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La scuola si ferma. Venerdì 4 aprile sarà una giornata di sciopero nazionale che coinvolgerà tutto il personale scolastico, dai docenti al personale Ata, dagli educatori ai dirigenti, sia a tempo determinato che indeterminato, in Italia e all’estero. L’annuncio arriva dal sindacato Usb Pubblico Impiego, e riguarda anche gli istituti della capitale. Lezioni a rischio, presìdi annunciati sotto i ministeri dell’Istruzione e dell’Università. Non saranno coinvolti i nidi.

Le ragioni dello sciopero sono molteplici: dal contratto giudicato penalizzante alla chiamata diretta dei docenti di sostegno, dai tagli agli investimenti per l’istruzione, fino alla riforma degli istituti tecnici. Anche gli studenti si mobilitano. Collettivi come Osa e Cambiare Rotta manifesteranno contro la scuola del ministro Valditara e le direttive europee, ritenute classiste e inadeguate. Previste proteste anche contro l’alternanza scuola-lavoro e le condizioni edilizie fatiscenti. La scuola pubblica, ancora una volta, alza la voce per farsi ascoltare.

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00:00La scuola si ferma venerdì 4 aprile, sarà una giornata di sciopero nazionale che coinvolgerà tutto il personale scolastico, dai docenti al personale ATA,
00:08dagli educatori ai dirigenti, sia a tempo determinato che indeterminato, in Italia e all'estero.
00:14L'annuncio arriva dal sindacato USB pubblico impiego e riguarda anche gli istituti della capitale.
00:20Lezioni a rischio, presidi annunciati sotto i ministeri dell'istruzione e dell'università, non saranno coinvolti i nidi.
00:27Le ragioni dello sciopero sono molteplici, dal contratto giudicato penalizzante alla chiamata diretta dai docenti di sostegno,
00:34dai tagli agli investimenti per l'istruzione fino alla riforma degli istituti tecnici.
00:40Anche gli studenti si mobilitano. Collettivi come Ose Cambiare Rotta manifesteranno contro la scuola del ministro Valditare
00:47le direttive europee, ritenute classiste e inadeguate, previste proteste anche contro l'alternanza scuola-lavoro e le condizioni edilizia faticenti.
00:56La scuola pubblica, ancora una volta, alza la voce per farsi ascoltare.

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