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Scarpe rosse in una gabbia d’acciaio. L’emblema della lotta alla violenza sulle donne svetta a Grottaferrata davanti alla sede del Comune. Un’opera monumentale che non lascia indifferenti. E proprio l’indifferenza è uno dei mali da combattere non solo l’8 marzo o il 25 novembre, ma tutto l’anno. Per dire basta alla violenza di genere il Comune ha infatti scelto di organizzare appuntamenti culturali, incontri e spettacoli che la città ospiterà per tutto il 2025.
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Trascrizione
00:00Radio Roma speciale
00:09Scarpe rosse, l'emblema della lotta alla violenza sulle donne svetta grotta
00:14ferrata davanti alla sede del comune, un'opera monumentale che non lascia
00:18indifferenti e proprio l'indifferenza è uno dei mali da combattere, non solo
00:23l'8 marzo e il 25 novembre ma tutto l'anno. Per dire basta alla violenza di
00:28genere il comune ha infatti scelto di organizzare appuntamenti culturali,
00:32incontri e spettacoli che la città ospiterà per tutto il 2025.
00:38Siamo felicissimi oggi di svelare questa importante opera di Anna Izzo,
00:42la violenza è una gabbia che per un intero anno sarà qui presente a pochi
00:48metri dal comune di grotta ferrata con la finalità di sensibilizzare cittadini,
00:53società civile e istituzioni alla lotta contro la violenza sulle donne dando
00:58però un messaggio anche positivo. L'arte, la costruzione di un pensiero
01:03collettivo attraverso la valorizzazione delle differenze, la libertà
01:07dell'espressione artistica, sono queste le risposte sul piano educativo e
01:11culturale alla piaga della violenza contro le donne, bisogna lavorare per
01:15promuovere una cultura del rispetto e della civiltà dell'amore e anche per
01:19questo il comune di grotta ferrata ha attivato due progetti importanti,
01:23il primo dare spazio alla casa di semi-autonomia contro le donne vittime di
01:28violenza, la prima casa di semi-autonomia dei castelli romani
01:32finanziata per il primo anno dalla città metropolitana e adesso stiamo
01:35trovando le modalità per trovare altri finanziamenti di ampliare questo
01:39servizio alla collettività. Il secondo è la vera novità che lanciamo oggi,
01:44l'idea attraverso un progetto a cui chiederemo il finanziamento della
01:49seconda finestra del PNRR di realizzare presso il comune di grotta ferrata
01:54prima il primo museo della donna, ce n'è solo uno al mondo a Washington,
02:00noi vogliamo realizzare il museo della donna a grotta ferrata come primo museo
02:05italiano, primo museo europeo dove il pensiero creativo femminile può trovare
02:09ampio spazio e dove riceveremo speriamo le opere e la produzione artistica di
02:14tutte le donne del mondo per poterle esporre a grotta ferrata, città della
02:18fraternità. Un racconto tra l'arte e le testimonianze dove l'urlo della società
02:24civile contro la violenza sulle donne viene declinato attraverso la
02:27promozione culturale, paura, dolore, colpa ma anche speranze e ascolto, parole
02:34scandite nella performance di teatro danza che risuonano nel profondo e si
02:38legano le persone, fili rossi da sciogliere grazie al
02:42contributo di tutti. È bello vedere qui riuniti tante figure
02:47della società civile, dalle scuole e istituti superiori di secondo grado, il
02:51Parlamento, il Senato, le figure della regione Lazio e importanti in realtà
02:58legate alla sicurezza, alla finanza, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, tutta la
03:03società civile e le istituzioni unite contro la violenza sulle donne per
03:08eliminare definitivamente questa piaga ma anche trovando percorsi educativi per
03:14poter promuovere la cultura del rispetto. Un vero cambio di passo, quello proposto
03:18dal Comune di Grottaferrata che ha deciso di realizzare una rassegna
03:22permanente lunga un anno, percorso partito lo scorso 7 marzo.
03:27Allora noi abbiamo deciso di partire da quest'opera monumentale, abbiamo deciso di
03:33metterla accanto alla Casa Comunale, di posizionarla lì per un impegno preciso
03:38che non può essere però solo il 25 novembre o l'8 marzo, noi vogliamo
03:42impegnarci tutto l'anno quindi abbiamo costruito un anno di eventi, di
03:47riflessioni, un anno di spettacoli, di concerti musicali per arrivare al cuore
03:53dei giovani e per cercare di fare quella che io considero di operare per una
03:59emancipazione culturale nei giovani, per sconfiggere la cultura del patriarcato,
04:05per riflettere tutti insieme su quanto ancora c'è da fare sul tema della
04:08violenza contro le donne ma anche sul tema dei diritti per le donne che
04:14ancora servono leggi, ancora non abbiamo la parità salariale.
04:18Ci vogliamo anche occupare degli orfani che rimangono da soli, degli orfani delle
04:24donne vittime di femminicidio che si ritrovano il padre all'ergassolo e la
04:28madre uccisa, quindi ogni mese avremo un evento, il mese prossimo vogliamo
04:34occuparci della violenza oltre le frontiere, vogliamo parlare di Saman,
04:38delle donne pakistani quindi e delle donne kurde e afgane e lo faremo insieme
04:45a Differenza Donna, ovviamente a Ponte Donna che gestisce il nostro centro
04:49antiviolenza. Abbiamo invitato Serena Dandini per il
04:54mese successivo per maggio e speriamo insomma che venga e per giugno avremo il
04:58padre di Giulia Cecchettin che presenterà il suo libro.
05:01A Giulia Cecchettin è intitolata la Casa di Semiautonomia per Donne Vittime di
05:05Violenza, una struttura realizzata nel 2023 e gestita dall'associazione Ponte
05:11Donna. La casa è una struttura requisita alla criminalità organizzata che sta in
05:18questo momento anche in via di ristrutturazione grazie anche a un
05:23finanziamento della fondazione di Fiorella Mannoia, una nessuna centomila
05:28che ci permetterà di aprire un'altra parte della struttura perché al
05:34momento abbiamo un'ala di questa struttura che accoglie le donne con i
05:40propri figli e figlie e i fondi che ci ha dato appunto una nessuna centomila
05:47ci permetterà di ampliare questa struttura e quindi potremo ospitare
05:52fino a cinque nuclei, quindi madre e bambino. Tutto parte con l'arrivo
05:57davanti alla sede del comune della violenza è una gabbia, un'opera
06:01monumentale itinerante che ha fatto riflettere già milioni di visitatori
06:06Uomini sempre più crudeli, sempre più feroci, delitti sempre più ferati verso
06:11i bambini, donne di ogni età. Ho detto no, io voglio fare una scultura che non deve
06:16passare inosservata, deve dare fastidio, si deve far notare, deve urlare forte
06:22come forte la mia rabbia e il mio no alla violenza contro le donne. Ho creato
06:26quest'opera d'arte completamente in acciaio, alta quasi 4 metri, itinerante
06:31come una diva, gira da Capri, Roma, Firenze, Arezzo e speriamo che giri il
06:39mondo per dire no alla violenza sulle donne. Una gabbia in acciaio altra quasi
06:444 metri con all'interno le iconiche starpe rosse con il tacco che però
06:49spunta dalle sbarre. Io questo tacco l'ho messo fuori dalla gabbia perché io dico
06:54alle donne, alle mie donne, alle future donne che si può scappare, si può uscire
07:00dalla gabbia e quindi lei può essere libera e già a mezza fuori si è capito
07:06il perché di questa violenza, si è capito che deve andare via alla prima
07:11mancanza di rispetto. Il vero prigioniero è la Guzzino che è rappresentato
07:18dall'uncino, da macellaio che è prigioniero della sua violenza. A svelare
07:23l'opera sono stati gli studenti delle scuole del territorio, protagonisti
07:27della Kermess fin dall'inaugurazione. I giovani che avete visto stamattina in
07:33questa piazza si occuperanno di allestire una mostra artistica a
07:37settembre nelle nostre piazze, nelle altre piazze di Grotta Ferrata. Avremo a
07:43ottobre il teatro, a novembre invece l'evento politico, vogliamo riflettere
07:48sulle leggi, su quanto ancora c'è da fare e a dicembre ci occuperemo appunto
07:52degli orfani, dei femminicidi. L'installazione si trova nel cuore di
07:56Grotta Ferrata, luogo simbolo che abbraccia la sede del comune e la vicina
08:01scuola. I bambini quando escono da scuola stazionano su questa piazzetta
08:07quindi diventa un simbolo, magari faranno una domanda ai propri genitori, si
08:12chiederanno perché ci sono queste enormi scarpe rosse dentro a una gabbia e noi
08:17vogliamo operare questo appunto, un cambio nella cultura e nella mente per
08:22il nostro futuro dei giovani perché non possiamo pensare che la varietà di genere
08:27che viene sempre messo nelle politiche anche in agenda 2030 è un obiettivo, è un
08:32gol, il gol numero 5, però non possiamo pensare che l'obiettivo debba essere
08:38raggiunto in un tempo lontano, vogliamo che operare nella mente dei
08:43ragazzi e dei giovani affinché si cambi questo modo di guardare alla donna che
08:48un po' avviene appunto dal patriarcato, dal passato. Non si combatte la violenza
08:53contro le donne solo con le leggi, noi diciamo spesso ed è vero che è una
08:58questione anche culturale. Oggi c'è un pezzetto di iniziativa proprio per
09:06colmare questo vuoto culturale che ancora c'è e mi piace molto che il
09:11Comune di Grottaferrata questa iniziativa la faccia attraverso l'arte
09:15e che la faccia non con due ore di iniziativa o con una giornata ma con un
09:25intero anno in cui questa grande scultura sarà visibile sempre perché
09:33questo è il modo migliore anche per far chiedere ai più giovani che cos'è perché
09:38sta lì quella scultura e dunque per parlare per parlarne e piano piano per
09:43insieme fare dei passi in avanti culturali e riuscire chissà speriamo
09:49presto a sconfiggere questa vera e propria piaga ancora del nostro paese.
09:54Progetto straordinario quello voluto dal Comune di Grottaferrata un unicum che
09:59coinvolge tutta la comunità per diffondere una cultura di rispetto tra
10:04uomo e donna. Questo è un messaggio che deve passare
10:07diciamo trasversalmente in entrambi i generi è importantissimo che i ragazzi
10:13che sono figli che sono fratelli che saranno mariti e padri di altre donne
10:20abbiano la consapevolezza di cosa significa rispettare una donna e
10:24rispettare la sua dignità così come le ragazze devono essere aiutate fin da
10:28subito a volersi bene e a pretendere di essere rispettate nella loro dignità e
10:33nella loro interezza come persone. Questo è un grande messaggio in una
10:37fase storica dove la violenza sembra perbadere ogni aspetto della nostra
10:41società e della comunicazione, dai social network alla musica, quello che vediamo
10:45ogni giorno. Per questo la violenza si combatte con l'arte, con la cultura e ma
10:50soprattutto infrangendo le barriere dell'indifferenza che purtroppo ci vedono
10:54ancora così avvinchiati nelle nostre quotidianità. Tanti rappresentanti
10:59delle istituzioni presenti al via di un viaggio lungo un anno.
11:03Eravamo qui con il nostro sorriso, la nostra gentilezza, il nostro coraggio ma
11:10anche con la nostra rabbia per fare rumore, tanto rumore non chiediamo più
11:16minuti di silenzio e indietro non torneremo più e quest'opera indica
11:22proprio il rumore che noi vogliamo portare avanti. Arte, cultura, istruzione,
11:28famiglia, un lavoro costante per arrivare alla parità di genere anche
11:33nello sport. Io sono un ex pentatleta della nazionale e fino al 2000 noi non
11:38potevamo partecipare alle olimpiadi quindi il primo periodo della mia
11:42esperienza in nazionale italiana di pentathlon moderno è stato appunto
11:46caratterizzato da questa grande mancanza, da questa grande battaglia
11:50che ringraziando insomma il cielo è stata vinta grazie all'impegno ovviamente
11:56del cio e del coni. Quando si parla di violenza bisogna fare prevenzione e non
12:04permettere che nessuno invada i nostri spazi cominciando a riconoscere i segnali
12:08fin dall'inizio, fin dai primi segnali per non arrivare quando ormai è troppo
12:12tardi e questo è importante perché si può imparare nella famiglia e si può
12:17anche curare e coltivare nell'educazione, nella scuola. La scuola può essere quindi
12:21un buon mezzo per veicolare questi messaggi di pace.

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