https://www.pupia.tv - Bologna - ATTREZZI E DIRITTI: A PORTA PRATELLO NASCE "CASA RIDER"
Bologna, 27 mar. - Un luogo dove i rider di Bologna possano ripararsi, riposare, ristorarsi e incontrarsi. Ma anche fare piccole riparazioni ai propri mezzi e ricevere consulenza e supporto su tematiche sindacali e contrattuali, assistenza fiscale (Isee, 730, partite Iva), permessi di soggiorno, cittadinanza, ricongiungimenti familiari, congedi parentali, permessi per disabilità e tutela infortuni. Si presenta così Casa Rider, il nuovo servizio di Porta Pratello promosso da Arci, Cgil e Caritas. Casa Rider, inaugurata oggi, sarà aperta a partire domani tutti i venerdì e i sabato dalle 16 alle 20. Si tratta di un progetto "fantastico" e del quale "siamo molto contenti", dice Hamad, uno dei rider che oggi erano presenti all'inaugurazione, perchè "renderà le cose molto più facili per noi". Il tutto a Porta Pratello perchè quello di via Pietralata 58 è sì uno spazio di produzione culturale ma anche "di cura e di comunità", sottolinea la presidente di Arci, Rossella Vigneri: il supporto offerto ai fattorini si aggiunge infatti ai progetti e ai servizi già presenti e rivolti alle fasce più fragili della popolazione, rendendo Porta Pratello un luogo "che prova a dare risposte ai bisogni emergenti della nostra comunità e che affronta sempre più le situazioni di povertà e disagio legate al tema del lavoro". Con questo progetto "abbiamo scelto di investire sui diritti e sull'attivismo", afferma il segretario della Cgil, Michele Bulgarelli, creando un nuovo "luogo di convergenze e di alleanze". Con questo spirito Casa Rider sarà "un po' casa del popolo, un po' dopolavoro, un po' saletta sindacale e un po' Camera del lavoro", dice Bulgarelli. "A me viene in mente un oratorio", non può che integrare così l'elenco don Matteo Prosperini, direttore della Caritas. Con gli altri partner del progetto "su certe cose abbiamo idee diverse ma ci troviamo sempre tutti alleati sull'aiuto alle persone e sui diritti", aggiunge Prosperini. Nonostante i passi avanti fatti proprio a Bologna con la prima Carta sui diritti fondamentali del lavoro digitale, ricorda il sindaco Matteo Lepore, a livello nazionale tanti impegni sono rimasti "solo sulla carta" e oggi i rider continuano ad essere lavoratori "di fatto alla mercè di un algoritmo": lo dimostrano quelle "immagini che non ci sono piaciute" viste in occasione delle recenti alluvioni, con i rider "costretti a lavorare in un metro d'acqua". Allora Casa Rider sarà un luogo di riparo "ma credo anche che servirà molto a rendere consapevole la città- aggiunge Lepore- di quello che succede nelle strade e nel nuovo mondo del lavoro". I lavori notturni spesso sono anche meno sindacalizzati e avere spazi come Casa Rider "diventa davvero un'esigenza importante", rileva la vicesindaca Emily Clancy. Soprattutto in una città che punta molto sulla mobilità ciclabile, Casa Rider è un modo per "dare a questi lavoratori l'attenzione che meritano", sotto
Bologna, 27 mar. - Un luogo dove i rider di Bologna possano ripararsi, riposare, ristorarsi e incontrarsi. Ma anche fare piccole riparazioni ai propri mezzi e ricevere consulenza e supporto su tematiche sindacali e contrattuali, assistenza fiscale (Isee, 730, partite Iva), permessi di soggiorno, cittadinanza, ricongiungimenti familiari, congedi parentali, permessi per disabilità e tutela infortuni. Si presenta così Casa Rider, il nuovo servizio di Porta Pratello promosso da Arci, Cgil e Caritas. Casa Rider, inaugurata oggi, sarà aperta a partire domani tutti i venerdì e i sabato dalle 16 alle 20. Si tratta di un progetto "fantastico" e del quale "siamo molto contenti", dice Hamad, uno dei rider che oggi erano presenti all'inaugurazione, perchè "renderà le cose molto più facili per noi". Il tutto a Porta Pratello perchè quello di via Pietralata 58 è sì uno spazio di produzione culturale ma anche "di cura e di comunità", sottolinea la presidente di Arci, Rossella Vigneri: il supporto offerto ai fattorini si aggiunge infatti ai progetti e ai servizi già presenti e rivolti alle fasce più fragili della popolazione, rendendo Porta Pratello un luogo "che prova a dare risposte ai bisogni emergenti della nostra comunità e che affronta sempre più le situazioni di povertà e disagio legate al tema del lavoro". Con questo progetto "abbiamo scelto di investire sui diritti e sull'attivismo", afferma il segretario della Cgil, Michele Bulgarelli, creando un nuovo "luogo di convergenze e di alleanze". Con questo spirito Casa Rider sarà "un po' casa del popolo, un po' dopolavoro, un po' saletta sindacale e un po' Camera del lavoro", dice Bulgarelli. "A me viene in mente un oratorio", non può che integrare così l'elenco don Matteo Prosperini, direttore della Caritas. Con gli altri partner del progetto "su certe cose abbiamo idee diverse ma ci troviamo sempre tutti alleati sull'aiuto alle persone e sui diritti", aggiunge Prosperini. Nonostante i passi avanti fatti proprio a Bologna con la prima Carta sui diritti fondamentali del lavoro digitale, ricorda il sindaco Matteo Lepore, a livello nazionale tanti impegni sono rimasti "solo sulla carta" e oggi i rider continuano ad essere lavoratori "di fatto alla mercè di un algoritmo": lo dimostrano quelle "immagini che non ci sono piaciute" viste in occasione delle recenti alluvioni, con i rider "costretti a lavorare in un metro d'acqua". Allora Casa Rider sarà un luogo di riparo "ma credo anche che servirà molto a rendere consapevole la città- aggiunge Lepore- di quello che succede nelle strade e nel nuovo mondo del lavoro". I lavori notturni spesso sono anche meno sindacalizzati e avere spazi come Casa Rider "diventa davvero un'esigenza importante", rileva la vicesindaca Emily Clancy. Soprattutto in una città che punta molto sulla mobilità ciclabile, Casa Rider è un modo per "dare a questi lavoratori l'attenzione che meritano", sotto
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