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https://www.pupia.tv - Bologna - VILLA PARADISO: SE COMUNE CI CACCIA, CI DIA ALTRO SPAZIO
Bologna, 3 apr. - Villa Paradiso ha consegnato oggi al Comune di Bologna oltre 1.000 firme contro lo sfratto dalla struttura di via Emilia levante, vista la decisione presa dall'amministrazione di chiudere la Casa di quartiere per destinare la struttura a nuovi progetti di welfare di prossimità. Ma intanto i gestori del centro sociale culturale aprono alla possibilità di traslocare in un altro immobile comunale. "Gli spazi ci sono: datecene uno. Siamo anche disposti a spostarci", afferma il presidente Maurizio Sicuro. Intanto, per dire no alla chiusura della Casa di quartiere oggi "abbiamo consegnato 1.146 firme: tutte prese in presenza", sottolinea Sicuro sotto le finestre degli uffici comunali di piazza Liber Paradisus. Intanto, la convenzione è scaduta lo scorso 28 febbraio ma "novità non ne abbiamo", continua Sicuro: con il Comune "ufficialmente non abbiamo avuto alcun contatto dal 10 gennaio, quando ci hanno comunicato che Villa Paradiso non era più una Casa di quartiere". Lunedì, però, "ci sarà un Consiglio di quartiere Savena aperto alla cittadinanza, su nostra richiesta: servivano 250 firme e ne abbiamo raccolte 350", spiega Sicuro. In quella sede "faremo presente che proprio il Consiglio di quartiere, lo scorso 3 dicembre, nel Programma obiettivo aveva deciso che la Casa di quartiere sarebbe rimasta e che sarebbe stata eventualmente ampliata la compagine di gestione", continua il presidente di Villa Paradiso: se questo orientamento è stato poi cambiato dall'amministrazione centrale, allora vuol dire che "c'è un bel problema di democrazia e partecipazione". Lo sfratto del centro sociale si basa su un "tecnicismo" ma dietro c'è "una decisione politica", accusa Sicuro, "perchè le iniziative che facciamo non sono in sintonia con le scelte politiche dell'amministrazione comunale". Ma lunedì i gestori di Villa Paradiso intendono anche avanzare alcune proposte, che riguardano in particolare la presenza al Savena di altre due Case di quartiere. Una è la Foscherara, che si trova "in una zona dove le forti criticità sono vere, perchè si vedono a occho nudo. Ed è una Casa di quartiere un po' in difficoltà", sostiene Sicuro. Poi c'è la San Rafael, "che è vuota da sei anni", continua il presidente di Villa Paradiso: "E' vero che è stata data in convenzione un anno e mezzo fa, ma tuttora è chiusa". Per Villa Paradiso, dunque, ci sono queste due strutture per dare spazio alle attività di welfare annunciate dal Comune: "E' quello che chiederemo", anticipa Sicuro, ma i gestori di Villa Paradisono sono "anche disponibili" a invertire il ragionamento e traslocare in una delle due Case di quartiere citate. Si chiede al Comune un'alternativa, insomma: "Altrimenti- manda a dire Sicuro- è un plotone di esecuzione. Mi puoi cacciare via, ma vuoi anche che muoia? E' diverso dire 'vi mandiamo via e vi diamo un altro spazio perchè quello ci serve' dal dire 'vi mandiamo via' e

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00:00Abbiamo consegnato 1146 firme, tutte prese in presenza e abbiamo visto la sensibilità
00:06delle persone che sono venute a firmare, che ci ha proprio confermato al di là della
00:10firma la solidarietà e la contrarietà rispetto a questa decisione del comune di chiudere
00:18questa casa di quartiere.
00:20Villa Paradiso è stato negli ultimi anni un posto importante di aggregazione con tantissimi
00:25corsi, presentazioni di libri e tantissime iniziative e quindi siccome non si può fare
00:31l'analisi del sangue e le opinioni politiche di chi partecipa alle iniziative, noi oggi
00:35siamo di fronte a una grande ingiustizia e quindi pensiamo, come sinistroneta, come
00:40consigliere di quartiere, che questa specificità di Villa Paradiso va ad essere avverguardata.

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