Nei Balcani una crisi alla volta è sempre troppo, adesso ce ne sono due, circondate da focolai ad alta instabilità. Vento sulle braci in questa incerta primavera dalla Serbia alla Bosnia ed Erzegovina. Ecco i punti essenziali e i protagonisti.«Visto da vicino», la videorubrica di approfondimento: qui tutte le puntate.
Categoria
🗞
NovitàTrascrizione
00:00Serbia e Bosnia-Herzegovina. Salza il vento sulle braci, due crisi nei Balcani dove una
00:12alla volta è sempre troppo. Adesso, che il protettore americano è in ritirata e la proiezione
00:17di potenza russa, risveglia l'orgoglio slavo. In Serbia rancore muto viene da lontano. Nell'incerta
00:26primavera di Belgrado, parte da Novi Sad, la città dei ponti sul Danubio distrutti dalle bombe nato
00:31nella guerra del Kosovo. 1 novembre 2024, alle 11.52, la pensilina della stazione cede. 15 vittime,
00:38anche due bambini. Era stata appena rifatta con materia scadente. Dal crollo il movimento fisico
00:48e politico. Studenti, operai, professionisti in marcia contro corruzione e autoritarismo.
00:53Ci uccidete, gridano i ragazzi. L'onda pacifica pompa fino al vertice del potere che infine
00:59promette verifica di legittimità. Elezioni anticipate o referendum. Cerca tempo Aleksandar
01:09Vucic, presidente dal 2017, già premier e ministro, uomo d'apparato cresciuto tra i nazionalisti
01:15Sceseli e Milosevic, giudicati allaia per crimini contro l'umanità. Reinventato,
01:20della nuova Serbia, corteggiata da turchi e cinesi, ambiguamente in bilico tra Europa e
01:25Russia. In giro si rivedono pure veterani dei berretti rossi, le forze speciali dei servizi
01:31di sicurezza formate da paramilitari e criminali che nel 2003 spararono al leader liberale Zoran
01:37Djindjic. Cerca tempo Vucic, perché il fiume sale e l'aria pesa, aria di rivoluzione.
01:43In Bosnia e Herzegovina a rischio l'intero impianto della pace di Dayton che nel 1995
01:51chiuse la guerra da centomila morti, scoppiata dopo la dissoluzione della Jugoslavia. Dayton
01:57divideva il paese in due, la federazione di croati e bosniacchi musulmani, 51 per cento
02:02del territorio, 67 per cento della popolazione, capoluogo sarajevo che è anche capitale. E la
02:08repubblica serbska, a maggioranza serba, 49 per cento di territorio, 33 per cento di popolazione,
02:13capoluogo Bagnaluca. Più, a nord-est, la piccola bolla di autogoverno del distretto di Brcko.
02:19Presidenza a rotazione, ma due entità di fatto autonome ciascuna, con governo e presidente.
02:26Suttutto l'alto rappresentante, espresso da un consiglio internazionale. È per aver
02:31delegittimato il supervisore internazionale che la corte di Bosnia ha condannato a un anno di
02:36carcere e sei mesi di interdizione dai pubblici uffici, il presidente della repubblica serbska,
02:41Milorad Dodik, altro leader nuovo spostatosi su un nazionalismo sempre più acceso,
02:46antislamico e vicino a Mosca. Il Parlamento locale risponde con una legge che disconosce
02:52magistratura e polizia centrali, stende una bozza di costituzione che prevede un esercito
02:57indipendente. Da tempo Dodik minaccia la secessione, stavolta andiamo fino in fondo,
03:02mentre intorno, dal Montenegro alla Macedonia del Nord, monta la rabbia contro il malgoverno,
03:07lo dice anche se l'onda serba indebolisce pure lui e per bloccare la missione militare europea
03:12chiede aiuto alla Russia. O ritroviamo la forza o rimarremo in guscio vuoto. Noi scegliamo la forza.