Uno scoop giornalistico che potrebbe definire una carriera. Premessa interessante che offre l'opportunità di esplorare la natura parassitaria della fama e il moderno culto malsano e ossessivo delle celebrità. Cosa potrebbe andare storto? Quasi tutto... Il film Opus di Mark Anthony Green (il film è nei cinema, e lui, ex giornalista, nel video racconta questo suo primo film) segue la giovane e inesperta reporter Ariel Ecton (Ayo Edebiri) mandata a una festa per l’uscita dell'attesissimo album e il rilancio di una "vecchia" pop star, Alfred Moretti (John Malkovich), scomparsa da 30 anni. Quando si ritrova circondata da una setta (i fanatici del cantante, detti Levelisti), Ariel scopre che la fuga del weekend è molto più sinistra della semplice festa che si aspettava. Se Malkovich è una ex pop star ambigua, carismatica e manipolatrice, misteriosissima è Clara, giornalista interpretata da Juliette Lewis. Com'è il film? Mix di tutto (celebrity, idiosincrasie e vizi delle star), tra horror misto a carneficina e humor, fa un gran bell'uso delle poche canzoni (giustamente noiose) di uno che era “tra i più grandi artisti della storia moderna". Perfetto il casting, con Malkovich in uno dei migliori ruoli degli ultimi anni. Sembra un film di Ari Aster (Midsommar il villaggio dei dannati, Beau ha paura) e infatti c'è il suo zampino.
Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2025, dove la sua protagonista Ayo Edebiri ci ha raccontato così l'esperienza: «Ariel vuole solo essere una brava giornalista. E questo è la sua forza e insieme la sua debolezza, quando ripete "nessuno mi crede” o “nessuno mi vede”. Che poi è esattamente come mi sentivo io sul set. In generale non mi sento mai sicura di me stessa... Mi ha aiutata parlare con il regista, che è stato un giornalista e mi ha indirizzata nel modo migliore. In più mi ha fatto vedere thriller e horror come Get Out, modello ispiratore. E mi ha detto di pensare quale pop star potrebbe essere il mio Alfred Moretti. Di chi potrei diventare adepta? Prince, senza dubbio. Musica, abiti, costumi, parrucche, trucco…. I love him».
Il film è stato presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2025, dove la sua protagonista Ayo Edebiri ci ha raccontato così l'esperienza: «Ariel vuole solo essere una brava giornalista. E questo è la sua forza e insieme la sua debolezza, quando ripete "nessuno mi crede” o “nessuno mi vede”. Che poi è esattamente come mi sentivo io sul set. In generale non mi sento mai sicura di me stessa... Mi ha aiutata parlare con il regista, che è stato un giornalista e mi ha indirizzata nel modo migliore. In più mi ha fatto vedere thriller e horror come Get Out, modello ispiratore. E mi ha detto di pensare quale pop star potrebbe essere il mio Alfred Moretti. Di chi potrei diventare adepta? Prince, senza dubbio. Musica, abiti, costumi, parrucche, trucco…. I love him».
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NovitàTrascrizione
00:00Devo dire che Opus è un film sulla celebrità, ma penso che sia un modo molto sicuro di intendere celebrità.
00:12Pensi che sia un fenomeno molto specificamente americano?
00:19Sì, darei di dire che questa è la risposta più americana, ma non abbiamo inventato quella malattia, ma carino, lo facciamo bene.
00:34Facciamo quella malattia molto bene. Penso che abbiamo condizionato noi stessi per idolizzare queste persone,
00:52e è molto più che divertente, è la malattia più carina all'interno dell'entertainment.
01:02Non pretendo di avere risposte a queste domande, o soluzioni, non penso che sia il mio lavoro,
01:10ma sento che l'opera che Opus esplora sia qualcosa che tutti noi, collettivamente e globalmente, sentiamo.