Al centro, una bara di vetro colma di acqua di mare contiene un chiodo di ferro grezzo. Intorno, dodici ritratti senza respiro, che “tolgono il fiato" anche ai visitatori. Trasfigurati dai rifiuti plastici riconosciamo Helena Christensen, Misty Copeland, Willem Dafoe, Charlotte Gainsbourg, Gala Gonzalez, Julianne Moore, Bridget Moynahan, Carolyn Murphy, Isabella Rossellini, Susan Sarandon, Naomi Watts. Undici donne e un uomo soffocati da sacchetti, cannucce, reti: proprio come succede a tartarughe, balene e delfini nei nostri mari. È l'installazione Breathtaking, ideata e realizzata dal celebre fotografo Fabrizio Ferri, prodotta da Nobile Agency, in scena dal 2 al 27 Aprile 2025, al Museo di Storia Naturale di Milano. Una riflessione per immagini, di grande impatto visivo, sull’effetto devastante delle plastiche e delle microplastiche negli oceani.
[idarticle id="2133630" title="L'inquinamento da plastica può essere ridotto: la road map delle Nazioni Unite per l'ambiente"]
Susan Sarandon "senza fiato" per Fabrizio Ferri
Alla presentazione alla stampa, Susan Sarandon, 78 anni, ha raccontato perché, quando è stata invitata a partecipare all'installazione, non ci ha pensato un momento. «Nell'acqua è iniziata la nostra storia, i problemi del mare sono nostri problemi. Già oggi le nostre vite sono sposate alla plastica: hanno trovato microplastiche anche nel latte materno. Ma la produzione di plastica, che già oggi è di 500 milioni di tonnellate l’anno, non diminuirà: tra trent’anni sarà di 1.2 miliardi di tonnellate. Noi dobbiamo chiedere un cambiamento, per evitare di finire in quella bara».
[idgallery id="2536342" title="Breathtaking, l'installazione di Fabrizio Ferri sulla plastica nei mari"]
[idarticle id="2333079" title="Susan Sarandon: Gaza, l'attivismo e il cinema italiano"]
Breathtaking, installazione di denuncia contro la plastica nel mare
L'installazione, ha raccontato Ferri, è nata da una richiesta della figlia Emma: «Mi ha mostrato delle immagini di un delfino e di una foca soffocati da sacchetti di
plastica. Mi ha chiesto se potevo fare qualcosa». Così il fotografo, con la moglie, e sua manager, Geraldina Polverelli, ha iniziato a chiamare degli amici che volessero partecipare.
[caption id="attachment_2536384" align="aligncenter" width="683"] Fabrizio Ferri con Susan Sarandon alla presentazione di Breathtaking, a Milano[/caption]
[idarticle id="2346770,2319996" title="Microplastiche, il nemico invisibile che danneggia mari ed esseri umani,Le microplastiche sono ovunque: 10 cose che possiamo fare per proteggere la nostra salute"]
«È stata una specie di chiamata apostolica. Fabrizio non ha spiegato niente. Ha detto solo: venite», spiega Polverelli, che nasce storica dell'altre per diventare imprenditrice a New York (con Industria Superstudio). «I dodici che si sono presentati hanno scelto con quale oggetto di plastica essere fotografati: sono materiali di raccolta che abbiamo recuperato davvero sui litorali».
Ciascuno di loro ha scelto come dare un volto alla sensazione della plastica addosso. «Sono ritratti molto diversi. In alcuni vedi la lotta contro la plastica. Per esempio Isabella Rossellini è andata via con i buchi sulla faccia, per tutte quelle cannucce che lei stessa si premeva sulla pelle», spiega Ferri. «In altri la tristezza: quella lacrima sul viso di Gala Gonzalez, quasi un Pierrot. Mentre Susan... nel suo sguardo la vita sembra sfuggita».
[caption id="attachment_2536345" align="aligncenter" width="768"] L'installazione Breathtaking, al Museo di Storia Naturale di Milano dal 2 al 27 aprile 2025.[/caption]
«Nel Museo, anticipa la sala dedicata alla specie umana, che racconta la nostra genesi», spiega Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune - . Mentre le immagini drammatiche e la bara si riferiscono evidentemente alla nostra fine».
[idarticle id="1926786" title="Tartarughe marine, nel Mediterraneo l'80% ingerisce plastica. Il vademecum per tutelarle"]
Tempo di Plasticalling: dalla consapevolezza all'azione
E tuttavia, come da richiesta di Emma Ferri, l'installazione del padre Fabrizio ha una missione proattiva. L'installazione non chiede solo consapevolezza ma anche azione. Per questo, all’ingresso di Breathtaking c'è la ricerca dell'Università Cattolica di Milano, Plasticalling. Da un lato offre una prospettiva scientifica sull’impatto della plastica e delle microplastiche sulla salute ambientale e umana, dall'altro incoraggia ad adottare soluzioni collettive.
«L’obiettivo è andare oltre la denuncia», spiega il Professor Pier Sandro Cocconcelli, Preside della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Ateneo del Sacro Cuore, che ha collaborato al progetto. «Arte e scienza possono catalizzare un cambiamento significativ...
[idarticle id="2133630" title="L'inquinamento da plastica può essere ridotto: la road map delle Nazioni Unite per l'ambiente"]
Susan Sarandon "senza fiato" per Fabrizio Ferri
Alla presentazione alla stampa, Susan Sarandon, 78 anni, ha raccontato perché, quando è stata invitata a partecipare all'installazione, non ci ha pensato un momento. «Nell'acqua è iniziata la nostra storia, i problemi del mare sono nostri problemi. Già oggi le nostre vite sono sposate alla plastica: hanno trovato microplastiche anche nel latte materno. Ma la produzione di plastica, che già oggi è di 500 milioni di tonnellate l’anno, non diminuirà: tra trent’anni sarà di 1.2 miliardi di tonnellate. Noi dobbiamo chiedere un cambiamento, per evitare di finire in quella bara».
[idgallery id="2536342" title="Breathtaking, l'installazione di Fabrizio Ferri sulla plastica nei mari"]
[idarticle id="2333079" title="Susan Sarandon: Gaza, l'attivismo e il cinema italiano"]
Breathtaking, installazione di denuncia contro la plastica nel mare
L'installazione, ha raccontato Ferri, è nata da una richiesta della figlia Emma: «Mi ha mostrato delle immagini di un delfino e di una foca soffocati da sacchetti di
plastica. Mi ha chiesto se potevo fare qualcosa». Così il fotografo, con la moglie, e sua manager, Geraldina Polverelli, ha iniziato a chiamare degli amici che volessero partecipare.
[caption id="attachment_2536384" align="aligncenter" width="683"] Fabrizio Ferri con Susan Sarandon alla presentazione di Breathtaking, a Milano[/caption]
[idarticle id="2346770,2319996" title="Microplastiche, il nemico invisibile che danneggia mari ed esseri umani,Le microplastiche sono ovunque: 10 cose che possiamo fare per proteggere la nostra salute"]
«È stata una specie di chiamata apostolica. Fabrizio non ha spiegato niente. Ha detto solo: venite», spiega Polverelli, che nasce storica dell'altre per diventare imprenditrice a New York (con Industria Superstudio). «I dodici che si sono presentati hanno scelto con quale oggetto di plastica essere fotografati: sono materiali di raccolta che abbiamo recuperato davvero sui litorali».
Ciascuno di loro ha scelto come dare un volto alla sensazione della plastica addosso. «Sono ritratti molto diversi. In alcuni vedi la lotta contro la plastica. Per esempio Isabella Rossellini è andata via con i buchi sulla faccia, per tutte quelle cannucce che lei stessa si premeva sulla pelle», spiega Ferri. «In altri la tristezza: quella lacrima sul viso di Gala Gonzalez, quasi un Pierrot. Mentre Susan... nel suo sguardo la vita sembra sfuggita».
[caption id="attachment_2536345" align="aligncenter" width="768"] L'installazione Breathtaking, al Museo di Storia Naturale di Milano dal 2 al 27 aprile 2025.[/caption]
«Nel Museo, anticipa la sala dedicata alla specie umana, che racconta la nostra genesi», spiega Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura del Comune - . Mentre le immagini drammatiche e la bara si riferiscono evidentemente alla nostra fine».
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Tempo di Plasticalling: dalla consapevolezza all'azione
E tuttavia, come da richiesta di Emma Ferri, l'installazione del padre Fabrizio ha una missione proattiva. L'installazione non chiede solo consapevolezza ma anche azione. Per questo, all’ingresso di Breathtaking c'è la ricerca dell'Università Cattolica di Milano, Plasticalling. Da un lato offre una prospettiva scientifica sull’impatto della plastica e delle microplastiche sulla salute ambientale e umana, dall'altro incoraggia ad adottare soluzioni collettive.
«L’obiettivo è andare oltre la denuncia», spiega il Professor Pier Sandro Cocconcelli, Preside della Facoltà di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell’Ateneo del Sacro Cuore, che ha collaborato al progetto. «Arte e scienza possono catalizzare un cambiamento significativ...
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NovitàTrascrizione
00:00E' una mostra elegantemente concepita per aiutarci a realizzare quanto la distruzione degli oceani sia un problema che sta colpendo non solo i mammiferi in mare ma anche sulla terra.
00:21La produzione di plastica si prevede che aumenterà da 50 milioni di tonnellate attualmente a 1,2 miliardi di tonnellate nel 2060
00:37Ed ecco che la plastica compare nel latte materno, nel cibo che mangiamo, nell'acqua, nei pesci
00:51E quindi si tratta proprio di cercare senza lasciarsi attutire, di sopprimere questo rumore che si fa tutto intorno alla plastica, di calarsi in un'esperienza visiva
01:08E la guerra è di sicuro uno dei fattori che contribuiscono così come i gasdotti, ci sono tante forme di ecoterrorismo
01:21Stiamo veramente distruggendo il mondo e il nostro clima
01:27Dobbiamo quindi minimizzare l'uso della plastica e cercare di contrastare, dopo aver educato i cittadini, tutte le forme che possono contribuire a questa devastazione
01:36Che si tratti dell'estrazione di petrolio, del cracking o di altro
01:41Attraverso l'educazione, e questo è un esempio fondamentale
01:50È molto forte, ma è buono avere l'opportunità di discutere la nostra contribuzione e di formare abitudini
02:11Sono un essere umano, questa è la risposta più semplice
02:23Penso che sia l'unico modo in cui posso continuare a vivere in un mondo imperfetto, è di fare qualsiasi cosa che posso
02:41Lo faccio come essere umano, anche considerando che ho una piattaforma, ho la possibilità di farmi forse sentire maggiormente e questo aumenta la mia responsabilità
02:58Essere depressi non è un'opzione, non possiamo fare altro che abbracciare l'azione per affrontare tutto questo dolore e questa sofferenza che ci sono nel mondo