A 87 anni ha ancora la stessa grinta e lo stesso coraggio che l’hanno trasformata in un’icona del femminismo e dell’attivismo. Jane Fonda lo ha dimostrato sul palco dei Sag Awards, i prestigiosi premi del cinema e della televisione assegnati dalla Screen Actors Guild, cerimonia in cui è stata insignita del premio alla carriera.
L’attrice premio Oscar (uno nel 1972 per Una squillo per l'ispettore Klute e un altro nel 1979 per Tornando a casa) ha ritirato il premio approfittando dell’occasione per un elogio all’empatia in cui non ha risparmiato una stoccata all’attuale presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
[amica-gallery id="1032815" title="Jane Fonda, le foto della pasionaria di Hollywood"]
L'elogio all'empatia di Jane Fonda ai Sag Awards
«Amo recitare. Possiamo aprire la mente delle persone a nuove idee, portarle oltre ciò che capiscono del mondo e aiutarle a ridere quando le cose sono difficili, come adesso», ha detto Jane Fonda al palco, dicendo di essere una grande sostenitrice dei sindacati.
«Sono davvero importanti in questo momento in cui il potere dei lavoratori viene attaccato e la comunità si sta indebolendo». Poi un passaggio sull’empatia, a detta dell’attrice fondamentale non solo per un attore, ma in generale nella vita.
«Gli attori non creano qualcosa di tangibile, ma creano empatia. Puoi anche odiare il tuo personaggio, ma devi comprendere ed empatizzare con la persona traumatizzata che stai interpretando, giusto?», ha proseguito, citando il candidato all'Oscar Sebastian Stan, che interpreta Donald Trump nel film The Apprentice.
«L’empatia non è debolezza o "woke", e, a proposito, "woke" significa solo che ti importa delle altre persone», ha proseguito l’attrice, che non ha mai nascosto l’opposizione a Trump e che ha voluto parlarne anche dal palco, diffondendo un messaggio positivo.
Un messaggio di speranza e incoraggiamento
«Moltissime saranno ferite da ciò che sta accadendo e da ciò che succederà, e anche se hanno un diverso orientamento politico, dobbiamo fare appello alla nostra empatia e non giudicare, ma ascoltare con il cuore e accoglierli perché avremo bisogno di una grande tenda per resistere ciò che ci riserva il futuro.
Fonda, che in passato è scesa più volte in piazza in segno di protesta per ciò in cui crede e che non ha esitato a farsi arrestare per difendere i suoi valori, ha voluto chiudere il suo discorso con parole positive e di incoraggiamento.
«Avete mai visto quei documentari sull’Apartheid o su Selma? Ora siamo dentro quei documentari. Non è una prova generale. Sta accadendo. Non dobbiamo isolarci. Dobbiamo rimanere uniti. Dobbiamo aiutare i più vulnerabili. Ci sarà ancora bellezza, e ci sarà un oceano di verità in cui nuotare».
[amica-gallery id="1416956" title="Le star che hanno abbracciato l’aerobica sotto l’influenza di Jane Fonda"]
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«Sono davvero importanti in questo momento in cui il potere dei lavoratori viene attaccato e la comunità si sta indebolendo». Poi un passaggio sull’empatia, a detta dell’attrice fondamentale non solo per un attore, ma in generale nella vita.
«Gli attori non creano qualcosa di tangibile, ma creano empatia. Puoi anche odiare il tuo personaggio, ma devi comprendere ed empatizzare con la persona traumatizzata che stai interpretando, giusto?», ha proseguito, citando il candidato all'Oscar Sebastian Stan, che interpreta Donald Trump nel film The Apprentice.
«L’empatia non è debolezza o "woke", e, a proposito, "woke" significa solo che ti importa delle altre persone», ha proseguito l’attrice, che non ha mai nascosto l’opposizione a Trump e che ha voluto parlarne anche dal palco, diffondendo un messaggio positivo.
Un messaggio di speranza e incoraggiamento
«Moltissime saranno ferite da ciò che sta accadendo e da ciò che succederà, e anche se hanno un diverso orientamento politico, dobbiamo fare appello alla nostra empatia e non giudicare, ma ascoltare con il cuore e accoglierli perché avremo bisogno di una grande tenda per resistere ciò che ci riserva il futuro.
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