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Roma, 25 mar. (askanews) - "E' indubbio che il tema dell'acqua è un tema centrale non di oggi ma anche di ieri e di domani. Quindi il preservare un bene che non è illimitato è impegno di tutti. Devo dire che per quanto riguarda il Pnrr abbiamo finalizzato tutte le risorse che erano state destinate a questa misura per raggiungere obiettivi ambiziosi ma che oggi possiamo dire essere decisamente a buon punto". Sul tema invasi, "Soprattutto occorrerebbe una norma perchè questi rifiuti, come vengono classificati oggi, proprio limitatamente a questi invasi e che oggi hanno una possibilità di captare acqua nell'ordine del 30, 40% rispetto all'effettiva capacità di poterla ospitare, possano essere rimossi con procedure veloci che sappiano distinguere effettivamente la qualità dei rifiuti speciali non generalizzando ovviamente la categoria". "Sono stati investiti dal ministero dell'Ambiente 600 milioni di euro proprio per far sì che le acque reflue possano essere recuperate e depurate e quindi immesse per l'utilizzo sia in agricoltura sia in industria. Sicuramente noi abbiamo, ed è un tema atavico ma che va affrontato, delle perdite degli acquedotti che ancorché ridotte negli anni sono ancora imponenti. Sotto questo profilo vi è ovviamente un piano di investimenti necessario, nel medio e lungo periodo. Occorre poi definire, una volta per, le linee di intervento rispetto a società che hanno in gestione da anni e che dovrebbero cercare di intervenire proprio per ridurre queste perdite effettivamente poco commendevoli". Lo ha dichiarato il Ministro Tommaso Foti intervenuto oggi a Roma, in occasione della presentazione della traduzione ufficiale in italiano del Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche (UN-WWDR) 2025 e del XV Rapporto "Gli italiani e l'agricoltura", al convegno "Acqua e Agricoltura: politiche e strumenti per innovazione ed efficienza", promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti, con il patrocinio di UNESCO WWAP e Almaviva in qualità di main partner, con la media partnership di Rai Radio 1 e con event partner Acea, trasmesso in diretta streaming su Radio Radicale.

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00:00E' indubbio che il tema dell'acqua è un tema centrale non di oggi ma anche di ieri e di domani
00:09e quindi il preservare un bene che non è illimitato è un impegno di tutti.
00:14Devo dire che per quanto riguarda il PNRR abbiamo finalizzato tutte le risorse
00:22che erano state destinate a questa misura per raggiungere obiettivi ambiziosi
00:28ma che oggi possiamo dire essere decisamente a buon punto.
00:32Soprattutto occorrerebbe una norma perché questi rifiuti come vengono classificati oggi
00:39proprio limitatamente a questi invasi che oggi hanno una possibilità di captare acqua
00:46magari nell'ordine del 40-30% rispetto alla effettiva capacità di poterlo ospitare
00:54possano essere rimossi ma rimossi con procedure veloci
01:00che tra l'altro sappiano distinguere effettivamente la qualità dei rifiuti speciali
01:07non generalizzando ovviamente la categoria.
01:10Sotto questo profilo sono stati investiti dal Ministero dell'Ambiente 600 milioni
01:15proprio per far sì che le acque reflue possano essere recuperate e depurate
01:22e quindi immesse per l'utilizzo sia in agricoltura che nell'industria.
01:27Sicuramente noi abbiamo, ed è un tema atavico ma che va affrontato, delle perdite negli acquedotti
01:35che ancorché ridotte negli anni sono ancora imponenti.
01:41Sotto questo profilo vi è ovviamente un piano di investimenti necessario
01:47nel medio-lungo periodo occorre anche poi definire una volta per tutte
01:53le linee di intervento anche rispetto a società che li hanno in gestione da anni
02:00e che dovrebbero cercare di intervenire proprio per ridurre queste perdite
02:06che sono effettivamente poco commendevoli.

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