dicevo perché il tema è da dieci anni sul lagone politico perché è molto complesso,
01:15:45abbiamo ascoltato analisi e prospettive sfaccettature di questo tema così complesso, ovviamente
01:15:52è la politica che deve avere lo sguardo oltre, lo sguardo sul lungo periodo e dare risposte
01:15:57concrete a queste che sono comunque esigenze della comunità. Permettetemi infine, siccome
01:16:03questo è il venticinquesimo convegno, voglio permettere questo spazio per ringraziare anche
01:16:09lo staff, i nostri amici, gli amici di Parole Guerrieri, quelli che contribuiscono in vari
01:16:13modi all'uscita di questi fortunati eventi e li dico in ordine sparso, Maria Faragocce,
01:16:19Sara Serantoni, Gidi Olizza, Giulia Romano, Salvatore Salvaguardia, Lor Capocefolo, Valentina
01:16:24Zotti, Andretta Andrea, Michele Galella, Salvatore Crupi e soprattutto Dalia Nesci con la quale
01:16:31abbiamo avviato questi incontri sin dal 2017. Quindi ringrazio tutti i relatori per aver
01:16:37partecipato, io ho sperato fino alla fine ma il Monsignor Pagliasi scusa e si rammarica
01:16:42ma ha avuto un imprevisto nella vita e imprevisti esistono, grazie e speriamo di rivederci alla
01:16:48prossima volta, grazie infinite.