• 3 giorni fa
Sembra di osservare un fotogramma di La città incantata o Il castello errante di Howl, e invece è un selfie. L’ultima tendenza che impazza sui social è quella di trasformarsi in un personaggio d’animazione in stile Studio Ghibli grazie all’intelligenza artificiale. Bastano pochi clic su uno dei nuovi strumento AI per vedersi con occhi grandi, tratti da cartoni animati e colori pastello, immersi in un mondo che sembra uscito dalla fantasia di Hayao Miyazaki. Un fenomeno che sta conquistando proprio tutti: influencer, artisti, utenti comuni e persino la politica.
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I politici diventano personaggi di Miyazaki
Dal centrodestra al centrosinistra, i leader italiani non hanno resistito alla tentazione di vedersi reinterpretati in versione Ghibli. Giorgia Meloni appare con grandi occhi azzurri e l’aria determinata, mentre Stefano Bonaccini si trasforma in un personaggio dal sorriso rassicurante. Anche Elly Schlein, con i suoi capelli dai riflessi scuri, e Maurizio Gasparri, con sopracciglia folte e sguardo divertito, sono stati reinterpretati dall’AI in un’estetica che richiama i capolavori giapponesi.

Fratelli d’Italia ha subito cavalcato il trend, pubblicando due versioni "ghiblificate" della premier: una con la campanella del debutto a Palazzo Chigi, l’altra con il cartello "Grazie Italia". Anche il Pd ha risposto. Bonaccini ha condiviso la propria versione animata insieme a Michele De Pascale e una trasposizione in stile Miyazaki della visita di Elly Schlein al Petrolchimico di Marghera, pubblicata dalla deputata dem Rachele Scarpa. Persino Maurizio Gasparri ha partecipato, chiedendo ai follower: "Che ne dite?".

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Studio Ghibli: il mito dell’animazione giapponese
Per chi ancora non lo conoscesse, lo Studio Ghibli è uno dei pilastri dell’animazione mondiale. Fondato in Giappone nel 1985 da Hayao Miyazaki e Isao Takahata, ha rivoluzionato il genere con film poetici e profondi (e a volte anche al centro di alcuni dibattiti) come Il mio vicino Totoro, Principessa Mononoke e La città incantata, vincitore dell’Oscar nel 2003 come miglior film d'animazione.

Le sue opere si distinguono per la cura maniacale dei dettagli, l’attenzione ai sentimenti umani e una forte critica sociale. Oggi, il marchio Ghibli è sinonimo di meraviglia e nostalgia, ed è proprio questo il motivo per cui l’AI che trasforma le foto in uno di quei mondi incantati ha avuto tanto successo: tutti vogliono essere protagonisti di una favola, almeno per un attimo.

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