https://www.pupia.tv - L' Orientale - Conferimento della Laurea Honoris Causa a David Trueba
Il 27 marzo 2025, alle ore 11:00, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore (Largo San Giovanni Maggiore, Napoli), il nostro Ateneo conferirà la Laurea Honoris Causa in "Lingue e Letterature Europee e Americane" a David Trueba, in riconoscimento del suo straordinario contributo alla cultura letteraria, cinematografica e giornalistica internazionale.
L’evento rappresenta un’importante occasione per celebrare una figura di spicco nel panorama culturale contemporaneo, il cui lavoro si distingue per la capacità di intrecciare narrazione, analisi sociale e ricerca artistica. (27.03.25)
#pupia
Il 27 marzo 2025, alle ore 11:00, presso la Basilica di San Giovanni Maggiore (Largo San Giovanni Maggiore, Napoli), il nostro Ateneo conferirà la Laurea Honoris Causa in "Lingue e Letterature Europee e Americane" a David Trueba, in riconoscimento del suo straordinario contributo alla cultura letteraria, cinematografica e giornalistica internazionale.
L’evento rappresenta un’importante occasione per celebrare una figura di spicco nel panorama culturale contemporaneo, il cui lavoro si distingue per la capacità di intrecciare narrazione, analisi sociale e ricerca artistica. (27.03.25)
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NovitàTrascrizione
00:00a questo titolo. Ho saputo inoltre che ha voluto che la sua lezione magistrale fosse tradotta in
00:05italiano, in modo da poterla leggere nella nostra lingua, affinché tutti possano seguirlo. È anche
00:12per questo, a David Trueba, a nome di tutta l'Università degli Studi di Napoli o l'Orientale,
00:17che dico benvenuto.
00:30Igregio signor David Trueba, illustri ospiti, autorità, colleghe e colleghi,
00:48è con vero piacere e con autentica ammirazione che le porgo il benvenuto a nome del Dipartimento
00:55di Studi Linguistici e Comparati dell'Università di Napoli e l'Orientale, Dipartimento al quale
01:02afferisci il corso di laurea magistrale in lingue e letterature europeo-americane,
01:06titolo che oggi, nel corso di questa solenne cerimonia, avremo il privilegio di conferirle
01:12onoris causa. Nel maggio dello scorso anno, il Consiglio del corso di studio, preseduto dalla
01:19professoressa Anna Maria Cimitile, qui presente e che ringrazio, accorse all'unanimità la
01:25proposta degli hispanisti e ispano-americanisti dell'Ateneo di renderle omaggio con questo
01:31riconoscimento. Un riconoscimento, parafraso alla motivazione che accompagnava la petizione,
01:39volto a onorare la sua intensissima e poliedrica attività di romanziere, giornalista, sceneggiatore,
01:46drammaturgo e regista cinematografico, un'attività che fa di lei, signor Trueba,
01:51un significativo protagonista del dibattito pubblico contemporaneo, sia nel suo Paese di
01:56origine che a livello internazionale. La proposta fu presentata al Consiglio di Dipartimento,
02:02che la approvò con entusiasmo e, attraverso i suoi rappresentanti, la sostenne con convinzione nei
02:09consessi degli organi di governo dell'Ateneo. Il Dipartimento, che mi onoro di dirigere,
02:15in sintonia con le consolidate vocazioni dell'Università l'Orientale, si caratterizza
02:21per la tradizione di ricerca sulle lingue, letterature e arti dello spettacolo dell'Europa
02:26occidentale-orientale e delle Americhe, declinata secondo diversi orientamenti metodologici. La
02:33critica e la storia delle letterature, in chiave sia reale sia comparata, l'analisi filologica e
02:39linguistica, anche nelle sue dimensioni teoriche, di studi sulle culture e sulle arti visive e
02:45performative. Oltre alle lingue, le letterature sono rappresentate nel Dipartimento le filologie
02:51moderne, l'italianistica, gli studi di comparatistica e teoria letteraria e gli studi
02:56sul teatro. Valorizzando la pluralità delle sue componenti, il Dipartimento promuove tanto
03:02l'approfondimento della ricerca disciplinare quanto il dialogo e l'interazione interdisciplinare,
03:09volta ad approfondire le modalità di scambio tra aree, tradizioni, lingue e linguaggi diversi,
03:16in un'ottica comparatistica e interculturale, spaziando dalla particolare attenzione per le
03:22specificità culturali all'interazione con la dimensione globalizzata contemporanea.
03:28Gli incroci Nord-Sud-Est-Ovest, sia attorno al bacino del Mediterraneo che nelle irradiazioni
03:35intercontinentali, sulla scia delle intersezioni medievali e moderne, coloniali e postcoloniali,
03:41e delle configurazioni geopolitiche remote e recenti, si pongono al centro dello spazio
03:46critico degli studi del Dipartimento. Le discipline dello spettacolo rispecchiano
03:52parimenti il medesimo impianto transistorico e interculturale, e forse le farà piacere
03:57apprendere che di recente il Consiglio ha avanzato la proposta di consolidare un settore
04:03scientifico-disciplinare che in passato aveva goduto di una decennale fortuna, quello di cinema,
04:09fotografia, radio, televisione e media digitali. In questo quadro si inserisce il corso di laura
04:15magistrale in lingue e letterature europee-americane, che con i suoi due curriculum si propone di
04:21perfezionare la conoscenza delle lingue, delle culture e delle letterature nelle loro dimensioni
04:26geografiche e culturali, connesse alla storia della colonizzazione e ai processi della
04:31globalizzazione, con particolare attenzione alla ricerca filologica, all'analisi del testo e
04:37all'ebridazione linguistica, alle teorie della critica letteraria, ai raccordi interdisciplinari
04:42con il teatro e i media, oppure di consolidare le componenze dei suoi studenti sulla teoria e
04:49la pratica della traduzione letteraria. Come avrà modo di approfondire nella sua laudazio
04:54il professor Marco Ottaiano, David troebbe uno dei più raffinati e certamente il più eclettico
05:01fra gli intellettuali e gli artisti spagnoli contemporanei. Pluripremiato regista,
05:07cinematografico e sceneggiatore, ha esordito scrivendo il film di Emilio Martínez Lázaro,
05:11Amo tu Camarica, regista per il quale ha sceneggiato, due anni dopo, Los peores años
05:18de nuestra vida. Successivamente ha lavorato per importanti cineasti, da Alex della iglesia a
05:24suo fratello Fernando Troeba, assieme al quale, che ne ha firmato la regia, ha adattato per il
05:30cinema e romanzo di Hector Abad Fazio Linze e L'olvido che seremos. Nel 1996 ha debuttato con
05:37il suo primo film da regista, dal titolo La Buona Vida, basato su una sua sceneggiatura. Qui sono
05:43seguite pellicole dal titolo Come obra maestra, Soldado de Salamina, dal celebre romanzo di Javier
05:52Cercas, Bienvenido a casa, il grande successo di Vivir espacios con los ojos cerrados, lavoro che
06:00ha vinto sei premi Goya, tra cui Miglior film, Miglior sceneggiatura e Miglior regia, e ha
06:05rappresentato la Spagna agli Oscar, fino all'ultimo lavoro cinematografico, Saben a Kelly. Ma David
06:12Troeba si è dedicato anche alla regia di diverse pellicole di cinema indipendente, mi limito a
06:17ricordare A Estelado del Mundo, che affronta il tema dell'immigrazione marocchina in Spagna.
06:23Autori di romanzi apprezzati dal pubblico e dalla critica, al lavoro di esordio Abierto
06:30Toda la Noce, hanno fatto seguito Quattro Amigos, uno dei suoi testi più amati dai
06:36lettori, Saber perder, con il quale ha vinto il prestigioso premio nazionale della critica,
06:41Blitz, Tierra de Campos, Queridos Niños, gli autobiografici Ganarse la Vida e Mi 69,
06:51ultima sua fatica letteraria. Opinionista, David Troeba pubblica i suoi editoriali su
06:58vari quotidiani spagnoli, occupandosi dei più diversi temi di attualità, un'attività quella
07:03giornalistica che nel 2018 è sfociata con naturalezza nella scrittura di un panfletto,
07:09La tirannia senza tiranni. Nei suoi lavori, cinematografici e letterari, spesso servendosi
07:18della struttura narrativa del road novel o del memoir, Troeba ha esplorato le fragilità e le
07:24insicurezze di una generazione che fatica a confrontarsi con una contemporaneità sempre
07:29più indecifrabile e vorticistica. Ha indagato il complesso rapporto che ciascuno di noi intrattiene
07:36con le proprie radici familiari. Ha raccontato senza sconti il suo paese e i suoi cambiamenti,
07:41la sua difficile transizione dalla dittatura franchista alla democrazia, mostrandone le
07:47contraddizioni, denunciando lo smarrimento dinanzi alla perdita di senso sia nel discorso
07:52pubblico che nel dibattito pubblico. Temi che tornano naturalmente e costantemente nei suoi
08:00scritti di opinionista. Un'attività intellettuale e una passione civile, la sua, signor Troeba,
08:06per la quale già di fatto e già da tempo lei fa parte della nostra Universitas Magistrorum
08:14et Scholarium. Un'appartenenza che oggi vogliamo però confermare e ratificare, accogliendola
08:21formalmente nella nostra comunità con una laurea onoris causa. Grazie, signor Troeba,
08:26davvero di essere oggi qui con noi.
09:26Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
09:57alternativamente attorno ad ognuno di questi spazi di creazione. Nasce a Madrid il 10 settembre
10:06del 1969 ed è l'ultimo di otto figli. Dall'ambiente familiare e dai percorsi di alcuni dei suoi
10:14fratelli maggiori, comprenderà che anche la sua strada è inesorabilmente legata alla
10:20scrittura, alle immagini, all'invenzione artistica. Studia giornalismo all'Università
10:27Complutense e segue poi corsi di sceneggiatura presso l'American Film Institute di Los Angeles.
10:33A soli 22 anni esordisce come sceneggiatore del film di Emilio Martinez Lázaro, Amo tu
10:39Camarica, e due anni dopo, per lo stesso regista, scriverà lo script per los peores años de
10:45nostra vita, due lavori che esplorano con caustico disincanto la difficoltà dei rapporti
10:53con l'altro sesso e presentano figure di giovani uomini fragili e insicuri, antieroi
10:59maschili smarriti nel vortice dei tempi moderni. Gli anni Novanta lo vede un autore di diverse
11:06altre sceneggiature, per importanti cineasti spagnoli come Alex de la Iglesia e suo fratello
11:12maggiore Fernando Trueba, che proprio in quegli anni raggiungeva l'apice del suo successo
11:18grazie alla vittoria nel 1993 del premio Oscar come miglior film straniero per Belle Epoque.
11:26Per Fernando realizza lo script di Too Much, un vero e proprio omaggio alla commedia americana
11:32degli anni Cinquanta, con Billy Wyder come nome tutelare, e collabora poi a La niña
11:38de Tusocos, un singolarissimo film storico ambientato nella Germania nazista, che farà
11:45incetta di premi in Spagna, che sfiorerà l'orso d'oro al Festival di Berlino e che
11:50consente al giovane David di lavorare al fianco di Raffaele Ascona, la firma più leggendaria
11:57del cinema spagnolo del secondo novecento, storico sceneggiatore dei film di Luis Garcia
12:02Berlanga e di Marco Ferreri. È l'incontro artistico e professionale più importante
12:09nella vita di David Trueba, un incontro che, fra le altre cose, contribuirà ad avvicinarlo
12:15ulteriormente al cinema italiano. Intanto, già nel 1996, aveva esordito col suo primo
12:22film da regista, sempre basato su una sua sceneggiatura, è intitolato La Buona Vida,
12:29una storia sul diventare grandi che riceverà quattro candidature ai premi Goya, il più
12:34prestigioso riconoscimento del cinema iberico. Parallelamente darà avvia un importante percorso
12:41narrativo che lo condurrà, in pochi anni, a diventare uno degli autori più letti e
12:46apprezzati da critica e pubblico. E qui occorre ricordare che nel nostro Paese tutti i suoi
12:53romanzi sono presenti nel prestigioso catalogo dell'editore Feltrinelli. Il suo libro
12:59d'esordio è Avirtoto dalla noce, 1995, caleidoscopica ed esilarante storia di ambito familiare,
13:08per la quale attinge a più di un elemento autobiografico, e dove lo spazio della casa
13:13si fa magistralmente unico spazio scenico del romanzo, al tempo stesso luogo di conflitti
13:21domestici e rifugio dalle insidie del mondo esterno. A questo libro farà seguito quello
13:27che è ancora oggi il suo testo più amato dai lettori, perlomeno in termini di copie
13:31vendute, un longseller oggetto di continue ristampe, anche nel nostro Paese. Mi riferisco
13:38a Quattro Amigos, 1999, impietoso e tenero ritratto generazionale di un gruppo di ragazzi
13:45di Madrid poco meno che trentenni, sviluppato nelle forme del road novel. Nei due romanzi
13:52d'esordio, come nel suo primo film, vi è un superbo uso dei registri linguistici del
13:57dialogo, e non è certo un azzardo affermare che in essi è possibile scorgere, fra le
14:03molte fonti di ispirazione, quel gusto del racconto che appartiene alle forme più riuscite
14:09della migliore commedia italiana degli anni Sessanta e Settanta tanto amata da David Trueba,
14:16il sorpasso di Dino Risi, ai tanti personaggi di malinconica comicità immortalati da Luigi
14:22Comencini e Mario Monicelli. Agli inizi degli anni Duemila si dedica alla regia cinematografica
14:28con più assiduità, girando pellicole come Obra Maestra, un film sul mondo del cinema e sulle
14:35sue illusioni, Soldatos de Salamina, dal celebre e fortunato romanzo di Javier Cercas sulla guerra
14:42civile spagnola e Bienvenido a casa, altra storia sull'ingresso nell'età adulta, tutte
14:49basate su sue sceneggiature. Ritorna al romanzo nel 2008 con Saver Perder, libro di perfetti
14:56meccanismi e incastri narrativi, un'appassionante celebrazione della sconfitta, con cui vince,
15:04all'unanimità, il prestigioso Premio Nazionale della Critica. E' piuttosto significativo che
15:11nella motivazione della giuria venisse sottolineato, fra le altre cose, quanto la scrittura romanzesca
15:18non rappresenti nell'itinerario artistico di David Trueba una realtà accessoria o complementare
15:26a quella del cineasta, bensì una forma espressiva del tutto autonoma, entro la quale l'autore
15:33è sempre capace di trovare un'originale chiave di racconto. A tutto ciò si affianca a una
15:39costante attività giornalistica, incentrata prevalentemente su rubriche e articoli d'opinione,
15:46in cui si occupa, con tagliente dispolemica, dei più diversi temi d'attualità, non abbandonando
15:53il suo inconfondibile e caustico stile letterario. Dopo alcuni importanti lavori documentaristici
16:01– fra questi, La siglia de Fernando del 2006, un omaggio a uno degli attori più iconici
16:07del cinema spagnolo, Fernando Fernangomes, e una grande prova reggistica, come Madri,
16:131987, un lungometraggio girato in un'unica stanza e che rivela tutto il suo estro filmico
16:21– è il 2013, l'anno del grande successo cinematografico di David Trueba, grazie a
16:27Vivires Facil con Los Ojos Cerrados, distribuito in Italia col titolo La vita è facile ad
16:32occhi chiusi, pellicola che vincerà sei premi Goya, tra cui quelli per il miglior
16:37film, la miglior sceneggiatura e la miglior regia, e che rappresenterà la Spagna agli
16:42Oscar. La pellicola, ambientata nell'estate del
16:461966, si basa su una storia meravigliosamente vera, quella di un professore d'inglese,
16:55sì, un professore di lingua estraniera, protagonista di una storia al cinema, che per le sue lezioni
17:02fa lavorare gli studenti sui testi dei Beatles, e che, saputo della presenza di John Lennon
17:07in Andalusia per le riprese di un film, deciderà di raggiungerlo e chiedergli di far pubblicare
17:12i testi delle canzoni all'interno degli album del gruppo, perché nel 1966 non è
17:18così facile recuperarli integralmente, e lui ne ha bisogno per insegnare l'inglese
17:23ai suoi ragazzi. Il viaggio del professore verso Almeria, a cui si uniranno anche due
17:28adolescenti in fuga dalle rispettive vite, è una delle più belle e poetiche pagine
17:35di cinema spagnolo del nuovo millennio, un percorso accidentato e magico attraverso
17:41la Spagna franchista per raggiungere l'uomo simbolo di una nuova idea di mondo.
17:46Nel 2015, David Trueba torna al romanzo con Blitz, e due anni dopo con Tierra de Campos,
17:53la canzone del ritorno in italiano, un nuovo intenso road novel, struttura narrativa che
17:59torna spesso nella sua produzione, come diceva il direttore, in quanto assai congeniale alla
18:04rappresentazione della sua visione del mondo. Si tratta di due romanzi chiave nel suo itinerario
18:10di scrittore, romanzi che gli permettono di sviluppare ancor più compiutamente temi a
18:15lui cari, come il disincanto amoroso, l'inesorabile passo del tempo e il complesso rapporto con
18:23le proprie radici familiari. In anni più recenti, Trueba si è dedicato anche alla
18:28regia di diverse pellicole riconducibili per tematiche e per budget al cosiddetto cinema
18:35indipendente e che hanno ricevuto un'ottima circolazione nei festival e nei circuiti internazionali,
18:42fra tutte il recente A Estelado del Mundo sul complesso tema dell'immigrazione marrocchina
18:48in Spagna e del rapporto fra i due paesi, raccontato con forza e delicatezza, cifra
18:54inconfondibile del suo cinema. Nel 2018 sceglie di sistematizzare un'altra
19:01delle molte forme della sua scrittura, quella del columnista agguerrito dell'editorialista
19:08Engagé che crede fermamente che la battaglia che si realizza con la parola scritta possa
19:14essere ancora in grado di cambiare le cose. Una modalità messa in atto sui quotidiani
19:20spagnoli e che, tuttavia, a un certo punto David Trueba avverte la necessità di utilizzare
19:26in forme più articulate. Nasce così la tirania sin tirannos, un prezioso panflet, uno scritto
19:33superbamente polemico, un grido rivolto a un'intera società umana incapace di farsi
19:40comunità. Esce due anni prima della pandemia Covid e rileggerlo oggi svela tutta la sua
19:47eccezionale portata profetica. Il testo denuncia quello che di lì a poco sarebbe definitivamente
19:53esploso, con una società esasperatamente digitalizzata e sempre più ripiegata sui
20:00valori dell'individuo, sempre più immunitas e meno communitas, per citare l'efficace formula
20:07dicotomica del filosofo Roberto Esposito. Quello di David Trueba è il grido di un intellettuale
20:13in prima linea che ha deciso di deporre temporaneamente le armi della fiction per parlare nella più
20:20esplicita maniera possibile al suo pubblico di lettori a se stesso, agli individui trasformati
20:26dai social media in opinionisti a cottimo, in personaggi più che persone, sempre alla
20:33ricerca della posa da vetrina più accattivante possibile e sempre consapevoli di dover lasciare
20:39l'amarezza della vita fuori dall'autorappresentazione di sé per poter generare invidia negli altri.
20:45Il 2019 è un anno di nuove sfide artistiche per il suo eclettismo creativo, adatta magnificamente
20:53per il cinema all'ostruggente romanzo dello scrittore colombiano Héctor Abad Fazio Lince
20:58e L'olvido che seremos in collaborazione con suo fratello Fernando, che lo produce
21:03e ne firma la regia. Il film, distribuito in Italia col titolo La Nostra Storia e ambientato
21:10nella spietata Medellin dei primi anni Ottanta, si aggiudicherà il premio Goya come migliore
21:16pellicola iberoamericana. Nello stesso anno esce un suo libro per ragazzi, El Rio Bajasusio,
21:25in cui alcuni dei temi a lui più cari, il racconto di formazione, l'amicizia, la condivisione
21:31dell'avventura, trovano una compiuta e felice traduzione per un pubblico di lettori più
21:37giovani. Nel 2021 pubblica il romanzo Queridos Niños, altro originalissimo road novel sulla
21:44campagna elettorale itinerante di una candidata alla presidenza del governo spagnolo, accompagnata
21:51da uno spregiudicato consulente per l'immagine. Nel libro, raggelante nella sua lucidità,
21:58ritroviamo coniugata in chiave narrativa una delle maggiori ossessioni artistiche dell'intellettuale
22:05militante David Trueba, lo svuotamento di senso nel discorso politico, la rottura del
22:11rapporto di corrispondenza fra il significante e il significato, la vacuità del dibattito
22:17pubblico. È dello stesso anno il suo testo, fino ad allora più dichiaratamente autobiografico,
22:23Ganarse la vida, guadagnarsi da vivere, un racconto dell'infanzia e della prima adolescenza,
22:29perfettamente in linea con quello che in letteratura potremmo definire regressione prospettica,
22:35ovvero quel recupero del candore e dell'incanto di uno sguardo giovane sul mondo, un mondo
22:41che per il piccolo David, ultimo di otto figli, è soprattutto fatto di spazi e relazioni
22:47familiari, un mondo di piccoli conflitti e gioie, di alterne fortune e di terribili
22:52tragedie. Tuttavia, questo breve e prezioso testo è anche, parallelamente, il racconto
22:59di un Paese che cambia, e che lo fa molto più lentamente di quanto faccia il resto
23:04del mondo. La fine della lunga dittatura franchista, il complesso passaggio alla democrazia, l'avvento
23:11e l'assestamento del moderno in seno alla società spagnola, tra la fine degli anni
23:16settanta e i primi anni ottanta, sono le tappe obbligate di un racconto come questo.
23:21Quello della transizione democratica è un tema che, in filigrana, torna in uno splendido
23:27film da lui scritto e girato, e uscito nel 2023. Mi riferisco a Save Nacchèl, incentrato
23:34sulla vita di un popolare comico catalano alla fine degli anni settanta, film che riceve
23:39ben undici candidature ai premi Goya, e in cui si percepisce in modo evidente la lezione
23:46del suo venerato maestro Raffaele Ascona, del quale Davit Troeba è oggi indiscutibilmente
23:52l'erede. In questo stesso anno realizza una memorabile intervista a Woody Allen per la
23:58televisione spagnola Movistar, intitolato Un dia e Nueva York con Woody Allen, una lunga
24:04conversazione e documentario che assume a tratti i toni della vera e propria confessione
24:10artistica e in cui il grande cineasta americano ripercorre con disarmante sincerità, grazie
24:17alle sollecitazioni di un intervistatore d'eccezione, la sua intera carriera e molti aspetti della
24:24sua vita privata. Nell'aprile del 2024, al Teatro Maria Guerrero di Madrid, viene messa
24:30in scena la sua prima opera teatrale, Los Guapos, e appena qualche settimana fa si sono
24:36concluse le riprese di Siempre e Simbierno, un'esperienza che smentisce una delle convinzioni
24:42più radicate del Troeba regista, ovvero quella di non girare film basati sui suoi romanzi.
24:47Il soggetto della pellicola, infatti, si basa su Blitz, uno dei suoi libri di maggior successo.
24:54Sono in una fase della vita in cui ho iniziato a tradire tutto quello che mi ero prefisso
24:59di fare, a risposto sornione a quanti gli hanno chiesto le ragioni di questa scelta.
25:04Dopotutto, questa tendenza a un cambio di direzione, questa necessità di mettersi continuamente
25:11in gioco, è confermata anche dall'ultimo lavoro narrativo di Troeba, ancora del tutto
25:16inedito in Spagna e che, invece, anche grazie al conferimento di questo titolo non riscausa,
25:23lo scrittore e regista ha voluto che uscisse in Italia, in anteprime europea, per i tipi
25:28dell'editore Voland. Si tratta di un libro dedicato al suo anno di nascita e intitolato
25:34Mi 69, un testo ancora manifestamente autobiografico che integra e al tempo stesso anticipa e introduce
25:43i contenuti di Guadagnarsi da Vivere, che pure aveva visto la luce quattro anni prima.
25:48Con esso Troeba continua a barcare alcuni dei confini che si era tracciato attorno e
25:54che, fra le altre cose, gli avevano finora impedito di attingere in maniera esplicita
25:59al ricco serbatoio di memorie familiari. Anche questo testo concorre a svelare tutta la sua
26:06abilità nel muoversi dentro il fragile universo del memoir, sempre ricco di insidie. Mi 69,
26:15come era già avvenuto in Guadagnarsi da Vivere, nel suo film più famoso La vita è facile
26:20ad occhi chiusi, si fonda sulla contrapposizione fra la Spagna e il resto della società occidentale.
26:26Nelle sue pagine percorriamo assieme alla famiglia Troeba quei mesi e quel mondo, e
26:33non potremmo farlo in compagnia di una famiglia migliore, dal momento che in essa si incrociano
26:39quattro generazioni di spagnoli, dal padre, nato nel 1916, fino all'ultimo figlio, che
26:46sta per nascere in quel 1969. È dall'interno di questo composito nucleo familiare che l'autore
26:54conduce i suoi lettori lungo un viaggio che ha tratti intimo e personale e che in altri
27:00frangenti attraversa la vita pubblica, iberica e internazionale, dai ministri corrotti del
27:07generalissimo Franco alla morte di Brian Jones, dall'uscita al cinema di Easy Rider
27:12ai primi attentati del gruppo separatista ETA, dal debutto di Johan Cruyff ai programmi
27:18della televisione spagnola in bianco e nero, da Juan Carlos a Bob Dylan passando per Richard
27:23Nixon nel Vietnam, fino allo sbarco sulla Luna, evento che più di ogni altro marcherà
27:29indelebilmente quel 1969. Un libro che si muove con rapsodica maestria fra la grande
27:37storia e le piccole storie familiari. E con la grande storia la narrazione torna a farsi
27:44militante. Lo scrittore David Trueba, con tutta la forza retorica della sua parola scritta,
27:51ci fa attraversare le tante contraddizioni del mondo occidentale e assieme a lui condividiamo
27:57l'ammirazione per la controcultura della fine degli anni Sessanta e l'indignazione per la
28:03politica estera statunitense, un passato che diventa prologo di un mondo e di una società
28:09umana che oggi tornano a esploderci attorno in tutta la loro arrogante violenza. Per ognuna di
28:17queste motivazioni, per la sua più che trentennale carriera di cineasta e scrittore, l'Università
28:23degli Sudi di Napoli l'Orientale ha deciso di conferirgli oggi, su proposta unanime degli
28:29ispanisti e ispano-americanisti dell'Ateneo, la Laurea Honoris Causa in Lingua e Letteratura
28:34Europea e Americana, un titolo che intende celebrare la straordinaria qualità e versatilità
28:41del suo lavoro artistico, capace di muoversi fra le due sponde e contrapposte dell'Atlantico,
28:47e omaggiare inoltre il rapporto privilegiato che ha stabilito con il nostro Paese e la sua cultura.
28:59Ringraziamo il professore Ottaiano per questa straripante laudazio e è il momento della
29:15proclamazione per il conferimento del titolo. Per i poteri conferitemi dalla legge italiana
29:30per i suoi meriti e i suoi contributi eccezionali la proclamo dottore in lingua e letteratura
29:39europea e americana.
29:40Congratulazioni.
29:41Vediamo il dottor Davide Tueba.
30:08Buongiorno a tutti. Il mio italiano è imperfetto ma è pensato che è meglio
30:30di leggere il suo idioma come una celebrazione anche di questa distinzione. Magnifico rettore
30:41e stimati docenti dell'Università orientale così gentili a volermi concedere questa gratificante
30:50onorificenza di dottore onoris causa in lingue e letterature europee e americane. Cari amici
30:57di Napoli, cari allumni dell'Orientale e cari fratelli e sorelli e nipote che siete venuti
31:07da Madrid per essere con me oggi. Io so, e questo è il motivo principale che mi ha spinto
31:17ad accettare questo titolo che non credo di meritare, so che c'è una persona che si sarebbe
31:26davvero goduta questa giornata. Mia madre è mancata qualche anno fa nella città in
31:34cui era arrivata da Santander dopo essere rimasta orfana di padre all'inizio della guerra
31:42civile nel 1936. Mia madre aveva cresciuto otto figli in un'umile casse che, nata come
31:53una modesta pensione, finì per diventare il paradiso in cui trascorsi la mia infanzia nel
32:02quartieri estreccio di Madrid. Un giorno, quando ero ormai adulto, mi confessò che molte notti,
32:14prima di addormentarsi alla fine di un'estenuante giornata di lavoro, pregava Dio in cui credeva con
32:24tanta sincera fermezza per chiedergli sempre la stessa cosa, di lasciarla bibere finché non
32:34avesse potuto vedere il più giovane dei suoi otto figli, ovvero io, entrare all'università.
32:42Per mia madre, che non aveva mai frequentato una scuola vera e propria per un solo giorno
32:50della sua vita, che era diventata la cammeriera di sua madre nella pensione che questa gestiva,
32:58l'università rappresentava il grande triunfo di una vita. Il fatto che i suoi figli andassero
33:09all'università era la sua immagine del successo, del compito assolito, del sogno realizzato.
33:20Lei l'ha realizzato con ognuno di noi e so che noi, i suoi figli, sapevamo fin dal primo giorno
33:28in cui abbiamo messo piedi in facoltà, anche se eravamo distratti e non davamo troppa importanza
33:34a quella fase accademica e la vedevamo persino come un episodio di routine che le vite che
33:41avevamo da vivere, che eravamo lì grazie all'impegno disinteressato e generoso dei
33:50nostri genitori. La fortuna di vivere in una casa umile, dove però la cultura e l'arte
33:59erano considerate come la più grande della riccesse umane, ben al di sopra del denaro
34:08e del successo, ha cambiato il mio destino. Il fatto che mia madre non dicesse mai no al
34:16desiderio di comprare un libro o al capriccio di prendere un biglietto del cinema o un abbonamento
34:21alla cineteca o alla biblioteca pubblica e persino che mio padre, nelle vacanze estive,
34:27volesse mettere in sena una recità nella piazza del paese in cui io dovevo essere il protagonista,
34:33quei gesti che provenivano da persone senza fortuna, colpite entrambe dai disastri della
34:41guerra nel corso della loro infanzia e giovinessa, mi hanno resso quello che sono. Ecco perché questa
34:50cerimonia accademica di oggi significa tanto per me, perché è un'occasione unica per dirgli grazie.
34:58Grazie a loro, ma anche grazie a miei fratelli e a mia sorella che sono stati la più bella
35:04università di cui si possa godere. Le cose che a loro piacevano e quelle che detestavano hanno
35:11contribuito a formare gran parte della mia cultura. Le loro curiosità, le loro tante
35:17curiosità hanno alimentato enormemente il mio bagaglio dei saperi che ho ricevuto senza nemmeno
35:24uscire di casa per il solo fatto di essere il fratello minore, con il solo inesauribile talento
35:31di sapere scultare gli altri che spero di non perdere mai. Con il tempo i miei fratelli hanno
35:39guadagnato terreno anche nell'istituzione umana che apprezzo di più, quella dell'amicizia. Non
35:46è facile che la tua famiglia, a cui aproti per caso, diventa la tua cerchia di amici che in
35:53fondo altro non è che la famiglia che ti costruisci da te, ma noi che siamo riusciti,
36:01lo sforzo è stato di tutti e per tutto il tempo. Amicizia, il resto è giungla, diceva una citazione
36:12che ho recuperato per uno dei miei romanzi, Tierra de Campos, la canzone del ritorno. Oggi è
36:20opportuno ricordarlo più che mai. Oggi che i conflitti e la rivalità hanno la meglio sulle
36:28buone maniere e sulla solidarietà, soprattutto quando una certa politica cerca di riportare
36:36le nostre relazioni umane alla crudeltà della giungla. Le lingue e le letterature europee e
36:43americane sono state senza dubbio il recinto dentro il quale mi sono sentito qui più accolto.
36:50Sono stato un anfibio, perché ho vissuto sempre su due superfici, quella reale e quella fittizia.
36:57La cultura che ho acquisito è il mio tesoro, ma è anche la barca su cui viaggio in questa vita.
37:06Il mondo diventa ogni giorno più complesso, ma ho un remo per andare avanti nella tempesta,
37:15e quel remo è la lettura, l'ammirazione per la dialettica che è alla base di ogni romanzo,
37:23di ogni saggio, dell'espressione artistica in tutte le sue forme.
37:28Ho iniziato a leggere tardi perché ho iniziato tardi la mia formazione scolastica. Mia madre era
37:37spaventata dalla idea di rimanere sola a casa dopo aver cresciuto tanti figli e ha rinviato
37:45il più possibile il giorno in cui avrebbe dovuto mandarmi a scuola. Quanto la ringrazio per quelle
37:53mattine in cui io e lei ascoltavamo insieme la radio, con quelle voci colte, brillanti e ironiche
38:03che dominavano i palinsesti di allora, negli anni settanta. È lì che è nata senza dubbio la mia
38:12passione per il giornalismo, perché il giornalismo invocava una conversazione sociale moderata e
38:20formativa. Ho studiato giornalismo all'Università Pubblica Complutense di Madrid e l'ho fatto
38:26spinto da una vocazione di informatore che non mi ha mai abbandonato. Comunicare è l'essenza
38:34di tutto il lavoro che sboglio nella stampa, nel cinema, nella literatura. Quando mi viene
38:41chiesto da scegliere fra queste, cosa che gli intervistatori fanno con bufa ostinazione,
38:50rispondo sempre allo stesso modo. Ma non capite che sono le stesse cose?
38:55Sono particolarmente grato a mia madre per le mattine in cui andavamo insieme al mercato. Lei
39:02e io. E il bambino che ero allora ascoltava le storie dei negozianti e delle venditrici,
39:10pieni di episodi barocchi, aneddoti rocamboleschi, personaggi incredibili e finestri di luci che
39:18abbrebbero segnato per sempre la mia scrittura. E scrivo di quello che sentivo al mercato quando
39:26avevo cinque o sei anni, quando mi sono innamorato dalla vita. E cerco di raccontarlo come lo
39:33raccontavano quei narratori nati che riuscivano ad affrontare una clientela affezionata con
39:40fascino e carisma. I personaggi che ho ritratato sono sempre stati umili e reali. Il mio più
39:49grande successo è che i lettori sentano che sono personaggi che esistono, che camminano per la
39:58strada e che possono incrociarli. Per questo sono imperfetti e anonimi, perché so che la
40:07storia con S maioscola viene scritta da persone con la minoscola, non di quelli passati alla
40:15memoria come grandi personaggi mistici. I miei genitori non ascoltavano quasi mai la musica,
40:22ma i miei fratelli sì, e accanto a loro imparai a memoria i testi delle canzoni dei Beatles,
40:29dei Brassens, di Leo Ferré, di Leonard Cohen, di Bob Dylan e dei Kings. Anni dopo avrei trovato
40:38uno dei grandi misteri della cultura contemporanea, perché nel nostro tempo non esiste espressione più
40:44sintetica della melancolia, dell'amore, della ripicca e del tradimento, della gioia e della
40:51passione, di quella che si può trovare nei tre minuti in cui musica e parole compiono il miracolo.
40:58Per la mia generazione le canzoni hanno rappresentato un legame emotivo e ludico,
41:05che è quello che considero la vera grandezza dell'arte, ovvero quando l'intimità dell'artista
41:12tocca l'altra intimità, quella del lettore o dello spettatore. Ho avuto la fortuna di essere
41:21invitato da diversi musicisti a comporre testi per loro e nella esgangerata lista dei miei
41:28successi e ve lo saperi di aver assaggiato il veleno della canzone. Non conosco piacere più
41:35grande che far muovere un piede a chi ti ascolta. Il cinema è entrato nella mia vita come una
41:44università supplementare, soprattutto quando nel quartiere della mia giovinezza venne aperta
41:48una sala di seconda visione, un cinestudio che proiettava due film al giorno e nel quale mia
41:54cognata Cristina lavorava come direttrice e due dei miei fratelli si alternavano come maschere.
42:01Lì, nel cinestudio Griffith, per tanti pomeriggi ho escrutato il mondo narrato,
42:07il mondo evocato, l'avventura e la disgrazia, e ho scoperto l'umorismo triste di Buster Keaton
42:15e la contraddittoria verità di Luis Buñuel, due delle mie più grandi influenze. Ma anche
42:23la cultura italiana, con la quale ho sempre sentito un'enorme familiarità, si è un po'
42:29alla volta iniettata nel mio sangue, quasi senza che me ne rendessi conto. Quando il cinema spagnolo,
42:38a causa della censura cattolica e della ciusura autoritaria del dittatore Franco,
42:43riusciva a malapena offrire scorci di vita quotidiana, sempre sfondati e intrissi di
42:50moralismi, il cinema italiano, al contrario, era vicinanza, talento, grandezza, complessità.
42:57La commedia italiana degli anni cinquanta e sessenta sarebbe diventata il cinema che
43:04sognavo di fare, dove tutti erano imperfetti, eppure mi appartenevano come un ritratto di
43:12famiglia, una famiglia in cui Alberto Sordi, Ugo Tognacci, Marcello Mastroianni, Totò,
43:18Vittorio Gassman, Lea Massari, Anna Magnani o Sofia Loren erano parenti estreti,
43:25sì e sì che frequentavano la mia casa di estreccio. Col tempo ho associato questo
43:35piacere al nome dei loro creatori, Roberto Rossellini, Vittorio De Sica, Mario Monicelli,
43:41Dino Rissi, Suso Cecchi d'Amico, Steno, Cesare Savatini e Ennio Flaiano. Ricordo
43:48ancora l'emozione provata quando vidi per la prima volta i soliti gnoti, compagni, ladri
43:53di biciclette, una vita difficile, la grande guerra, i viteloni. E ricordo di aver sentito,
44:00guardando quei film, un certo richiamo, un invito a partecipare a quell'arte geniale
44:08che mescola musica, pittura, teatro e varietà in un'unica, generosa e infinita tavolozza.
44:16Voi, italiani, potete essere orgogliosi che l'arte dei vostri connazionali sia celebrata
44:26in tutto il mondo. E io provo un incredibile orgoglio professionale quando entro in una
44:31qualsiasi pizzeria scadente di una qualsiasi città del mondo e sulla parete ingialisce un
44:40retratto di Totò, Massimo Troisi o Aldo Fabrici. Sono le bandiere che l'arte lascia, a volte
44:49sulle mappe di un mondo pieno di guerre inutili. Le guerre utili sono quelle vinte dall'intelligenza
44:58e dal talento. Permettetemi di riconoscermi oggi come un soldato della cultura, non un
45:07grande capitano ma un modesto soldato semplice, felice di far parte di questo esercito di
45:14cantastorie, trapecisti, magi e comici. Quando finalmente imparai a leggere e a scrivere,
45:24un po' tardi e in tutta fretta, ricordo di aver provato una sensazione interiore difficile da
45:30definire. Improvvisamente, quella risorsa della scrittura mi sembrò perfetta per remediare alla
45:39mia solitudine e per comunicare con gli altri, con gli estranei e con le persone vicine, quelle che
45:46a volte hai accanto ma alle quali è così difficile dire che senti veramente. Non avevo più di otto
45:57anni quando decisi che sarei diventato uno scrittore. A un'età in cui gli altri sognano
46:04di essere calciatori o sirene, pompieri o poliziotti, io sognavo di raccontare storie.
46:12Una tragedia familiare aveva gettato la mia cassa in una cupa tristezza e l'umorismo
46:19della mia scrittura appariva come il mio contributo allo sforzo di una gioia ritrovata. A scuola,
46:26cominciai a inventarmi un personaggio locuace e divertente e ora mi rendo conto che lo feci per
46:33autodifessa. Non volevo che il mondo fosse triste, non volevo che il mio ambiente fosse sinistro e
46:40brutto, tragico e buio. Volevo la luce, volevo ridere, volevo vedere i volti delle persone che
46:51amavo tornare a splendere con un sorrisso. Quell'energia interiore non mi ha più abbandonato
46:58e, anche se nei miei libri mescolo sempre i toni, cerco sempre il contraddittorio e scavo
47:06nelle imperfezioni umane, alla fine del percorso aspiro ad ottenere uno espiraglio affinché il
47:15lettore possa riconciliarsi con il dono della vita. La letteratura è fuori posto nel mondo
47:24iperconesso e frenetico di oggi. Il mercato impone le sue ingrate leggi con i suoi dati di vendita,
47:34le sue classifiche esportive di primo e secondo posto, i suoi premi truccati e perversi,
47:44ma non sa ancora quantificare il piacere o la conoscenza. I dispositivi che ci consentono
47:54i contatti sociali a distanza, la tecnologia della comunicazione hanno mascherato l'enorme
48:01solitudine in cui vivono le persone. Persiste la terribile disconnessione che ci ha portato
48:11ad alimentare il ressentimento e la malsana competizione fra noi. La tecnologia non ha
48:19dato armi per renderci migliori e le logiche del business hanno fatto venire fuori il peggio di
48:28noi e per questo la letteratura deve tornare a reclamare se stessa, con lo stesso espirito con
48:37cui ha combattuto la peste del medievo, la tiranie nei secoli bui e i disastri della guerra
48:45e della mancanza di amori. Tutti elementi che, peste, tirania, guerra e mancanza di amori,
48:53sono ancora presenti oggi. La letteratura è una medicina che non ci cura ma che ci porta nelle
49:03infiniti profondità di noi stessi e persino nella malaltia. Non ci offre un rimedio specifico per
49:11dormire o per non piangere, ci offre piuttosto uno spazio per situare tutto quello che ci accade in
49:20un enorme teatro nel quale viene messa in escena l'avventura della vita. La letteratura è nemica
49:28della paura, la lettura è per i coraggiosi, osare conoscere e conoscersi è il rischio migliore
49:38che possiamo correre. Nel corso dei secoli abbiamo beneficiato dell'esperienza di tanti
49:45autori che hanno saputo immergersi nei problemi del mondo, l'ingiustizia, l'esilio, il dolore,
49:53l'emarginazione, il disprezzo per le donne, la superiorità razziale, il rifiuto dell'ignoto,
50:02il dispottismo e l'avidità. Le testimonianze, spesso trasformate in narrativa, in storie ricche
50:10di osservazioni del mondo, ci invitano ad andare avanti, a non gettare la spugna,
50:16a sapere che ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltare un giorno. Sono sicuro che molti
50:25autori, basterebbe citare Kafka, hanno scritto dalla desolazione di una stanza buia, provati
50:32dalla malattia, senza mai sospetare che le loro rigie sarebbero risultate per noi un tesoro di
50:40umanità. Anche chi non possiede questo stesso talento deve essere consapevole che comunicare
50:47è la fonte più potente di convivenza. Conoscere l'altro è il modo per conoscere noi stessi,
50:54è il modo per salvarci dal naufragio. Ho avuto la fortuna di vivere in un paese in
51:02costruzione, la Spagna dopo la dittadura. La libertà allora era una conquista,
51:08non una frase vuota o uno slogan pubblicitario. La strada era la nostra scuola, ma lo era ancora
51:16di più la cucina di casa, e quando sono arrivato all'università ho potuto constatare che la
51:22formazione di una persona avviene in molti ambiti, non solo in quelli accademicamente
51:29riconosciuti. Nel corso dei gliani ho fatto riferimento ad alcune persone specifiche con
51:36cui ho vissuto o da cui ho imparato, definendoli la mia università. Sono state persone con cui
51:45mi sono seduto a parlare, che ho letto, che ho seguito come spettatore. Senza che loro lo
51:52sapessero sono stati i miei insegnanti, i miei maestri, e ho avuto la perspicazia di non imitarli,
52:04di non cercare di riprodurre quello che facevano, ma di cercare la mia voce, di rappresentare nei
52:11miei personaggi il tempo che avevo vissuto, senza dimenticare la grandezza che loro mi
52:20avevano mostrato. Ecco perché per me l'università è una festa, perché l'apprendimento è stato un
52:29circo, uno spettacolo in cui mi sono sempre sentito privilegiato. Una lunga conversazione
52:37dopo cena con amici intelligenti e divertenti, e poi scrivere, fare film è stato il mio modo
52:47di restituire alle professioni quello che la professione mi ha dato. Lotto ogni giorno per
52:55meritarmi questo privilegio, quello che in uno dei pochi saggi che ho scritto ho chiamato lo
53:05sforzo di guadagnarsi da vivere, non semplicemente lo sforzo di ottenere ciò che serve per mangiare
53:13e sopravvivere, ma di meritarsi ciò che si è ricevuto. E se oggi sono qui, davanti a voi,
53:21gratto e muto dentro, anche se fuori parlo e forse parlo troppo, è solo per prendere questa
53:30distinzione come uno stimolo a perseverare, a non gettare la spugna, a non lasciarmi sconfiggere
53:39dai pregiudizi o di alcuni o di altri, ma a remare e a dire a chi mi sta intorno,
53:48a chi verrà troppo di me, a chi remerà dietro di me, ma nella mia stessa direzione.
53:54La vita vale la pena di essere vissuta, la vita è un dono, non piangere, coglione,
54:03ridi e vai, come dice quel cantautore italiano che tanto admiro e la cui frase ho riproposto
54:12come un mantra in uno dei miei romanzi intitolato «Saper perdere».
54:18Grazie ancora a tutti voi e viva l'Orientale!
54:42Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
55:12Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
55:42Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
56:12Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org
56:42Sottotitoli creati dalla comunità Amara.org