https://www.pupia.tv - Roma - LAVORO. GUIDI: PERSONE CON DISABILITÀ NON DEVONO AVERE PAZIENZA
Roma, 3 apr. - "Spesso il lavoro come la scuola - che si dice di tutti ma non lo è - è un sogno, per moltissimi è un incubo perché al desiderio quasi insito nella persona subentrano molte delusioni, specie in questo periodo di ipercompetitività sempre più pervasiva. Io dico alle persone con disabilità: non dovete avere pazienza, io ho reagito con tutti i miei limiti". Lo dice Antonio Guidi, senatore della Repubblica e responsabile del dipartimento di Disabilità ed Equità sociale di Fratelli d'Italia, al seminario 'Il lavoro delle donne tra diritti negati e limiti di carriera', organizzato da Associazione Stampa Romana e dalla Cpo di Stampa Romana nella sede di Fnsi. Il senatore è nato con una grave asfissia per parto prolungato ed ha una tetraplegia spastica. "Sono nato morto- racconta di sé- poi mia nonna brasiliana mi ha salvato la vita" Ma è stata la madre a insegnargli a combattere: "Mia mamma si chiamava Leonilde, una vera leonessa che mi ha spianato la strada". Nella sua vita Guidi ha "sempre fatto ricorso alle associazioni, ho contribuito a realizzarle, mi sono inserito dove sono stato accettato nel sindacato e nel patronato perché ho avuto una specie di piccola illuminazione: non si può accettare la ghettizzazione quasi automatica, un capitalismo molto poco inclusivo. Tendenzialmente con questa ricerca della qualità molto grezza e cafona si escludono capacità che magari devono essere 'tirate fuori', ma che esistono. Ecco perché dico ai cari compagni con disabilita di non accettare esclusioni anche psicologiche, sottili, non isolatevi, ma cercate di aggregarvi senza ghettizzatvi per ottenere quello che si può. Perché ogni cosa che si ottiene deve essere conquistata- aggiunge- è difficile che qualcuno ci regali qualcosa nell'argomento scuola e nel lavoro. Attenzione all'autoghettizzazione imposta- conclude- fa male alla salute mentale". (03.04.25)
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Roma, 3 apr. - "Spesso il lavoro come la scuola - che si dice di tutti ma non lo è - è un sogno, per moltissimi è un incubo perché al desiderio quasi insito nella persona subentrano molte delusioni, specie in questo periodo di ipercompetitività sempre più pervasiva. Io dico alle persone con disabilità: non dovete avere pazienza, io ho reagito con tutti i miei limiti". Lo dice Antonio Guidi, senatore della Repubblica e responsabile del dipartimento di Disabilità ed Equità sociale di Fratelli d'Italia, al seminario 'Il lavoro delle donne tra diritti negati e limiti di carriera', organizzato da Associazione Stampa Romana e dalla Cpo di Stampa Romana nella sede di Fnsi. Il senatore è nato con una grave asfissia per parto prolungato ed ha una tetraplegia spastica. "Sono nato morto- racconta di sé- poi mia nonna brasiliana mi ha salvato la vita" Ma è stata la madre a insegnargli a combattere: "Mia mamma si chiamava Leonilde, una vera leonessa che mi ha spianato la strada". Nella sua vita Guidi ha "sempre fatto ricorso alle associazioni, ho contribuito a realizzarle, mi sono inserito dove sono stato accettato nel sindacato e nel patronato perché ho avuto una specie di piccola illuminazione: non si può accettare la ghettizzazione quasi automatica, un capitalismo molto poco inclusivo. Tendenzialmente con questa ricerca della qualità molto grezza e cafona si escludono capacità che magari devono essere 'tirate fuori', ma che esistono. Ecco perché dico ai cari compagni con disabilita di non accettare esclusioni anche psicologiche, sottili, non isolatevi, ma cercate di aggregarvi senza ghettizzatvi per ottenere quello che si può. Perché ogni cosa che si ottiene deve essere conquistata- aggiunge- è difficile che qualcuno ci regali qualcosa nell'argomento scuola e nel lavoro. Attenzione all'autoghettizzazione imposta- conclude- fa male alla salute mentale". (03.04.25)
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00:00Spesso il lavoro, come la scuola, che si dice di tutti, ma non lo è, è un sogno, per moltissimi è un incubo perché ha il desiderio quasi intito nella persona, subentano molte delusioni,
00:25spesso in questo periodo di ipercompetitività, che si sottolinea meno, però è sempre più pervasiva, insomma non è un buon momento e io dico alle persone con disabilità non dovete avere pazienza,
00:49dovete, come ho cercato di fare io con tutti, per fortuna, i miei limiti, ho reagito.
00:59Cercate, cari compagni con disabilità, di non accettare esclusioni anche psicologiche, sottili, non isolatevi, ma cercate di aggregarvi, senza aggreditarvi, per ottenere quello che si può.
01:27Perché tanto ogni cosa che si ottiene deve essere conquistata, è difficile che qualcuno ci regali qualcosa, mi raccomando scuola e poi lavoro.