• l’altro ieri
I numeri sono allarmanti, lo sappiamo: i disturbi del comportamento alimentare aumentano drammaticamente e coinvolgono sempre più giovani. Se rispetto a qualche anno fa la patologia sembrava circoscritta ad una determinata fetta di società - prevalentemente ragazze e donne -, ci si rende conto che a soffrire a tavola ora sono anche bambini e i maschi.

continua a leggere su: https://www.radioroma.it/author/roma-di-giorno/

Categoria

🗞
Novità
Trascrizione
00:00Non solo Roma, le notizie dalla regione con Elisa Mariani.
00:07Buongiorno e ben ritrovati ad una nuova diretta di Non solo Roma. Buon mercoledì a chi ci segue in diretta sul canale 14 del Digitale Terrestre per Radio Roma News o sul canale nazionale 222.
00:21Una nuova puntata, una nuova diretta in cui affronteremo oggi tanti temi legati alla capitale e ovviamente come sempre anche al nostro territorio.
00:30A partire da un tema che sarà trattato quest'oggi in apertura su cui in realtà ritorniamo.
00:36E ci piace ritornare sopra su questo tema perché è importantissimo fare luce, è importantissimo puntare l'attenzione sulla patologia legata purtroppo ai disturbi del comportamento alimentare.
00:48È una vera e propria piaga a giudicare dai numeri in netto aumento rispetto al 2019 e rispetto all'era post pandemia.
00:57Qual è il problema fondamentale? L'abbiamo ripetuto tante volte, il problema forse più urgente è che l'incidenza si sta dimostrando molto più alta nei giovanissimi.
01:07Addirittura ci sono casi di bambini che cominciano a manifestare disturbi del comportamento alimentare intorno agli 8-10 anni.
01:15Se eravamo abituati a parlare di questa patologia soltanto riferendoci ad una particolare fetta di società, magari adolescenti e soprattutto ragazzi,
01:25adesso lo scenario è diventato completamente diverso perché ne soffrono anche i maschi, ne soffrono anche i bambini.
01:32Prima di presentarvi le nostre prime ospite e di contestualizzare con un incontro molto importante che si è tenuto qualche settimana fa a Roma, qualche numero nel nostro servizio di apertura.
01:43Nel Lazio sono in crescita anoressia e bulimia tra i giovanissimi, si registra un vero e proprio aumento di casi di disturbi alimentari tra i più giovani.
01:51Secondo i dati del bambin Gesù, le diagnosi sono aumentate del 60% rispetto al periodo pre-Covid.
01:58Nel 2024 sono stati registrati 230 nuovi casi con un incremento del 64% rispetto al 2019.
02:06Particolarmente preoccupante è il calo dell'età di insorgenza, i primi sintomi compaiono già a 8-9 anni.
02:13L'anoressia resta il disturbo più diffuso ma cresce anche l'ARFID, il disturbo evitante restrittivo dell'assunzione del cibo.
02:21Nel Lazio la rete d'assistenza è carente, spesso i tempi d'attesa sono lunghissimi.
02:26Gli specialisti chiedono più risorse e un piano di prevenzione per affrontare un problema sempre più diffuso.
02:32Il nuovo modello della rete regionale prevede l'istituzione di almeno un ambulatorio multidisciplinare in ogni azienda sanitaria locale
02:40nei quali sono programmati percorsi specifici sia per i minori che per gli adulti.
02:45Tra le varie misure innovative introdotte nella rete regionale, in ogni ambulatorio saranno erogati programmi di riabilitazione psiconutrizionale
02:53mediante il cosiddetto pasto assistito.
02:57Come avete sentito le istituzioni si stanno un po' muovendo per cercare di intervenire sull'aumento drammatico di questi casi.
03:06Il 18 marzo scorso presso la casa di Alice a Roma si è tenuto un incontro aperto soprattutto a dottori, associazioni e professionisti del settore per approfondire il tema.
03:18Noi abbiamo in collegamento video Stefania Borghi, dirigente psichiatra e responsabile della casa di Alice e Roberta Trincas, dirigente psicologa.
03:27Buongiorno e ben trovate.
03:29Buongiorno.
03:31Grazie per essere in nostra compagnia.
03:34Insomma dobbiamo affrontare un tema abbastanza delicato ma su cui qui a non solo Roma devo dirvi la verità.
03:40Ci siamo passati diverse volte perché è importante continuare a parlarne e non smettere di farlo secondo noi.
03:47Inizierei proprio con Stefania che magari ci racconta qualche dettaglio in più della giornata del 18 marzo.
03:54Sì, il 18 marzo si è tenuta questa giornata subito successivamente al 15 marzo che è la giornata proprio nazionale che ricorre per ridistrubire la nutrizione dell'alimentazione,
04:06la giornata così detta del fiocchetto Lilla.
04:09Abbiamo successivamente istituito questa giornata, come diceva bene il servizio, per sensibilizzare e creare rete e collegamento con i medici di medicina generale e soprattutto i pediatri di libera scelta del territorio.
04:23Noi siamo nel municipio dodicesimo dell'Aso da Roma 3 dove appunto due anni fa è stato inaugurato a novembre del 2023 la casa di Alice come primo ambulatorio multidisciplinare integrato.
04:35Proprio secondo le linee guida regionali e durante questo incontro dove sono intervenute le associazioni, i professionisti, tutti gli attori del territorio,
04:48quello che abbiamo fatto è stato fare rete perché è la cosa più importante per riuscire a inquadrare soprattutto in maniera precoce l'insorgenza di tali disturbi.
04:58Certo e infatti è proprio qui che io volevo arrivare Stefania, ci siamo dati una spiegazione sul perché sono aumentati in maniera così drastica, insomma così importante almeno questi casi di disturbi alimentari
05:14che poi adesso si parla anche di altre patologie, una volta si parlava soltanto di anoressia e bulimia, adesso invece capiamo che il campo è molto più ampio di così.
05:23Sì, il campo si è molto ampliato, infatti adesso i disturbi, quelli che erano denominati disturbi del comportamento alimentare, ora hanno la sigla invece DNA che significa disturbi della nutrizione e dell'alimentazione.
05:38Perché? Perché nella nuova nomenclatura, che fa un po' di confusione, alcuni dicono ma cos'è qualcosa collegato ai geni, al DNA, no, DNA è proprio l'acronimo per riuscire a descrivere l'ampia gamma di questi disturbi nei quali disturbi della nutrizione attengono soprattutto all'età giovanile.
05:58E quindi per esempio quello che è stato citato come ARFID è uno dei disturbi della nutrizione che interviene in età precoce e spesso non è ben diagnosticato perché ha delle caratteristiche leggermente diverse, invece i disturbi dell'alimentazione rimangono quelli che noi conosciamo in maniera più caratteristica come l'anoressia, la bulimia nervosa, il binge eating, i disturbi non altrimenti specificati,
06:23che sono quelli dell'età dei giovani adulti in insorgenza e in adolescenza e poi anche nell'età più matura. Quindi per questo motivo è stata ampliata la nomenclatura ed è stata ridefinita, proprio perché ormai c'è un approccio trasversale che colpisce, come abbiamo visto, anche molto l'infanzia con un abbassamento drastico dell'età di insorgenza.
06:49Ecco, chiarissimo questo focus, questa spiegazione che lei ci ha fatto proprio per differenziare un po' quello che succede soprattutto nei bambini molto piccoli e poi negli adolescenti. Ecco, le istituzioni qui giocano un ruolo secondo me chiave, fondamentale.
07:05Cosa stanno facendo o cosa purtroppo magari non stanno facendo in tanti casi, è bene dirlo, per risolvere questa impennata di casi? Perché nel Lazio si parla di carenza di struttura, addirittura di carenza di posti letto, carenza di personale, è un dramma proprio, no?
07:20Sì, assolutamente. Allora, diciamo che il governo successivamente all'innalzamento dei casi, nei due successivi lockdown fondamentalmente, si è impegnato stanziando un fondo presso il Ministero della Salute, chiamato proprio Fondo per il Contrasto e Disturbi della Nutrizione e dell'Alimentazione, con il quale, che cosa si è cercato di fare?
07:44Nel biennio 2023-2025 sono stati soprattutto potenziati gli ambulatori. Perché soprattutto l'ambulatorio come noto della rete assistenziale? Perché l'ambulatorio è proprio il cuore nel quale la maggior parte degli interventi nascono, vengono valutati e si programmano i percorsi adatti.
08:05Allo stesso tempo l'ambulatorio può anche, oltre alla valutazione e all'inserimento all'interno dello stesso dei pazienti, poi inviare i casi più complessi alla rete, diciamo, di assistenza ospedaliera o delle cliniche convenzionate.
08:19Il problema grande è appunto che questi fondi sono stati stanziati, sono stati rinnovati poi per il 2025, sebbene in maniera un po' più carente. Quello che sarebbe necessario è riuscire a far sì che l'assistenza a questi disturbi possa giovare di fondi strutturati, non di fondi straordinari.
08:43Perché abbiamo bisogno di personale, abbiamo bisogno di strutture, soprattutto per dare seguito a quello che la Regione ci chiede, cioè la costituzione di almeno un ambulatorio multidisciplinare integrato, intensivo, cioè con l'erogazione del passo assistito all'interno dell'ambulatorio.
09:00Esatto, io su questo vorrei ritornarci tra pochissimi istanti. Stefania, mi permesso di darvi del tuo, ovviamente, se sei d'accordo. Perché, insomma, in quanto responsabili di Case delice, io vorrevo sapere qualche dettaglio in più di questa struttura. Magari puoi raccontarcelo Roberta, cosa fate, come intervenite, come siete sul campo. Ecco, devo dire, è un lavoro molto difficile, soprattutto in un periodo del genere in cui i casi impennano davvero.
09:26Assolutamente sì. Allora, l'ambulatorio di Casa di Arice si è istituito a gennaio del 2023 e già in questi primi due anni e mezzo abbiamo avuto più di 317 casi in valutazione e attualmente abbiamo 177 casi in carico.
09:48Noi abbiamo anche convenzioni con delle strutture specializzate, convenzionate, che si occupano anche della riabilitazione nutrizionale di questi pazienti. Noi abbiamo un 20% di casi ricoverati in queste strutture, il restante è preso in carico da noi.
10:06Anche in questa valutazione i dati di Casa di Arice ci dicono come l'età di insorgenza si sia abbassata notevolmente. Negli ultimi anni abbiamo un 10% di età compresa tra i 7 e i 14 anni. Questo è un dato ovviamente allarmante che in linea con l'Istituto Superiore di Sanità e che ci dice quanto sia importante la diagnosi precoce e l'invio precoce a centri specializzati come Casa di Arice.
10:30Nella Casa di Arice noi accogliamo le pazienti, effettuiamo una prima valutazione, abbiamo un'equipe multidisciplinare che consiste in due medici psichiatri, un neuropsichiatra infantile, abbiamo due psicologhe, due dietiste e una terapista della riabilitazione psichiatrica.
10:57Correggiatemi se sbagliono, questi ragazzi, questi bambini anche devono proprio reimparare a mangiare, è corretto?
11:07Esattamente e non solo, nei minori è fondamentale l'intervento sulla famiglia perché ovviamente il disturbo alimentare è un disturbo che impegna tutto il sistema familiare e crea delle condotte che possono mantenere il problema.
11:25Quindi il primo passo con i minori è quello di coinvolgere le famiglie e aiutare soprattutto loro a gestire i comportamenti errati dell'alimentazione, quindi è un lavoro molto importante e complesso da questo punto di vista.
11:40Sicuramente anche nell'età maggiore, noi vediamo l'età adulta, è bene ai primi anni, tra i 18 e i 20 anni, coinvolgere i familiari perché anche lì ovviamente il disturbo in qualche modo prende spazio anche nelle dinamiche familiari.
11:58Vi preannuncio, io devo lanciare qualche minuto di pubblicità però vorrei tenervi ancora qualche istante in nostra compagnia se siete d'accordo perché ci sono un altro paio di domande che vorrei farvi e secondo me sono importanti per chi ci sta ascoltando.
12:17Torniamo tra pochissimi istanti qui in diretta a Non Solo Roma, non cambiate canale.
12:22Bentornati a Non Solo Roma, stiamo parlando ancora una volta perché è fondamentale farlo di disturbi alimentari perché i numeri sono davvero drammatici, avrete avuto modo di sentirlo magari anche attraverso tanti canali di informazione, numeri che aumentano e che riguardano sempre di più anche bambini tra gli 8 e i 10 anni,
12:45per questo è cambiata anche un po' la nomenclatura, non si parla più soltanto di disturbi dell'alimentazione o disturbi del comportamento alimentare ma soprattutto disturbi della nutrizione perché la scienza, gli studi si stanno concentrando sempre di più su cosa accade a questi bambini molto piccoli.
13:03In più circostanze vi avevamo parlato qui a Non Solo Roma della carenza importante delle strutture, soprattutto nella nostra regione mancano i posti letto, mancano le strutture, manca addirittura il personale, come si fa a sopperire all'aumento di casi in questa situazione?
13:21Però ci sono anche delle strutture che conservano una grande positività in tal senso perché ad esempio c'è la realtà di casa di Alice che si trova nel dodicesimo municipio che sta molto investendo sulla patologia e sull'aiutare soprattutto questi bambini e questi ragazzi molto giovani e noi siamo proprio in compagnia di Stefania Borghi e Roberta Trincas con le quali stiamo parlando un po' in generale di disturbi alimentari
13:47ma siamo partite da un incontro che si è tenuto il 18 marzo scorso proprio nella realtà di casa di Alice in cui si è discusso appunto proprio della questione dei disturbi alimentari.
14:00Allora io torno a chiedervi se insomma si parla spesso del fatto che questi disturbi alimentari arrivino soprattutto a colpire ragazzi molto giovani o addirittura bambini soprattutto negli ultimi anni nell'era post-covid ma accade che i disturbi del comportamento alimentare colpiscano anche gli adulti?
14:20Assolutamente sì, noi abbiamo nel nostro ambulatorio un 60% dei casi che hanno tra i 18 e i 25 anni quindi c'è una prevalenza nel nostro ambulatorio e spesso questo è dovuto al fatto che è difficile fare una diagnosi precoce innanzitutto perché è un disturbo per cui le ragazze si vergognano di manifestare o magari hanno nella tabella uccenziale scarsa consapevolezza di avere un problema
14:50e quindi spesso lo manifestano tardivamente o anche i genitori si accolgono tardi e quindi arrivano in una fascia d'età adulta. Sicuramente comunque l'intervento precoce almeno entro i 25 anni lo vediamo sia per esperienza clinica ma anche da dati statistici che è fondamentale e migliora l'efficacia terapeutica
15:15quindi prima le ragazze vengono in trattamento più è facile che ci possa essere una remissione sintomatologica in breve tempo, più si va avanti con l'età più è un rischio perché si cronicizza il disturbo e la possibilità di essere aiutati è un pochino limitata.
15:31Anche qui arriva la seconda domanda come fanno i genitori o comunque il comparto familiare perché molto spesso magari ci sono delle famiglie cosiddette allargate dai nonni dagli zii insomma tante diverse situazioni al giorno d'oggi come fanno a rendersi conto che il proprio figlio o un componente della propria famiglia sta soffrendo di disturbi del comportamento alimentare? Ci sono dei segnali inequivocabili?
15:55Sì a proposito di questo noi abbiamo proprio aiutato i colleghi del territorio nella giornata anche del 18 marzo a comprendere come è possibile in un primo momento l'assistenza di base potersi rendere conto di un ragazzo, di una ragazza o di un bambino che sta iniziando magari a entrare all'interno del disturbo alimentare,
16:25così come potrebbe fare una famiglia, potrebbero fare i familiari.
16:30Allora i primi segnali non sono facili da rintracciare anche perché la prima fase del disturbo di solito è una fase sintonica noi la chiamiamo cioè il ragazzo o la ragazza si sente molto contento, soddisfatto di acquisire questa serie di comportamenti perché gli servono per regolare diciamo uno stato emotivo di fondo.
16:59Questo ci rende difficile il fatto che i ragazzi possano chiedere aiuto, per questo è importante che i familiari possano riconoscere per esempio un'attenzione particolare al cibo che prima non si era mai avuta.
17:12Alcune volte questi ragazzi e ragazze iniziano una fase che si chiama ortoressica, cioè di attenzione al cibo sano, che diventa un pochino esagerata, quindi possiamo notare che i ragazzi che fino a poco tempo prima erano completamente tranquilli nel mangiare qualsiasi cosa, cominciano a eliminare quelli che vengono chiamati magari cibi un pochino più spazzatura,
17:35che purtroppo invece sono abituali nell'alimentazione o comunque possono esserci, c'è un'attenzione a questi cibi, c'è un'attenzione alle forme del corpo e al peso, quindi lo specchio può iniziare ad essere il miglior amico del ragazzo o della ragazza soprattutto, ci si pesa molto più spesso, si chiede che cosa mangiamo stasera,
17:57non si porta più a scuola la merenda, oppure le dosi degli alimenti cominciano a decrescere, quelle che vengono inclusi in un determinato pasto, si saltano gli spuntini, si salta la colazione, questo soprattutto quando nasce un disturbo alimentare di tipo restrittivo come l'anoressia, ad esempio l'anoressia nervosa.
18:18Ma anche riconoscere per esempio la bulimia nervosa non è molto facile perché la bulimia sappiamo che invece è caratterizzata da episodi di abbuffate, quindi di discontrollo alimentare anziché di restrizione, poi seguite da mezzi di compenso, o esercizio fisico molto esagerato che viene fatto tutti i giorni attraverso anche un'iperattività fisica che il ragazzo può fare in casa,
18:45ad esempio, oppure chiudendosi in bagno spesso e andando ad attuare quei comportamenti come il vomito, quindi anche una ragazza che magari a tavola si comporta in una maniera particolare e poi si chiude in bagno subito dopo, oppure che fa un'attività fisica che prima non era fatta in quel modo, insomma ci sono questi segnali, oppure si nascondono dietro abiti molto larghi per nascondere l'appassamento del peso,
19:13questi sono i primi segnali che una famiglia può iniziare a cogliere in un ragazzo, in una ragazza che si avvicina a entrare in questo disturbo.
19:23Certo, ecco sono segnali molto importanti che vanno attenzionati, immagino come sempre le chiavi sono un po' l'osservazione, ma soprattutto il dialogo, penso da psicologo e psichiatra che possiate confermarmelo questo, no?
19:37Sì, assolutamente, è importante cercare in qualche modo, soprattutto mi immagino un messaggio per i familiari o per chi sta intorno ai ragazzi in giovane età, quindi anche le istituzioni scolastiche, le strutture sportive, tutti gli operatori che hanno a che fare con questa fascia d'età dove può esordire il disturbo.
20:01Cercare di fare attenzione, non avere un atteggiamento interrogativo, a fare pressione, ma cercare di essere empatici, comprensivi, rimandare anche messaggi che non siano legati al valore del corpo, dell'estetica o dell'alimentazione, ma più legati al valore della persona.
20:20Quindi occuparsi anche degli stati affettivi e degli stati affettivi di questi ragazzi, quindi cercare di essere comprensivi e capire che cosa stanno passando in quel momento, più che focalizzarsi sull'attenzione, la preoccupazione a cosa sta mangiando e a cosa non sta mangiando, preoccuparsi di cosa sta provando e di come sta sentendo.
20:42Tra le altre cose immagino, sia a Stefania che a Roberto, che i tempi odierni non aiutino di certo, siamo bombardati da stimoli e modelli irraggiungibili, soprattutto sui social, immaginiamo che effetto possa fare in ragazzi molto giovani che sono fragili dal punto di vista emotivo e che possono raccogliere tutto questo come dei colpi incredibili.
21:05Io ringrazio entrambe per essere state in nostra compagnia, per aver approfondito in maniera così puntuale questo tema così delicato. Grazie a prestissimo.
21:15Grazie a voi.
21:17Grazie davvero.

Consigliato